| Retaggio
di una Tradizione pre-Islamica i Musulmani adorano uno
speciale
oggetto
sull'angolo orientale della Ka'bah alla Mecca.
Narrò Salim
che suo padre disse: Riferito da al-Bukhari, Volume 2, Libro 26, Numero 673 |
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Si
stanno rifugiando. Rifugio
dalla miseria, rifugio dalla morte, rifugio dall'avidità del cuore. Un
presupposto al lavaggio delle mani, al lavaggio interno della
bocca, al lavaggio interno del naso, al lavaggio della faccia,
al lavaggio degli avambracci e al lavaggio dei piedi. E quando facemmo della Casa Santa luogo di riunione e di sicuro rifugio per gli uomini (Corano, 2: 125)
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L'uomo indossa l'ihram, un indumento bianco privo di cuciture fatto di due pezzi di stoffa: l'uno cinge i fianchi fino al polpaccio, l'altro copre una spalla, trasversalmente. Il profumo non è permesso. (Le donne indossano un semplice abito bianco e coprono la testa, ma è vietato coprirsi il volto). Il primo indumento avvolto attorno ai fianchi è detto Izar, e l’altro, il Rida, è gettato sul collo e sulle spalle in modo che il braccio e la spalla destra restino scoperte.
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Successivamente
bevono dalla fonte "Zamzam".
Nella Ka'bah alla Mecca i simboli della dea Madre della società pre-Islamica
Araba sono preservati.
La Ka'bah è detta anche
'Bayt
ul Haram', "la Casa onorevole'.
- Ka'bah - Cybele - Kubaba
- Kumbaba - Humbaba -
Da questa tribù discende la famiglia di Muhammad (ﺹ). Nell'etimologia
Sanscrita, il nome Muhammad
(ﺹ)
implica "una persona di grande ispirazione".
L'ingresso settentrionale della Moschea è chiamato la 'Porta del Paradiso' ( Bab ej-Jinah )
Lo
stesso simbolo della Ka'bah Meccana è ancora adorato e
santificato in India.
Yoni
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In molti templi
Indiani è venerato includendo il simbolo del Lingam nella Yoni.
Questi
simboli si conservano nell'Islam. 
Pellegrini
a Mina, non lontano dalla Mecca, scagliano pietre contro tre colonne.
Pellegrini
a Mina
Pellegrini
a Mina vicino la Mecca
Pellegrini
a Mina 
Simboli
dell'Islam
Pellegrini
pronti a toccare 
Parvati e Shiva col simbolo del lingam e della yoni in primo piano. Dalla sua testa sprizza uno zampillo d'acqua, che è il Gange, il più sacro di tutti i fiumi sacri. Shiva (consapevole che il Gange, nella sua potenza, avrebbe distrutto la Terra) permise solo ad una piccola parte del grande fiume di zampillare dalla sua testa, per attraversare la Terra e portare dell'acqua purificatrice agli esseri umani. Questo concetto è conservato nella Genesi: Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati... e faceva salire dalla terra l'acqua (Genesi, 2:4-6)
Il simbolo 'Vesica Pisces' (vescica del pesce) o “Mandorla Mistica” era adorato dai primi cristiani perché in quell'epoca l'equinozio di primavera avveniva nel segno dei Pesci. Era il simbolo della fertilità e della femminilità.



La dea Cibele aveva per simbolo il pesce. Dea creatrice che ha dato origine all’intero universo senza bisogno di intervento maschile, era la vergine inviolata e tuttavia madre degli dei. La grande dea anatolica si manifestava nella dura sostanza della roccia e si riteneva fosse caduta dal cielo sotto forma di una Pietra nera.

"Io sono il Segno della Lettera"
OMEGA
Omega = Om-mega = 'Il Grande Om'
Lilith col suo
simbolo


La parola Allah si trova nella lingua Sanscrita. Nella lingua Sanscrita Alla(h), Akka ed Amba sono sinonimi. Significano una dea o una madre. Il termine "ALLA(H)" forma una parte dei canti Sanscriti per invocare la dea Durga, anche conosciuta come Bhavani, Chandi e Mahishasurmardini.
Per i Musulmani, la parola "Allah" ha solo un significato: "l'Uno, il Vero, l'Universale Dio". Tuttavia, il termine "Allah" ha molti differenti
significati:
1. E' stato usato da alcuni cristiani Arabi per indicare la Santa Trinità.
2. Fu usato nell'epoca pre-Islamica dagli Arabi pagani per riferirsi al dio luna che fu il padre di al-Lat, al-Uzza e Manat.
3. Può genericamente indicare Dio. Può essere applicato a qualsiasi dio o dea che sia vero o
falso (ad esempio, gli "Allah" dell'Induismo).
4. La Nazione dell'Islam si riferisce a Wallace Fard Muhammad, Elijah Muhammad e Louis Farrakhan col titolo di "Allah" e insegna che tutte gli uomini dalla pelle nera sono "Allah."
Di conseguenza, la dea pre-Islamica Al-Lat diventa Alla (Durga) nell'Induismo, mentre Al-Uzza è nota in India come Urja (l'energia o la forza vitale conosciuta come Shakti).
Alcuni musulmani zelanti hanno tentato di dimostrare l'esistenza della parola "Allah" nella versione Greca dell'Antico Testamento. In questo caso, si trattò di un insuccesso, perché "Al-lah" in Greco significa "ma" e non ha alcun'attinenza col sacro come nelle religioni Indiane o pre-Islamiche.
Infatti, nel Siriaco, Allah deriva dalla parola Araba
Ilah ed indica la sorgente. Nella lingua inglese il who è sillabato come
l'Arabo Hu (Lui). Hu nel Siriaco è tradotto "Lui", ma Allah
Subhana wa Ta'ala (la Gloria sia su Allah l'Altissimo) non ha un nuovo genere. La fonte di tutta la creazione non
può diventare inferiore alla sorgente. Per essere collocata dove? Così, quando
noi musulmani diciamo Alla-Hu-Akbar, alcuni studiosi Arabi lo traducono per
"Allah è il più grande". Tuttavia, l'espressione è composta di tre
parti: la prima, il nome Alla o Allah, il cui significato è sorgente e proviene
dal termine Siriaco Ilah; la seconda, il pronome Hu il cui significato è
Lui; e la terza, l'aggettivo e superlativo Akbar, il cui significato è
"il più grande". Sostanzialmente, l'espressione "Alla-Hu-Akbar"
significa "la più grande fonte di Allah". Nella storia dell'Antico
Egitto troviamo una divinità chiamata Huhi o Huhe, conosciuta come la forza
creativa dell'energia. Se dalla frase "Alla-Hu-Akbar" si rimuove sia
Alla sia Akbar, resta solamente il pronome isolato Hu che in Siriaco
significa Lui, ma in realtà è la divinità maschile Egizia, Huhi o Huhe
(l'Eterno).
Il nome Allah è anche imparentato ad altre
lingue. In Ebraico è detto Eloh-im. In Aramaico è detto Allaha. Nella lingua
Maltese, che è un dialetto Arabo parlato prevalentemente da Cattolici, è detto
Alla.
“Allah” è dato come maschile, ma la sua radice è femminile anche se talvolta è un insulto per gli Arabi poiché Alla fu una dea lunare Babilonese della fertilità, un simbolo femminile ancora usato...
Comunque, la supremazia eterna della natura femminile di Allah è sancita da un hadith qudsi: "La mia misericordia precede la mia collera" (rahmatî sabaqat ghadabî).
Citato da al-Bukhari, Tawhid 15, 22, 28, 55, Badi'ul'-Halk 1; Muslim, Tawba 14, (2751); Tirmidhi, Daawat 109, (3537).
La Ka'bah fu astronomicamente
orientata secondo i venti. L'asse minore della base rettangolare della Ka'bah fu
armoniosamente allineata verso l'alba estiva ed il tramonto invernale. Il tempio era una rappresentazione architettonica
che collegava la teoria della creazione alle varie discipline scientifiche come
la chimica, la fisica, la cosmologia, la meteorologia e la medicina. Ogni muro o angolo della Ka'bah fu associato
ad una regione specifica del mondo. Questo tempio era una rappresentazione
microcosmica dell'universo. Questa struttura ad otto direzioni fu dedotta dal modello
Tantrico.

Lo Yantra tantrico che definisce la struttura della Ka'bah
Questa è l'esatta rappresentazione dello Yantra Tantrico Cit-kunda. Il cerchio o Bindu che simboleggia la Shakti è abbracciato dalla mezzaluna o Shishu, simbolo di Shiva. Questo matrimonio divino rivela lo stadio antecedente alla creazione. L'inizio della creazione è un principio cosmico onnipervadente ed onnipotente - Shiva abbraccia la sua stessa potenzialità - la Shakti.
Lo Yantra Tantrico Cit-Kunda
Lo Yantra appartiene al bagaglio culturale dell'Islam. I motivi cosmici sono presenti nell'architettura Ottomana e Selgiuchide. Il significato completo del quadrato e del cerchio è in accordo con la filosofia Islamica. Il concetto del Trono Divino si ritrova all'interno degli Yantra Islamici (vedere link).
Nell'Arabia pre-Islamica la tribù dei Coraisciti governava il sacro tempio della Ka'bah. Tra le molte divinità, i Coraisciti furono particolarmente devoti alla dea Alla (Durga) e al famoso lingam di Shiva (Shivling). Il lingam di Shiva è rimasto fino ad oggi nella Ka'bah, perché per i Coraisciti rappresentava una divinità senza volto, a differenza delle altre che erano raffigurate. Vi sono molti punti in comune tra la cultura Vedica e la cultura Araba antica. La tradizione tantrica, o Tantrika Parampara, si intreccia così con quella Araba e Vedica (Vaidika Parampara).
Lo Shivling o il lingam di Shiva era così sacro che il musulmano continuò a baciarlo (lo Shivling nel suo significato letterale più elevato rappresenta l'unione del simbolo maschile, il fallo, col simbolo femminile, la yoni o vagina). "Vidi l'Apostolo (ﺹ) di Allah che giunto alla Mecca baciò la Pietra Nera al suo primo giro mentre compiva il Tawaf..." (al-Bukhari, Vol. 2, Lib. 26, Num. 673). Fu rotto in vari pezzi nei secoli, ma è stato sempre ricomposto. Oggi i pezzi frantumati sono messi insieme da un castone in argento. Il significato di Pietra Nera (Aswad) è molto simile al Sanscrito "Ashwet", il cui significato è "non bianco" o "scuro".
La Ka'bah
è detta in Arabo "Bayt al-haram", mentre la Casa di Dio è chiamata
"Bayt Allah". Anticamente in Arabo il termine Bayt era seguito dal
suffisso -il, ovvero si diceva Baytil. Il Betilo è la pietra sacra che
in Medio Oriente si credeva caduta dal cielo e dotata di poteri magici. Questo simbolo designava l'oggetto del
culto rivolto agli spiriti delle pietre sacre. L’Omphalos, dice Guenon, era di solito materialmente rappresentato da una pietra sacra, che si definiva Betilo o Betile, e che in ebraico non è altro che Beith-El, la “casa di Dio”, l’abitacolo divino. La pietra è difatti propriamente la casa di Dio, il Tabernacolo sede della Shekinah, e il culto ad essa legato era rivolto non alla pietra, ma alla divinità che in essa risiedeva. Quella stele avrebbe dovuto ricordare per sempre il passaggio della meteora: poiché essa diventava una "Bayt Allah", la dimora di Dio.
Il lingam o fallo, è il simbolo per eccellenza di Shiva, venerato come emblema dell'energia creativa. Il lingam è il maggior oggetto di venerazione nei templi Shaiva in giro per l'India. La yoni, che è il simbolo dell'organo sessuale femminile, spesso costituisce la base del lingam eretto. I due vengono venerati insieme per ricordare ai devoti pellegrini (hajj) musulmani che il principio maschile e quello femminile sono comunque inseparabili, e che solo insieme possono rappresentare la totalità della manifestazione nel molteplice.
"facemmo della Casa Santa luogo di riunione e di sicuro rifugio per gli uomini" (Corano, 2: 125)
Bibliografia:
1. René Guenon, Simboli della scienza sacra, pietra nera e pietra cubica, Edizioni Adelphi
2. Toufic Fahd, La divination arabe, Sindbad.