India Sacra Terra Islamica
Traduzione dall’Arabo di Carl W. Ernst
In Religions of India in Practice, ed. Donald S. Lopez, Jr., Princeton Readings in Religions, 1 (Princeton University Press, 1995), pag. 556-64.
http://www.unc.edu/~cernst/articles/azadtrans.DOC
Introduzione
Il moderno nazionalismo politico del subcontinente Indiano fu suddiviso dai Britannici secondo delle linee religiose in due nazioni,
Pakistan ed India. Questa divisione politica postula, a detta d’alcuni,
un'opposizione capitale tra India e tradizione Islamica. Prima dell'era
moderna, tuttavia, questa costruzione politica non è mai esistita. I Musulmani
vivono nell'Asia Meridionale dal primo secolo Islamico, a seguito delle
incursioni e delle conquiste lungo la frontiera nord occidentale del Sind e del Punjab, nonché grazie
ai commerci con le colonie che si stabilirono attorno alla costa Indiana sulla
rotta per le Isole delle Spezie. L'India fin dall'antichità occupò
un'importante posizione nella cosmologia Islamica. Resoconti di hadith (i detti attribuiti al Profeta Muhammad) riferiscono che l'India (più precisamente, Ceylon) fu il luogo su cui discese Adamo in terra dopo la sua
espulsione dal paradiso. Il primo Musulmano Indiano che accordò un significato
letterario espressivo a queste storie, fu il poeta Amir
Khusraw Dihlawi (morto il
1325), il quale si riferì ripetutamente alla discesa di Adamo in India nel suo
poema epico in Persiano Gli Otto Paradisi; in esso
sono esposti sette argomenti poetici per dimostrare che l'India è davvero il
paradiso sulla terra. Sulla vetta dello Sri Lanka chiamata Cima di Adamo, i
pellegrini delle diverse religioni ossequiano ancora la grande impronta
svariatamente attribuita a Adamo, a Shiva, o al Buddha.
La più accurata presentazione dell'India come una terra sacra per l'Islam,
appartiene all'opera di Ghulam ‘Ali di Bilgram, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Azad. Azad
(1704-1786) fu un poeta prolifico in Persiano ed in Arabo, le sue odi Arabe in
lode al Profeta Muhammad gli valsero l'epiteto di “Hassan dell’India” (dopo Hassan Ibn Thabit, morto il 674, un
poeta Arabo che elogiò Muhammad). Azad
scrisse opere biografiche sui funzionari dell’impero Mughul
e Deccano, nonché dedicò un’agiografia ai santi di Khuldabad, la città dell’India occidentale in cui lui
stesso fu sepolto. Azad riassunse il significato
simbolico della discesa di Adamo a Ceylon
in un trattato straordinario in lingua Araba, il Subhat
al-marjan fi athar Hindustan (Il rosario di
corallo delle Antichità Indiane) che completò nel 1764. È un lavoro in
quattro parti che comporta: 1) i riferimenti all'India
nei detti del Profeta Muhammad, 2) le biografie
d’eminenti studiosi Musulmani Indiani; 3) figure retoriche in Arabo e
Sanscrito; 4) amanti e poesia d'amore nella tradizione Islamica e Indù. È dalla
prima di queste quattro parti, intitolata Il Profumo dell'Ambra Grigia,
che le seguenti selezioni sono tratte. Dalle numerose descrizioni selezionate
tra le più disparate e classiche fonti Arabe, Azad
concluse che la cima di Adamo è il secondo posto più
santo della terra per vicinanza alla Mecca; l'India è stata il luogo della
prima rivelazione, della prima moschea sulla terra ed il luogo dal quale fu
compiuto il pellegrinaggio alla Mecca per la prima volta. Utilizzando il
concetto mistico Sufi riguardante la natura profetica
primordiale di Muhammad, Azad
descrisse l'India come il luogo in cui la luce eterna di Muhammad
si manifestò prima in Adamo, mentre in Arabia si ritrovò la sua espressione
finale nella forma fisica del Profeta. La pietra nera della Mecca discese con
Adamo, il bastone di Mosè crebbe da un mirto che
Adamo piantò sulla vetta, e tutti i profumi e le abilità artistiche derivano
dalla discesa di Adamo sull'India. Il moderno curatore
dei lavori di Azad respinge
queste tradizioni e critica questi hadith
definendoli inattendibili, sia per la loro debolezza sia per le dubbie fonti di
trasmissione; essi sono, inoltre, “semi-storici, e basati su leggende”.
Queste obiezioni alla raccolta di hadith
compiuta da Azad sono forse valide da un’ottica
riformistica; tuttavia, esse trascurano il significato simbolico che Azad ha assegnato all'India come sacra terra Islamica. Azad era perfettamente consapevole delle restrizioni che la
critica agli hadith poneva ai trasmettitori
inaffidabili. Egli aveva studiato la scienza degli hadith
a Medina con il celebre studioso Indiano Muhammad Hayat al-Sindi, il quale aveva
formato una generazione intera di studiosi e di Sufi
nello studio degli hadith. Da storico, Azad scovò testimoni oculari e relazioni di viaggiatori che
descrivevano il concomitante pellegrinaggio all'impronta di Adamo
sotto gli occhi amichevoli dei governatori “Indù” di Ceylon
(oggi Buddisti). Lo scopo di Azad,
bisogna ammetterlo, scrivendo quest’insolito trattato non era di produrre uno
studio sugli hadith; egli voleva solamente
raffigurare “la terra d'India come un reame scelto da Dio e distinto per la sua
vicegerenza (dar al-khilafa).”
Dato che Adamo esercitò inizialmente in India l'autorità conferita da Dio
all'umanità, questa terra ebbe lo status esclusivo di primo luogo terrestre su
cui l'umana vicegerenza (khilafa, anche
“Califfato”) fu stabilita. Azad operò anche un
collegamento tra l'ubicazione della famosa Pietra Nera posta sull'angolo
orientale della Ka’bah alla Mecca e l'orientamento orientale dei templi Indù in
India. Ingegnosamente, Azad concluse che, siccome
Adamo fu sotto ogni aspetto un Indiano, così tutti i suoi discendenti sono pure
degli Indiani.
Azad descrisse la
sacralità dell'India riferendosi alle più elevate autorità scritturali
Islamiche, vale a dire al Corano e ai detti di Muhammad,
citandone scrupolosamente le fonti e mantenendo da parte il suo commentario. Il
suo lavoro denota l'importanza della lingua Araba come lingua
classica Indiana, anche in tempi relativamente recenti. Azad
illustra che lungo i secoli, le fonti Islamiche hanno evidenziato un punto
importante che è in contrasto con il dogma politico attuale: per i Musulmani,
l'India è stata una terra sacra da tempi immemorabili.
Fonte: Ghulam 'Ali Azad al-Bilgrami, Subhat al-marjan fi athar Hindustan,
ed. Muhammad Fadl al-Rahman al-Nadwi al-Siwani (2 vol., Aligarh: Jami'at 'Aligarh al-Islamiyya, 1976-80), pp. 7-57, ridotta. 1
Ghulam ’Ali Azad Bilgrami
Il rosario di corallo delle Antichità Indiane
Parte Prima: Il
Profumo dell'Ambra Grigia
Nessuno prima d'ora ha imbastito un trattato in questo modo, né poteva realizzare
una simile composizione, così, possa Dio l'Altissimo aiutare il suo fedele ed
implorante servitore con questa scrittura - il povero, Ghulam
'Ali, del clan al-Husayni (discendente di Husayn, nipote del Profeta), originario di
al-Wasiti (città irachena di Wasit) e nativo di al-Bilgrami (Bilgram è una città dell'India settentrionale) - e
rendergli la sua grazia privatamente e pubblicamente. Egli incluse in questo
componimento il vasto repertorio di citazioni riguardanti l'India contenute nei
grandi commentari del Corano e nei nobili detti (hadith)
del Profeta; esso fu intitolato Il Profumo dell'Ambra Grigia discesa sul
Capo degli Uomini (il Profeta Muhammad) riguardante
l'India, sperando che la sua Maestosa Presenza e Misericorde Soglia potesse
profumare gli orizzonti, e le sue fragranze odorare le coste. Egli è il
Protettore, Colui il cui aiuto è richiesto, Colui che è degno di indulgenza e beneficenza.
Sappi (possa Dio l'Altissimo aiutarti!) che quando Dio (che è glorioso) decretò nella pre-eternità il
potere dei suoi Nomi, i suoi Attributi, e i riflessi delle Sue Luci e
Manifestazioni, chiamò le creature in essere e manifestò le Realtà nel momento
in cui le terminò presso il più lontano luogo della manifestazione. La più
perfetta di queste che s’irradia con la Sua nobile forma, essendo adornata con
i gioielli dei Suoi Attributi primordiali, è il genere umano. Il suo Creatore
creò poi il vincitore degli uomini, Adamo, la pace sia su di Lui. Dio lo scelse
come vice-gerente della Sua sacra soglia e come ornamento per il Suo
trascendente trono.
Gli insegnò i nomi sacri e ordinò agli spiriti angelici di inchinarsi
dinanzi a Lui. Generò la sua discesa dal cielo alla terra, sulla terra d'India, che divenne il reame della vicegerenza e si distinse per quest’eccellenza. Questa vicegerenza si accomodò sul seggio della nobiltà ed i suoi
decreti governeranno fino al Giorno del Giudizio. La
diffusione delle scienze divine, i segreti nascosti manifestati, le abbondanti
benedizioni e le molteplici elevatezze sono state elargite sul continente
Indiano.
Il tempo di Adamo è lontano, sono trascorsi molti secoli, e niente è rimasto dei suoi detti nei libri Islamici tranne un poco,
e questo caso è come la storia della goccia della fontana paradisiaca Salsabil. Non abbiamo, pertanto, delle tracce, salvo un
certo numero di temi, a causa della mancanza di materiali; ma le loro
argomentazioni onorano la terra Indiana per la discesa del vicegerente
di Dio, il suo Puro Adamo, su di Lui sia la pace. Serendip (l'antico nome di Ceylon),
quindi, è noto come “il reame della vicegerenza.”
Nessuno prima di me gli applicò questo termine, sebbene se lo meritasse, perché
l'Altissimo Dio mi si è ispirato in tal modo.
L’erudito Jalal al-Din
al-Suyuti (da Suyut in
Egitto, morto il 1505), possa Dio l’Altissimo aver
pietà di lui, commentando la sura 46 del Corano
nell’opera Il Filo Perlato, citando Ibn Abi Hatim da ‘Ali (nipote di Muhammad, morto il 661), possa Dio esser soddisfatto di
Lui, riferì che (il Profeta Muhammad) disse: “Le
migliori valli per l’umanità sono la valle della Mecca e la valle in cui Adamo
discese in India.”
Questo detto mette a confronto il miglior luogo dell’India con la terra
della “città sicura” (la Mecca) (Corano, 95: 3), possa
Dio nobilitarla fino al Giorno del Giudizio. Infatti, una delle implicazioni
del paragone è la discesa di ciascun componente della coppia, cioè, Adamo a Serendip, e Eva a Gedda (in
Arabia). Adamo, su di Lui la pace, chiamò il luogo sul quale discese “la sacra
montagna”, e lì vide e ascoltò le voci degli angeli onorare il trono di Dio
l’Altissimo. Inoltre, lassù, trovò le fragranze del cielo ed il suo profumo,
così com'è dichiarato (per volontà di Dio Altissimo) nel rapporto di Ibn Sa'd
(morto il 845) trasmesso da Ibn 'Abbas
(morto il 688), possa Iddio esser soddisfatto di entrambi.
Il Maestro ‘Ali al-Rumi
(“il Greco”), Dio l’Altissimo abbia misericordia di lui, scrisse nel libro Discorsi
degli Antichi e Conversazioni dei Moderni: “L’India fu il primo luogo da
cui le sorgenti della saggezza sgorgarono sulla lingua del primo insegnante
dell'umanità, Adamo il Puro, la benedizione di Dio e la pace siano su di Lui e
su tutti i profeti, e dopo fu la volta del santuario Meccano”. Il Maestro cita
questa nozione nel suo commentario e nei suoi Discorsi sostiene: “il primo posto in cui i libri furono realizzati e le
sorgenti sgorgarono fu l'India... e (Adamo) compì il pellegrinaggio alla Mecca
più di una volta, a piedi. Poi, emigrò al nobile santuario della Mecca, per la
sua nobiltà, e lo preferì a tutti gli altri paesi. Fu il primo ad emigrare a
cagione del prestigio del posto o della località.
L'emigrazione è il costume dei profeti e dei messaggeri, le benedizioni e
la pace di Dio siano tutte su di loro.”
L’Imam al-Zahid (di Bukhara, morto il 1125) citando Ibn
Abbas, Dio sia soddisfatto di entrambi, nel suo
commentario Coranico scrisse: “Adamo discese a Serendip in India ponendo la mano destra sulla sinistra, e Eva discese a Gedda. Da Serendip
a Gedda ci sono 700 leghe.” Nel testo La storia di
Gerusalemme è detto: “Adamo
quando scese a Serendip, eseguì la prostrazione di
ringraziamento e testimoniò i segni della creazione, e la sua testa toccò la
pietra del tempio (la Cupola della Roccia a Gerusalemme) perché è il luogo più
maestoso sulla faccia della terra, e tramite suo avviene il percorso
d’ascensione al cielo.”
Inoltre, v'è l'impronta di Adamo. Il Maestro 'Ali al-Rumi afferma nei suoi Discorsi:
“Il primo luogo su cui Adamo discese fu la montagna chiamata Rahun che si trova in un’isola Indiana, nel regno di Serendip, in un posto chiamato Dujna,
sul quale c'è la sua impronta, la pace sia su di Lui. Quest’orma abbaglia gli
occhi, poiché la sua luminosità nessuno può sopportare. La lunghezza della sua
impronta nella roccia è di settanta spanne, mentre in cima alla montagna c'è
una luce abbagliante come un fulmine. È indubbio che là piova ogni giorno
bagnando la sua impronta. Da questa montagna, Adamo arrivò alla costa in un
solo passo, benché si trattasse di un viaggio di due giorni.”
Nei giorni in cui stavo scrivendo questo libro, un viaggiatore addivenne “al regno delle vittorie”, Arcot,
che è una tra le città più famose del Karnataka, non
lontano “dal regno della vicegerenza”, Serendip, possa Dio bagnarla con acquazzoni di pioggia!
Quel viaggiatore proveniva da Serendip dopo aver
trascorso tre mesi laggiù. Mi raccontò: “Ho fatto il pellegrinaggio
all'impronta di Adamo, la pace sia su di Lui, e circumambulai quel posto.” Un gruppo di dervisci Madari aveva vissuto per un po’ di tempo in quel luogo,
presenziando all'orma sacra ed accettando le donazioni fatte ad essa. Costoro seguono lo Shaykh Badi` al-Din Qutb
al-Madar, che Dio illumini
la sua tomba, uno dei più grandi e famosi santi dell'India. Morì il 18 Jumadi I del 838 (20 dicembre 1434) secondo la tradizione
Islamica. La sua tomba che si trova nel villaggio di Makanpur,
ad un giorno di viaggio dalla città di Kannauj, è
menzionata nel famoso dizionario L'Oceano. Oggi, i governanti Induisti
di Ceylon riveriscono l'impronta benedetta ed onorano
i suoi pellegrini.
Un altro punto riguarda l'accettazione del pentimento di Adamo,
la pace sia su di Lui, ed il suo apprendimento delle parole (divine) in India.
È stato citato nel Testamento di Adamo, la pace
sia su di Lui: “Così il pentimento discese sopra di me in questa terra”,
asserisce l'hadith. Lo storico persiano Al-Tabari (morto il 923), ha dichiarato nella sua Cronaca:
“Dopo trecento anni, Adamo ricevette Parole (divine) dal Signore, il quale lo perdonò’ (Corano 2,37), mentre
Gabriele giunse con buone notizie, così egli pianse sulla montagna per un anno
ringraziando e gioendo. La vegetazione su quella montagna crebbe per le sue
lacrime ed un profumo fu trasportato in questo giorno dall'India agli
orizzonti.”
Un altro aspetto è il ritorno di Adamo, la pace
sia su di Lui, dal santuario della Mecca (che Dio l’accresca in onore e
dignità) all’India, e la scelta di quest’ultima come sua terra natia. Al-Tabari narra nella sua Cronaca: “Quando Adamo
terminò il pellegrinaggio, partì con Eva per la montagna Indiana su cui era disceso
dal cielo, quindi, eseguì questo pellegrinaggio successivo al primo per
quaranta anni. Tutte le volte che terminava un pellegrinaggio, ogni anno,
partiva per l’India.” Affermò ancora nella sua Cronaca: “Dopo,
costruì per sé una casa in India, e Dio gli conferì la terra dell'India e gli
donò le sue bestie, sia selvatiche sia domestiche, e pure i suoi
uccelli. Egli fa piovere e crescere le piante, e addomesticò per lui gli
animali, alcuni per alimento, taluni per essere cavalcati, e altri per trasportare
carichi.” . . . Io deduco, quindi, che Adamo, la
pace sia su di Lui, era attaccato all'India, poiché ritornò in questa terra e
la scelse come patria.
Un altro problema preso in considerazione da una tradizione è il sigillo
dell'Alleanza sul Monte Dujna. Al-Suyuti
citando Ibn Jurayj (morto
il 768) ed Ibn al-Mundhir,
i quali si riferirono ad Ibn 'Abbas, possa Dio essere
soddisfatto di loro, riporta: “Adamo, la pace sia su di Lui, discese sul Monte Dujna, e Dio accarezzò la sua schiena estraendogli ogni anima
che avrebbe creato fino al giorno del giudizio.
Poi chiese: ‘Non sono Io, il vostro Signore?’ E loro dissero: ‘Sì, l'attestiamo.’ (Corano, 7: 172). In
quel giorno ‘la penna si prosciugò’ per ciò che creò
fino al giorno di giudizio.” Io affermo, che fra le
anime estratte dai lombi di Adamo nel Giorno del Patto
Primordiale v'erano i profeti, la pace e le benedizioni siano su di Loro, così
è stato riferito in un lungo hadith attribuito al
Profeta da Abu Hurayra
(morto il 676), possa Dio essere soddisfatto di lui. Al-Suyuti
scrisse nel suo commentario Coranico: “Adamo domandò:
Signore! Chi sono queste
persone che rivelano la luce?' Egli rispose: ‘Sono i profeti della vostra prole.’” Per la qual cosa, sembra che il Giorno del Patto
onorò la terra del Monte Dujna (cioè, l'India) con
una sufficiente presenza di profeti e messaggeri, le benedizioni e la pace di
Dio siano su tutti Loro. Un’altra questione riguarda
l'ascesa del sole della profezia che si realizzò per la prima volta dalla
regione Indiana, poiché il primo dei profeti fu Adamo, la pace sia su di Lui.
Un’altra circostanza tocca il più maestoso e sublime dei miracoli - possa
Dio ispirarmi con la Sua bellezza espressiva, le cui redini nessuna mano ha
afferrato. Al-Suyuti citando Ibn ‘Umar al-‘Adani
da Ibn ‘Abbas, la pace sia su di loro, disse: “Muhammad, il rampollo della tribù Coraiscita,
era una luce nelle mani di Dio l'Altissimo duemila anni prima che creasse
Adamo. Quella luce Lo lodò, e gli angeli recitarono a memoria il Suo encomio. E quando Dio creò Adamo, dispose quella luce nei suoi
lombi.” Il Messaggero di Dio, che Allah lo benedica e gli accordi la pace,
dichiarò: “Determinò la mia discesa sulla terra nei lombi di Adamo,
mi mise nei lombi di Noè e mi lanciò nei lombi di
Abramo. Poi, Dio continuò a trasferirmi nei nobili lombi e puri uteri, finché
mi dettero alla luce i miei genitori, che non fornicarono mai.”
Cosicché è dimostrato che l'India è il luogo in cui albeggiò la Luce Muhammadiana e l'origine di
quest'effusione eterna; mentre, l'Arabia è la sua conclusione ed il suo
obiettivo, il territorio della manifestazione della sua esistenza fondamentale
e dell'illuminazione, Dio la benedica e gli conceda la pace. Per questa
ragione, l'India è sufficiente di per sé in onore e merito. Quanto era
eccellente Ka'b ibn Zuhayr
(morto dopo il 632), la pace sia su di lui, quando disse (riguardo a Muhammad): “Il Messaggero è una luce che illumina le spade
Divine estratte dall’acciaio Indiano.”
Un altro punto concerne la discesa dello Spirito Santo su Adamo, la pace
sia su di Lui, per la prima volta in India. Un altro aspetto considera che la
chiamata alla preghiera della comunità monoteistica fu la prima convocazione,
mentre il tamburo della fortuna Muhammadiana dapprima
scoccò in questa terra.
Un'altra questione riguarda la discesa della Pietra Nera in India per la
prima volta. Al-Suyuti citando al-Azraqi
da Ibn ‘Abbas, pace sia su
di lui, dichiarò: “Adamo scendendo dal cielo trasportò la Pietra Nera sotto un
braccio anche se era uno degli zaffiri del cielo. Se Dio non avesse
oscurato la sua luminosità, nessuno resisterebbe guardandola”, sostiene
l'hadith. Al-Suyuti citando
al-Bayhaqi da al-Sindi in “Le
Prove” dichiarò: “Adamo lasciò il cielo con la Pietra in una mano e con una
foglia nell'altra mano. La foglia si diffuse in India
e da essa provengono tutti gli attuali profumi, ma la
Pietra era uno zaffiro bianco pieno di luce. Quando Abramo costruì la Casa (in
altre parole, la Ka’bah), raggiunse il posto
(riservato) alla Pietra e disse ad Ismaele: ‘Portami
una pietra da mettere qui.’ Gli portò una pietra
dalla montagna, ma lui ne chiese un’altra. Ogni volta rifiutava la pietra, non
essendo soddisfatto di ciò che gli fosse condotto. Quindi,
lui stesso si recò a cercarla, e Gabriele, la pace sia su di lui, ritornò con
una pietra dall'India che Adamo aveva portato dal cielo, cosicché (Abramo) la
depose là. E quando Ismaele venne, disse: ‘Chi ha portato questo?' Egli
rispose: ‘Qualcuno che è più movimentato di te’”.
Una volta, fui felice di aver visitato il Sacro Recinto e la Nobile Casa, possa Dio onorarla e glorificarla
maggiormente. Notai che i suoi quattro angoli sono rivolti nelle quattro direzioni del mondo e le sue mura sono di fronte
alle quattro direzioni intermedie. L'angolo della Pietra Nera guarda ad est,
questa è la direzione della preghiera degli Indiani, nonché la direzione del loro culto. Attualmente, si sa che
quest’angolo è uno degli zaffiri del cielo. Questo è il più nobile degli angoli
giacché vi è incastonato l'anello-sigillo di fede, esso è la mano destra di Dio
colla quale saluta i Suoi servitori e coloro che Lo accettano, i quali hanno
giurato obbedienza a Dio e al Suo Messaggero. Essa (la Pietra Nera) ha degli
occhi, una lingua e delle labbra per attestare coloro che Lo accettano in
verità, perché è il depositario delle alleanze dell'umanità. È onorata
sufficientemente dal Messaggero di Dio, Allah Lo benedica e gli conceda la
pace, poiché la sollevò con la sua mano e la baciò con le sue
labbra. Un altro argomento da considerare è la coppa di Adamo,
la pace sia su di Lui. Nel Tesoro delle Meraviglie c’è un lungo racconto
sul viaggio di Alessandro il Grande in India. Il re
dell'India spedì un messaggio ad Alessandro con l’elenco dei suoi meravigliosi
doni, tra cui una coppa che potrebbe dissetare tutto il suo esercito. Questa
coppa appartenne a Adamo, la pace sia su di Lui, ed era costituita di gioielli
celestiali. 2
Ci sono diverse altre questioni. Al-Suyuti
citando Ibn Abi Hatim da Qutada, riferì che il
Profeta di Allah disse: “Mi fu detto che la terra è di
ventiquattromila leghe, di cui dodicimila appartengono all'India, ottomila alla
Cina, tremila all'Occidente, e un migliaio sono in Arabia”.
Al-Suyuti, nell’opera
intitolata La Grandezza, citando Ibn Abi Hatim e Abu
al-Shaykh, i quali si riferiscono ad ‘Abd Allah ibn
‘Amr ibn al-‘As, possa Dio essere soddisfatto di loro, affermò che
il Profeta disse: “Il mondo fu formato dalle cinque figure che compongono la
forma di un uccello: la testa, il petto, le ali e la coda. Medina, la Mecca e
lo Yemen ritraggono la testa. Il petto è l'Egitto e
la Siria. L'ala destra è l'Iraq, ma oltre l'Iraq, le persone sono
chiamate Waq, e al di là di Waq le persone si chiamano Waqwaq,
e più in là di quest’ultimo luogo le persone sono note soltanto a Dio. L'ala
sinistra è il Sind, ed oltre il Sind
c'è l'India, e al di là dell'India c'è un popolo
chiamato Nasak, e più in là dei Nasak
ci sono delle persone chiamate Mansak, ed oltre
quest'ultime la gente è conosciuta solo a Dio. La coda va da Dhat al-Hama al tramonto del
sole, e la parte cattiva dell'uccello è la coda.”
Nel capitolo ottavo della Vita del Profeta di al-Halabi, al-Nasa'i e al-Tabarani trasmisero attraverso la sicura catena di Thawban, sotto il patrocinio del Messaggero, sia benedetto
da Dio e gli conceda la pace, che il Profeta, Dio Lo benedica e gli accordi la
pace, disse: “Ci sono due compagnie della mia comunità che Dio l’Altissimo
proteggerà dal fuoco infernale: la compagnia che ingaggia la guerra santa in
India, e la compagnia che sarà con Gesù figlio di Maria”.
Nel Libro della Proclamazione sulle Condizioni dell'Ora di Sayyid Muhammad
al-Barzanji al-Madani,
riferendosi al Messia, possa Dio l’Altissimo essere compiaciuto di Lui, è
riportato: “Poi la terra sarà guidata dal Messia e si abituerà a Lui. Tutti i
re della terra lo ubbidiranno. Invierà una missione in India e la conquisterà,
metterà i re dell'India in catene; i loro tesori saranno portati alla Casa
Sacra per adornarla.”
Quello che ho riprodotto sull'India si trova nella nobile scrittura e nei
libri validi. Il compimento di questo libro avvenne di Domenica, il ventunesimo
giorno di Sha’ban del 1163
(26 luglio 1750) presso “il reame delle vittorie”, Arcot,
possa Dio proteggerlo dalle calamità.
Post scriptum. Dopo aver scritto questo libro, un
gruppo di persone provenienti da Bukhara e da Samarqanda obiettarono che l'India è oggetto dell'ira
divina, perché Dio, la gloria sia a Lui, fece scendere Adamo, la pace sia su di
Lui, mentre era in stato di collera. Io dissi loro: “Dio fece discendere Eva a
Gedda, territorio che appartiene alla Mecca, poiché è il più nobile di luoghi.
Esaminandola attentamente, si apprenderà che la loro discesa dal cielo alla
terra fu causata esteriormente per aver mangiato dall'albero proibito, ed
interiormente per qualcos'altro, cioè, dipese dal
decreto della Presenza Unitaria che manifesta le sue caratteristiche sul
tribunale dell'esistenza ed esibisce le sue manifestazioni all'assemblea della
visibilità. Sì, se Adamo, la pace sia su di Lui, non fosse disceso in quel
posto, chi avrebbe portato la bellezza a questo luogo desolato civilizzandolo,
e chi avrebbe mostrato le speciali meraviglie della razza umana? Non è un
segreto che i figli di Adamo siano tutti Indiani,
infatti, il loro padre Adamo, la pace sia su di Lui, era un Indiano; Egli
dimorò fino alla fine della sua vita in India generando i suoi figli. Dopo aver
raggiunto la maturità, si sparsero dall'India per tutti i sette climi.”
Il Creatore promise a Adamo la Sua luce
che splende come una
stella ardente.
L'India è il luogo di discesa del nostro padre e la sua stazione.
È una storia vera di solido fondamento.
La terra d'India risplende dal suo inizio,
dalla luce di Muhammad che è la migliore delle distinzioni.
Note del
traduttore
1. Ghulam ‘Ali Azad al-Bilgrami
fu una gran figura letteraria di lingua e letteratura Araba in India durante il
diciottesimo secolo. Fu il primo poeta Indiano di lingua Araba e il suo “Diwan” esiste ancora oggi. Il suo genio letterario e
poetico fu riconosciuto dal re dello Yemen che gli
conferì il titolo di Hassanu-l-Hind.
2. La coppa meravigliosa è anche descritta da Masudi,
Les Prairies d’Or, vol. 2, pag.
262.