DAP USULI: LA DANZA DI ADORAZIONE AL SOLE DEI MUSULMANI UIGURI

 

 

 

 

 

La danza del Dap Usuli ha reso Dilnar Abdulla vincitore del concorso "il calice d'oro." Il Dap è uno dei tanti antichi strumenti musicali Uiguri. Questo strumento è molto importante nelle orchestre Uigure. Alcune musiche della danza classica sono eseguite solo con il Dap. Il culto del Sole era praticato dagli antichi Uiguri. Le tombe di Kroran (regno di Kroraina, le mummie del bacino di Tarim) hanno la forma di un grande Sole brillante (risalirebbero a 4000 anni fa). Sono state trovate altre reliquie nelle antiche città Uigure che descrivono la divinità del Sole. Il culto del Sole, è una preghiera offerta alla divinità del Sole o al simbolo della sua deità. Il culto del Sole era praticato dagli Irochesi, dagli Indiani delle pianure e dagli Indiani Tsimshian dell'America Settentrionale. Raggiunse un elevato sviluppo tra i nativi Messicani e Peruviani. Il Sole era, inoltre, una divinità Indù. Fu considerato malefico dalle popolazioni Dravidiche dell'India meridionale, mentre i Munda lo ritennero benevolo. I Babilonesi credevano al Sole, e nella Persia antica il culto del Sole era parte integrante del Mitraismo. Gli antichi Egizi adoravano Ra, il dio del Sole. Nelle culture arcaiche, specialmente in Egitto, nel mondo Indoeuropeo e nelle civiltà Mesoamericane, l'urbanesimo si combinava con una forte ideologia della regalità sacra, in cui il Re governava con la forza del Sole ritenendosi il suo vicario. Nell'immaginario collettivo, il Sole era il sovrano del mondo superiore e inferiore che visitava quotidianamente. Gli eroi e le divinità Solari compaiono nella mitologia indoiraniana, greco-romana e scandinava. Nel tardo periodo Romano, il culto del Sole era di tale importanza che fu chiamato successivamente “Monoteismo Solare.” Nell'Islam, il culto del Sole si relaziona alla Walaya Shamsiyyah (letteralmente Santità Solare). Maulana Jalal-Din Rumi ha onorato l'Imam Ali () paragonandolo al Re che governa col potere del Sole, poiché è il suo vicario. La danza del Dap Usuli testimonia la Walaya Shamsiyyah. Rumi nel Mathnawi assegna all'Imam Ali () la Walaya Shamsiyyah, la Walaya Qamariyyah (Lunare) e Walaya Najmiyyah (Stellare), ma in quest’articolo ci occuperemo specialmente della Walaya Shamsiyyah.

Rumi sostiene che l'Imam Ali () è il Sole della Walaya:

“Parla, O Principe dei Credenti, affinché la mia anima possa muoversi nel mio corpo come un embrione. Come l’embrione ha la possibilità di muoversi durante il periodo in cui è governato dagli astri? Va dalle stelle verso il Sole. Quando il tempo è venuto per l’embrione di ricevere lo spirito vitale, in quel momento il Sole lo aiuta.” Libro Uno, versi 3773-5.

Rumi afferma che l'Imam Ali () è il detentore della Walaya Shamsiyyah:

“Quando il tempo è venuto per l’embrione di ricevere lo spirito vitale, in quel momento il Sole lo aiuta. Quest’embrione è messo in movimento dal Sole, perché il Sole prontamente lo dota di uno spirito.” Libro Uno, versi 3775-3776.

Rumi riferendosi all'Imam Ali () gli assegna la Walaya Shamsiyyah e la Walaya Qamariyyah (lunare):

“Io sono la luna e il Sole è di fronte a me come guida.” Libro Uno, verso 3809.

Rumi si riferisce all'Imam Ali () come al Nobile Sole: “Questo corpo non ha nessun valore ai miei occhi: senza il mio corpo, io sono nobile (in spirito), il Sole dello spirito.” Libro Uno, verso 3943.

Rumi definisce l'Imam Ali () il Sole della porta della conoscenza, la porta della conoscenza della Wilayat al-Muhammadiyya: “Poiché tu sei la porta della Città della Conoscenza, poiché tu sei i raggi del Sole della Clemenza (Profeta Muhammad).” Libro Uno, verso 3763

Rumi ritiene che l'Imam Ali () è la manifestazione della volontà Solare di Allah:

“Nella guerra, io sono la manifestazione della seguente verità: non ti buttavi le frecce quando le lanciavi, io sono la spada, ma chi le lancia è il Sole (Divino).” Libro Uno, verso 3789.

Rumi si riferisce all'Imam Ali () come all'ombra Solare del Divino: ‘Io sono un ombra, il Sole è il mio Signore.” Libro Uno, verso 3791.

 

DEFINIZIONE DI SANTITÀ SOLARE E LUNARE

 

Il Sigillo dei Santi è la manifestazione di tutte le santità. È la perfezione della comunità, così come la completezza della realtà del cerchio si manifesta nell'ultimo punto. Il Sigillo dei Santi è l'Imam Muhammad al-Mahdi (), che è stato promesso dal Profeta (). All'interno del cerchio d’assoluta santità, che è manifestato dal Sigillo dei Santi, i santi sono tutti simili a dei punti o ai diversi spigoli del Sigillo dei Santi. Ciò dipende dal fatto che la realtà della santità è realizzata da uno degli attributi della perfezione in ogni santo, e da tutti gli attributi (manifestati) nell'ultimo punto che è Muhammad al-Mahdi (). Il cerchio della santità si manifesta e si realizza in quest'ultimo punto. Conformemente a tutti i Profeti (), esso trae la luce del magistero profetico dalla lampada del Sigillo Profetico, mentre tutti i santi traggono la luce di santità e di perfezione dal Sole della santità che si riferisce al Sigillo dei Santi. Per questo motivo la santità del Sigillo dei Santi è chiamata Santità Solare; mentre la santità degli altri santi è chiamata Santità Lunare. Tutti i santi che ricevono la luce della loro santità dall'assoluta santità del Sigillo dei Santi, sono paragonabili alla luna che riceve la luce dal Sole.

(Tratto dal commento di Sheikh Muhammad Lahiji al discorso di Mahmud Shabistari)

 

Bibliografia

 

1.      Marcello Perego, Le parole del Sufismo, Mimesis, 1998. A pag 254 è definita la Walaya Shamsiyyah e la Walaya Qamariyyah.

2.      Rumi’s Spiritual Shiism, by Seyed G Safavi, London Academy of Iranian Studies, UK