SALAT: Il KUNDALINI YOGA DELL’ISLAM


 

Le posture della Salat (preghiera Islamica) sono delle Asana. I movimenti della Salat sono una forma semplificata del Surya Namaskar (il Saluto al Sole) dell’Hatha Yoga (vedi link):

 

http://www.tradizionesacra.it/Il_Surya_%20Namaskar_Islam.htm

 

Lo scopo delle posture è di sciogliere la colonna vertebrale permettendo l’ascensione dell'energia al suo interno. I movimenti incrementano anche il flusso sanguigno al cervello, aiutandolo ad elevare la coscienza verso i piani più elevati, e a nutrire le ghiandole del cervello.

 

 

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RUKU’

 

Il Ruku apre la Porta della Vita. In Ruku ci si piega in avanti e si poggiano le mani sulle ginocchia. Lo stiramento della spina dorsale apre la Porta della Vita. Quando il Musulmano si rialza in posizione eretta, la forza scorre verso il basso lungo il canale anteriore (è la forza dell'acqua che risiede nella metà inferiore del corpo, ed esce da esso attraverso i genitali e l'ano).

 

Il Ming Men (la Porta della Vita) o il centro della regione renale è localizzato sulla spina dorsale tra i reni. Esso sporge quando si è curvati in avanti. Si trova tra la Lombare 2 (L-2) e la Lombare 3 (L-3).

 

Un Ming Men aperto avverte la gentilezza e la generosità. Un Ming Men chiuso o bloccato deve farci temere di non abusare della bontà altrui.

 

Il Ruku aiuta ad aprire il Ming Men. La postura Yogica del saluto al Sole corrispondente è l’inclinazione in avanti. Lo Yogi si curva completamente in avanti e mette le sue mani sul pavimento.

 

 

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In Ruku, il Musulmano si piega in avanti e poggia le mani sulle ginocchia. Simultaneamente, il suo mento è pigiato contro il torace superiore aprendo il centro della “Bocca di Dio” nel retro della testa, ed attiva la pompa cranica (la “Bocca di Dio” è un importante centro connesso al chakra della Corona alla cima della testa. È identificato alla Medulla oblangata alla base del cranio, in prossimità del tronco encefalico).

 

La pompa cranica è un muscolo che aspira la Kundalini dalla spina dorsale e la spinge nella testa.

 

Il Ruku’ porta anche il sangue al cervello ed ha pertanto alcuni dei benefici della posizione verticale sul capo.

 

Il Qiyaam (postura eretta) è simile alla posizione della Montagna dello Yogico Saluto al Sole.

 

 

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Nella Posizione della Montagna le mani sono congiunte insieme. La disposizione della mano è a dire il vero un bhanda (chiusura), in altre parole, significa limitare e controllare il flusso d'energia. Le mani in preghiera fanno scorrere l’energia in modo chiuso all’interno del canale della cintura (il condotto della cintura o Tai Mo, è l’unico canale orizzontale del corpo, circonda la vita e collega il Tu Mo e lo Jen Mo a livello dell’ombelico. È in primo luogo, un serbatoio di chi per i meridiani dell’agopuntura che distribuisce con parsimonia evitando sprechi).

 

Nell’Islamico Qiyaam, le mani sono poste sull’ombelico, la mano destra sulla sinistra. Quella forma è un mudra o sigillo, in pratica, un modo di focalizzare l’energia in un punto particolare. Quel mudra “scalda la caldaia” o il calderone del più basso Tan Tien che immagazzina il ching chi (l’energia sessuale) del corpo.

 

Takbir: Ogni cambiamento di posizione della Salat (preghiera Islamica) inizia col “Takbir,” cioè, il Musulmano alza le mani e recita: “Allahu akbar” prima di passare alla postura successiva. Per esempio, prima di spostarsi dal Qiyaam (posizione eretta) al Ruku (inclinata in avanti), il Musulmano esegue un Takbir proferendo: “Allahu akbar” (Allah è il più grande)

 

Il Takbir è una versione ridotta dello Yogico piegamento all’indietro. Nel piegamento all’indietro, lo Yogi inala, stira le braccia sulla testa, s'inarca all’indietro, le gambe sono dritte, le natiche sono rigide ed i piedi sono fermamente piantati sul terreno.

 

Il Saluto al Sole (Surya Namaskar) e la Salat coordinano ambedue i loro movimenti con la respirazione.

 

Nel Takbir e nel piegamento all’indietro è eseguita prima di tutto un’inalazione. Essa attira il prana (Ruh/forza vitale) nel corpo. Lo stiramento spreme l’ego completamente, svuota il prana, cossiché il nuovo, ringiovanendo il Ruh (spirito), può entrare. Alzare le braccia aumenta la capacità dei polmoni. L’aria è la forza pranica che fa scintillare o infiammare la Kundalini.

 

Recentemente, alcuni Musulmani hanno ancora accorciato e abbreviato le posture della Salat, alcuni non ritengono più necessario alzare le mani fino alle orecchie quando dicono: “Allahu akbar” (Allah è il più grande). Recitano il Takbir e passano subito alla postura successiva senza alzare le braccia. Questo dato indica che, nel tempo, il Saluto al Sole fu accorciato e modificato per diventare la familiare Salat, il cui approccio alla Kundalini è ottenuto in maniera differente. Vedi link:

 

http://www.tradizionesacra.it/la_protezione_psichica_presso_i_musulmani_del_volga_bulgaria.htm

 

Qa’dah

 

La trasformazione del Saluto al Sole a Salat avvenne gradualmente, prima dell’avvento dell’Islam. Questo passaggio coincise con una nuova ridefinizione dei termini Jalsa e Qa’dah. Oggigiorno non c’è nessuna differenza posturale nella loro esecuzione. La Jalsa è la posizione seduta dopo due sajda (prostrazione). Qa’dah Ula (seduti a recitare il Tashahud dopo la seconda rakaat) e Qa’dah Akhirah (seduti a recitare il Tashahud finale) si differenziano rispetto a Jalsa solo per la durata del tempo. L’attuale Jalsa e Qa’dah sono una copia della Vajrasana, ma in Arabo il loro significato è leggermente diverso.

 

 

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Jalsa proviene dal verbo trilittero Jalasa (sedersi, essere seduti, appollaiarsi). Jalsa significa seduta, sessione, udienza, riunione, posto a sedere, breve pausa durante la khutba (il sermone del venerdì). Qa’dah deriva dal verbo trilittero Qa’dah (sedersi, mettersi seduto, installarsi, stare accovacciato ed essere saldi). Qa’dah significa postura, lo stare seduto e il posteriore. È molto probabile che in questo processo di trasformazione del Saluto al Sole, la postura Qa’dah non fosse uguale a Jalsa. Anche i Musulmani del Volga Bulgaria osservarono che la posizione di Jalsa o Julus o Vajrasana, staccava parzialmente il collegamento energetico tra la persona e la Terra, cioè quell’energia che dalle gambe giunge alla Terra, riempiendo la Kundalini.

 

http://www.tradizionesacra.it/la_protezione_psichica_presso_i_musulmani_del_volga_bulgaria.htm

 

Qa’dah è quella postura che connette la spina dorsale alla Terra. Si tratta di una tecnica antica, il cui scopo era di spedire l’energia in eccesso giù nella Terra. Se l’iniziato (abd/servo) è senza riserve energetiche, la Terra estrae l’energia dal corpo attraverso il coccige o il muladhara chakra.

 

L’energia malata può essere espulsa dai piedi o dal coccige (essendo in contatto con la Terra).

 

L’energia insalubre è spedita nella terra ed è trasformata naturalmente in energia salutare. Per questa ragione, la divinità archetipa Egizia della Terra, Geb, è anche il dio della guarigione e della Kundalini.

 

Lo Yoga insegna che otto lance dorate disposte come la rosa dei venti sono nel chakra più basso. Il Taoismo insegna che ognuno degli otto fori sacrali del coccige corrisponde ad una delle otto fondamentali forze. Il Corano insegna che “otto angeli porteranno il Trono.” (Corano, 69:17)

 

Qa’dah è la versione Islamica della postura Yogica del Loto detta Siddhasana, ma in osservanza dell’attuale legge Islamica può essere eseguita dopo la Salat.

 

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Periodi Akashici

 

All’alba e circa ogni sei ore c’è un periodo akashico o un intervallo di tempo in cui la forza energetica scorre ottimamente.

 

I tempi della Salat sono gli stessi dei Periodi akashici.

 

I periodi akashici aumentano la forza della Salat, e l’aumento di quest'energia è modificato naturalmente in conformità del periodo akashico.

 

“In verità, per il credente, la Salat (l'orazione) è un obbligo in tempi ben determinati.” (Corano, 4:103)

 

Robert Bruce definisce i periodi akashici col nome di “Pulsazione Astrale” e di “Vento Astrale.” La “Pulsazione Astrale” è un’espansione o un’energia corrente lontana dal piano fisico. Il “Vento Astrale” trascina dai reami più lontani (i “recinti benedetti” e le sedi della più “remota Moschea”) al piano fisico.

 

Il Corano dichiara che il vento fu sottomesso a Salomone, e che percorreva il suo mattino in un mese e la sua sera in un mese. (Corano, 34:12)

 

Io non so fisicamente, ma il Vento Astrale può trasportare una persona fuori del corpo e proiettarlo nel futuro. Io non ho mai percorso col Vento un mese nel futuro, ma sono andato in avanti nel tempo per 40 minuti, osservando cose che si sono ripetute esattamente 40 minuti più tardi, così come le avevo viste fuori del corpo. Si può dedurre che non c’è nessuna differenza ad andare avanti nel tempo per 40 minuti o per un mese, un anno o un secolo, nel futuro o nel passato.

 

Se è possibile, scrivo d'argomenti sperimentati praticamente, e non di teoria. Ho fatto solo qualche viaggio fuori del corpo nel passato. Di solito, in tali viaggi, sono costretto a prevenire alcune tragedie (come l’assassinio).

 

È in Qa’dah che l’attuale Salat viene destata. Questa postura si accompagna alla salmodia (dhikr o mantra) finché la forza della Salat si sveglia.

 

Giacché occorrono delle ore, il Corano afferma di suscitare la Salat all’alba, a mezzogiorno, nel pomeriggio, ecc...

 

La pratica dell’invocazione dei nomi Divini (dhikr) rallentando il respiro interiorizza la coscienza, e fa scivolare facilmente l’iniziato nella trance. Inoltre, se il dhikr è udibile, i suoni fisici provocano una vibrazione i cui effetti incidono sul corpo molecolare (l’Egizio Khaibit o “spirito animale”) e sui chakra stimolandoli. Questa pratica può essere usata per trasformare la personalità dell’individuo, e nelle opere magiche per attirare o bandire qualcosa.

 

Supponiamo che una persona timida, senza pretese, abbia un problema che lo costringa ad essere autoritario e a dirigere gli altri. È probabile che quest’imprevisto non sia in accordo con il suo naturale temperamento, ma l’universo lo esorta a modificare il suo abituale modo di vivere.

 

La cantillazione dell’Heka (significa mantra o dhikr nell’antico Egitto) “Aung Hring” (Aing, Kling, Hring, Om, Aung, Aungkh sono semi che non hanno significato, e sono detti parole di potere) stimola il chakra del cuore, e gradualmente (qualche volta improvvisamente) cambia il comportamento e la personalità dell'individuo mettendolo in condizione di assumere la leadership che gli è stata assegnata. Si manifesterebbero impercettibili cambiamenti ormonali e le pulsazioni definirebbero una nuova personalità, tale da far pensare alla gente che si tratti di una persona completamente diversa.

 

Se la cantillazione è eseguita per fini magici, l'effetto del suono vibratorio sul Khaibit si trasforma in un magnete spirituale in grado di attirare o respingere le proprietà Solari. L’attrazione o la repulsione dipende dal colore usato e dal tempo del ciclo Lunare in cui avviene il dhikr.

 

Ognuno dei 99 Nomi d'Allah è usato per uno scopo particolare. La persona desiderosa di pace deve recitare (dhikr) “As-Salam.” Una persona desiderosa di misericordia deve salmodiare “Ar-Rahim,” ecc

 

La salmodia di “Subhanallah” 33 (o sette) volte, di “Al-hamdulillah” 33 (o sette) volte e di “Allahu akbar” 34 (od otto) volte è un codice. Il numero effettivo di dhikr dipende dalla persona. Ogni persona necessita una quantità di ripetizioni differente per entrare nello stato di trance e per alimentare la forza della Kundalini.

 

Le sette ripetizioni sono un codice dei vari dhikr per coinvolgere i chakra. Il codice delle otto volte simboleggia le otto forze fondamentali ed il fatto che alcuni sistemi si focalizzano su otto chakra, e non su sette.

 

Nel Santo Corano è detto: “Sette, e l'ottavo era il cane.” (Corano, 18:22) Questi “sette dormienti” furono mirati dal Ghayb, dall’Ignoto (nell'esecuzione delle pratiche occulte). Il Nobile Corano dichiara: “li giravamo” (Corano 18:18); questo girare simboleggia la natura rotante della spirale dei chakra.

 

33+33+34 = 100 o il “Loto dai mille petali” sulla Corona della testa. Nel Taoismo la Corona è chiamata il Bai Hui o “Cento Riunioni.” Perciò, possiamo osservare che i “100 attributi” d'Allah corrispondono esotericamente al chakra della Corona. Dalla gematria 3+3+3+3+3+4 = 19 (“e sovr’essa diciannove si librano”, Corano, 74:30) e 1+9=10 (il mistico numero di Ausar) e 1+0=1 (“Allah è Uno”).

 

È affascinante notare che tutti i sistemi spirituali coincidono, si sostengono e si rafforzano l'un l'altro, nonostante gli sforzi dei loro deviati aderenti di promuovere la disunione ed il conflitto sociale.

 

Taslim

 

Per completare ed uscire dalla preghiera, erroneamente chiamata Salat, il Musulmano esegue i “taslim.”

 

(La Salat Islamica è una versione semplificata dello Yogico Surya Namaskar, o il Saluto al Sole dello Yoga. Il suo scopo è di calmare la mente, sciogliere la spina dorsale ed aumentare il flusso di sangue al cervello. Questi movimenti preparano la salita della Salat/Kundalini, non della Salat stessa) 

 

Significa che il Musulmano gira la sua faccia a destra e compiendo un piccolo cerchio recita: “As-salamu 'alaykum wa rahmatullah”. La stessa azione è eseguita a sinistra.

 

La maggior parte dei Musulmani afferma di “salutare gli angeli” che starebbero in piedi alla sinistra e alla destra di ognuno.

 

Si tratta di un’interpretazione non errata, ma adatta per i bambini dell'asilo, e le spiegazioni infantili non sono sufficienti in questo mondo moderno e tecnologicamente avanzato.

 

L’azione del Taslim di muovere la testa a sinistra e a destra facendo dei piccoli cerchi, è un simbolo veramente fine per indicare il funzionamento delle Nadi Pingala e Ida (i meridiani del chi), le quali serpeggiando si incrociano dal lato sinistro e destro nel cervello.

 

Sajdah

 

In Sajdah (la prostrazione), il cervello dell'iniziato è inondato di sangue, e nutre il talamo, l’ipotalamo, le ghiandole pineali e pituitarie.

 

La Sajdah facilita lo sviluppo della mente, una consapevolezza maggiore e degli stati alterati di coscienza.

 

Sakinah

 

La forza della Salat/Kundalini raffinata nella sua più alta espressione è detta Sakinah.

 

“Egli è Colui che ha fatto scendere la Sakinah (la Pacificante Presenza) nel cuore degli incondizionati, assoluti [Mu'minin]” (Corano, 48:4).

 

Ho tradotto Mu'minin in “incondizionati, assoluti” e non credenti per migliorare la traduzione.

 

Mu'min proviene dal verbo “amana.” L’Amin (Amen) che termina la preghiera proviene da esso.

 

Quasi tutti i traduttori traducono questo vocabolo e la sua famiglia di parole in “credente, fedele, fidato,” ecc..

 

La vera origine del termine Mu'min è il Camitico Amun, Amen o Amon. Amen rappresenta l’incondizionato stato di coscienza. Letteralmente, Amen significa “nascosto.” Nascosto sotto il complesso di condizionamenti, riflessi, emozioni e appetiti dell’uomo, giace un incondizionato essere che è lo Stesso vero uomo (il suo Atman o Ba).

 

Un Mu'min è un essere Imperituro che ha realizzato il suo vero Sé. Perciò, diventa affidabile e fedele.

 

In un modo differente, il Mu'min trova in sé stesso la pace interiore, una pace che non può essere turbata da ostacoli o sconfitte. Questo tipo di essere pacificato è chiamato Musulmano (colui che raggiunto l’Hetep/Salam).

 

Sono tre i differenti tipi di chi o energia. Nel Taoismo sono detti: il ching chi (sessuale), il chi mentale e lo shen chi (spirituale).

 

Nella filosofia Egiziana sono chiamati Ka, Ab e Ba rispettivamente. I termini Coranici sono nafs al-ammaarah, nafs al-luwaama e nafs al-mutma'innah.

 

Shen chi è chiamato Shechinah in Ebraico, Sakinah in Arabo, Shakti in Sanscrito e Shekem in Camitico (antico Egizio).

 

Siccome un uomo normalmente non accede allo stato di Shen/Sakinah prima dei 50 anni (e una donna solo dopo la menopausa), il vocabolo Arabo Shaykh (letteralmente, “vecchio uomo”) indica un maestro di Sakinah.

 

“Non abbeveriamo le nostre greggi finché i pastori non avranno portato via le loro; perché nostro padre è un grande Shaykh.” (Corano, 28: 23)

 

Nell’Islam, Jethro [il suocero di Mosé ()] è chiamato Shu'aib (). È considerato un grande Shaykh, un sant’uomo dal potere terrificante e dalla saggezza imponente. Mosé () incontra la figlia dello Shaykh presso una fonte da cui attingeva acqua per il suo gregge. Si tratta di un espediente letterario usato sia dalla Bibbia sia dal Corano, per dimostrare che la vicina unione tra l’eroe e la donna è predestinata.

 

Solitamente in questi “incontri alle fonti”, la damigella è in qualche modo angosciata o turbata mentre pasce il suo gregge, perché è molestata da uomini indisciplinati presso la sorgente. L’eroe arriva, risolve il problema dominando la situazione, intimidisce i presenti, abbevera le pecore e scorta la damigella fino a casa sua venendo accolto in famiglia.

 

La sorgente e la sua vita, da cui sgorga l’acqua rappresenta la Yoni femminile o la Vagina, l’utero con le sue secrezioni fluide ed il liquido amniotico che accorda la vita. Il gregge mal gestito, oppure i pecorai irriguardosi significa, simbolicamente, raffreddare gli stimoli bollenti appagandoli sessualmente.

 

La pecora rappresenta lo stimolo sessuale nella sacra scrittura, perché il maschio della specie (l’ariete o il montone) è il simbolo del segno dell’Ariete e di Marte, governatore dell’Ariete, ed è anche il principio planetario significatore del desiderio sessuale e dell’espressione.

 

L’icona Egizia dedicata all’Amen è rappresentata da un ariete sopra un altare sacrificale. Il sacrificio fu successivamente ridotto solamente ad un’offerta deposta su un vassoio o sull’altare. L’icona è la raffigurazione dell’iniziato/a che ha conseguito l’Amen sacrificando e sublimando la sua pulsione sessuale per promuovere la pace e l’illuminazione interiore (Nirvana o Samadhi).

 

Mosé () fu iniziato prima che sposasse la figlia di Shu (Shu'aib), fece l’apprendista del grande Shaykh per otto anni (cioè, ottenne la qualità di veggente e il magistero Profetico presso la seconda sfera dell’Albero della Vita). Inoltre, Mosé () ottenne l’avanzamento totale facendo un apprendistato di dieci anni (cioè, conseguì l’iniziazione presso la più elevata sfera, la sfera zero, e raggiunse l’Amen).

 

“O padre mio, assumilo: è davvero il migliore che tu possa assoldare: è il Qawiyy (forza) di Amen.” (Corano, 28:26)

 

La forza della Salat raffinata ai livelli più elevati si tramuta in Sakinah. Così, un essere incondizionato sperimenta una profonda, profonda tranquillità.

 

Wudu

 

Lo scopo del Wudu è di raffreddare quei posti che si surriscaldano quando il calore della Kundalini (Salat) si desta.

 

“O voi che... (vi sforzate di raggiungere) l’Amen quando destate la Salat,

lavatevi il volto e le mani fino ai gomiti, e strofinate con la mano bagnata

la testa e i piedi fino alle caviglie.” (Corano, 5:6)

 

Osservate gentilmente che il Corano non fa nessuna menzione di asciugare le parti interessate tre volte, lavare le orecchie, né aspirare l'acqua nel naso (anche se pulisce e attiva le due nadi), o sciacquare la bocca. Alcune scuole giuridiche (madhab) si attengono scrupolosamente al Corano, mentre altre si appoggiano a Hadith inventati che violano il testo sacro dell’Islam.

 

La testa, le mani, i piedi e la faccia sono tutti rinfrescati dall’acqua prima che la Salat sia elevata lungo la spina dorsale.

 

Il termine Wudu proviene da Vudù, cioè, dalla scienza spirituale del popolo Africano Vuduista, il cui rituale del battesimo era un bagno cerimoniale. Il Wudu Islamico è una forma molto abbreviata, quasi simbolica, del sacro bagno Vudù.

 

Quando il Musulmano non ha acqua a disposizione, esegue l’abluzione con la terra o la sabbia. Questo rito è detto Tayammam.

 

“E se... non trovate acqua, usate allora buona sabbia e passatevela sul volto e sulle mani.” (Corano, 5:6)

 

La pura Terra simboleggia l’importanza della conoscenza dell’energia Kundalini.

 

 

 

Bibliografia

 

  1. Amir Fatir, Salaat: Kundalini Yoga in Islam
  2. Larousse, Dictionnaire Arabe- Français, As-Sabil Collection saturne, 1983.
  3. Pubblicazioni dell’istituto per l’Oriente, Vocabolario Arabo-Italiano, Roma, 1966.