Dillu Ram Kausari, il poeta Indù che amò il Profeta Muhammad (la pace sia su di Lui)

 

 

Nel 1940 gli Inglesi governavano ancora l'India, e a Delhi viveva un noto poeta Indù di nome Dillu Ram Kausari. Questo poeta, sebbene fosse un Indù, scrisse encomi e poemi [Qasida/Na'at] in lode al Profeta Muhammad (le benedizioni e la pace siano su di Lui), detti “Aab-e-Kausar”. Egli divenne famoso per aver scritto queste poesie. I suoi poemi furono così ben conosciuti che scandalizzarono persino i suoi amici Induisti, i quali abbordandolo gli chiesero:

 

“Dillu Ram, che problema hai? Hai disonorato il nome degli Indù! Tu sei un Indù... Perché intoni encomi e scrivi poesie in lode al Profeta dei Musulmani?”

“Non fermatemi”, rispose Dillu Ram, “Perchè io sono costretto a scrivere questa poesia.” “Chi o cosa ti costringe?” domandarono i suoi compagni Indù. “Io sono costretto dal mio amore”, gridò. “Mi sono innamorato del Profeta!” “Come puoi da Indù innamorarti del Profeta dei Musulmani?” chiesero perplessi.

 

A questa domanda Dillu Ram replicò, “All’amore non si comanda”.
“Allora, quanto ami il Profeta?”, domandarono ancora i suoi increduli correligionari Indù. A questo quesito, Dillu Ram pianse come un amante che abbandona il suo amato, e recitò questa poesia:

 

Kuch ‘ishq e Muhammad mein nahin shart e Musulman!
Hai Kausari Hindu bhii talabgaar e Muhammad!
Allah re! kyaa raunaq e bazaar e Muhammad
Ke Ma’bood e Jahan bhi hai kharidaar e Muhammad!

 

Essere un Musulmano non è una condizione per amare Muhammad!
Kausari, l’Indù, è anche un cercatore di Muhammad!
Per Allah! Com’è delizioso il bazar di Muhammad!
Poiché il Signore dei Mondi è anche un acquirente di Muhammad!

 

Lo lasciarono disgustati. La poesia di Dillu Ram divenne molto popolare e una quartina, in particolare, sconvolse l'intera comunità Indiana, sia Musulmana sia Indù. Questa quartina, in cui immaginò stesso nel Giorno di Giudizio, fu pubblicata (come molte altre sue poesie nei vari mensili in lingua Urdu) sul periodico Indostano “Maulvi”, stampato a Delhi.

 

Ecco la controversa quartina:

 

Rahmatulilalamin kay Hashar mein maana’ khulay
Khalq saari Shaafa e Roz e Jaza kay saath hai
Laykay Dillu Raam ko jannat mein jab Hazrat gaye
Ma’lum huwa kay Hindu bhi Mahbub e Khuda kay saath hai!

 

Il significato di "Misericordia per i Mondi" [rahmah lil-’alamīn] (Corano 21: 107)

divenne apparente nel Giorno del Giudizio.

L'intera creazione è con l'intercessore del Giorno dell'Assoluzione,

quando il Profeta prese con lui Dillu Ram in Paradiso,

si seppe che pure questo Indù era in compagnia dell'Amato di Dio!

 

Questa quartina scandalizzò Indù e Musulmani! Gli infastiditi Indù obiettarono il suo continuo encomio al Profeta, mentre gli scandalizzati Musulmani si irritarono per la sua audace espressione sul Giorno del Giudizio Universale! “Come può andare un Indù in Paradiso?” chiesero.

 

Imperterrito e incurante delle critiche, Dillu Ram continuò per la maggior parte della sua vita a cantare gli encomi al Profeta, sebbene non si convertì mai all’Islam, ma rimase un Indù. È detto anche di Dillu Ram, che delirante d’amore, talvolta si intratteneva in piedi nel centro del bazar di Delhi avvolgendosi le catene attorno al collo ed incatenandosi i piedi, mentre al massimo della sua voce manifestava vigorosamente l’attaccamento per il Messaggero di Allah rivolgendosi ai passanti nel modo seguente:

 

“Muhammad! Muhammad! Muhammad! Sì! Muhammad è l’Amato di Dio! Muhammad è il primo e l’unico Amato di Dio! Se Dio vi ama, Egli vi ama a causa del Suo Amato!”

 

Alcune persone lo presero anche a sassate, e spesso ritornava a casa coperto di sangue, ma era completamente perso nel suo amore per il Profeta (la pace e le benedizioni siano su lui!) In vecchiaia, la sua fama (e infamia) di poeta si diffuse, e quando si ammalò seriamente, le varie riviste letterarie Indiane, incluso il periodico “Maulvi”, pubblicarono l'evento. Fu riportato in questo periodico che quando era sul letto di morte e senza forze, fu circondato da sostenitori, amici, familiari e ammiratori della sua poesia, compresi molti altri poeti. Era così debole che non poteva alzarsi da letto. Stranamente, continuava a fissare la porta, e dopo un po’ il suo volto s’illuminò, si drizzò in piedi e a mani giunte in preghiera, chiese ai presenti di alzarsi anch’essi. Stupefatti i suoi intimi, gli chiesero: “Qual è il problema?” Piangendo Dillu Ram ribatté: “Colui che ho lodato per tutta la mia vita è arrivato! Il Padre benedetto di Fatima (la pace e le benedizioni siano su di loro!) è qui, mi sta visitando! E io non ho ancora accettato la sua religione! Com'è generoso il mio amato!”

 

Piangendo, cominciò a conversare con lo spirito del Profeta dell'Islam che gli disse: “Dillu Ram! Il tuo tempo è pressoché arrivato. ‘Azrā'īl (l'angelo della morte) è quasi qui! Per mia volontà, nessuno tra coloro che mi hanno lodato andrà nel fuoco Infernale! Desidero condurti con me in Paradiso!” Il piangente Dillu Ram recitò la Kalimah (la dichiarazione di fede musulmana) e poi disse al Profeta: “Maestro! Tu mi hai insegnato la Kalimah, quindi adesso assegnami un nome Musulmano di tua scelta! Riesco a sentire che l'angelo della morte è quasi sopra di me!” Il Profeta scelse il nome Kausar Ali Kausari. Subito dopo il fortunato ex -Indù morì. “In verità noi apparteniamo a Dio ed a Lui ritorniamo” (Corano, 2:156)

 

Il suo nome è diventato famoso tra i Musulmani Sunniti Barelvi (il principale gruppo della comunità musulmana Hanafita di India, Pakistan, Bangladesh, Regno Unito e Sud Africa, ed è presente anche in altre aree del mondo). Secondo loro, è tra i pochi eletti e benedetti di Dio che ha avuto la visione dell'Amato (il Profeta Muhammad) in stato di veglia! Possa Dio darci tutto l'amore di Dillu Ram Kausari! Amin.

 

A cura di Qari Abu Bakr Chishti (Pakistan)