BUDDISMO TIBETANO E L’ACCETTAZIONE DEL CORANO

 

Molti individui, me compreso, si rattristarono quando i talebani demolirono in un solo colpo le statue dei Buddha in Afghanistan. Questi distruttori, credettero erroneamente che i Buddha fossero sinonimi d’idolatria, e come adoratori del Dio unico erano in dovere di distruggere tutte le immagini dei falsi dèi.

I talebani ritenevano di seguire prima l’esempio di Abramo, la pace sia su di Lui, e poi il modello di Muhammad, la pace sia su di Lui, quando conquistò e ripulì la Ka’aba da tutti gli idoli alla Mecca.

L’Islam aveva 100 divinità separate e le ha unite in un unico Allah con i suoi 99 attributi.

Altre religioni hanno fatto lo stesso. I fanatici intolleranti (e di solito ignoranti) seguaci di una sola fede, definiscono “idoli” gli attributi divini di un’altra fede, mentre tutti quelli di dio li chiamano angeli o nomi del dio unico.

Ho studiato un sacco di religioni e non ne ho ancora incontrata una che sia veramente politeista. Tutte hanno una divinità suprema le cui “parti” apparenti o gli “elementi” costituenti sono chiamati in un modo che, esteriormente sembrano esserci molti dèi, ma tutti questi dèi sono espressioni o manifestazioni dell’unico Obatallah, Ra, Brahman, El, ecc..

Ritengo che l’invasione americana dell’Afghanistan sia la reazione karmica alla distruzione delle statue dei Buddha operata dai talebani.

Una differenza enorme tra le presunte religioni monoteiste e le probabili politeiste, è che queste ultime si consacrano alla realtà dell’esperienza di Dio, mentre le prime parlano e investigano su Dio inveendo su chi non conviene al 100% con le loro speculazioni.

Il lama Buddista tibetano Yesce1, la pace sia su di lui, scrisse nel libro “La beatitudine del fuoco interiore”:

“Il Kalachakra Tantra parla di gocce di Kundalini che hanno la potenzialità del paradiso e dell’inferno, di tutti i sei regni. La meditazione del fuoco interiore scuote davvero tutto il nostro sistema nervoso e la nostra intera visione della realtà. Noi non vogliamo avere l’energia dei regni inferiori all’interno del nostro sistema nervoso come se stesse seduta in attesa della nostra morte. Vogliamo scuoterla e portarla adesso al chakra dell’ombelico. Quando lo facciamo, vediamo improvvisamente l’inferno, siamo nell’inferno. Le esperienze celesti e infernali durante la meditazione sono possibili perché l’intera energia universale è dentro il nostro sistema nervoso sottile e può manifestarsi da esso”.

Il Corano ugualmente nella surah 102, at-Takathur, dichiara:

“Vi distrarrà da Dio la gara di ricchezza fino al giorno

che visiterete le tombe. Invece no!

Ben presto saprete. E ancora no! Ben presto saprete. Ahi!

Se solo sapeste di scienza certa! Voi

Vedreste certamente l’inferno. Lo

vedrete con l’occhio della certezza.

Quindi, in quel giorno, sarete interrogati

sulla Beatitudine.”

(Corano, 102: 1-8)

L’enorme saggezza contenuta in questi 8 versi non mi basterebbe per scrivere un libro intero.

Grazie a lama Yesce, la pace sia su di lui, sappiamo che le visioni paradisiache e infernali sono gli effetti della meditazione profonda.

Durante le nostre vite accumuliamo condizionamenti, samskara e karma. Ci copriamo così dì risposte condizionate e mascheriamo la nostra personalità seppellendola e soffocandola sotto il peso di tanta immondizia accumulata.

I saggi Imhotep ed Elijah Muhammad ci consigliarono la ricerca della conoscenza del sé.

Il vostro vero sé non è il complesso di abitudini, emozioni e pensieri con cui v’identificate. Quel “falso voi” è un’immagine scolpita, una figura idolatrica che maschera il vero e vivente Dio abitante all’interno.

Quel vero voi è nascosto, invisibile, perciò un attributo di Allah è al-ghayb, l’invisibile. In Egitto, questa natura fondamentale umana e Divina fu chiamata Amen-Ra, “la Vita Nascosta”.

Tutti i nostri problemi personali si radicano nella mancanza di conoscenza del sé (anima).

“Le tombe” o “i sepolcri” della surah 102 si riferiscono alla meditazione profonda in cui il meditante muore simbolicamente al mondo. Il mio articolo “Lascia i morti seppellire i loro morti” (il titolo è tratto dal versetto biblico in Matteo, 8: 21-22) tratta questo concetto più in dettaglio.

Nella meditazione profonda i sensi sono ritirati, ma quando inizi a meditare, siamo distratti da tutti i tipi di pensieri sciocchi, casuali. Alcuni scrittori li hanno metaforizzati come demoni che li attaccano in una grotta. “Vi distrarrà da Dio la gara di ricchezza fino al giorno che visiterete le tombe.” (Corano, 102: 1-2) Prima di raggiungere lo stato profondo di onde cerebrali delta, i pensieri casuali verranno a distrarci e a distoglierci.

Persistendo, ritireremo i nostri sensi “come una tartaruga che si trascina nel suo guscio”.

Quando i sensi si sono ritirati, emergono una visione e un livello completamente diversi di conoscenza. “Ben presto saprete!” (Corano, 102: 3)

La maggior parte di ciò che pensiamo di sapere, non la conosciamo per nulla. Noi pensiamo, noi crediamo.

Non ho quasi rispetto per alcun cosiddetto “credente”. Credendo, ammette effettivamente di non sapere. Infatti, il Corano afferma che l’uomo conosce pochissimo, solo teorie, opinioni, ipotesi (congetture) da seguire.

Purtroppo, i tombaroli spirituali Arabi ed Ebrei hanno distorto “l’Amen” e l’hanno trasformato in “credenza” e “fede”. E allora io dico che se non sei un uomo o una donna di fede, non sei in compagnia della loro divinità quotidiana.

Io non sono un uomo di fede. Tento di essere un uomo di scienza. Potete conservare la vostra fede. La vostra fede significa che non sapete, cioè, che siete persone ignoranti.

La Bibbia afferma: “Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza.” (Osea, 4: 6) Non si tratta di mancanza di fede. C’è troppa fede.

Hanno sbagliato tutto.

La parola “semitica” “amana” deriva da Min e Amen. In realtà, si riferisce all’energia di punto zero e al punto zero di Coscienza (Nirvana).

In verità Gesù, la pace sia su di Lui, ha detto: “Se tu avessi abbastanza particelle di antimateria per riempire un granellino di senapa, potrebbe saltare in aria una montagna”, e non “se avrete fede pari a un granellino di senapa.” (Matteo, 17: 20)

Gesù era uno scienziato.

Al punto zero di Coscienza tutto è possibile. “Il vostro innato stato di Amen vi ha reso sani o integri”; è questo che intendeva quando ha catalizzato una guarigione, e non “la vostra fede”.

“Voi vedreste certamente l’inferno.” (Corano, 102: 6)

Voi create le vostre esperienze infernali (e paradisiache) dalle profondità del vostro essere. L’inferno, potremmo dire, è un ologramma di tutti gli atti accumulati (comprese le azioni mentali) in questa vita e in altre esistenze.

La nostra anima registra ogni nostro comportamento. Il nostro “giudizio” è determinato dalla registrazione scritta sulla nostra anima. Il Corano dichiara:

Leggi il tuo libro! È sufficiente la tua anima, oggi, a computare contro di te le tue azioni!” (Corano, 17: 14)

Nello stato di profonda meditazione si può diventare chiaroveggente. Si possono vedere molte cose: dakini, angeli, deva, demoni, vite passate, vite future, scene casuali o il vostro Sé Superiore.

“Lo vedrai con l’Occhio Certo”.

L’Occhio Certo è il Terzo Occhio Risvegliato. “Il mio occhio ha visto la gloria della venuta del Signore”. (The Battle Hymn of the Republic)

Non siamo qui per soffrire, anche se il Buddha insegnò che la sofferenza esiste, ma nelle Quattro Nobili Verità Buddha Shakyamuni ha anche identificato la causa e la fine della sofferenza.

Noi soffriamo perché siamo indotti a credere che le cose irreali siano reali. Stevie Wonder cantava: “Quando credi in cose che non capisci, che poi ti fanno soffrire, la miglior cosa non è la superstizione.”

Le realtà oggettive dipendenti non sono molto reali. Le nostre vite sono sogni. Siamo diventati attaccati all’effimero, le cose evanescenti sono effettivamente vuote, vane o bâtil (nulle); giacché il Corano designa nella dunya i fenomeni del regno inferiore.

Noi siamo concepiti per sperimentare naturalmente la beatitudine (na’iym). 

“Sicuramente chi padroneggia la ritenzione dello sperma

[amanu: letteralmente in arabo sono “coloro che credono”; in realtà significa dar fede al principio tantrico della ritenzione spermatica]

lavorando per collegare insieme le parti energetiche

[salihaat: letteralmente in arabo “le buone azioni”; significa applicare la tecnica della circolazione dell’energia collegando le varie parti del corpo. Sono queste le buone azioni],

 il loro Rabb [o guru] li guida attraverso la

realizzazione dell’Amen-coscienza

[imanihim: letteralmente in arabo “la loro fede”; in questo caso significa il Samadhi o l’Amen]:

― flusso di correnti (letteralmente in arabo “fiumi o ruscelli” è l’energia attinta dalla terra)

provenienti da sotto i loro piedi nei giardini di Beatitudine (na’iym).”

(Corano, 10: 9)

Non troverete nessuna traduzione interpretativa del suddetto versetto Coranico che ho appena presentato. Questa traduzione di parole arabe molto tecniche è effettivamente la più corretta in italiano.

Altri traduttori interpretano amanu per “coloro che credono” e ‘amilu-s-saalihaat per “compiere buone azioni”.

La pratica della meditazione interiore del fuoco concede grande beatitudine e illuminazione.

I giardini di Beatitudine si riferiscono agli stati di trance estatica.

 

 

Note

1: Il lama buddista tibetano Thubten Yeshe è co-fondatore della fondazione per la preservazione della tradizione tantrica mahayana.

Bibliografia

Amir Fatir, Tibetan Buddhism and Quran Agree