“Dillu Ram, che
problema hai? Hai disonorato il nome degli Indù! Tu sei un Indù... Perché
intoni encomi e scrivi poesie in lode al Profeta dei Musulmani?”
“Non fermatemi”, rispose Dillu
Ram, “Perchè io sono costretto a scrivere questa poesia.” “Chi o cosa
ti costringe?” domandarono i suoi compagni Indù. “Io sono costretto dal
mio amore”, gridò. “Mi sono innamorato del Profeta!” “Come puoi
da Indù innamorarti del Profeta dei Musulmani?” chiesero perplessi.
A questa domanda
Dillu Ram replicò, “All’amore non si comanda”.
“Allora, quanto ami il Profeta?”, domandarono ancora i suoi increduli
correligionari Indù. A questo quesito, Dillu Ram pianse come un amante che
abbandona il suo amato, e recitò questa poesia:
Kuch ‘ishq e
Muhammad mein nahin shart e Musulman!
Hai Kausari Hindu bhii talabgaar e Muhammad!
Allah re! kyaa raunaq e bazaar e Muhammad
Ke Ma’bood e Jahan bhi hai kharidaar e Muhammad!
Essere un Musulmano non è una
condizione per amare Muhammad!
Kausari, l’Indù, è anche un cercatore di Muhammad!
Per Allah! Com’è delizioso il bazar di Muhammad!
Poiché il Signore dei Mondi è anche un acquirente di Muhammad!
Lo lasciarono
disgustati. La poesia di Dillu Ram divenne molto popolare e una quartina, in particolare,
sconvolse l'intera comunità Indiana, sia Musulmana sia Indù. Questa quartina,
in cui immaginò sé stesso nel Giorno di Giudizio, fu
pubblicata (come molte altre sue poesie nei vari mensili in lingua Urdu) sul
periodico Indostano “Maulvi”, stampato a Delhi.
Ecco la
controversa quartina:
Rahmatulilalamin kay Hashar mein maana’ khulay
Khalq saari Shaafa e Roz e Jaza kay saath hai
Laykay Dillu Raam ko jannat mein jab Hazrat gaye
Ma’lum huwa kay Hindu bhi Mahbub e Khuda kay saath hai!
Il significato di "Misericordia
per i Mondi" [rahmah lil-’alamīn] (Corano 21: 107)
divenne apparente nel Giorno del
Giudizio.
L'intera creazione è con
l'intercessore del Giorno dell'Assoluzione,
quando il Profeta prese con lui
Dillu Ram in Paradiso,
si seppe che pure questo Indù era in
compagnia dell'Amato di Dio!
Questa quartina
scandalizzò Indù e Musulmani! Gli infastiditi Indù obiettarono il suo continuo
encomio al Profeta, mentre gli scandalizzati Musulmani si irritarono
per la sua audace espressione sul Giorno del Giudizio Universale! “Come può andare un Indù in Paradiso?”
chiesero.
Imperterrito e
incurante delle critiche, Dillu Ram continuò per la maggior parte della sua
vita a cantare gli encomi al Profeta, sebbene non si convertì mai all’Islam, ma
rimase un Indù. È detto anche di Dillu Ram, che delirante d’amore, talvolta si
intratteneva in piedi nel centro del bazar di Delhi avvolgendosi le catene
attorno al collo ed incatenandosi i piedi, mentre al massimo della sua voce
manifestava vigorosamente l’attaccamento per il Messaggero di Allah
rivolgendosi ai passanti nel modo seguente:
“Muhammad!
Muhammad! Muhammad! Sì! Muhammad è l’Amato di Dio! Muhammad è il primo e
l’unico Amato di Dio! Se Dio vi ama, Egli vi ama a causa del Suo Amato!”
Alcune persone lo
presero anche a sassate, e spesso ritornava a casa coperto di sangue, ma era
completamente perso nel suo amore per il Profeta (la pace e le benedizioni siano su lui!) In vecchiaia, la sua fama
(e infamia) di poeta si diffuse, e quando si ammalò seriamente, le varie
riviste letterarie Indiane, incluso il periodico “Maulvi”, pubblicarono
l'evento. Fu riportato in questo periodico che quando era sul letto di morte e
senza forze, fu circondato da sostenitori, amici, familiari e ammiratori della
sua poesia, compresi molti altri poeti. Era così debole che non poteva alzarsi
da letto. Stranamente, continuava a fissare la porta, e dopo un po’ il suo
volto s’illuminò, si drizzò in piedi e a mani giunte in preghiera, chiese ai
presenti di alzarsi anch’essi. Stupefatti i suoi intimi, gli chiesero: “Qual è il problema?” Piangendo Dillu
Ram ribatté: “Colui che ho lodato per
tutta la mia vita è arrivato! Il Padre benedetto di
Fatima (la pace e le benedizioni siano su di loro!) è qui, mi sta visitando! E
io non ho ancora accettato la sua religione! Com'è generoso il mio amato!”
Piangendo,
cominciò a conversare con lo spirito del Profeta dell'Islam che gli disse: “Dillu Ram! Il tuo tempo è pressoché
arrivato. ‘Azrā'īl (l'angelo della morte) è quasi qui! Per mia volontà,
nessuno tra coloro che mi hanno lodato andrà nel fuoco Infernale! Desidero
condurti con me in Paradiso!” Il piangente Dillu Ram recitò la Kalimah (la
dichiarazione di fede musulmana) e poi disse al Profeta: “Maestro! Tu mi hai insegnato la Kalimah, quindi adesso assegnami un
nome Musulmano di tua scelta! Riesco a sentire che l'angelo della morte è quasi
sopra di me!” Il Profeta scelse il nome Kausar Ali Kausari. Subito dopo il
fortunato ex -Indù morì. “In verità noi apparteniamo a Dio ed a Lui ritorniamo”
(Corano, 2:156)
Il suo nome è
diventato famoso tra i Musulmani Sunniti Barelvi (il principale gruppo della
comunità musulmana Hanafita di India, Pakistan, Bangladesh, Regno Unito e Sud
Africa, ed è presente anche in altre aree del mondo). Secondo loro, è tra i
pochi eletti e benedetti di Dio che ha avuto la visione dell'Amato (il Profeta
Muhammad) in stato di veglia! Possa Dio darci tutto l'amore di Dillu Ram
Kausari! Amin.
A
cura di Qari Abu Bakr Chishti (Pakistan)