IL NUMERO DI ALLAH, IL SUO QUADRATO MAGICO E LA PURIFICAZIONE

                                  

 

Allah significa Iddio. Esso è composto da quattro lettere dell'alfabeto arabo la cui somma è pari a 66. Alif=1 Lam=30 Lam=30 Ha=5 quindi 1+30+30+5=66  Nel numero di Allah esiste un grande simbolismo e  sono contenute le verità di tutte le religioni e della scienza.

Il numero di Allah è anche in stretta relazione col Versetto della Purezza (33:33) della Gente della Casa, gli Ahl-ul-Bayt: “Iddio vuole che siate liberi da ogni sozzura, o gente della casa del Profeta, ed egli vi purificherà di purificazione pura”. (Corano 33:33) 

 La somma del valore numerico del Versetto della Purezza (capitolo=33 + versetto=33) dà appunto 66.

 (33 sono i grani di ogni tratto del rosario islamico, detto masbah, e 33 sono le divinità invocate nei canti del Rig-Veda, il calendario islamico lunare di 354 giorni è sfasato rispetto al calendario di 365 giorni da un ciclo di 33 anni, nell’Avesta il genio solare è circondato da 33 divinità atmosferiche,ecc…).

È detto nel Levitico: ”Se partorisce una bambina, sarà impura due settimane come al tempo dei suoi corsi mensuali; e resterà 66 giorni a purificarsi del suo sangue.” Levitico, 12:5

 È chiaro che la Bibbia e il Corano attribuiscono al 66 proprietà purificatorie.

 Huguette Hirsig menziona che il 33mo anno di una persona corrisponde a un ciclo solare durante il quale il sole riprende esattamente, al minuto, la posizione che occupava all’istante della sua nascita. Dunque a 66 anni termina un altro ciclo solare e questa età può segnare per la persona una nuova tappa importante nella sua vita spirituale.

Con 66 satelliti geostazionari orbitanti intorno alla Terra, è possibile localizzare qualsiasi punto sulla superficie terrestre.

Il numero di Allah è anche legato al numero 666, il numero dell’Apocalisse che ho già trattato nel mio articolo « AUM, Il Sigillo di Salomone e l’Apocalisse ». Infatti: 1/66 = 0.0151 515 151 515... e 151+515 = 666.

Se scomponiamo il valore numerico di Allah il 66 in due cifre: 6 + 6 e li sommiamo tra loro abbiamo dodici.

L’accostamento del 66 al 12 non è casuale. L’Aritmogeometria Pitagorica ci insegna che il 66 ed il 12 sono numeri rettangolari, non sono estranei l’uno all’altro, ma esiste un rapporto di parentela stretta tra di loro. Infatti, la sura 66 del Corano (L’interdizione) ha proprio 12 versetti.

Dodici sono i petali del chakra Anahata posti sulla regione del cuore e dodici sono i petali della corolla del chakra Sahasrara situati sulla sommità della testa. Dodici sono i nomi del Sole in sanscrito pronunciati nella recitazione dei mantra. La cellula umana è costituita da dodici sali biochimici. Quindi, la purificazione si ottiene lavorando sui chakra.

Poco conosciuto è che il numero di Allah, possiede un proprio quadrato magico. La somma verticale, orizzontale o diagonale dei suoi addendi ci dà sempre 66. Analizzandolo e meditandolo è possibile individuare la direzione consona al proprio processo di purificazione. Il quadrato magico di Allah è di ordine 3 e comprende i nove numeri in sequenza compresi tra il 18 e il 26 (vedi immagine al fondo).   

Se compiamo la riduzione matematica di ognuno dei nove numeri contenuti in questo quadrato magico, scopriamo che in esso è rappresentato il sistema numerico decimale.

Infatti: 18=1+8=9 ;  19=1+9=10=1+0=1 ;  20=2+0=2  ;  21=2+1=3  ;  22=2+2=4  ;  23=2+3=5  ;  24=2+4=6  ;  25=2+5=7  ;  26=2+6=8

Per una maggiore informazione sul significato simbolico dei numeri base del sistema numerico decimale consiglio le seguenti letture:

Gabriele Mandel, La magia nell'islam, Simonelli Editore, 1997, pag 131-146

René Guenon, Simboli della Scienza sacra, Edizioni Adelphi, anno 2000, pag 99-103

Omraam Mikhael Aivanhov, Il linguaggio delle figure geometriche, Edizioni Prosveta

Adesso vi aiuterò a meditare sul quadrato magico di Allah fornendovi le proprietà di ognuno dei numeri tra 18 e 26 contenuti nelle sue caselle.

Propriétà del numero 18

In Astronomia Saros (dal latino), periodo di 6585 giorni (18 anni e 10 o 11 giorni), già conosciuto dai Caldei per predire il ritorno delle eclissi, è un periodo di 18,03 anni che separa le due eclissi che sopraggiungono esattamente nella stessa configurazione.

In chimica 18 gruppi (colonne) e 7 periodi (disposizione) formano la tabella periodica degli elementi chimici. Non vi è laboratorio o aula di chimica al mondo in cui non sia esposta una copia del Sistema Periodico degli elementi: uno strumento essenziale per lo studio della chimica perché racchiude in sé, caso unico nel campo delle scienze naturali, buona parte delle conoscenze relative a questa disciplina.    La storia del Sistema Periodico (o Tavola) degli elementi chimici inizia più di centocinquanta anni fa e nonostante l’opera abbia subito aggiustamenti e miglioramenti via via che la scienza progrediva non ne è stata peraltro modificata la struttura originaria. La disposizione a periodi si interpreta ora con il riempimento progressivo di elettroni degli orbitali dei diversi livelli energetici.

 E’ definito effetto specchio quel particolare procedimento matematico da cui scaturiscono i 99 nomi di Allah: 18 = 9 + 9 e  81 = 9 x 9. 18+81=99. Altresì l'effetto specchio lo ritroviamo osservando le nostre mani: nella mano destra è tracciato il numero 18 e nella mano sinistra 81 secondo i caratteri arabi antichi, quelli del Corano appunto.   

L’Imsak (che corrisponde con la preghiera dell’alba: al fajr) è un momento in cui il sole si trova esattamente a 18 gradi sotto l’orizzonte prima della sua levata ed il punto opposto a questo si trova a 18 gradi sotto l’orizzonte dopo il tramonto al momento della preghiera della notte (al-isha’a).

La Bhagavad-Gita, trattato di Yoga, è composto di diciotto capitoli. Il Mahâbhârata è uno dei due grandi poemi epici (il più lungo) della letteratura indiana e indù, con il Râmâyana. Comprende 106 mila versi suddivisi in en 18 libri. Se ne attribuisce la paternità al saggio mistico Vyâsa. Non sarebbe tuttavia il solo redattore.

L'alfabeto degli alberi utilizzato dai druidi per le pratiche divinatorie aveva diciotto lettere, ogni lettera trae il suo nome dall’albero di cui è l’iniziale. Composto di 5 vocali e 13 consonanti, formava un calendario di magia stagionale degli alberi.

Nella Cabala ci sono 72 geni (o angeli) così divisi: 18 trasmettono i loro poteri dall’elemento «fuoco», 18 dall’elemento «aria», 18 dall’elemento «terra» e 18 dall’elemento «acqua». Ciascuno dei 18 geni ha un lavoro da compiere e con le nostre invocazioni o con le nostre preghiere chiediamo a questi angeli di aiutarci a compiere il bene e per certi il male.

Alice A. Bailey fa allusione ai 18 fuochi riferiti ai 18 stati della materia costitutivi della personalità. «Eccoli qui: 7 stati fisici della materia, 7 stati emozionali che permettono al corpo astrale di funzionare sui 7 sottostrati del piano astrale, e 4 stati della materia per ciascuno delle 4 condizioni del mentale concreto (7+7+4 = 18). Si tratta dei 18 gruppi vibratori di atomi, e di 18 aggregati di vita costituenti i corpi dei signori lunari (come li definisce la Dottrina Segreta) i quali, nella loro totalità, formano il corpo del Signore lunare, la personalità.»

Le 18 posizioni corporali nella danza classica sacra nel bramanesimo.

Certi astronomi moderni iniziano a credere che il nostro Sole potrebbe ruotare attorno alla stella Sirio, proprio come lo pensava l’antico popolo Sumerico, con un periodo di rivoluzione di ottocentomila anni. Durante questo periodo, la Terra si ritroverebbe diciotto volte esattamente allineata con il Sole e con Sirio. Le società mesoamericane sapevano calcolare le eclissi. I calcoli più brillanti sono quelli dei Maya. Nel Codice di Dresda, sette pagine di tavole di calcolo rivelano le grandi conoscenze astronomiche di questa cultura. Descrivono un ciclo di 405 lune equivalenti a 33 anni solari, cioè 11960 giorni. I Maya avevano compreso che le eclissi della luna e del sole non possono prodursi nei 18 giorni precedenti o seguenti al «nodo», cioè nel momento in cui la traiettoria della luna incrocia la traiettoria apparente del sole. Questi precisi momenti, nel numero di 69, sono registrati nelle pagine del Codice. Il numero medio della respirazione dell’uomo al minuto è di diciotto. Il numero 18 è impiegato 26 volte nella Bibbia (si tratta dell'intervallo numerico del quadrato magico di Allah).

Proprietà del numero 19

Secondo R. Allendy, "è l’unità che si stabilisce nell’universo, 10, tra le parti moltiplicate e da un atto di solidarietà reciproca, 9. Così si costituisce e si rivela l’individualità cosmica, 1 + 9 = 10 = 1".

Nel giro di diciannove anni giuliani le lune nuove ritornano esattamente alle stesse date, cioè compiono un numero intero di lunazioni, chiamate ciclo di Metone. Meton, astronomo greco, vissuto nel quinto secolo avanti Cristo, originario di Atene, scoprì un ciclo di diciannove giorni dopo il quale le eclissi si ripetono nel medesimo ordine e nelle stesse condizioni. Il sole, la luna e la Terra si allineano nella stessa posizione una volta ogni 19 anni. Il ciclo porta il suo nome e stabilisce l’equivalenza di diciannove anni solari con 235 lunazioni, alla base delle fasi lunari dei calendari. Il ciclo di Metone è usato per il calcolo della Pasqua.

La cometa di Halley che rappresenta il solo visitatore ciclico delle profondità celesti ci visita ogni 76 anni che è un multiplo di 19. 19×4=76

La gravidanza normale ha una durata di 280 giorni o 40 settimane dopo l’inizio delle ultime regole o più esattamente, 266 giorni o 38 settimane dopo la fertilizzazione. 266 e 38 sono multipli di 19.

Il tessuto interstiziale dei testicoli secreta il testosterone che è uno steroide a 19 atomi di carbonio.

La moschea di Cordoba ha diciannove navate di bronzo sul Cortile degli aranci. La scalinata di membratura, il pulpito dell’imam, ha diciannove gradini. Nel Corano, nella sura (capitolo) LXXIV versetto 30, è scritto: "Diciannove angeli sono incaricati di vegliarvi." (cioè di sorvegliare l'inferno). Utilizzando un calcolatore, il Dr. Rashad Khalifa ha investigato sul mistero del numero 19 nel Corano. E nel suo libro "The Perpetual Miracle of Muhammad", cita parecchie combinazioni di lettere e di parole in cui il numero 19 è la chiave delle loro relazioni. La Basmala (Nel Nome di Dio Clemente e Misericordioso) ‘ composta da 19 lettere. Il Corano è composto da 114 capitoli=  19×6=114.

La Basmala  è presente 114 volte nel Corano, nonostante la sua assenza visibile all’inizio del capitolo 9 (la si trova due volte nel capitolo 27). Dalla basmala mancante del capitolo 9 fino alla basmala supplementare del capitolo 27, ci sono esattamente 19 capitoli. E la somma dei numeri dei capitoli da 9 a 27 (9+10+11+12…………+26+27) è pari a 342, cioè 19×18. La prima celebre rivelazione del Corano (96:1-5) si compone di 19 parole. Questa prima rivelazione di 19 parole si compone di 76 lettere, cioè un multiplo di 19, 19×4=76  La sura 96, la prima nell’ordine cronologico, si compone di 19 versetti. La sura 96 si compone di 304 lettere arabe e 304 è un multiplo di 19, 304=19×16. L’ultima sura (110) rivelata si compone di 19 parole. Il primo versetto dell’ultima rivelazione è composto di 19 lettere. Quattordici differenti lettere arabe formano 14 differenti insiemi “d’iniziali Coraniche” (come A.L.M, all’inizio della sura 2) e si trovano all’inizio di 29 sure. La somma di questi numeri è pari a 57 (14+14+29) e 57=19×3.

Studi hanno dimostrato che si potrebbe continuare all’infinito col numero 19 nel Corano. Il 19 corrisponde alla carta del Sole nei Tarocchi. Perché?

Proprietà del numero 20

Il numero dei Profeti menzionati nel Corano è 20. Essi sono: Abramo, Isacco, Giacobbe, Noè, Davide, Salomone, Yob, Giuseppe, Mosé, Aronne, Zaccaria, Giovanni, Gesù, Elyas, Ismaele, Elicha, Giona, Lot, Idris e Muhammad. Ma il numeri degli scritti divini dati ai 20 Profeti è 19. È interessante notare che fra i venti aminoacidi naturali, 19 aminoacidi sono attivi sotto la luce polarizzata in senso orario o antiorario salvo uno che è la glicina.

Il venti rappresenta il Dio solare presso i Maya. Un mese nel calendario religioso Maya comprendeva venti giorni. Base matematica – numerazione vigesimale – nella quale lavoravano i Galli e i Maya. Nel Buddismo, un Kalpa designa una «durata infinitamente lunga». Un grande Kalpa si divide in quattro fasi e ciascuna di esse si compone di 20 piccoli Kalpa, i quali si scompongono essi stessi in ere di ferro, bronzo, argento e oro. I venti volumi, chiamati Nackas, dello Zend-Avesta – libri teologici e filosofici contemporaneamente – appartenenti all’opera di Zoroastro. I musulmani in Tunisia festeggiano il nuovo anno civile secondo il calendario Giuliano precedente alla riforma di Papa Gregorio. Si celebra così il capodanno Giuliano il 13 gennaio. È anche la prima delle 20 «notti nere», seguenti alle 20 «notti bianche», il periodo più freddo dell’inverno. Il 20 ha anche un suo quadrato magico (vedi figura al fondo). Il numero 20 è impiegato una sola volta nel Corano. (Corano VIII,65) Il quadrato magico di Allah contiene al suo interno il quadrato magico di 20 (vedi immagine) La carta 20 degli arcani maggiori dei Tarocchi è il Giudizio.

Proprietà del numero 21

Simboleggia la saggezza divina, specchio della luce eterna la quale, grazie alla sua purezza, attraversa e penetra tutto. Quando la tradizione religiosa dell'Oriente si riferisce nei suoi insegnamenti alla natura psichica dell’uomo, usa la conoscenza proveniente dai centri di forza chiamati dagli Indù chakra (dal sanscrito ruota) o ancora padma (dal sanscrito loto). Ci sono 7 centri maggiori, 21 medi e 49 minori, ma solo i 7 maggiori hanno attirato l'attenzione data la loro importanza nell’iniziazione.

I ventuno papiri appartenenti al libro alchemico di Abraham l’ebreo.

Durante le epopee sumeriche, precedenti di parecchi millenni a Gesù Cristo, i sumeri avevano un padre degli dei denominato Anu che dimorava in un "luogo puro", una "dimora celeste", ed era allo stesso tempo sovrano. Ma gli antichi testi sumerici parlano anche di una "lista di dei" precedenti ad Anu, particolarmente 21 coppie divine della dinastia antecedente ad Anu sul trono del "luogo puro". Somma delle cifre da uno a sei, pari al totale dei numeri inscritti sul dado. La tradizione cabalistica rivela 10 nomi di Dio. Certi sono più usati e più conosciuti di altri. Uno di essi è Ehyeh ed il valore numerico di questo nome ebraico è 21: hé, yod, hé, aleph, cioè 5+10+5+1 = 21.

Nell’Apocalisse, la parola "potere" – potere di decisione o di agire, in opposizione alla "potenza" - ritorna 21 volte.

Il quadrato magico di Allah contiene al suo interno il quadrato magico di 21 (vedi immagine). La carta 21 degli arcani maggiori dei tarocchi è il Mondo: la gioia perfetta.

Proprietà del numero 22

Il termine Arsh (Trono) appare 22 volte nel Corano. Per i musulmani, il Corano è la registrazione della rivelazione orale consentita per grazia di Dio al Profeta dell’Islam durante quasi 22 anni, all’inizio del settimo secolo dell’era cristiana - dal 610 al 632.

Sono i 22 capitoli del Vendidad, libro dell'Avesta, scritto da Zoroastro. Le 22 carte degli arcani maggiori dei Tarocchi. L'iniziazione di Pitagora presso i sacerdoti egiziani durò 22 anni. I ventidue canali che collegano le dieci Sefirot tra loro nell’Albero sefirotico della Cabala. Ventidue è il numero dei poligoni regolari inscrivibili in un cerchio euclideo: 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 12, 15, 18, 20, 24, 30, 36, 40, 45, 60, 72, 90, 120, 180, 360. Sono ventidue dei ventiquattro divisori di 360, i primi due, 1 e 2, non definiscono dei poligoni. Si possono inscrivere in un cerchio 22 poligoni regolari. 22 diviso 7 dà il pi greco, il quale rappresenta il rapporto misterioso e approssimativo del perimetro di un cerchio rispetto il suo diametro. Ventidue sono i quarti di tono dell’ottava musicale.

La testa dell’uomo è fatta di 22 ossa: 8 craniche e 14 facciali. Il numero 22 è impiegato 13 volte nella Bibbia.

Il numero 400 è impiegato 22 volte nella Bibbia. La parola universo è impiegata 22 volte nell’Antico Testamento e le parole bilancia, matrimonio, giornata e creazione, 22 volte nella Bibbia.

Proprietà del numero 23

I cabalisti affermano che, attualmente, una lettera è mancante nella Torah. Questa lettera dell’alfabeto non apparirebbe nel nostro eone e non è presente nella Torah. L'alfabeto divino primitivo e tutta la Torah poggerebbero su una serie di 23 lettere, e non di 22, di cui una ci è diventata invisibile e riapparirà in un prossimo periodo terrestre. Ed è solamente perché questa lettera manca adesso ovunque che noi leggiamo nella Torah dei precetti positivi e negativi. Ogni aspetto negativo è in rapporto con questa lettera mancante dell’alfabeto primitivo.

L'asse dei poli della Terra è inclinato di circa 23 gradi rispetto al piano dell’eclittica in cui si muovono tutti i pianeti attorno al Sole.

La circolazione del sangue attraverso il corpo umano si compie in 23 secondi. Il numero di articolazioni nel braccio umano è di 23.

I 23 assiomi della geometria Euclidea. Numero dei giorni del ciclo "fisico" nel bioritmo.

L'ovulo e lo spermatozoo sono composti ognuno di 23 cromosomi ed è in questo contesto che subentra il quadrato magico di Allah. Si è scoperto al computer che i primi cinque versetti della sura 96 contengono delle parole che si ripetono in coppia. Iqra (leggi) è composto da 4 lettere e si ripete nel primo e nel terzo versetto (2×4). Rabbik (tuo Signore) è composto da tre lettere e si ripete nel primo e nel terzo versetto (2×3). Alladhi (Colui) è composto da quattro lettere e si ripete nel primo e nel quarto versetto (2×4). Khalaqa (Creò) è composto da tre lettere e si ripete nel primo e nel secondo versetto (2×3). Al-Insan (L’uomo) è composto da sei lettere e si ripete nel secondo e nel quinto versetto (2×6). Hallama (Ha insegnato) è composto da tre lettere e si ripete nel quinto e nel quinto versetto (2×3).       

Se sommiamo il numero delle lettere di queste sei parole che si replicano in coppia abbiamo 2×(4+3+4+3+6+3)=2×23, cioè si tratta del numero di cromosomi dell’uomo e della donna che danno vita al nascituro. Inoltre, il numero delle lettere complessivo di questi 5 versetti è pari a 76 (19×4) e fatto straordinario che esso coincide proprio colla Sura 76 (19×4) “L’uomo” e tali fattori 4 e 19 indicano rispettivamente La sura 4 “Le donne” e la Sura 19 di “Maria” che è una donna.

Proprietà del numero 24

San Gerolamo vede in questo numero il prodotto dei quattro elementi - la terra, l'acqua, l'aria e il fuoco – per i sei giorni della creazione. Il numero 24 esprime il doppio di 12 (le zodiaco maggiore e lo zodiaco minore). I Caldei distinguevano, al di fuori del cerchio zodiacale, 24 stelle di cui 12 australi e 12 boreali, chiamate "Giudici dell’universo". Gli egiziani scoprirono, nel 25 avanti Cristo, che la scimmia urinava regolarmente 24 volte al giorno. È il numero di grani del rosario cinese di origine tantrica e buddistico. Le ventiquattro ore del ciclo Le ventiquattro ore del ciclo circadiano dei meridiani, dividente la giornata in periodi uguali. Le ore sono d'origine egiziana, ma l'ora equinoziale - 60 minuti – è greca. Anticamente gli Egiziani e i Romani, la lunghezza delle ore variava secondo la stagione. Il corpo umano è composto da 24 elementi, di cui l'idrogeno e l’ossigeno sono i più abbondanti con il 63% e il  25.5% rispettivamente. La gabbia toracica del corpo umano è formata da 24 costole. L'oro puro è chiamato di 24 carati. Le 24 rune dell'alfabeto runico di cui ognuna ha un senso divinatorio e un potere magico. Il numero 24 è impiegato 20 volte nella Bibbia. Il numero 600 è impiegato 24 volte nella Bibbia. La cifra 7 è utilizzata 24 volte nel Corano. La parola giudice è impiegata 24 volte nel Nuovo Testamento e la parola agnello, 24 volte nell’Apocalisse. Nel vangelo di San Giovanni, le parole acqua e spirito sono citate 24 volte.

Proprietà del numero 25

In biologia la crescita e il consolidamento dello scheletro avviene fino all’età di 25 anni all’incirca. È all’incirca il numero dei giorni che effettua il sole per compiere una rotazione completa su sé stesso. Il Profeta Muhammad aveva 25 anni quando sposò una vedova di nome Khadidja. Secondo la tradizione tibetana, il Kâlachakra-Tantra buddistico sarebbe stato trasmesso da sette re di Shambhala e da 25 «profeti» autorizzati. Nell’induismo, la filosofia Sânkhya riconosce l’esistenza di 25 Tattva o principi fondamentali. Il quadrato magico associato al pianeta Marte utilizza le prime 25 cifre ed ha per somma 65 per lato o diagonalmente. Il numero 25 è impiegato 31 volte nella Bibbia. I numeri 600 e 12000 ritornano 25 volte nella Bibbia.

Le parole 'In verità, in verità' pronunciate dal Cristo si replicano 25 volte nel Vangelo di San Giovanni. Lo Spirito santo è citato 25 volte nei Vangeli. Nel Vangelo di san Giovanni, Gesù ripete 25 volte "Io sono".

Proprietà del numero 26

La sura del ferro (Al-hadid) occupa la posizione 57 nel Corano. 57=19×3    Il valore abjadico della parola araba ferro (hadid) senza l’articolo è pari a 26. Essa corrisponde alla posizione del ferro nella tavola periodica degli elementi (il numero dei protoni nel nucleo del ferro è 26)

È miracoloso che il conteggio della parola Allah dall’inizio di questa sura fino al Versetto in cui il ferro è menzionato sia proprio 26. Inoltre il versetto 25 di questa sura in cui il ferro è citato è la diciannovesima contenente il nome di Dio.

Nella teoria della formazione degli elementi, si sa che l’energia del sistema solare completa non è sufficiente per la formazione del ferro elementare. Un esperto della NASA (Il Professor Armstrong) spiegando una volta come il ferro si era formato, proclamò che gli scienziati avevano calcolato che l’energia necessaria alla formazione di un atomo di ferro era 4 volte superiore all’energia totale del sistema solare. In altre parole, l’energia totale del sistema solare non è sufficiente per produrre l’elemento ferro. Per questo attualmente gli scienziati credono all’origine extraterrestre del ferro.

Nel Corano è detto: “E rivelammo pure il ferro”. (57:25)

26 sono i gangli del sistema simpatico del corpo umano e le 26 ossa della colonna vertebrale. Il numero 26 si trova tra due numeri: uno quadrato (25 = 5x5), l'altro cubico (27 = 3x3x3). Pierre de Fermat (matematico del Rinascimento) dimostrò l’inesistenza di nessun altro numero tra un quadrato e un cubo, ciò gli fece dire: "Il numero 26 è un numero unico in tutto l’universo matematico".

Valore numerico del Tetragramma sacro, cioè del nome di Dio in ebraico formato dalle lettere ebraiche yod, hé, waw e hé, YHWH, 10+5+6+5=26. Questo nome di 4 lettere pari a 26 si ritrova al quarto capitolo della genesi con i suoi 26 versetti: inizia colla parola Adamo e termina colla parola Dio. Questo nome che la cabala denomina IEVE, rappresenta l’essere degli esseri e significa esattamente: “l’Essere-che-è-che-fu-e-che-sarà”. Valore numerico della parola ebraica "havaya", il cui significato è esistenza. L'Universo sarebbe composto da 26 dimensioni secondo la teoria delle corde non super simmetriche.

Sul numero di Allah se ne potrebbe dire ancora molto, esiste tutta una trattazione compiuta dal Dott. Abdullah Arik nella sua raccolta intitolata “Al di là del probabile”, ma occorrerebbe molto spazio per riportarla. Accontentiamoci per adesso di quanto è stato detto… 

E la lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi.