I
MUDRA E LE ASANA SUFI
ESERCIZI
PER LA CANTILLAZIONE DEL CUORE
ESERCIZI
FISICI PER IL RISTABILIMENTO DELL’ARMONIA NELL’ORGANISMO
Raccomandazioni
generali per l’esecuzione degli esercizi
Questi
esercizi non sono solo una pratica fisica, sebbene esteriormente possano
sembrare. Quotidianamente compiamo i medesimi movimenti cui partecipano gli
stessi muscoli con le annesse articolazioni. Il significato degli esercizi Sufi
riabilitanti consiste nel colmare la mancanza di un'attività fisica.
Eseguendoli, dovete rispettare una serie di condizioni. Primo, bisogna rendersi
conto del proprio operato. Consci, rivolgete un'attenzione favorevole; in altre
parole inviate dei sentimenti buoni, verso qualsiasi organo del corpo.
L'energia buona è indirizzata laddove si dirige la vostra attenzione.
Ecco perché la ginnastica tradizionale in cui i vostri pensieri
divagano, arreca pochi profitti, e può essere perfino dannosa. Se
qualcuno esegue una serie di flessioni con le gambe, e allo stesso tempo pensa
ad un litigio avvenuto con i colleghi al lavoro, dove va tutta la dannosa
energia negativa? Si addensa nell’articolazione del ginocchio. E poi ci
stupiamo se le gambe troppo allenate si stirino, o si tendano facilmente, o se
il menisco si ammali o sia leso nella peggiore delle ipotesi. Sicché,
consapevoli delle sensazioni dell'organismo, da un lato impariamo a conoscere
il nostro corpo più da vicino; dall'altro lato, armonizziamo la sua
attività grazie ad un atteggiamento positivo. Non è necessario
ripetere la stessa sequenza di movimenti ogni giorno: cambiate il loro ordine
d’esecuzione, seguendo l'intuizione!
In
secondo luogo, atteniamoci al seguente precetto: “Sforzarsi inspirando,
rilassarsi espirando.” Se questa regola è infranta, l'attività
dell'organismo sarà perturbata, violata. Inspirando, mobilizziamo il
corpo, ma quando espiriamo, assicuriamoci del massimo rilassamento. Allo sforzo
partecipano tutti i gruppi muscolari, e non solo quelli direttamente collegati
all'esecuzione degli esercizi specifici.
L'energia
possiede la proprietà della pulsazione. Tutto attorno pulsa: respiro,
battiti, contrazioni e distensioni. L'auto-rigenerazione è anche fondata
sul principio del ristabilimento della libera pulsazione. Se la libera
pulsazione è per un qualsiasi motivo impossibile (cioè, se
l'energia è “ostruita”), vi è qualche problema. Il concetto
è paragonabile al telefono cellulare che può ricevere solo le
chiamate. Vi è pervenuto il messaggio, ma non potete inviarlo: il
segnale non “passa.” Eseguendo gli esercizi fissati, stimolate la pulsazione,
ma si necessita di pazienza, fermezza e disciplina.
Un
mio corsista si lamentava per i dolori alla mano: non poteva lavorare al
computer, né guidare l'automobile. Eseguendo regolarmente dei semplici
esercizi di contrazione e decontrazione delle dita, ripristinò la
corrente d'energia, e ben presto la mano si riprese.
Terzo.
Ogni volta che si compiono gli esercizi, bisogna osservare i cambiamenti, i
miglioramenti avvenuti, rendersi conto del vostro stato attuale: se riuscite ad
elevarvi di qualche centimetro in più, o se su una scala di flessioni da
zero a dieci, ne fate cinque, siete già a buon punto, e non a zero.
Quarto,
concentratevi sugli esercizi che agiscono su quelle aree (dhikr) in cui risiedono i problemi, quelle “dolenti”, che sono le
manifestazioni negative del nafs. Ad
esse s’invia la maggior quantità d’energia positiva.
È
essenziale prima dell'esecuzione degli esercizi avere (o generare) un buon
umore, ringraziare l'intero mondo divino, ricordarsi di qualcosa di bello,
gradevole, che vi riempia d'energia. Siate creativi! Dovete pensare che nella
vostra vita ci furono molte gioie e piaceri, v’impediamo di pronunciare che non
ne abbiate avuti, non mentite nemmeno a voi stessi. I Sufi definiscono questo
stato positivo col termine di “mukashafa”,
che può essere tradotto in “anticipazione
della scoperta.” In questo stato la persona è completa. Avendo
raggiunto l'integrità, inizia il cammino verso la guarigione, verso una
vita completa e feconda.
Se
non rispettate queste condizioni, è meglio che vi corichiate. Le persone
comuni affermano di avere già molti “obblighi” da assolvere. Dicono:
“Perché dovremmo aggiungercene altri?”
Gli
esercizi possono eseguiti con l’ausilio della musica. In particolare, la
raccomando alle persone anziane. Grazie ad essa possono facilmente riacquisire
uno stato mukashafa purificato. Ma se
appartenete a coloro che non riescono a concentrarsi (o se avete meno di 21
anni), per amor di Dio, non ascoltate la musica. Non utilizzatela.
Alcuni
profumi migliorano l'umore durante l'esecuzione degli esercizi. L'entrata nello
stato mukashafa è favorita
dagli odori di muschio e dagli oli volatili. Questi odori Sufi furono
selezionati da secoli.
Il
criterio principale per l'efficacia degli esercizi, non è l’illusoria e
piacevole sensazione di stanchezza che alcuni percepiscono dopo il primo
esercizio, ma è la sua tensione massima senza che appaiano sensazioni di
dolore e di malessere.
Attenzione!
Se volete ottenere i massimi benefici dagli esercizi, attenetevi alla sequenza
successiva. Dapprima leggete attentamente le descrizioni degli esercizi, e dopo
eseguite i loro singoli movimenti. Poi, tentate di compiere l'esercizio senza
l'aiuto del testo. Eseguitelo in maniera automatica, non meccanica. Cercate di
comprendere ogni movimento del respiro! Dopo qualche tempo, riguardate di nuovo
il testo, e controllate se fate tutto nel giusto modo. Siate scrupolosi,
accurati. Eseguite al meglio l'esercizio. Rileggete e fatelo finché il
suo ricordo si fissi nel corpo.
Successivamente, praticatelo per il ripristino della salute.
Volete
sapere qual è il momento migliore della giornata per compiere gli
esercizi col massimo profitto? Ricordatevi della vostra ora di nascita ed
aggiungetele 8 ore. Se siete nati alle tre del pomeriggio, è preferibile
che lo svolgimento degli esercizi sia alle 11 di sera. Se siete nati alle 2 del
mattino, le 10 saranno il vostro orario ideale! Certi possono chiedersi: “E se
il tempo d'esecuzione degli esercizi fosse la notte?” Che si sveglino e
facciano gli esercizi a quell’ora. Se vi è impossibile, se la notte non
fa per voi, fateli in mattinata, dopo il sorgere del sole.
Se
siete occupati e non avete tempo per fare gli esercizi, eseguiteli tutte le
mattine, cinque volte la settimana. L'orario ottimale è la vostra ora di
nascita + 8 ore, cui va aggiunta un'altra ora (+ 1 ora) per qualche minuto di
pratica respiratoria. È preferibile che l'orario ed il luogo degli
esercizi rimanga sempre lo stesso. Se cambiate spesso postazione, dovete
generare in voi la sensazione del vostro posto abituale.
Chi
non conosce l'orario di nascita e non può rintracciarlo, deve eseguire
l'esercizio durante la settimana in differenti momenti della giornata. Inoltre,
bisognerebbe ricordarsi l'orario della giornata in cui avete abitualmente
maggior vigore, il maggior afflusso di forze, il desiderio di agire.
Esercizi
per le mani
Bisogna
iniziare sempre gli esercizi con un training digitale. Dalle dita lungo tutto
il corpo si separano delle linee energetiche. In Oriente, si ha l'abitudine di
sgranare il rosario (tasbih). Vi è della saggezza in questo atto, in
quanto siffatti movimenti equilibrano il sistema immunitario prevenendo
l’origine delle malattie.
1.
La pressione sulle punta delle dita della mano.
Le punta delle dita delle due mani sono unite, ma i palmi non si toccano. Questa “calotta” si trova a livello del plesso solare, le punta delle dita sono dirette verso l'alto. Inspiriamo, e solo quando espiriamo, premiamo le dita una contro le altre. La pressione deve essere forte, ma indolore! Sentite lo sforzo nella zona Sultano, più esattamente nelle tempie. Allentate la pressione. Inspirate, e dopo aver espirato ripetete l'esercizio. Fatelo parecchie volte.
Quest’esercizio aiuta ad attivare la zona Sultano e serve per prepararsi a lavorare con questa zona. Migliora la circolazione del sangue e lo stato generale della persona.
2.
L'incollatura della punta delle dita delle mani.
La posizione di partenza è la stessa, come nell'esercizio precedente. Qui, solamente variano un po' le sensazioni. Nel momento in cui si sente il rilassamento, le punta delle dita “si incollano.” È una piacevole sensazione. La sentiamo nella zona Sultano.
3.
La tensione nei palmi.
Uniamo i due palmi insieme e li disponiamo come negli esercizi 1 e 2 a livello del plesso solare, le punta delle dita sono dirette verso l’alto. Inspiriamo ed espiriamo. Durante l'inspirazione, col massimo sforzo, premiamo i palmi l'uno sull'altro. La schiena è dritta, avvertiamo lo sforzo nella zona Sultano. Espirando ci rilassiamo. Lo facciamo parecchie volte.
4. "L'incollatura" dei palmi.
Quest'esercizio è uguale per forma all'esercizio 2, la sola differenza risiede nelle sensazioni. Qui, percepiamo quel senso di “incollamento.” Espiriamo nuovamente, ed ancora sentiamo l'area Sultano.
5. Le basi delle dita della mani




I palmi sono uniti come nell'esercizio precedente.
L'indice della mano sinistra con un certo sforzo discosta l'indice della mano
destra (fig. 24) per quanto possibile. Poi, l'indice della mano destra discosta
l’indice della mano sinistra. Le dita restano unite il più possibile e
dritte. Ci sforziamo di tenere le altre dita unite in posizione verticale. Poi,
bisogna fare quest’esercizio con tutte le altre dita sequenzialmente.
Questo movimento è indicato per la profilassi
della poliartrite e contro i depositi di sale nelle giunture. Questa
prevenzione è valida per tutti gli esercizi digitali.
6. La “Cresta”

7.
“Freccia”

8. “Palmo-pugno”

9. Consecutiva
flessione delle dita.

Lo sfregamento
dei polsi e delle mani
Prima di
eseguire quest'esercizio ci si può “lavare” con l'aria, generando una
sensazione primaverile. Com'è piacevole respirare! Afferriamo il polso
della mano sinistra colla mano destra sfregandolo in senso anti-orario. Insieme
a questo movimento ruotiamo la mano che è afferrata. Cambiamo le mani.
Il senso di quest'esercizio è di armonizzare l'attività
intestinale e del cuore, poiché secondo la medicina moderna sui palmi
delle mani sono disposti dei punti associati a questi organi.
Hilal

Sfregamento (massaggio) dei palmi.
Col pollice
frizioniamo il centro del palmo dell'altra mano. Percepiamo delle sensazioni
gradevoli nel palmo della mano. Strofiniamo il dorso della mano. Cambiamo le
mani.
L'esecuzione
di quest'esercizio ha un impatto sulle vene e sui vasi sanguigni che si rafforzano.
Non dovete
supporre minimamente che questi semplici esercizi siano superflui, inutili.
Questi esercizi eseguiti consapevolmente giovano ad altre pratiche. Il training
digitale è una sorta di ritornello, un anello necessario tra le diverse
fasi del lavoro quotidiano.
Lo scuotimento delle mani


Com’è
piacevole sentire la stanchezza dopo aver eseguito l'esercizio con successo.
Scuotiamo le dita delle mani due-tre volte e mentalmente approviamo il nostro
operato. Nello stesso tempo, muovendo le mani ci solleviamo prima sulle punte
dei piedi, poi ridiscendiamo sui talloni. Sentiamo una vibrazione (Fig. 31).
Giriamo i pugni.

Dita malleabili (con flessione)

Quest'esercizio
è particolarmente consigliato alle persone anziane perché
rafforza le articolazioni (Fig. 33).
Tasbih

Dal dito indice alla glabella

Dal dito medio al plesso
solare

Dagli
anulari alla 7ma vertebra toracica

Dai
mignoli ai capezzoli

Piegamento consecutivo delle dita (nel trattamento a
mani congiunte)
I palmi delle
mani sono rivolti l’uno verso l’altro a livello del plesso solare e si trovano
alla distanza di un grosso pesce. Gli occhi sono leggermente socchiusi.
Pieghiamo gli indici verso i palmi, per quanto possibile, mentre manteniamo le
restanti dita dritte. Al disopra degli indici appoggiamo i pollici che spingono
sempre più forte ad ogni
inspirazione, mentre espirando ci rilassiamo. Lo facciamo 8 volte per ogni
dito.
Quando
lavoriamo coi diti indici l'attenzione è focalizzata sulla glabella;
quando operiamo con i diti medi ci concentriamo sul plesso solare; mentre se
massaggiamo gli anulari, tutta la nostra attenzione si focalizza sulla settima
vertebra toracica. Lavorando con i mignoli, concentrarsi sui punti che una rogatina forma con i capezzoli (questa rogatina è il vertice della V
capovolta che forma un triangolo con due dita, l’indice ed il medio. I
capezzoli sono gli angoli alla base).
L'esercizio
è eseguito per normalizzare la circolazione del sangue.
Massaggio dei piedi

Ci sediamo
alla turca. Adesso allunghiamo la gamba destra in avanti, e colle mani adagiamo
sopra il piede della gamba sinistra. Le dita delle mani massaggiano il piede, e
con i pollici si inizia a frizionarlo, sgranchirlo. Cerchiamo i punti dolenti
accordandogli una particolare attenzione. "Percorriamo" tutto il
piede con amore studiando la sua forma, "frizioniamo" letteralmente
con amore i piedi. Proviamo una piacevole sensazione.

Coloro che
non possono accomodare il piede sulla gamba, si avvicinino a questa posizione
per quanto possibile, e massaggino il piede nella posa che sono in grado di
raggiungere. Chi non può restare seduto a terra, ed ha la tendenza a
cadere, può, nei primi tempi, appoggiare la schiena al muro, a un
divano, o può essere sostenuto da qualcuno. Questa concessione è
valida solamente quando non si hanno altre possibilità, e non potete
sedervi da soli!

Quest'esercizio
influenza la zona Markab, contribuendo così a risolvere i problemi
associati a quest'area (fig. 39-41).
Senza
cambiare le gambe, passiamo alla seconda parte “del balletto della Merlaison”
(dall’opera i “Tre Moschettieri” di Alexandre Dumas).
Massaggio dell'articolazione tibiotarsica.

Ascoltate le sensazioni,
provate. Accarezzateli.
E ancora una volta, senza
cambiare le gambe!
Dalla punta del piede fino al naso! Sgranchiamo la
spina dorsale

Ecco.
Adesso cambiamo le gambe ed eseguiamo gli ultimi tre esercizi con l'altra gamba
(fig. 43).
La farfalla 1
Ancora una
volta adagiamo il piede sulla coscia dell'altra gamba e premiamo sempre
più sul ginocchio della gamba piegata. Molleggiamo contando: uno, due,
tre, quattro... trenta. Ripetiamo l'esercizio con l'altra gamba.

Percepite
come i canali siano puliti, le paure ci abbandonano, i complessi psicologici
sono risolti ad ogni pressione.
Dove vanno
i pensieri? Pensiamo al corpo, ai muscoli, percepiamo delle sensazioni
piacevoli. A chi non sorride, adesso, l'autore del libro vuole gettare il
martello! (Fig. 44-45).
La farfalla 2

La Baddha Konasana Sufi

Appoggiare i piedi
al petto. Inspiriamo, poi ci pieghiamo e contiamo ad alta voce: uno, due, tre,
... dieci... quindici. Tiriamo, tiriamo, tiriamo. Pieghiamoci sempre
più! Siamo rilassati e consapevoli delle sensazioni. Raccontatele ai
vostri intimi, ma solo quando avrete completato tutti gli esercizi.
Se
non riuscite a prosternarvi, agganciate i piedi con le due mani e tirateli. Se
Muhammad non va alla montagna, la montagna va da Muhammad! (Fig. 47)
Sgranchiamo
la spina dorsale

Chiudere
la porta

Raddrizzatevi
sorridendo. Abbiate un contegno fiero e giocondo. Contiamo ad alta voce fino ad
otto. Approfittate del piacere derivante dal cambiamento delle sensazioni di
tensione e distensione. Cambiamo la posizione delle gambe (fig. 48).
La
rotazione dei piedi
Ci
alziamo in piedi (se siete ancora in grado di farlo). Scuotete un po' i piedi,
e adesso ruotiamo i piedi in senso orario e anti-orario. Sentite come il sangue
fluisce. Sentite un dolce diletto dopo un lungo sforzo.
La
rotazione libera del corpo
Siamo
in piedi dritti. I piedi hanno la larghezza delle spalle. Le mani, simili a
delle corde, penzolano lungo il corpo. Giriamo il busto sul suo asse: prima a
sinistra fino al suo limite estremo, e poi a destra fino alla sua massima
estremità. Ripetiamo uno-due, uno-due. Le braccia svolazzano liberamente
e seguono il corpo. Com’è piacevole! Abbiamo la sensazione che le
braccia planino. Che cosa c’è di più meraviglioso!
La
Forbice
Sono
delle forbici speciali. Quest'esercizio rinforza gli addominali. Siamo seduti,
i piedi sono distesi in avanti, la schiena è dritta, le mani si
appoggiano sul pavimento dietro la schiena. Solleviamo le gambe dritte formando
un angolo tra i 10 e i 30 gradi. Più volte incrociamo le gambe a
quest'altezza formando la lettera X. Una volta la gamba destra sta sopra alla
sinistra, la volta successiva è il contrario. Contiamo fino a 10-30
volte ad alta voce.
La
respirazione è libera.

Adesso
solleviamo un po' le gambe in alto, muovendole su e giù, in alto e in
basso, anche per 10-30 volte. Teniamo la posizione seduta, e cerchiamo di non
cadere di lato!
Nell'esercizio
si possono fare delle pause: inspiriamo durante il sollevamento delle gambe,
manteniamo le gambe ad angolo (in pausa), ed espirando senza fare movimenti bruschi,
facciamo ridiscendere le gambe. Quest'esercizio risolve i problemi degli organi
sessuali maschili e femminili (fig. 49).
Piegamento in avanti
Siamo seduti con
le gambe distese in avanti. Le mani sono dietro la testa. Ci pieghiamo verso i
piedi. Tendiamo la schiena. Sentiamo la tensione nella regione lombare.
Disegnare un cerchio con i piedi

Annotazione
Per le
malattie ginecologiche e urologiche la respirazione non è trattenuta.
Scrivete il vostro nome con i piedi (una variante
dell'esercizio precedente)

Adesso
solleviamo nuovamente le gambe alla stessa altezza e scriviamo il nostro
cognome. Dopo una breve interruzione, bisogna scrivere il nome.
Le gambe
formano un angolo di 10 gradi, e non di 50 gradi! Dopo un piccolo riposo,
eseguite quest'esercizio un’altra volta (fig. 51).
Ponte sulla testa
Dalla
posizione supina, le braccia sono lungo il corpo (o sono piegate dai gomiti).
Inspirando solleviamo lentamente il corpo che si puntella sulla nuca, sui
gomiti e sui talloni. Siamo incurvati al massimo, inspiriamo e restiamo otto
secondi in questa posizione. Espirando ritorniamo fluidicamente nella posizione
di partenza.

Esistono
due diverse varianti per compiere quest'esercizio. Nel primo caso, il ponte
è fatto appoggiandosi sui talloni e sulla nuca (fig. 52), mentre nel
secondo s’inarca solamente il torace, le altre parti del corpo toccano sempre
la superficie del pavimento (fig. 53).

Annotazione
Quest’esercizio
mira al miglioramento dell’attività cardiaca.
Pausa di rilassamento
Abbiamo terminato
una serie di esercizi. Ci corichiamo supini. Sul volto appare un sorriso
entusiasta. Ringraziamo sinceramente il nostro organismo per quest’esperienza.
Restiamo due-tre minuti in silenzio. Ascoltiamo le sensazioni interiori.
Rammentiamo la “siesta” in un asilo nido. Dopo mezza giornata di schiamazzo e
di lotta con le guide della scuola materna, nel pomeriggio ci arrendevamo, e la
sonnolenza facilmente ci prendeva. Non dormivamo, ma è possibile che
restavamo ad occhi aperti.
Abbandoniamoci e
sentiamo profondamente le sensazioni piacevoli che ci investono. Con l'occhio
interiore percorriamo tutto il corpo, in ogni lembo troviamo pace e riposo, la
pura felicità: nella fronte, nei muscoli del collo, nelle spalle, nelle
mani, nei palmi, nei muscoli dorsali, nel plesso solare, nel ventre, nei reni,
nei glutei, nel perineo, nelle cosce, nell'articolazione tibiotarsica, nei
piedi e nei talloni. Dopo potete farlo in sequenza libera. Sentiamo la
pulsazione, la vita, respiriamo piano, con piacere. Mio Dio, che piacere
può offrire questa respirazione semplice (o straordinaria?).
Ci alziamo.
Avete provato l'orgasmo corporale? Che cos’è? Si tratta di un piacere
corporale. Avete sudato? Traspirate bene? Magnificamente?
Adesso
saltellate, scrollate le gambe.
Svegliandosi al
mattino una persona dovrebbe pensare come “alzarsi” da letto, come prepararsi
al giorno imminente. Gli esercizi migliorano l'ingresso nel nuovo giorno, e
preparano la persona alle sue incombenze quotidiane.
Ginnastica forte
Dopo aver
imparato alcuni esercizi riabilitanti, il lettore potrà padroneggiare la
ginnastica forte. Questo complesso di esercizi serve per la pulizia del corpo
fisico e per rinforzare la sua struttura muscolare. I Sufi lo chiamano kuvat
(in turco kuvvet: forza). Si basa sulla creazione arbitraria in alcune parti
del corpo di una sensazione gravitazionale (baricentro) o di tensione, che
è sostituita da uno stato di rilassamento e di riposo. Per fare
chiarezza, citerò un esempio.
Faremo insieme
un piccolo esercizio. Stenderemo davanti a noi una mano col palmo rivolto in
alto. Immaginiamo che sul palmo ci sia una sfera di ferro. Il suo peso preme
sulla superficie del palmo. Gradualmente il peso aumenta, il carico si
appesantisce. I nostri muscoli sono sollecitati sempre più. S’induriscono
semplicemente! Ma è necessario ricordarsi che la tensione è
innescata coscientemente, mentalmente.
E adesso il peso diminuisce, appena un po', poco a
poco. Percepiamo le sensazioni di cambiamento del peso. Se vi sono, significa,
che otterremo tutto!
1. Una palla sopra una mano allungata
Alziamoci in piedi, raddrizziamoci, normalizziamo la
respirazione. I piedi hanno la larghezza delle spalle, le mani sono sulla
costura dei pantaloni.

Generiamo in noi stessi un piacevole stato mukashafa nell'area del plesso solare.
Stendiamo la mano destra col palmo rivolto in alto. Immaginiamo che sul palmo
sia poggiata una sfera metallica. Il suo peso aumenta incredibilmente sempre
più. I muscoli si sforzano sempre più per sostenerla. La mano
inizia a tremare leggermente.

Giriamo tutto il
corpo a sinistra. Sentiamo la tensione nelle diverse parti del corpo. Giriamolo
fino al fondo. Vi dico ancora una volta, girate tutto il corpo: la testa, il
collo, la schiena. I piedi restano al loro posto. State in tensione per alcuni
secondi. Adesso, mentre sudiamo, ritorniamo indietro.
Il peso della
“sfera” diminuisce gradualmente. La respirazione si normalizza.
Lo stesso
esercizio è eseguito con la mano sinistra. Solamente che non giriamo a
sinistra, ma a destra (fig. 54).
Lo compiamo
cinque-sei volte.
2. Due sfere sopra due braccia allungate
La posizione di
partenza è simile all’esercizio precedente: i piedi hanno la larghezza
delle spalle, le mani sono sulla costura dei pantaloni. Le due mani sono
distese davanti con i palmi rivolti verso l’alto. Immaginiamo che su ogni palmo
sia collocata una sfera metallica. Il loro peso aumenta fino a quando non
avrete la forza di mantenerle sulle mani. Lentamente allarghiamo le braccia sui
fianchi tenendole all’altezza delle spalle senza mollare!



Adesso giriamo
gradualmente verso sinistra, fino al fondo, tutto il corpo. Stiamo in tensione,
e poi giriamo a destra fino in fondo!
Ritorniamo nella
posizione “frontale”, stendiamo le mani davanti a noi, diminuiamo il peso delle
sfere immaginarie. Espirando abbassiamo le mani sulla costura, ritornando nella
posizione di partenza (fig. 55).
Eseguiamo
l’esercizio 5-6 volte.
3. Il bilanciere con le molle
Assumiamo la
posizione di partenza: i piedi hanno una larghezza leggermente superiore
all'ampiezza delle spalle, la schiena è dritta, le mani sono sulla
costura dei pantaloni. Immaginiamo che davanti a noi si trovi un bilanciere
molto pesante. Il peso aumenta alle estremità del bilanciere a cui sono
fissate delle molle attaccate al pavimento. Abbiamo un certo timore a
sollevarlo, ma proveremo ugualmente. Ci prepariamo, inspiriamo ed espiriamo e,
ci pieghiamo, afferriamo forte l’attrezzo in prossimità dei dischi.
Sentiamo il metallo freddo. Le gambe sono dritte, non si piegano. E ora
solleviamo il “bilanciere” fino all’altezza del petto. Sentiamo la tensione nei
muscoli. Ci raddrizziamo e solleviamo la barra immaginaria sopra noi stessi.
Come nella realtà percepiamo il sudore, la tensione, l’adrenalina che
schizza.


Abbassiamo il
“bilanciere” nella posizione precedente (non bisogna buttarlo!). Sentiamo come le
molle “resistono” e tirano il bilanciere verso il pavimento (fig. 56). Fate 5-6
prove.
4. L’anguria.
Assumiamo la
posizione di partenza. I piedi sono leggermente più larghi dell’ampiezza
delle spalle, le mani sono sulla costura dei pantaloni, la schiena è
dritta, guardiamo davanti a noi. Immaginate che a sinistra, a circa 1,5 metri
di distanza sopra un tavolo (bisogna un po’ inclinarsi verso di essa) si trovi
un’anguria, il cui peso sia approssimativamente di 5-10 kg (sceglietela secondo
le vostre forze).


Ci inchiniamo
verso un’anguria che afferriamo fortemente, la prendiamo dalla superficie di un
tavolo immaginario e, premunendoci di non lasciarla cadere, la trasferiamo su
di un’altra tavola immaginaria alla nostra destra. Appoggiamo accuratamente
l’anguria, e ci rilassiamo.
Ora eseguiamo lo
stesso esercizio da destra a sinistra. Sentiamo la tensione in ogni muscolo.
Tutto l’esercizio deve essere compiuto come se fosse reale (fig. 57).
Eseguite quest’esercizio
cinque-sei volte.
5. L’estensore
Tutti noi almeno
una volta nella vita ci siamo esercitati con l‘estensore, con quest’attrezzo
ginnico indispensabile per allungare, sforzandoci. Immaginiamo di avere nelle
mani quest’estensore.
Le mani sono
all’altezza del torace (o un po’ più in basso). Adesso allunghiamo
l’estensore nelle due direzioni opposte, sforzandoci. Percepiamo la tensione
nei muscoli delle mani, della schiena, delle spalle, dei glutei e della regione
lombare.
Tendiamo
l’estensore al massimo per quanto sia possibile. Dopo aver raggiunto la massima
tensione, ritorniamo lentamente nella posizione di partenza. La tensione
è rimossa gradualmente, non deve essere allentata drasticamente.
6. Il cofano dorato
Assumiamo la posizione di partenza come
nell’esercizio precedente. Immaginiamo che davanti a noi ci sia un cofano
dorato dalla forma di un piccolo frigorifero. La sua altezza raggiunge il
livello del torace, mentre la sua larghezza è leggermente superiore a
quella delle spalle. Questo cofano è protetto da un drago che adesso
dorme. Voi dovete dolcemente e impercettibilmente “sollevare” il cofano, e
deporlo silenziosamente sul carretto che si trova alla vostra sinistra.


Afferriamo vigorosamente il pesante cofano, la
schiena è dritta, sentiamo la tensione nelle mani e negli avambracci.
Stacchiamo l’oggetto immaginario dal pavimento e lo portiamo a sinistra
ponendolo delicatamente sulla superficie immaginaria.
Poi, dopo una piccola pausa portiamo il “cofano”
alla nostra destra. L'importante è sentire profondamente la tensione nei
differenti muscoli indolenziti da sensazioni reali (fig. 58)
7. La
bella addormenta nel bosco
Immaginate un cavaliere che ha appena vinto il drago
che proteggeva il sogno magico di una dormiente zarina.

I piedi sono un
po’ più larghi delle spalle. Inclinatevi, e mantenendo le gambe dritte,
sollevate una persona immaginaria sopra voi stessi. Solleviamo la “zarina”
rispettosamente, con delicatezza e amore. Sentite lo sforzo, ma ad un certo
punto capite che il drago astutamente al posto della zarina ha messo un
manichino! E voi buttate per terra questo manichino! (Fig. 59).
Noi faremo 2-3
“tentativi.”
Molte donne sono
preoccupate per l'eccesso di peso. Naturalmente, eseguendo questi esercizi
combinati con altri, si possono perdere 5-6 Kg in nove giorni. Bensì,
queste parole sono indirizzate alle persone veramente in sovrappeso. Con
l’aiuto della ginnastica forte, voi pulite il tessuto muscolare e recuperate
una vitalità globale.