LA DEA SITA SVELA IL MUSHAF FATIMA AGLI YOGI (PARTE 1)

 

Mahadevi Sita è Fatima e Fatima è Mahadevi Sita” (Afsar Mohammad)

Il modello ideale della fedeltà era Sita, la moglie di Rama” (Shaykh ‘Abbas Qummi)

 

Il Mushaf di Fatima contiene molte informazioni importanti. Fornisce i dettagli su come raggiungere l’epoca d’oro.

La zulfiqar, la spada psichica utilizzata per la guerra contro le energie demoniache nell’aldilà è intrisa delle lacrime di Fatima.

La seconda venuta di Fatima avverrà insieme ai suoi figli,1 l’Imam Hassan e l’Imam Hussain, perché la Raja (il ritorno dei reincarnati) è vera in ogni epoca.

La maledizione di Madre Divina Fatima, di Shiva e dei Veda si trasformerà in energia creativa. Shiva/Rudra/Imam Ali, il dio della distruzione e della rigenerazione, ha il potere di trasformare le apparenti maledizioni in benedizioni.2

La maledizione di Shiva ha convertito Bhima, l’eroico guerriero del Mahabharata, all’Islam.3

Fatima conosceva i chakra, la kundalini e la gerarchia Divina che contiene tutte le religioni e i Libri Sacri.4

La lotta per il petrolio è stata ben documentata nel Mushaf con la metafora dell’oro e dell’argento.

Il libro è stato rubato da Uthman e distrutto.

Il libro di Fatima conteneva i dettagli sul luogo della sepoltura di Madre Maria, di Gesù e di altri Profeti.

Il Mushaf descrive i dettagli su come dirigersi verso Dio attraverso l’Akasha. I Profeti riappariranno. Molti ritorneranno a diffondere nuovamente la luce.

Dopo la distruzione delle energie demoniache, la pace prevarrà.

I leader corrotti spariranno.

Tutti pagheranno il loro prezzo, il periodo più oscuro della loro vita. Il loro karma si brucerà rapidamente durante l’esistenza.

L’era dell’Acquario sarà governata dall’aria.

Il Mahdi combatterà le energie demoniache del passato padroneggiando l’elemento aria.

Fatima sopraggiungerà nella forma più feroce di Kali unendo Indù e Musulmani per sconfiggere le energie oscure con i chakra e i poteri psichici.

La conoscenza che è stata sottratta sarà riportata in auge, ciò vale per la sacralità della Madre Divina e per la sacra energia del corpo umano.

Fatima utilizzerà il Corano e i Veda per la protezione perché questi ultimi, in realtà, si riferiscono agli Ahl ul-Bayt quando parlano dei Devata.

Ci sarà una battaglia psichica feroce, una battaglia delle menti e guerre militari.

Muhammad era cosciente che il potere apotropaico dei Veda era fattibile solo rendendo testimonianza di fede agli Ahl ul Bayt.

I quattro Qul (in particolare le sure al-mu’awwidhatayn) furono rivelati per distruggere gli idoli impregnati di energia demoniaca all’interno della Ka’ba. L’adorazione degli idoli è contraria ai Veda, alle Upanishad e alla Bhagavadgita.5

Le regole e le modalità di liberazione dell’anima, nonché la liberazione dal dolore nell’aldilà saranno documentati.

Tutti i Profeti del passato e del futuro sono descritti nel Mushaf. Tutte le scritture del passato sono anche documentate.

La maledizione dei Veda ben documentata in passato circa la creazione di dèi, terra, acqua, fuoco, aria, pianeti e altri deva (maschili) e divinità (femminili) sarà rimossa.6

Le regole del completo yoga futuro saranno descritte.

La sacra intimità (Tantra) tra l’uomo e la donna sarà reintrodotta.7

Tutte le energie oscure che circondavano i Profeti, le loro ombre, cioè Abu Bakr, Omar e Uthman saranno puniti e distrutti.

I demoni e i Ginn che hanno trasmesso false informazioni all’umanità saranno distrutti.

Fatima si unirà alla sua famiglia, a suo marito e alla sua prole, le sarà dato in dono la felicità e vivrà un paradiso in terra.

Una lunga lista di sante si incarneranno nelle varie forme di Durga, Saraswati, Parvati, Lakshmi e Mahadevi.

Il ritorno di Shiva, l’Imam Ali, chiarirà il percorso spirituale da seguire con l’aiuto di una lunga lista di Profeti reincarnati, tra cui Vishnu (Adamo o l’Imam Ali) e Brahma (Abramo). Saranno delle riproduzioni umane.

I Veda saranno reinterpretati e spiegati correttamente.

La crudeltà animale scomparirà e l’uomo potrà parlare con le bestie feroci.

L’amore per la famiglia e i per suoi valori occuperanno la loro giusta posizione.

La gente ricercherà Dio interiormente piuttosto che esteriormente.

La gente diventerà spirituale e guarderà al di là delle differenze religiose che ben presto spariranno.

Le tombe degli antichi Profeti saranno ritrovate.

Avverrà il ritorno del Mahdi, la Divina guida dell’Islam, e la seconda venuta di Cristo.

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La legge (la shari’a Islamica) e i comandamenti Divini (amr, hukm) saranno mantenuti.

Le regole del puro monoteismo della vita dopo la morte saranno applicate: “Entrano nell’oscurità coloro che adorano le cose naturali (per esempio, l’aria, l’acqua, il fuoco, ecc…). Essi sprofondano nelle tenebre coloro che adorano sambhuti, vale a dire le cose create” (Yajurveda, 40: 9).

Si insegnerà la realizzazione del sé e dell’esperienza Divina.

Quando i valori spirituali e morali della società periranno, l’epoca d’oro verrà ristabilita.

Il Saguna Brahman, l’adorazione idolatrica, sarà bandito e rimpiazzato dalla legge del Nirguna Brahman, perché la devozione del Nirguna Bhakti sostiene che Dio è onnipresente e risiede all’interno del cuore umano.8

Sarà ripristinata la comprensione e la pratica degli insegnamenti antichi, tra cui i tarocchi 9, la numerologia, l’astrologia e la chiromanzia.

 Il sacro luogo di Karbala avrà una reputazione superiore a livello mondiale.

I chakra e i lata’if nel corpo e sulla terra saranno studiati per il mantenimento della salute globale dell’uomo e del pianeta, perché essi ricevono energia subatomica dall’attività solare come Allah dichiara nella surah novantunesima del Corano, al-shams.

Gli insegnamenti su angeli, demoni e esseri umani riaffioreranno 10. La vita extra-terrestre ci sarà nota attraverso i wormhole (i ponti di Einstein-Rosen) percorsi dagli angeli in un batter d’occhio. Nel Corano è detto: “Ascendono attraverso le Vie dell'Ascesa (in arabo Ma’arij) gli angeli e lo Spirito.” (Corano, 70: 3-4)

L’anima e l’anima gemella in relazione a Dio e alla gerarchia saranno studiate.

Si manifesterà la comprensione delle comunicazioni Divine attraverso i sogni.

Molto lavoro sarà fatto sul piano astrale.

Il concetto di Madre Divina Fatima 11, l’energia all’interno del corpo fisico sarà studiato.

La professione del guaritore tramite le energie divine si svilupperà.

Si esamineranno le incarnazioni umane in rapporto all’albero genealogico.

Il mistero che avvolge futuri e antichi artefatti sarà studiato e svelato. Un santuario (mahbd) sarà dedicato alla Divina Madre Fatima a Karbala.12

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I simboli Tantrici del pellegrinaggio Islamico, l’Hajj, saranno spiegati.13

I Wahabiti, i responsabili delle trasformazioni dell’al-Ḥaram al-Sharif e dello spostamento del Maqam Ibrahim dalla parte opposta della Ka’ba, dove era rimasto per quasi 14 secoli, saranno puniti.

La scoperta del sito archeologico di Mohenjo Daro in Pakistan significa che il vero Yoga del futuro sboccerà tra i Musulmani. La divinità Mohan, avatar di Krishna, sarà sostituita dall’apparizione dell’Imam Ali 14 in modo che la recitazione di Allah Hu sostituirà progressivamente il mantra Om.15

L’origine dei Pellerossa d’America sarà svelata.16 Il Tantrismo Islamico dei Sufi dello Swat (Pakistan) 17 avrà il suo giusto riconoscimento. Si ritroverà la vera tomba di Salomone.18

Le vere tombe di Gesù (‘Isa) 19, Maria 20, Mosé 21 e Adamo 22 saranno scoperte.

La gerarchia spirituale Divina sarà studiata in relazione al corpo umano, alla numerologia e alle sacre scritture.23

Sarà spiegato nei dettagli come connettersi al Divino attraverso la Hamzah, il suono del silenzio, mentre la Hu sarà il maestro dei mantra.

L’origine extraterrestre dell’essere umano e la sua manipolazione genetica (DNA) sarà approfondita e meglio compresa.24

I misteriosi viaggi di Gesù, la sua sopravvivenza dopo la crocifissione e suoi rapporti con l’India saranno studiati e svelati nei dettagli.

Un nuovo linguaggio informe riconoscerà nel Corano un “Sistema di Macchina Letteraria” o una “Creatura Vivente Indipendente” che potenzierà le sue surah e i suoi mantra.

Le cure dei disturbi spirituali umani, mentali, emotivi e fisici saranno studiati in relazione alla spiritualità e al karma.

La regressione della condizione femminile sarà invertita.

L’energia spirituale maschile bianca e l’energia spirituale femminile rossa saranno studiati attraverso l’acqua e la terra.

Le controversie tra Sciiti e Sunniti saranno risolte.

Il sesso diverrà sacro in rispetto ai rituali Tantrici compiuti dalla Vergine Maria.25

Si costituirà l’amore, il rispetto e la fiducia.

Gli insegnamenti Vedantici risorgeranno con altre scritture, come la Torah, la Bibbia e il Corano, e saranno sempre più congruenti con esse.

Nuovi e diversi tipi di Yoga si manifesteranno includendo fisicità, meditazione, devozione e amorevolezza.

 

 

 

NOTE

1. Mullah Baqir Majlisi scrive nel Haqqul Yaqin: “Quando l’Imam Mahdi arriverà, Aisha sarà risuscitata in modo che possa essere punita e Fatima vendicata” (Haqqul Yaqin: 347). Prima della Qiyamah, il Nabi, ‘Ali, Fatima, Hasan, Hussain (AS) e altri sinceri Musulmani e alcuni kuffar saranno riportati in vita. [Anwar-e-Naumaniyah di Naimatullah Jazairi, parte 2, pag. 87, Bab: Nur Fi Kayfiyyatir Raj'ah, Nuova Edizione Iraniana]. Quando il dodicesimo Imam ritornerà, porterà ‘Aisha in vita per tormentarla. (Haq-ul-Yaqin, Pagina n ° 139).

2. La maledizione di Fatima, di Shiva e dei Veda sono strettamente collegate perché le divinità dei Veda e gli Ahl ul Bayt del Corano sono una e medesima cosa. Kumari è un altro nome di Fatima che viene descritta da Dowson come un epiteto di Sita e anche di Durga. Durga è anche descritta come sposa di Shiva nei Purana, Shiva è un altro nome dell’Imam ‘Ali, mentre Rudra è l’Imam ‘Ali nei Veda. Lakshmi nei Veda è un altro nome di Fatima. Indira è un altro nome di Lakshmi; ciò conferma che il nome di Lakshmi è stato utilizzato per Fatima e Indra per Muhammad. John Dowson nell’opera “A Classical Dictionary of Hindu Mythology and Religion, Geography, History and Literature” descrive Lakshmi mentre emerge dalla schiuma primordiale (Vishnu è associato all’acqua).

I Veda, in realtà, si riferiscono agli Ahl ul-Bayt quando parlano dei Devata. I Devata dei Veda e gli Ahl ul Bayt del Corano sono gli stessi esseri con la sola differenza che, mentre nel Veda la gente inneggiava e pregava la comparsa dei Devata in forma umana per proteggerli dalle potenze tenebrose e lottare contro di esse, quando il Devata è apparso nelle sembianze dell’Ahl ul Bayt nessuno capiva che erano gli stessi esseri che stavano aspettando. La gente d’Arabia non poteva identificarli nel luogo in cui discesero. Eppure, la forza dei loro insegnamenti e la loro immagine pubblica erano tali che le persone accettarono i loro insegnamenti, ma la loro energia rajasica (materialistica) e tamasica (oscura) sottomise la loro mente e li prostrò innanzi alle Forze dell’Oscurità; in tal modo, li torturarono, li posero agli arresti domiciliari, li avvelenarono e li uccisero. Eppure, nonostante il loro ristretto margine di manovra, l’Ahl ul Bayt ha mostrato eccelsi livelli di conoscenza spirituale che nessuno ha la capacità di uguagliare.

3. Nel Bhavisya Purana, la maledizione di Shiva significa che Bhima deve diventare un Musulmano, altrimenti rimane maledetto. Nella legge di Alha o Alha-Khand, un’epica tradizione dell’India settentrionale, Mira Talhan (detto anche Talana) è l’incarnazione Musulmana di Bhima. Mira Talhan è uno sciita di Banaras (Varanasi), più esattamente è un seyyed, un discendente del Profeta Muhammad per via dell’Imam Hossein. Nell’Alha è un celebre suonatore di lira, e nel Bhavisya Purana è un suonatore di vira. (Hiltebeitel Alf, Rethinking India's Oral and Classical Epics Draupadi among Rajputs, Muslims and Dalits.)

4. All’inizio di ogni era zodiacale Dio assume una nuova gerarchia spirituale. Il governatore planetario di ogni segno dello zodiaco è l’annunciatore di una nuova saggezza rivelata all’umanità (Amir Fatir, Esoteric Nation of Islam).

5. Il concetto di un Dio Assoluto è molto presente nella Gita, nelle Upanishad e nei Veda. La più antica di tutte le scritture divine è veramente il Veda. I Veda parlano anche di un Dio Assoluto e riconoscono nei Devata degli agenti di quel Dio. Questo Dio Assoluto è stato descritto dalle Upanishad come onnipervadente, senza attributi o forma, il Dio onnisciente. È stato indicato come Ishwar o Mahesh. La Gita si è riferita a questo Dio Assoluto nella terza persona con ‘Egli’, mentre Paramatma è salmodiato in Prima persona con ‘Io’, ‘Noi’ o ‘Me’.

È un peccato che oggi gli Indù incolpino i Musulmani e il Corano di essere contro l’adorazione degli idoli. Le Scritture Indù non sanzionerebbero l’adorazione degli idoli? ... Al contrario, leggiamo che la gente al tempo di Krishna aveva iniziato ad adorare i Devata come dèi, tuttavia, Krishna non solo li ha combattuti, ma ha chiarito senza tentennamenti che tutte queste persone dovevano essere uccise. È spiacevole che gli Indù contemporanei vedano nei templi di Khajuraho, nel culto idolatrico di Sai Baba e negli insegnamenti spirituali della Gita un tutt’uno.  La verità, tuttavia, è che la Gita vuole che i suoi aderenti adorino solo Dio e nient’altro.

“Ma a quegli uomini che hanno Me per oggetto del loro culto e che non si occupano di alcun altro oggetto nel loro meditare, a costoro appunto che son quelli che sono sempre devoti, io porto il sicuro possesso e la sicurezza.” (Bhagavad-gita, 9:22)

“E di tutti gli yoginah colui che rende culto a me, pieno essendo di fede, con il sé interiormente in me rifugiato, quello appunto è da me ritenuto essere colui che meglio ha realizzato lo Yoga.” (Bhagavad-gita, 6:47)

“Fissa su di me l’anima tua; sii a me devoto; a me rendi il sacrificio; a me rendi onore; a me così tu verrai e a te prometto la verità, (ché) tu mi sei caro.” (Bhagavad-gita, 18:65)

“Quelli che hanno la facoltà discretiva rapita da vari desideri, ricorrono ad altre divinità, osservando uno un rito, l’altro un altro, a ciò portati dalle loro proprie nature.” (Bhagavad-gita, 7:20)

Gli Indù difendono insistentemente l’adorazione degli idoli non perché non sia sanzionata nelle loro Scritture, ma solo per rifiutare gli insegnamenti Coranici e respingere i Musulmani che non consentono in alcun modo l’adorazione degli idoli. Pertanto, è il loro ego o la loro ingannevole fede che li trascina nell’adorazione idolatrica contrariamente alla reale volontà sanzionatoria delle Scritture Induiste.

6. Per maledizione Vedica, si intende secondo i Purana, quella condizione di decadimento che un alto stato di coscienza trasferisce a tutte le specie terrestri. I testi Vedici affermano una devoluzione della dimensione spirituale. La vita è un viaggio attraverso le varie forme di materia; ogni forma corrisponde al nostro livello di coscienza. Le esperienze di questo mondo tridimensionale sono necessarie per la crescita della nostra coscienza fino alla riconquista della nostra identità spirituale. Tuttavia, meditando e leggendo i testi sacri possiamo elevare la nostra coscienza ad un piano superiore di esistenza e diventare quegli esseri spirituali che veramente siamo (Hare Krishna creationism). In ambito Islamico, la teoria dell’evoluzione e del creazionismo è stata molto dibattuta, vedere a tal proposito l’articolo “Islamic views on evolution”. Anche nell’Ismailismo la maledizione si può trasformare attraverso la pratica yogica: “Con la maledizione, tuttavia, lo Jogi predice che la salvezza del suo discepolo alla fine arriverà grazie a un santo di nome Guru Hasan Kabiruddin che era, come sappiamo, un famoso missionario Ismailita” (Conversazione tra Guru Hasan Kabiruddin e Jogi Kanipha). Sulla maledizione categorica e condizionale in Marocco vedere: Carl Olson, Indian Asceticism: Power, Violence, and Play, pag. 119.

7. In ambito Islamico, alcuni Sufi hanno anche praticato il culto della Yoni associando all’incarnazione femminile il rosso (sangue mestruale), mentre la controparte maschile di “coscienza” al bianco (sperma). I colori rosso e bianco si alternano infatti nell’halaqa Sufi o cerchio magico. Il rosario (masbah) Arabo, alternando perline rosse e bianche, aveva lo stesso significato: gli uomini e le donne si uniscono intorno al cerchio nel maithuna.

(Idries Shah, oriental magic, pag. 65, Barbara G. Walker, Man Made God: A Collection of Essays, pag. 193).

8. Il concetto di Nirguna Bhakti, i cui principali esponenti del Nord erano Kabir, Namdev e Ravidas, è ben espresso dal noto accademico del Punjab Surinder Singh Kohli (1920 - 2003): “Ahd (l’Uno, cioè Dio) è il non manifestato Brahman (Nirguna) e Ahmad è il manifestato Brahman (Seguna)”.

9. Babur, il fondatore della dinastia Moghul in India, era un abile praticante dell’arte magica dei Tarocchi Ganjifa. Si trova scritto nelle memorie dell’imperatore Babur: “Quando partimmo per Agra, Mir Ali Korchi fu inviato a Tatta presso Shah Hassan. Questi amava molto le carte da gioco e mi aveva chiesto parecchi mazzi che gli inviai”. Esistono anche i Ganjifa di Akbar e dei Mamelucchi. Al tempo dell’Imam Mahdi si insegnerà la litomanzia (al-tarq  bil hasa) e la litobolia (ramy al jimar).

10. L’Imam Mahdi sarà il luogo di frequentazione degli angeli visibili e invisibili. Nel suo regno, la cui durata varia da 19 a 313 anni e oltre, comunicherà molte informazioni sulla vita ultraterrena.

11. Fatima è una Madre Divina. Rumi disse: “La donna è un fascio di luce Divina. Non è questa adorata terrestre (oggetto di desideri sensuali). È una creatura, ma sembra che non sia creata.” (Mathnawi, Libro 1, verso 2437)

12. Quindi, sebbene Fatima morì quarantasette anni prima della tragedia di Karbala, la figlia del Profeta appartiene indirettamente al ciclo di Karbala. Ad esempio, uno dei dieci capitoli del “Rawzat al-shuhada” (Il Giardino dei Martiri) di Husayn Va’iz Kashifi (morto il 1504) le è dedicato, per non parlare delle parecchie ta’ziyeh consacratele (Kamran Scot Aghaie, The Women of Karbala: Ritual Performance and Symbolic Discourses in Modern Shi'i Islam).

13. La stazione del Maqam Ibrahim, un Shiva lingam all’interno della Mecca ha il piedistallo di forma ottagonale. Nell’Induismo, il piedistallo di Brahma, il Creatore, è anche di forma ottagonale. I pellegrini Musulmani circumambulano attorno alla Ka’ba sette volte in senso anti-orario. Al contrario, la pradakshina Induista è una circumambulazione, ma è eseguita in senso orario per un numero dispari di volte a cominciare da tre.

14. Nella Bhagavad Gita, Krishna aveva predetto l’evento della morte dell’Imam a Karbala. Il Kalanki Purana, l’ultimo dei diciotto Purana e l’Atharva Veda, il quarto Veda, riferiscono che l’Imam Hussain è la divina incarnazione o avatar del Kali Yuga, l’era presente. Questi testi hanno anche una particolare venerazione per l’Imam Ali, il padre dell’Imam Hussain, genero e cugino del Profeta Muhammad, e si riferiscono a lui con il titolo onorifico di ‘Om Murti’ (NdT. L’Imam Ali è l’immagine della OM e solo Lui ha il potere di trasformarla). Anche Guru Nanak ribadiva periodicamente ai suoi seguaci che l’Imam Ali è la Tigre di Dio e che le cinque luci radiose dimoravano nel suo cuore. Ad un certo punto della sua vita, dichiarò di credere a queste cinque luci che nominò “Panjatan” (Huzaifa Haryanawala, Imam Husain and India).

15. Francis Lefebure scriveva: “Orbene, per essere imparziale, bisogna osservare che, per quanto perfetto sia “Om” di fronte all’analisi filosofica (cfr. Homologies, p. 345), nondimeno è molto difficile da pronunciare mentalmente come conseguenza dell’assenza di consonanti (abbiamo detto che la M vi deve essere considerata come una vocale). Per contro, si ha, in questo “Om” tronco di una “L” dura che è in ultima analisi il nome di Allah, una leggerezza, uno slancio, una facilità che ne fanno la migliore sonorità con cui l’uomo abbia mai rappresentato la divinità, almeno quando è pronunciato secondo le usanze dei paesi Musulmani; ha certamente contribuito a conferire loro la potenza e il dinamismo che li contraddistingue. Allah esprime due volte Dio: con la sua vocale nel suo aspetto di suono totale, con la sua consonante nel suo aspetto di ondulazione universale. In un’epoca in cui dobbiamo procedere verso una sintesi scientifica delle religioni, conviene mettere il nome di Allah ai livelli più alti delle nostre ricerche e del nostro allenamento mistico” (Francis Lefebure, Esperienze iniziatiche, vol. II, pag. 107-109, Edizioni Mediterranee, Roma, 1988). Un video mostra una prima trasformazione della Om in Allah, ma essendo l’Imam Ali l’immagine della OM, cioè la Om Murti, ne completerà la trasformazione.

16. Un’originale teoria è stata esposta da Elijah Muhammad. Secondo il religioso statunitense, capo della Nazione dell’Islam, gli Indiani d’America furono chiamati così da Colombo non per caso, ma per volontà Divina perché provenivano proprio dalle Indie. Erano venuti in America (l’India Occidentale) 16.000 anni fa dopo esser stati esiliati dall’India per aver violato la legge dell’Islam che era nata con Adamo disceso a Ceylon. La natura estrema della loro dissidenza era stata offensiva anche per gli Indiani, che erano abituati a vivere in una variegata comunità religiosa. Allah avrebbe dato una lezione ai Pellerossa perché hanno negato la sua potenza e li ha costretti a percorrere migliaia di chilometri attraverso la Beringia nella deserta e selvaggia America. Ancora impenitenti, gli esuli costruivano idoli per adorare e prostrarsi davanti “all’opera delle proprie mani” (Isaia, 2:8). Dal suo trono, Allah completò il castigo della popolazione rossa inviando più tardi in America il popolo bianco “per cacciarli nelle riserve. . . e dare agli indiani un’altra legnata” per la loro arrogante disobbedienza.

17. In Asia meridionale, le varie pratiche dello Shivaismo, del Buddhismo e del Tantra divennero piuttosto diffuse. Il Bengala, grazie alla sua disponibilità di fonti Sanscrite, divenne una regione in cui i Sufi islamizzarono alcune di quelle pratiche — e la condivisione tra yogi Indiani e Sufi fu chiara dopo l’espansione Musulmana nell’India settentrionale tra il XII e il XIII secolo. Alla luce dei ricchi e intensi sviluppi spirituali dell’India Nord-occidentale, dell’Asia centrale e del Tibet, la conquista Musulmana incontrò molti centri Tantrici, in particolare nella valle dello Swat (allora nota come Uddiyana — casa di Padma Sambhava, il pioniere Tantrico Buddista arrivò in Tibet nell'ottocento). L’islamizzazione di queste regioni dall’ottavo al decimo secolo non ha eliminato né i mistici antinomici dalla cultura Musulmana, né ha in seguito arrestato i Qalandari e i loro posteri. Geoffrey Samuel afferma che le pratiche antinomiche del Tantra e del Buddhismo Vajrayana furono adottate e continuarono nel contesto Sufi fin dall’inizio dell’ottavo e nono secolo. La pratica yogica degli Shivaiti del grande Khorasan, e la loro mescolanza con i mistici Musulmani, avrebbe influenzato ciò che alcuni mistici Musulmani chiamano il salat ma’kus o il namaz ma’kus (la preghiera invertita che si compie a testa in giù tutte le sere o la notte per 40 giorni o anche per anni).

Si ritiene che il famoso mistico Abu Sa’id Abul-Khayr (morto il 1049 d.C.) praticasse il tantra durante la ripetizione dello zikr (una cantillazione ripetuta o una preghiera) nello stato di fana al-fana (annientamento dell’annientamento). Per giustificare e legittimare questa posizione yogica meditativa, i Mistici Musulmani affermarono che il Profeta dell’Islam fosse il primo a farlo. Nello yoga Tantrico, questa posizione è considerata l’unione di Shakti e Shiva, o del Sole e della Luna. E Rumi, infatti, parla di prosternarsi stando sulla propria testa (D: 1603). Con le sue azioni, Abu Sa’id credeva che il suo corpo fosse diventato una qibla (la direzione della preghiera). Definì un nuovo percorso spirituale, ballando e incoraggiando festini di dolci prelibatezze, pollame arrostito e ogni genere di frutta — ciò è offerto nel festino Tantrico (ganachakra). — Ma dovette spiegare al Sultano Mahmud di Ghazni (971–1030), che fu informato circa le sue pratiche, perché i suoi sermoni non includevano gli insegnamenti del Profeta dell’Islam. Abu Sa’id visse nella città di Sarakhs e nel villaggio di Mayhana sulle steppe settentrionali del Kopet Dagh (frontiera tra Turkmenistan e Iran) vicino Abiward, sul ciglio dei territori Buddhisti e Shivaiti, ed è là che apprese l’arte del banchetto spirituale, il festino con danze e canti e altre pratiche Tantriche che entrarono gradualmente nei territori Islamici. La seguente poesia di Abu Sa’id (che può effettivamente essere stato scritta da Rumi: vedere capitolo 4) è caratteristica del suo atteggiamento spirituale impavido e rivoluzionario verso il pensiero religioso del suo tempo:

Finché le moschee non saranno sotto il Sole

Saranno rovinate, noi faremo il nostro santo lavoro;

E nessun vero Musulmano si presenterà

Finché la fede e l’infedeltà saranno una cosa sola.

(Mostafa Vaziri, Rumi and Shams’ Silent Rebellion: Parallels with Vedanta, Buddhism, and Shaivism, Palgrave Macmillan, 2015)

18. Il noto orientalista Giuseppe Tucci affermava che la tomba di Salomone si trovava vicinissima alle rovine del palazzo dove nacque Budda, a Kapilavastu, nella giungla nepalese del Terai. Da molto tempo, un’altra destinazione consolidata per i pellegrini Musulmani è Osh in Kirghizistan. I Kirghizi credono che Salomone visse a Osh tra 970-931 a.C. Sul Takht-i-Suleyman (il Trono di Salomone), “una collina nella parte occidentale della città, c’è un santuario che si ritiene essere la tomba di Salomone” (Muslim World, Islamic Beliefs, Practices, and Cultures, 2011, pag. 188).

19. In ambito Islamico, la tomba di Gesù in India non è solo sostenuta dal movimento Ahmadiyya, ma anche dal Prof. Fida Hassnain, un Sufi appartenente alla tariqa dello Sheikh Muzaffar Ozak Al-Jerrahi di Istanbul e discendente diretto per via materna dell’Imam Hussain, pronipote di Muhammad. La teoria poggia sulla seguente documentazione: “La tomba di Gesù e i documenti”. Parrebbe anche che in un’edizione dell’Ikmal-ud-Din dello Shaikh sciita Ibn-i-Baibuyah al-Qummi stampata nel 1782, Gesù abbia viaggiato verso l’Oriente, sebbene gli attuali studiosi sciiti lo contestino.

20. Secondo la tradizione dei cristiani d’Oriente la tomba della Vergine Maria (detta anche Chiesa del Sepolcro di Santa Maria) si trova nella Valle del Cedron, una valle situata tra la Città Vecchia di Gerusalemme e il Monte degli Ulivi. Per i cattolici e i Musulmani turchi nella Casa di Maria (Meryem Ana o Meryem Ana Evi) sul monte Solmisso a circa 6 km a sud dell’antica Efeso, nell’attuale Turchia occidentale, si trova la tomba di Maria. Ora, v’è anche la convinzione che un’altra tomba della Vergine Maria si trovi in Mary (Turkmenistan), una città originariamente chiamato in persiano Merv. I fautori sostengono che Gesù Cristo e la Vergine Maria andarono in India dopo essere sopravvissuti alla crocifissione. Altri affermano che Maria morì nella piccola città di Murree in Pakistan. Il sepolcro è chiamato Mai Mari Asthan, che significa “il luogo di riposo della madre Maria”.

21. Il Deuteronomio 34: 6 dichiara che “nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba”. Ma nelle opere persiane di Khwaja Muhammad Azam Deedamari, Tarikh-i-Azami, Muhammadi Press, Lahore 1747 e di Pandit Hargopal Koul Khasta, Guldasta-i-Kashmir, Arya Press, Lahore 1833, pag. 17, si asserisce che la Qbar-i-Musa , cioè la Tomba di Mosé si trovava in cima al Nebo-baal, a Bethor, oggi chiamata Bandipore.

22. Secondo Ibn Kathir, diversi racconti sostengono che Adamo è sepolto sulla montagna sulla quale discese in India, altri che è sepolto sul Monte Abu Qubays presso la Mecca, altri ancora che Noé prese i corpi di Adamo e Eva sull’Arca e li riseppellì a Gerusalemme. Abi Muhammad al-Hasan IbnAsikir (morto il 1176) afferma che la testa di Adamo si trova alla moschea di Abramo a Khalil, mentre le sue gambe sono presso la Cupola della Roccia di Gerusalemme. Nella sua storia, al-Tabari riferisce che Noè prese i resti di Adamo e Eva con lui sull’arca, ma poi li lasciò nella grotta sul Monte Abu Qubays, detto anche la Grotta del Tesoro, in cui furono sepolti. (Brannon Wheeler, Mecca and Eden: Ritual, Relics, and Territory in Islam, Paperback, 2006)

23. Le trentatré divinità del pantheon Vedico che si ritrovano anche nell’Avesta corrispondono al numero dei grani cantillati durante lo zikr Islamico. Esse sono presenti anche nel corpo umano e sostengono la colonna vertebrale con 33 o 34 vertebre, le quali sono in relazione ai 33 o 34 Allahu Akbar del masbah, il rosario Islamico.

24. Il Dott. Ebrahim Kazim (nato a Bombay, India), direttore dell’Accademia Islamica di Trinidad, nel libro “Scientific Commentary of Suratul Faatehah”, descrive un’originale esperienza contemplativa della discesa degli astronauti Adamo ed Eva. Adamo è stato fatto dalla polvere da Allah. Visse su un altro pianeta chiamato Jannah che aveva un sistema solare (Corano, 20: 117), fu addestrato in varie scienze e anche come pilota di caccia. Allah gli ordinò di rimanere all’interno di alcuni perimetri e il pianeta Terra era fuori della sua portata. C’era un albero (la tradizione popolare ci dice che era l’albero di grano) che cresceva sia sul Jannah che sulla Terra, ma non doveva avvicinarsi. Un giorno Adamo e il suo co-pilota, Ḥawwa’, ascoltarono i cattivi suggerimenti di Satana, disobbedirono ad Allah, girarono la propria astronave verso un diverso percorso e sbarcarono sul pianeta Terra, in India. A causa di motivi sconosciuti (il guasto al motore o la forza gravitazionale della Terra), non poterono tornare al loro pianeta originario (Jannah) e si trattò del primo atterraggio dell’uomo sul pianeta Terra. Tuttavia, già molto tempo prima che l’uomo mettesse piede sulla Terra, la Terra era abitata da jinn e da diversi tipi di animali. Amir Fatir nell’articolo “Gli Alieni nel Corano”, dichiara che in alcuni testi babilonesi il nome originale di Adamo era Adapa. Nei testi successivi il suo nome divenne Adamu. Per fare l’Adamu, Enki doveva “legare l’immagine degli dèi” alla sua creazione in provetta, cioè mescolò un po’ del proprio DNA nell’infuso che trasformò il primitivo “Homo erectus” nell’uomo moderno. Questo processo avvenne, quindi, sul pianeta Jannah. Anche l’assirologo Ebling stabilì una equivalenza tra il nome dell’eroe Adapa in lingua accadica e il nome ebraico Adam. La discesa di Adamo sulla terra è confermata dal “Picco di Adamo o Sri Pada” che è venerato da tutte e religioni. Altri indizi della presenza di extraterrestri in epoche passate si troverebbero nei testi religiosi, come la Bibbia e il Ramayana.

25. Fida Hassnain ha trovato nei rotoli Esseni del mar Morto la risposta al parto verginale di Maria. In seguito ad una lettera scritta da un Esseno a un altro membro della sua confraternita ad Alessandria, appena sette anni dopo la crocifissione di Gesù, si chiarisce che la Vergine Maria avesse praticato il maithuna Tantrico con Giuseppe, un membro della comunità Essena (la spiegazione dettagliata è descritta nel testo di Fida M. Hassnain, Sulle tracce di Gesù l'esseno. Le fonti storiche buddhiste, islamiche, sanscrite e apocrife, pag. 48-49).

 

 

 

Bibliografia

 

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Fida M. Hassnain, Sulle tracce di Gesù l’esseno. Le fonti storiche buddhiste, islamiche, sanscrite e apocrife, Amrita, 1997