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Di questi tempi, uno dei più
potenti archetipi il cui nome è Lilith sta rinascendo nella femminilità
religiosa, esso è l’archetipo della “misteriosa” intimità femminile. Per
ere è stato messo da parte, denigrato e demonizzato dalle religioni
patriarcali, ma adesso viene osservato con rinnovato interesse. Chiunque stia
seguendo le tracce di Lilith, potrebbe essere interessato ad apprendere come sia
già stata riabilitata secoli fa sotto la maschera del Sufismo. Lilith era
conosciuta dai musulmani come Layla — dal famoso poema di Layla e Majnun.
Entrambi i nomi provengono dall’antica radice
Semitica che significa 'notte'. Nell’antico Accadico il suo nome era Lilitu,
dalla radice L-Y-L, terminante al femminile con la -t; esso assume la
forma di Lilith in Ebraico. Il nome Arabo Laylá proviene dalla
stessa radice, ma ha la desinenza per forma usato del genere femminile nei nomi
delle ragazze arabe.
Lilith fu senza dubbio una
reminiscenza della dea dell’arcaica religione Mediorientale, la quale fu
demonizzata e divenne un ricordo sotto le religioni patriarcali. La sua cattiva
reputazione dipende dal significato attribuitole: "parte buia, oscura,
nera". Quando una nuova religione succede alla precedente, trasforma le
divinità di quest’ultima in demoni e conserva dei pregiudizi nei suoi
confronti. Psicologicamente, l’archetipo di Lilith, la Dea Oscura, (conosciuta
nello Shaktismo come Kali Ma) divenne il canale di sfogo in cui la nuova
religione patriarcale scaricava tutte le sue frustrazioni negative contro la
donna.
Layla . . . ascolta i poeti Arabi. In ogni altro
componimento poetico rinunziano alla lirica e poetano all’unisono: "Oh
Layl, oh Layl, oh Laaaayyyyl...." O Notte!
Vivendo in questa civiltà moderna, noi assistiamo
continuamente a notti illuminate elettricamente. Ma, ponetevi nel mezzo del
deserto dell’Arabia di Layla. In una notte senza luna, c’è il NULLA.
Nessuna duna, nessun cammello, niente. Ogni cosa viene assorbita nell’informe.
Ciò rappresenta il
non-manifestato, l’aspetto di Allah che non entra nella creazione. Rispetto al
mondo, l’attributo di Dio al-Khaliq, il Creatore, è maschile. Ma la
realtà di Dio non si esaurisce con la creazione, e al di là della creazione
c’è il non-manifestato. Si tratta del Divino Femminile a cui i poeti Sufi si
rivolgono coi nomi di donna . . . tipo Layla.
La "parte oscura"? Nel Sufismo,
’"l’oscurità" di Layla non è considerata come qualcosa di
nefasta o minacciosa. Al contrario, può essere luminosa – l’esperienza
della "Luce Nera" (vedasi Henry Corbin, L’uomo di luce nel
sufismo iraniano). O come lo "scialle nero" del Profeta . . .che
talvolta i Sufi chiamano "kali kamaliya vala" (l’avvolto nel
mantello nero) nei loro qawwali (assemblea dei sufi) . I Sufi sono anche
collegati al kamal poşh. . . dei Sufi ancestrali (una fratellanza
mistica che esistette fin dalla preistoria e nella quale operavano insegnanti e
indovini). Il tappeto della preghiera del Profeta era anche nero, come lo fu la
prima bandiera dell’Islam.
Layla, secondo l’interpretazione
data dai Sufi, significa potere dell’amore. È l’oscurità femminile che ama
in ugual misura, che ritorna amore, che ci trascina fuori da noi stessi e ci
porta alla stazione estatica (hâl) dell’amore. Essa inebria, ci rende
indifferenti al mondo, sorprendenti nei propositi, ci avvolge e trattiene ancora
i suoi misteri, i suoi nascondigli… . . . le sue oscurità. La sola
apparizione fugace della sua realtà inebria (come quando Majnun si innamorò
profondamente alla sola vista delle sue dita del piede apparse sotto l’orlo
del suo abito).
Dallo studio della storia delle religioni si evince
che la nuova fede ha sempre etichettato le vecchie credenze demoniache. Per
esempio, nello Wyoming c’è una conformazione rocciosa elevata ad incavi
verticali che gli indiani americani considerano un luogo sacro; il nome nella
lingua della tribù dei pellerossa Lakota è Mato Tipila (La Casa
dell’Orso). Ma l’uomo bianco non potette trovare un nome migliore di
"Torre dei Diavoli." Le divinità dei Veda (deva) sono i demoni
dell’Avesta (div), mentre gli dei dell’Avesta (ahura) sono i
demoni dei Veda (asura). Pan per focaccia!
Nella mia vita, ho avuto l’occasione di ascoltare
l'opinione di certi musulmani indiani malinformati secondo cui Kali sarebbe il
Diavolo in persona. (Non si preoccupavano mai di indagare seriamente e di
scoprire il significato di Kali nelle fede Shakta e reagivano emotivamente alla
sua nomina.) Allo stesso modo, abbiamo sentito che gli israeliti considerano
Lilith un demone. Ma che cosa ci giunge esattamente della versione originale di
Lilith antecedente alle Genti del Libro? Kâli significa in lingua Urdu
nero. Forse un'analogia con Kali ci aiuterebbe meglio a integrare questo
concetto. Se da un lato Uma/Parvati/Durga (è l’Energia Divina o Verbo nelle
sue vari manifestazioni) rappresenta il lato amoroso del Femminile, Kali mostra
il lato della fierezza. Gli Shakta vedono tutti questi aspetti integrati
nell’intero concetto di Devi.
Nel Cristianesimo e nell’Islam qualcosa andò
storto. Gesù e Muhammad furono molto indulgenti verso le donne tentando con
tutti i loro mezzi di affrancarle dall’oppressione patriarcale. Ma i loro
successori riabilitarono forzatamente la misoginia maschilista. Comunque, i mistici come me orientati verso i valori spirituali della
femminilità, ritengono che sia ancora possibile recuperare le originali fonti
della religione restituendole un posto di prima fila.
La novità più interessante è che il Sufismo ha
recuperato e reintegrato il lato Oscuro della Donna nella persona di Layla, il
cui nome proviene dalla stessa radice Semitica Lilith, cioè 'notte'. Il nome di
Layla sta a Dio come la “Donna Amata” sta nella poesia Sufi, ed il Suo nome
rappresenta l’abbraccio positivo della notte come Madre Oscura, l'amore che
distrugge e guarisce dalla paura dell'oscurità. Kali significa 'nero' e Lilith/Layla
si riferisce all’oscurità della notte, il potere del definitivo Divino
Femminile che dissolve ogni forma.
Dobbiamo adorare il Divino Femminile in ogni donna e
non dobbiamo mai cadere nella tentazione di demonizzarla. Dobbiamo riconoscere
che una certa letteratura demoniaca sia stata utilizzata per opprimere la donne
al posto di esaltare la loro Shakti (energia femminile). Osservandoci
profondamente all’interno potremmo essere sicuri di non reprimere il Buio
Femminile evitando che si trasformi in attacchi sulle donne. La reviviscenza del
Femminile sta guadagnando terreno di questi tempi, gente! La mentalità
Patriarcale si sta sbriciolando rapidamente. Le Religioni non saranno più
capaci di sottomettere le donne. Non c'è sulla terra una forza più potente del
risveglio femminile. Il represso
Oscuro Femminile rappresentato da Lilith è gia stato ripristinato, riabilitato
e reintegrato dalla psiche del Sufismo. Questo esempio può essere preso in
considerazione dai fautori del misticismo femminile intenti a resuscitare il
significato positivo di Lilith per le donne contemporanee.
"Per Colui che creò il
maschio e la femmina"
(Corano, Surat al-Layl [la Notte], 92:3).