LA DEA KALI UNISCE INDÙ E MUSULMANI

 

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Il Bengala è un paese in cui i termini “Musulmano” e “Indù” non sono autoesplicativi. Che cosa significa essere Musulmano o Indù in questo paese? Quali rituali segue la popolazione? L’Islam e l’Induismo sembrano fondamentalmente differenti, ma all’interno di queste due grandi religioni esistono una varietà enorme di scuole di pensiero, preghiere e credenze che le accomunano. L’Induismo non è necessariamente opposto all’Islam e viceversa; quindi, queste due religioni possono coesistere in armonia sostenendosi reciprocamente. Faridpur, è il luogo del Bangladesh in cui Musulmani e Indù vivono insieme in pace e armonia. In questo distretto appartenente a Dhaka, vi sono alcuni Bramini, ma la maggior parte degli Indù appartiene alle caste inferiori. I Bramini che sono i rappresentanti della più elevata religiosità predicano negli Ashram le sacre Scritture e sono devoti principalmente a Krishna (), sebbene preghino talvolta la dea Kali. La devozione popolare, invece, retaggio di un’antica tradizione spirituale si rivolge completamente a Kali, che non chiede testi sacri.

 

Kali-Ma è la suprema dea, la Madre del Mondo. Ganga è anche una Madre, e Kali e Ganga sono considerate spesso delle sorelle, in ogni caso Kali è sempre la più potente tra loro, anche se Ganga è vista spesso come una figlia di Kali. Molti Musulmani e Indù accettano che Fatimah () è la Madre del Mondo per i Musulmani, mentre Kali è la Madre del Mondo per gli Indù. Allah potrebbe essere identico a Narayan o Krishna (), mentre l’Imam Ali () può essere l’equivalente di Shiva o Mahadev, gli dei e le dee sono uguali e intercambiabili. Poiché l’Islam e l’Induismo sono due religioni diverse, i percorsi sono differenti. I contenuti di queste due religioni, però, sono identici, perché c’è un solo Dio nel mondo con molti nomi. Uno supplica a Fatimah () nella moschea, e l’altro a Kali nel tempio.

 

Secondo gli Indù di Faridpur, la dea Kali è la più potente tra le divinità maschili e femminili. Infatti, se una devota Musulmana della dea Kali dichiara: “Io sono sul mio Dharma”, significa che segue e obbedisce ai regolamenti dell'Islam; mentre se afferma che “Kali è sul mio Karma”, significa che Kali si trova sul percorso della sua vita. Kali è l'unica dea che ha il potere di salvare il mondo dalla cattiveria, dai peccati, dal disastro e dalle calamità che minacciano costantemente e uccidono la gente comune. I Musulmani poveri, indifesi e disperati chiedono aiuto a Kali quando sono in pericolo, e se Kali li salva, possono sacrificare una capra in suo onore. Questo non significa che Kali è più potente di Fatimah (), vuol dire solamente che per questa particolare esigenza, la rappresentazione della dea Kali è più adatta per la risoluzione di quel determinato problema.

 

La vera dea Kali non è una divinità assetata solamente di sangue, il suo autentico senso può essere compreso nel cerimoniale del sacrificio animale compiuto durante la festa Islamica dell'Aid al-Adha. In questo caso, non deve essere confusa con il demone Kali, la personificazione del Kali Yuga. Meditando sul sangue offerto a Kali nella festa del sacrificio Islamico, il devoto raggiunge la liberazione dai vincoli del mondo.

 

La religione Induista, in una certa misura, si è adattata adeguatamente all'Islam Bengalese. L'inondazione annuale è un problema che tocca la religiosità della gente comune. Ogni anno il fiume provoca vittime e devasta terre. Gli Indù invocano Ganga di salvarli, ma le alluvioni minacciano anche i Musulmani, i quali supplicano al potente fiume di risparmiarli. Una devota Musulmana può essere benissimo la custode del tempio di Kali che aiuta i discepoli nell’assolvimento dei loro rituali. Anche presso il tempio Shashan Kali, il cimitero o la cremazione di Kali, gli Indù e i Musulmani coesistono pacificamente: le prostitute Musulmane sono seppellite nel camposanto secondo il loro regolamento, così nessuno può ritenersi offeso. Convivendo insieme, queste due religioni rafforzano le loro specifiche identità.

 

Una delle ragioni di questo sincretismo è rintracciabile nella storia di Faridpur. Mitologicamente, Shah Farid era un Musulmano dhorbesh/auliya (santo) che dette i natali a questa città. È considerato il più importante santo in Faridpur, giacché il suo presunto luogo di sepoltura è venerato da Indù e Musulmani. Un altro santo autorevole è Jagadbandhu (1871-1921), un mistico Vaishnava nato a Gobindapur, nel distretto di Faridpur, che è considerato dai suoi devoti una diretta incarnazione e manifestazione di Dio stesso, del Signor Krishna ().

 

Indù e Musulmani hanno gli stessi scopi divini, cambiano solamente i loro percorsi ed i nomi delle divinità o attributi divini. Questo sincretismo è presente anche nell’atteggiamento del sadhu Indù Mohadheb Chakrabarti, il quale ottenne i poteri spirituali qualche decennio fa. Ogni martedì e sabato, nell’Ashram degli Hare Krishna, guarisce e benedice Indù e Musulmani.

 

I libri religiosi non esprimono necessariamente la volontà degli dei e delle dee. La percezione di Kali in India è stata falsificata durante il colonialismo Britannico. Il culto “Thug”, la cui origine risalirebbe a delle tribù Musulmane, assegnava alla venerazione della dea Kali-Ma un posto ragguardevole. Nessuno conosce esattamente la data di nascita di questo culto, sebbene le prime indicazioni autentiche lo datino attorno al 1356 d.C. Secondo alcuni storici, i Britannici demonizzarono questa società segreta per giustificare le loro stragi. Il culto “Thug” della dea Kali era solidamente associato all’adorazione di Fatimah (), la figlia del Profeta () dell’Islam. Queste informazioni provengono dagli interrogatori effettuati dagli ufficiali Britannici prima dell’esecuzione dei prigionieri.

 

Molte sette segrete Musulmane divinizzano Fatimah () perché fu una dea lunare Araba, colei che creò tutta l’esistenza dall’inizio del tempo. Fu anche conosciuta per essere la fonte di sole, luna e destino. Questi attributi furono tutti ascritti alla dea Egizia Net. Il Profeta Muhammad, la pace sia su di Lui, ha Islamizzato i nomi delle preesistenti tradizioni spirituali usandoli per attirare alla nuova fede i seguaci delle dee.

 

Ecco perché in occasione del Kali-puja (l’adorazione di Kali), una festa religiosa in onore alla dea nera del Bengala, Kali-Ma, molti Musulmani e Indù adorano insieme la dea Kali, una rappresentazione della sovra-esistente e trascendente Fatimah Zahra, la luminosa dea del tempo. Non è senza significato la somiglianza tra il nome Kali-Ma (Madre Nera) e la Kalima, l'attestazione di fede Islamica nell'Unico Dio.

 

Bibliografia

 

Terje Oestigaard & Shanoor Alam, Kali Cuts across both Hindu and Muslim Cultures, The Bangladesh Observer. May 7. 2002.