Le cause della malattia

confronto e analogie col canone della medicina Tibetana, il Chzhud-Shi

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O voi che credete! Evitate molte congetture, ché alcune sono peccato, e non spiate gli altri, non occupatevi degli affari altrui…” (Corano, 49: 12)

La salute della persona dipende da un’eccedenza o da una mancanza d’energia nel sistema dei meridiani, la quale assicura la circolazione del sangue e del “prana” (l'energia divina) nell’organismo.

Secondo i guaritori Musulmani Bulgari, una persona vive e mantiene la salute grazie all’energia ricevuta prima dai genitori, e poi dall’ambiente circostante durante tutta la sua vita.

Tutta l’energia che è nella persona e che perviene dal di fuori, è stata calcolata per la normale attività degli organi e del sistema dell’organismo, da cui dipende la vita. Se nel corpo della persona la regolare circolazione dell’energia è infranta, iniziano le malattie, e la cessazione del flusso “pranico” provoca la morte.

L’uomo è parte dell’Universo come la natura, il clima, lo Spazio, la Terra e la società. Ecco perché la circolazione normale dell'energia nella persona è influenzata dalle condizioni meteorologiche, dalle fasi lunari, dalla posizione delle stelle, dalle relazioni sociali e familiari… L’energia della Terra ha una grande influenza sulla salute dell’individuo. Fin dall’antichità, i popoli prestavano una grand’attenzione al luogo su cui costruire una casa o dormire. Consideravano il campo magnetico terrestre per orientare il corpo durante il sonno o la preghiera, o per seppellire un defunto.

Il motivo principale della malattia secondo i guaritori Tibetani ed Indiani, è lo squilibrio della bilancia energetica, la cui inconsapevolezza costituisce la mancanza di conoscenza del Sé, l’Io. I Tibetani considerano che fino a quando le creature saranno nell’ignoranza, non potranno liberarsi dalle malattie. I sentimenti specifici che provengono dall’ignoranza sono la passione, la collera e la stoltezza. Erano considerati tre veleni che provocano l’insorgenza di tre principi patogeni - il vento, la bile e la flemma. I Tibetani (vento - rlung, bile – mkhris, flemma - badkan) e gli Indiani (per gli Indiani vata - vento, pitta - bile, kapha - flemma) stimavano che finché in questi tre umori non si producono cambiamenti, essi restano potenzialmente esposti alla malattia. Nel momento in cui l’equilibrio tra questi tre principi è violato, questi umori si manifestano come malattie e nuocciono non solamente al corpo, ma anche alla vita della persona.

I guaritori Tibetani affermano che i disturbi prodotti dalla bile bruciano le forze del corpo, poiché la bile ha la natura del Fuoco. La bile è calda. Trovandosi in basso, si dirige verso l’alto. Tutte le patologie da calore provengono da essa.

Il disturbo legato all’umore flemma opprime il Fuoco ed il calore, poiché ha la natura dell’Acqua. La flemma è fredda. Essendo in alto, cade in basso. Tutte le patologie da freddo provengono da essa.

Il vento rappresenta il freddo ed il caldo. Il vento durante una giornata di sole contribuisce al surriscaldamento, cioè nell’organismo si crea uno squilibrio energetico con la predominanza d’energia positiva. La luna sommerge l’organismo d’energia negativa, mentre il vento contribuisce a raffreddarlo. Penetra in alto e in basso, all’interno e all’esterno. I Tibetani considerarono che il vento provoca dei contrasti tra caldo e freddo, ecco perché era considerato nella maggior parte dei casi la causa di tutte le malattie.

I medici Tibetani prestavano una grand’attenzione alle tre condizioni della malattia: l’insorgenza, l’accumulazione e la manifestazione.

La prima condizione è relativa all’insorgenza e alla crescita. La seconda condizione riguarda la sua accumulazione ed il suo sviluppo. La terza condizione concerne ciò che stimola la manifestazione della malattia.

Le loro condizioni generanti sono il tempo, gli organi sensoriali e lo stile di vita. Una loro insufficienza, sopreccedenza ed incertezza, suscita le malattie. La mancanza di un po’ di calore, freddo e piogge rappresenta una deficienza. Al contrario, si ha un eccesso. Quando i cinque organi ed i loro oggetti di percezione comunicano poco o non sono connessi per niente, si ha una deficienza; mentre un’eccessiva connessione rappresenta un eccesso. È considerato scorretto collegarsi con qualcosa che sia troppo vicino o troppo lontano, con l’abbondanza o con la pochezza, e con ciò che può cagionare spavento e sofferenza.

Al modo di vivere appartengono le azioni del corpo, della lingua e dell’anima. Se gli oggetti di percezione comunicano poco, aumenta in loro questa deficienza. E quando trasmettono molto, vi è un sovrappiù. Contenere i desideri, sforzarsi, strozzarsi in senso lato, è altrettanto un comportamento scorretto.

La seconda condizione è l’accumulazione. Sia lo sviluppo sia la regressione di una malattia ha le sue motivazioni, caratterizzazioni e tempistiche.

Tutte le cause dipendenti da "rozzezza" e "calore" accumulano il vento, ma mettono in movimento un “calore”, placano le sostanze “oleose” e “calde”. Il “piccante” ed il “freddo” accumulano la bile, ma mettono in moto il “calore”, quietando lo “smussato” ed il “freddo” (natura badkan). Il “pesante”, “l'oleoso” ed il “freddo” accumula flemma, ma avvia il “calore”, calmando la “rozzezza”.

Quando il vento, la bile e la flemma sono in equilibrio, sono tranquilli. Se questi umori si accumulano entrando in conflitto con la loro natura e a gravitare verso altre nature, se vanno nei canali sbagliati, in questo caso si manifestano i sintomi della malattia.

Il tempo influenza fortemente lo squilibrio tra questi tre umori. Per esempio, il vento si manifesta durante il ciclo delle piante, come pure nelle altre stagioni. La bile si manifesta dall'inizio dell'estate, mentre la flemma dalla fine dell'inverno.

Si possono considerare parti integranti del tempo le condizioni meteorologiche, il domicilio, la costituzione della persona, l'alimentazione ed il suo modo di vivere. Durante la crescita delle piante, le condizioni di “leggerezza” e di “rozzezza” favoriscono l'accumulazione del vento, ma il corpo umano non permette al vento di entrare. Se l'estate è piovosa, il freddo muoverà il vento nel corpo. Solamente in autunno "l'oleoso" e il "caldo" calmano il vento nel corpo.

In estate, "l'oleoso" ed il "freddo" accumulano la bile, ma essa non si muoverà. L'eccitazione della bile avverrà in autunno tramite l'oleoso ed il calore, ma cesserà grazie al freddo all'inizio dell'inverno.

Alla fine dell'inverno, la "frescura", la "pesantezza" e "l'oleosità" accumulano la flemma che si nasconderà, e solamente in primavera i raggi solari ed il calore la ecciteranno. In estate, la flemma si acquieterà dalla leggerezza e dalla rozzezza.

Indipendentemente dalle stagioni, la malattia s’infiamma velocemente sia per effetto dell'alimentazione sia per lo stile di vita.                                                                                                                                         

Per i guaritori Tibetani, le condizioni che conducono alla malattia sono generali e individuali.

Generalmente le stagioni sono gli elementi primari, poi vengono i demoni gdon (nella tradizione mistico-religiosa Tibetana gli spiriti malvagi gdon impediscono la longevità), i veleni, l'alimentazione sconveniente, una terapia scorretta e le azioni cattive.

A livello personale - l'amarezza, la turbabilità, il maltrattamento, gli eccessi sessuali, la fame, l’insonnia, le attività a stomaco vuoto, l’emorragia abbondante, il forte vomito e la diarrea, il congelamento, il pianto fino all'esaurimento, l'angoscia al cuore, la verbosità, un’alimentazione che non sazia per lungo tempo, la continenza e gli sforzi eccessivi - queste condizioni particolari azionano il vento.

Le condizioni particolari che provocano la calura alla bile dipendono dalla disposizione verso il bruciore, l'acre, il caldo, l'oleoso, l'indomabile collera nella natura spirituale, il sonno a mezzogiorno e dopo il lavoro pesante, il carico eccessivo, la vangatura della terra dura, il tiro con l’arco, la rissa, la lotta, le penose gare di corsa, la caduta da cavallo e le arrampicate, la botta in un incidente, la sassata e le bastonate, l’assunzione di una gran quantità di cibo, particolarmente la carne, la canna da zucchero e il chang.

[La birra Tibetana, detta chang, è una bevanda di montagna molto popolare, prodotta artigianalmente dalla fermentazione dei cereali (orzo, grano, riso, mais, segale o miglio), con diversi sistemi di lavorazione. Essendo leggermente alcolica, è considerata una via di mezzo tra la birra leggera e il sidro fermentato. L'aroma dipende dal cereale usato, ma il più comune è l'orzo, che odora come il nostro pane. Nelle zone himalayane si ricava l'arak, il distillato del chang, con un gusto tanto forte ed acre da essere paragonato ad una bomba al sapore di petrolio)].

Le condizioni che causano la malattia flemma sono innanzi tutto la predisposizione verso l’amaro, lo zucchero, la fatica, il freddo, l’oleoso, la sedentarietà dopo pranzo, la pennichella pomeridiana, lo sdraiarsi sull’umido, il bagno nel guazzatoio, i vestiti leggeri nella stagione fredda, il grano, i piselli, la frutta acerba e guasta, l’eccessivo consumo di carne di capretto secca e di carne magra, il grasso, l'olio vegetale, il ghi (burro chiarificato) e il rancido e/o il mucido, le verdure vecchie, il ravanello marcio, l'aglio crudo, il cibo non cotto sufficientemente, il cibo bruciato e il cibo un po’ fermentato, il latte di capra, lo sho (lo yoghurt tibetano), il tè e l’acqua fredda, l’assunzione di un pasto ulteriore prima di aver digerito quello precedente.

Se tutte queste condizioni sono sovrapposte, si soffrirà di una malattia complessa.

I medici Musulmani del Volga Bulgaria ritengono che una disposizione negativa di spirito, l'indisposizione psichica, la sovralimentazione, l'utilizzo delle sostanze narcotiche (l'alcool, il tabacco, il caffé, ecc...), l'eccitazione sessuale che influenza negativamente i principali centri energetici disposti nel cervello e nel midollo spinale, squilibra lo stato energetico dell'organismo conducendolo alla malattia e alla morte fisica.

Durante lo scompaginamento del flusso energetico, gli organi interni e i tessuti corporei iniziano a funzionare scorrettamente, si producono vari sintomi patologici. Questo è il motivo per cui i guaritori Bulgari utilizzano l'energia della persona, dello Spazio e della Terra, per ripristinare il suo flusso normale, prevenendo e guarendo le malattie, ed assicurando il buon funzionamento dell'organismo.

E per concludere l'elenco sull'origine delle malattie, osserviamo le raccomandazioni dei guaritori Bulgari Musulmani.

Prima di lavorare energeticamente col paziente:

1. Diagnosticare il malato;

2. Informarsi sull'aggravamento della malattia nel corso dei giorni, del mese lunare, delle stagioni dell'anno;

3. Accertarsi della posizione della sua abitazione;

4. Accertarsi sulla quantità e sulla qualità del cibo ingerito;

5. Informarsi sul carico e sul tipo di lavoro;

6. Accertarsi dello stato spirituale.

Voglio far notare che l'energia prodotta dai guaritori Musulmani Bulgari non si riferisce necessariamente alle suddette definizioni citate dai medici Tibetani come il freddo, il caldo, l'oleoso, il pesante, il leggero, lo smussato, il piccante, ecc... poiché solo con la pratica energetica queste qualità possono sperimentarsi. Tutto arriva con l'esperienza e la dimestichezza...

 

Bibliografia

1.      D. B. Dashiev, S. M. Nikolaev, Chzhud-Shi: Kanon Tibetskoi Meditsiny (Il canone della medicina Tibetana), edizione in lingua russa, Novosibirsk, 766 pages, 2001