L’AVVOLGIMENTO DEL TURBANTE TATARO (CIALMAH) – TRADUZIONE VIDEO

 

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Allahumma salli ala muhammad wa ali muhammad

Audhu billahi mina shaitani al ragim

Bismi Allahi ar-rahmani ar-rahimi

 

Con queste parole iniziano sempre le nostre azioni. La cialmah è il copricapo del musulmano. Un musulmano è un uomo che crede in Allah e segue tutte le leggi Islamiche. La cialmah trae la sua origine dal sudario (in Arabo kafan). Anticamente, in Arabia Saudita un commerciante viaggiava per 2-3 mesi cavalcando un cammello. La via della carovana è sempre stata difficile. Durante il viaggio c'erano sempre imboscate o si contraevano malattie infettive che comportavano la perdita di vite umane. Per eseguire il rito funerario era necessario il sudario. Dov'era reperibile il sudario? Tutti i musulmani di questo nostro mondo si preparano per vivere nell'aldilà. E si preparano anche un vestito. Dov'è riposto questo vestito? Ogni musulmano ha questo vestito sulla sua testa. Di conseguenza, il tessuto è preso dal turbante e tagliato nelle dimensioni adatte per avvolgere la salma già lavata. E' la prima utilità del turbante. La cialmah serviva anche per attingere l'acqua dalle profondità di un pozzo legando una delle sue estremità ad un secchio. Poteva essere anche usata per trascinare un peso. Pertanto, la cialmah ha molteplici utilità. Inoltre, serviva contro le tempeste di sabbia per proteggere la bocca, il naso e gli occhi. Si slegava l'estremità del turbante per coprirsi il viso. Il turbante è un indumento universale utilizzato nei viaggi e nella vita quotidiana. Per questo motivo, qualsiasi orante può indossare il turbante. Chi prega crede in Allah. L'orante segue le leggi Divine.

Come si prepara il turbante? (3.03)

Su questo tavolo vedete tre righe, un cucchiaio di cui si utilizza solo il manico, un coltello da tavola non affilato, un paio di forbici per tagliare la garza avanzata. Diversi spilli di due colori diversi servono a fissare la garza durante il processo di avvolgimento del turbante. Prima di eseguire l'avvolgimento del turbante, dobbiamo mettere 2 spessori simili ai rinforzi che si trovano sulle spalline delle giacche. Questa modifica l'ho scoperta con l'esperienza. Questi spessori rendono il turbante più bello. Io lo metto solo bello, altrimenti non lo metto. All'inizio della mia esperienza, alcuni turbanti venivano deformi, non mi piacevano, e dovevo aggiustarli alla fine. Poi, ho capito che dovevo mettere questi spessori prima di avvolgere il turbante. Capiterà, che durante la preparazione del turbante bisogni fermarsi temporaneamente se squilla ad esempio il telefono. In questo caso, si utilizza l'ago grosso che è fissato nel punto in cui mi sono fermato e da lì riprenderò il mio lavoro. Questi sono gli strumenti che avrete bisogno per fare il turbante. Precedentemente, ho detto che il turbante era usato per il kafan: per questo motivo la lunghezza della garza piegata è di 11 metri. La piegatura della garza viene eseguita prima in moschea da due musulmani posti uno di fronte all'altro alla distanza di 11 metri. Però, se io apro questa garza piegata avrò una larghezza di 90 centimetri. A garza piegata possiamo cominciare a fare il turbante. Di solito, il fez è indossato sulla testa del musulmano. Perché è detto fez? Perché si differenzia dalla tubeteika. Il fez è più alto della tubeteika. La sua altezza è di 13 cm. Al suo interno c'è un cartone. Il cartone mantiene la forma. La tubeteika non mantiene la forma perché non ha il cartone. (6.31)

La fascia che avvolgiamo sopra la tubeteika cade perché questo copricapo non ha il cartone di sostegno. Sul fez che ha una forma rigida il turbante mantiene la sua forma. Perciò, per fare il turbante abbiamo bisogno di un troncone di legno fatto come nel video. Questo moncone l'ho suddiviso in 12 parti. Sulla parte numero 1 ho disegnato naso e bocca, ma non ho disegnato gli occhi perché l'Islam vieta le raffigurazioni umane complete perché sono punite nel Giorno del Giudizio. Sono un maestro di turbante e per una maggiore comprensione insegno ai miei allievi che il naso e la bocca disegnati sul troncone rappresentano la testa di un uomo sul quale è posto un fez. Sulla parte anteriore c'è un naso e una bocca, a metà dei lati sono disegnate le orecchie e dietro c'è una linea che indica la parte posteriore. Prima di avvolgere la fascia bisogna mettere due spessori di garza. Ho già detto che questa modifica è venuta con l'esperienza. Un primo spessore di garza è fissato con degli spilli da un orecchio all'altro. Un secondo spessore di garza è posto sul lato destro del troncone, approssimativamente tra i numeri 2 e 7, e a un dito di distanza dalla sommità piatta e superiore del fez. Ogni pezzo di garza si fissa con tre spilli di due colori diversi per evitare ogni successiva confusione. L'avvolgimento del turbante è preceduto dalla recitazione della basmala. Il fez è a forma conica, tuttavia, prima di scegliere la vostra tecnica personale, è necessario fare almeno 3 o 4 turbanti scrivendo passaggio per passaggio ogni movimento. In seguito, scegliete la procedura che vi sembra più bella e ripetete sempre questa tecnica. Io inizio in questo video in prossimità dell'orecchio sinistro (normalmente inizio dal davanti), faccio un primo giro, poi un secondo giro. (11.06)

Da questo punto passo sopra il fez. E' importante osservare che questo punto è al centro della parte posteriore. Tolgo una spilla infilata nello spessore posto sul lato destro (la spilla più prossima al punto centrale posteriore) e la metto sul punto centrale posteriore fissando la garza sopra il fez. Da questo punto dobbiamo scendere verso il basso. Immaginate un dado e una vite. Ogni vite ha una filettatura con spirale di vari passi. Anche il turbante ha il suo passo che parte da dietro e scende davanti fin sopra al naso nel primo passaggio. Nel centro posteriore del turbante inizia la parte alta della fascia che scende fino alla parte bassa anteriore posta sopra il naso. (12.05)

   Togliamo uno spillo dal centro anteriore del turbante e salendo nuovamente spostiamo il centro posteriore di 3 dita verso sinistra. Questo nuovo punto si trova nella posizione più alta del 2 giro della nostra fascia. Scendiamo verso il basso rispettando il parallelismo delle fasce in direzione del punto 2.  Da quest'ultimo punto risaliamo facendo sempre attenzione di essere paralleli alle altre fasce. Al terzo giro ci spostiamo ancora di tre dita sopra un altro punto alla stessa maniera verso sinistra. Di solito, il turbante (cialmah) è composto di 12-13 giri. Ricordo che durante un evento presso la principale moschea di Kazan (la Qul Sharif) ho fatto 35 cialmah in un giorno. (14:53)

In quel giorno sono stato aiutato nella piegatura della garza perché questa operazione rappresenta la metà del tempo necessario per la preparazione del turbante. Quel giorno non sono andato a casa e sono rimasto nell'Accademia spirituale del Tatarstan perché questo lavoro era stato ordinato dal governo Tataro. L'allora Presidente del Tatarstan, Mintimer Shaimiev (1991 – 2010), aveva chiesto che tutti gli Imam indossassero ciapan (https://en.wikipedia.org/wiki/Chapan) e cialmah. Non potevo fare tutto da solo, pertanto, sono stato aiutato da tutti i dipendenti dell'Accademia Tatara. Cuochi, elettricisti e altri mi dettero una mano, ma il loro compito si limitava alla piegatura della garza. (16.07)

Che cosa si può dire sulla preparazione della cialmah? Abu Has Hasa Salmatov desiderava insegnare agli studenti, ma non tutti avevano la pazienza di imparare. Io cambio la garza della cialmah ogni 2 anni perché non la metto sempre, mentre chi la usa spesso dovrà cambiarla perché si sporca. Prima della preparazione bisogna lavarsi le mani affinché siano sempre pulite. (17.20)

Adesso togliamo tutti gli spilli e li mettiamo a posto. Bisogna sempre contare il numero degli spilli. Infatti, mi succedeva che alcuni rimanevano sotto la garza. La garza deve essere sempre tirata perché deve rimanere tesa. Una garza non tirata gonfia la cialmah rendendola non bella e senza forma. (18.01)

Le linee del turbante devono essere sempre parallele e alla stessa distanza. Più avanti, vedremo che si possono aggiustare i passaggi che non sono paralleli. Come devo comportarmi se ad esempio squilla il telefono e devo fermarmi un attimo?  Una spilla grossa è inserita nel punto in cui sono arrivato e da lì riprendo in seguito. (18.46)

Adesso siamo arrivati alla fine. Ho utilizzato questa bacchetta di legno presa da una cassetta di frutta per mantenere in ordine la garza che abbiamo piegato e preparato in moschea. Facciamo l'ultimo giro e siamo arrivati al centro della faccia del troncone sopra il naso. (19.17)

Proseguiamo nel centro di dietro, ma nella fase finale deve avanzare un pezzo di garza. In questa cialmah, adesso, non resta questo pezzo di garza, pertanto, elimino un giro dal turbante facendolo terminare sempre nel centro di dietro. Così, avanza un pezzo che posso tagliare nella giusta misura. (19.43)

Fissiamo questo pezzo di garza nel centro di dietro con uno spillo. Ruotiamo il troncone e osserviamo se la nostra cialmah è bella e simmetrica. Se non è simmetrica vuol dire che c'è un difetto da correggere. (20.09)

Si prende un semplice cucchiaino che funziona come un piccolo ferro da stiro. I passaggi sono allisciati e resi più belli agendo internamente tra due di essi. Tutte le grinze vanno spostate verso l'alto mentre si allisciano i passaggi. Poi si mette uno spillo nel centro davanti. (21.09)

Ci alziamo e inseriamo la garza in rilievo o rigonfia all'interno del fez affinché la sommità resti decisamente piatta. (21.42)

Nel passaggio successivo la garza avanzata è inserita all'interno per evitare che si srotoli la cialmah. Si inserisce un coltello nel centro posteriore tra il fez e gli avvolgimenti della garza. (22.19)

Inseriamo 2 righe di plastica tra il fez e la garza perché le due righe corrispondono alla larghezza della garza piegata. (23.01)

Una terza riga viene inserita tra il fez e le due righe. Da sotto sfiliamo le 2 righe e poi tiriamo la terza riga insieme al pezzo di garza. Così siamo riusciti a far passare l'ultimo pezzo di garza che serve per chiudere l'avvolgimento del turbante. (24.00)

Togliamo tutti gli aghi e gli spilli dal turbante anche se dobbiamo ancora utilizzarli. (24.10)

Aggiustiamo gli ultimi passaggi sempre utilizzando il cucchiaino. (24.25)

(24.54) Lo stesso procedimento utilizzato per aggiustare i passaggi superiori vale per quelli inferiori; di conseguenza, giriamo il troncone mettendolo sottosopra. Col manico del cucchiaino infiliamo la garza all'interno livellandola. In questa occasione, lavoro velocemente, ma in situazioni meno impegnative posso fare 2 cialmah al giorno. (25.44)

Nell'ultimo passaggio, aggiusto tutte le piegature allisciando col manico del cucchiaino finché il bordo inferiore del fez risulti omogeneo, appianato, uniformato. Nel centro davanti, abbiamo detto, mettiamo un ago come indicatore verso il quale dirigo adesso l'ultimo spezzone di garza. (26.30)

Dobbiamo passare nel centro davanti appoggiando la garza e tagliandola in corrispondenza dell'orlo inferiore. (27.00)

Questo pezzo tagliato e avanzato si può utilizzare nella prossima cialmah come spessore. Infiliamo l'ultimo spezzone di garza tra il turbante e il fez nel centro davanti. Prendiamo sempre il coltello per primo e lo inseriamo tra fasciatura e fez.  Poi inseriamo le 2 righe e con la 3 riga introduciamo l'ultimo pezzo di garza all'interno del turbante e la nostra cialmah è finita. (2751)

A cosa serve l'ultimo pezzo di garza introdotto? Vi dico qual è il suo utilizzo. Questo spezzone è detto sallapic in tataro. Entrando in moschea tiriamo fuori questo pezzo di garza inserita dal davanti e lo portiamo dietro. (28.43)

Se saliamo sul minbar col bastone, il sallapic lo metto davanti sulla spalla destra. Perché faccio così? (29.09)

Col sallapic davanti mentre mi dirigo verso il minbar non posso rispondere a chiunque tenti di salutarmi o di stringermi la mano, non possono rivolgersi a me e io non posso rispondere perchè devo fare lo zikr o leggere Il Corano. (29.33)

Dopo aver eseguito lo zikr o letto il Corano porto il sallapic dietro. Significa che chiunque può avvicinarsi all'Imam, salutarlo o esporgli i suoi problemi. In poche parole, questo è il significato di sallapic.