Hamzah suono di silenzio, mantra Coranici e Kumbhaka

 

La lingua Araba è composta di 29 lettere. Ventotto lettere rappresentano i suoni consonantici, mentre una, la Hamzah, è il suono del silenzio.

La Luna attraversa un ciclo di 29 giorni. Per 28 giorni la Luna riflette la luce, ma il giorno della Luna Nuova, non c’è per nulla luce. La Luna è invisibile. La Luna invisibile si correla alla lettera silenziosa Hamzah.

«Quando ti interrogano sui noviluni rispondi: “Essi sono periodi stabiliti per l’umanità e per il Pellegrinaggio. Non è giusto entrare nelle case dalla parte posteriore, il giusto è chi è consapevole di Dio. Entrate pure nelle case passando per le porte e siate coscienti di Allah affinché possiate avere successo.”» (Corano, 2: 189)

L’antica astrologia si incentra su 28 costellazioni. Ciascuna lettera Araba corrisponde a una costellazione. L’Astrologia Taoista Cinese rimane una scienza di 28 costellazioni.

Quattordici lettere Arabe sono considerati Solari e quattordici Lunari.

La lettera Solare elide, cioè, raddoppia nella pronuncia e sostituisce la consonante che la precede. Per esempio, il saluto Arabo, “As-Salaam Alaikum” è scritto effettivamente “Al-Salaam Alaikum.” La “S” di salaam, essendo una lettera Solare, si elide nella precedente “L” e imprime il suono “As” invece di “Al.”

I quattordici Kau (Trasformazioni) di Ra

Ra fu la rappresentazione dell’apoteosi energetica per gli Egizi. Ra non è il dio Sole come affermano alcuni “esperti”. Egli è, tuttavia, simboleggiato dal glifo del Sole giacché il Sole era il simbolo più importante e visibile dell’energia.

Ra fu una parola antica Egizia usata per la kundalini, il chi, il prana e il subconscio.

Gli insegnamenti Egizi trattano dei 14 Kau (plurale di Ka) di Ra. Il Ka è la personalità. I quattordici Kau di Ra si riflettono nelle 14 lettere Solari. Ogni lettera è un mantra e il mantra contiene il potere di creare una trasformazione.

La cantillazione della lettera/mantra “ta” (Tam) e l’osservazione delle leggi salutiste permette la trasformazione dello stato patologico di qualcuno in una condizione di sanità.

Ogni lettera/mantra racchiude dei poteri specifici.

Le unità sonore di potere.

Una lettera simboleggia un suono. Il suono è, a sua volta, un simbolo di un tipo di energia.

Vari sistemi spirituali hanno lavorato con le unità (lettere) che compongono le parole (mantra) di potenza.

Gli Ebrei lavorarono con 22 poteri e queste 22 lettere (unità) si accordano con le 22 lettere Ebraiche, con i 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi, con i 22 capitoli del Libro della Rivelazione (Apocalisse) e con i 22 aminoacidi.

I Dravidi dell’India (i fondatori dello Yoga) lavorarono con le 50 lettere dell’alfabeto Sanscrito.

La combinazione di unità sonore forma un mantra. A.U.M., per esempio, produce la forza vitale del mantra “aum” (Om).

Le lettere Mistiche: al-muqatta-aat

Quattordici lettere, nelle varie combinazioni, avviano le 29 Surah del Corano. Queste lettere sono dette muqatta-aat o lettere mistiche. Vari studiosi non hanno afferrato che sono realmente dei mantra.

Nella terminologia Coranica, i mantra sono detti dhikr. La Surah 2, per esempio, inizia: “Alif Laam Mim (A.L.M.). Questo è il Libro.”

Ogni lettera ha su di sé una Fatha allungata, vale a dire, un suono “a” che è prolongato all’atto della pronuncia. Così A.L.M. è il mantra “Alllaaaaaaammmmmmm.”

Quelle lettere simboleggiano il “Libro” che si chiama il Registro Akashico nello Yoga.

Cantando Alif Laam Mim il cantore si può mettere in contatto con il Registro Akashico.

Gli Dei e le Dee nell’Antichità

La fisica moderna postula che tutto è energia e che l’energia ha due modalità fondamentali, positiva (maschile) e negativa (femminile). I Taoisti chiamano queste polarità yang e yin.

Il sistema alfabetico Arabo è tale e quale. Le 14 lettere Solari sono yang (maschile) e 14 lettere Lunari sono yin (femminile).

Tutte le lettere simbolizzano “dei” e “dee,” cioè, le energie.

Gli “studiosi,” totalmente ignoranti circa l’antico modo di pensare, si sono confusi sugli “dei” e li hanno identificati al politeismo pagano.

Un “dio” fu un’energia positiva, mentre una “dea” era un’energia negativa.

Le parole divinità, angelo, spirito, fantasma, diva, neter, loa, orisha ed energia sono in pratica sinonime.

Le 28 lettere (14 positive e 14 negative) raffigurano le polarità universali yin/yang. La Hamzah era neutrale. Atomicamente corrisponde al neutrone.

Manaazil: Mansioni della Luna

“E alla luna abbiamo assegnato le mansioni, finché non diventa come una palma invecchiata.” (Corano, 36: 39)

L’antico zodiaco delle 28 costellazioni si basava sul passaggio della Luna attraverso le 28 case chiamate Mansioni della Luna. La fine e l’inizio della fase calante e crescente si caratterizzarono per la scomparsa della Luna dal cielo. Ciò corrispondeva alla Hamzah.

La Hamzah e il Kumbhaka

La Hamzah è uno stop gutturale tra i suoni. Ad esempio, la parola indicante gli angeli “malaa-ikat,” contiene una Hamzah. È una pausa lieve all’interno della traslitterazione: “malaa” (pausa) “ikat.”

Questo stop o pausa è fatta da una lieve contrazione dei muscoli addominali inferiori (al Tan Tien) mentre si espira.

Si tratta proprio del tipo di respirazione yogica che porta in trance e alla fine provoca lo stato senza pensiero. Nel pranayama yogico, la fermata gutturale si chiama Kumbhaka. Lo stato senza pensiero (samadhi) deriva dal Kevala Kumbhaka (Kumbhaka involontario o cessazione spontanea del respiro senza sforzo cosciente), vale a dire, dal controllo automatico respiratorio condotto dal sistema nervoso parasimpatico.

Dopo il verificarsi del Kevala Kumbhaka, la mente si svuota di pensieri. Si diventa consapevole di essere cosciente.

Questa cessazione di pensiero è il silenzio mentale di cui la Hamzah è un simbolo.

La respirazione a pancia gonfia o prominente

La Hamzah simboleggia non solo il silenzio mentale, esso raffigura anche graficamente il metodo respiratorio che realizza quel silenzio.

La Hamzah somiglia alla lettera latina “c” con una breve linea sotto la curva. È il simbolo di un metodo di respirazione yogica praticato in Tibet il cui nome è “respirazione panciuta”.

La respirazione di pancia è eseguita spingendo fuori il basso addome durante l’inspirazione e tirandolo durante l’espirazione. Prima di inspirare, l’addome inferiore è leggermente teso e l’espirazione è premuta contro quella tensione. Questo tipo di respirazione realizza il prana (respiro) e il controllo (yama). Il pranayama, letteralmente significa controllo delle correnti praniche - prana+yama. Questa respirazione serve anche per allungare il tempo tra i cicli respiratori. La parola yama significa anche “allungamento”.

Inoltre, tale tipo di pranayama preme anche sul nervo pneumogastrico dell’addome che provoca un’azione riflessa nel cuore e nel R-complex o cervello rettiliano (centro del risveglio). Quando ciò è compiuto, il cuore è stabilizzato e la persona si risveglia interiormente. Si tratta del “risveglio” ricercato nel Buddhismo esoterico paragonabile al “Venire Fuori Sveglio” del Pert em Hru (il cosiddetto Libro Egizio dei Morti).

Gli dei Hu e Sa

Nella metafisica Egizia, due dei esistevano prima che si manifestasse la creazione (oggi diremmo il Big Bang). Quelle due divinità gemelle erano Hu e Sa.

Hu rappresenta la volontà divina e Sa raffigura la coscienza.

Si dice anche che Hu sia la lingua di Ptah.

Queste divinità simboleggiano aspetti di coscienza nello stato senza pensiero. Hu divenne il maestro dei mantra usati in molti sistemi esoterici (Hung, Hum, Hua).

Tra i maghi la coppia Hu/Sa divenne Hum-Sah (hamsa mantra)1, il suono naturale del respiro. Si ritiene che in meditazione si possa sentire il respiro eseguendo il suono Hum-Sah mentre la forza kundalini si attiva all’ascolto di questo suono.

Dopo che il pensiero diventa immobile, un insolito suono acuto si sente spesso. Questo suono acuto è chiamato “il Flauto di Dio” dai seguaci di Eckankar. È noto per tante altre cose.

Le campane delle Chiese Cristiane simboleggiano il suono di questo “flauto”.

Alcune persone hanno anche sentito il “flauto” della Hum-Sah (Hamzah) durante l’utilizzo di droghe come la cocaina. Marvin Gaye ha scritto una canzone intitolata “The Bells” (I campanelli). È possibile che un tinnito fastidioso si colleghi alla stimolazione precoce di Hum-Sah.

La Hum-Sah divenne nota come “il cigno” nelle scuole esoteriche, e alcuni artisti rappresentarono tale processo con un cigno. Il cigno è un uccello che è comodo in acqua, e l’acqua era un simbolo del dio Nu, il quale fu dipinto come una distesa infinita d’acqua.

Gli Egizi non la rappresentarono come il cigno, ma usarono la sacra cicogna ibis. L’ibis è stato il geroglifico della saggezza divina (facoltà) di Tehuti (Thoth). In effetti, il nome Tehuti nasconde il mantra hu al suo interno.

Nel sistema Arabo, Hu e Sa (Hum-Sah) divennero la Hamzah.

Nel Corano, sette sure iniziano con le lettere mistiche Ha Mim (H.M.) Insieme formano il mantra (Haam). Alcune scuole buddiste scrivono Haam, ma in realtà salmodiano “Huum”.

Le Sure del Corano dalla 40 alla 46 iniziano con Ha Mim. Queste sette sure inizianti con Ha Mim simboleggiano il collegamento della Hum-Sah con la forza kundalini.

Hu: la Divina Volontà

Nel sistema Egizio, Hu significava volontà. Invece, il sistema Arabo associò Hu con Sa fino al punto che la parola Araba in rapporto a Sa (Shay) assunse il significato di volontà.

Gli Egizi capirono che le due volontà operarono nella donna e nell’uomo. Heru (Horus) simboleggiò la volontà “ordinaria”, mentre Tehuti simbolizzò la volontà divina. Il compito dell’iniziato fu di accordare la volontà di Heru (umano) con la volontà di Hu (divina).

Quando le due volontà erano in disaccordo, il risultato fu (in Arabo) lo Shaytaan. Shaytaan (Satana) significa in realtà “due volontà” (La parola shayt vuole dire volontà e “aan” è il duale nella grammatica Araba).

Hamzah: Codice di Meditazione

La Hamzah, quindi, è un simbolo codificato per la meditazione, per la coscienza samadhi (trance) e per l’attività kundalini ai massimi livelli.

La Nazione dell’Islam e le 29 Lettere

In America, tra gli insegnamenti Islamici più importanti primeggiano quelli della Nazione dell’Islam (dei cosiddetti Musulmani neri). Al pari di tutti gli altri movimenti spirituali, la verità effettiva della Nazione dell’Islam è velata dal simbolismo. Fino ad oggi, nessuno ha svelato pienamente il simbolismo profondo degli insegnamenti del Maestro Fard Muhammad e dell’onorevole Elijah Muhammad, suo allievo.

Elijah Muhammad, una volta disse ai suoi seguaci durante un convegno sulla Giornata del Salvatore che “Io sono quaggiù nel fango e nessuno può vedermi.”

Significa che il suo vero corpo di conoscenze fu sepolto dalle fangose e altisonanti dottrine materialiste, poiché nessuno era ancora in grado di vedere la profonda verità universale. Egli si manifestò, quindi, trasmettendo l’insegnamento dietro alle sue sconvolgenti vicissitudini.

Una volta disse: “Io sono un predicatore. I miei ministri saranno gli insegnanti.” Questa frase significa che ebbe l’incarico di insegnare soltanto ciò che apprese integralmente per 40 anni, ma solo dopo di lui i suoi ministri avrebbero compreso realmente il suo insegnamento, e di conseguenza lo avrebbero insegnato alla gente.

Finora non è accaduto.

Elijah Muhammad era un massone. I suoi seguaci non lo tennero in considerazione, ma egli stesso lo annunciò durante una delle sue lezioni sulla Teologia del Tempo. Infatti, “onorevole”, è un titolo Massonico, come “maestro” e “nobile.”

Come muratore, il Sig. Muhammad ha fatto voto di silenzio.

Il voto di silenzio non significa che non si può parlare, indica che quando si discorre della verità esoterica, si deve farlo simbolicamente, con parabole e con certi codici.

Tutti i grandi maestri parlarono in codice, incluso Gesù.

Agli studenti che intendono iscriversi alla Nazione si chiede: “Quanto spazio utile utilizza ogni giorno la popolazione totale del pianeta terra?” La risposta è: “La terra utile utilizzata ogni giorno dalla popolazione totale del Pianeta Terra è di 29 milioni di miglia quadrate.”

I 29 milioni di miglia quadrate di “terreno utile” sono un codice per le 29 lettere (unità sonore di potere) della lingua Araba.

Per rappresentare che aveva raggiunto la conoscenza della Hamzah, il Signor Muhammad ha chiamato “Hamzah” uno dei suoi ministri (Theodore Hamzah di Cleveland).

Dodici ministri del Sig. Muhammad erano, simbolicamente parlando, “mogli del profeta.”

Nell’esatto momento in cui la fisica ha scisso la materia nelle sue unità più elementari, anche tutti i vecchi codici religiosi, le usanze, le cerimonie e i rituali sono abbattuti e utilizzati in una tecnologia spirituale al servizio dell’umanità.

 

 

Nota 1: Lhamsa mantra si relaziona alla hamsa di Fatima (A) nell’Islam. La pratica di questo mantra è spiegata bene da Swami Shankarananda nel libro “Happy for No Good Reason”, : Learn to Meditate, Become Stronger, Calmer and Happier, pag. 244, 2003

 

Bibliografia

Amir Fatir, Hamzah: The Sound of Silence