IL SEGRETO DELL'AUREA BASMALA NELLE FORME VISIBILI
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La Basmala è nella lingua araba, la formula Islamica della frase ricorrente “Bismi-llāhi ar-rahmāni ar-rahīmi” (Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso). Questa frase costituisce il versetto iniziale della prima “Sura” (o Capitolo) del Corano, ed è usata in innumerevoli occasioni dai Musulmani. È recitata parecchie volte durante le preghiere quotidiane dei Musulmani, e costituisce la prima frase nel preambolo delle costituzioni dei paesi Islamici.

Nel Corano, la Basmala, è numerata come primo versetto della Sura 1 (al-Fatiha), ma, secondo il punto di vista adottato da Al-Tabari, precede il primo versetto. La Basmala si ritrova all’inizio di ogni Sura del Corano, eccetto della nona, ma non è numerata come un versetto eccetto nella Sura uno. Si presenta due volte nella Sura 27, cioè una volta all’inizio e un’altra occasione al versetto 30.
La stessa parola “Basmala” deriva da una procedura leggermente insolita secondo cui le prime quattro consonanti pronunciate della frase Bismi-llāhi... furono assunte a radice quadrilittera consonantica (ba-sin-mim-lam). Da quest’astratta radice consonantica derivò il nome della Basmala, la cui forma verbale significa “recitare la Basmala”. La consuetudine di assegnare a frasi ripetute spesso dei nomi speciali si ritrova nel caso della dossologia “Allahu Akbar” a cui si riferisce il “Takbir”.
NUMEROLOGIA
Il
numero delle lettere componenti la Basmala è 19, valore pari al codice chiave
del Corano. Il valore totale delle lettere
di "Bismillah al-Rahman al-Rahim" secondo il sistema
numerologico Arabo è pari a 786.
BISMILLAH
= 168
AL-RAHMAN-AL-RAHIM= 618
2+60+40+1+30+30+5
1+30+200+8+40+50+1+30+200+8+10+40
Nel
subcontinente indiano l’Abjad numerale è divenuto molto popolare. Alcune
persone, soprattutto in India e in Pakistan, sostituiscono il numero 786 al
Bismillah (“Nel nome di Allah” o “Nel nome di Dio”). Scrivono questo
numero per evitare di scrivere il nome di Allah, o versetti Coranici su pezzi di
carta normali (sarebbe un peccato se il nome di Allah cadesse per terra e
qualcuno lo calpestasse inavvertitamente). Nella letteratura araba esiste anche
un famoso poemetto intitolato “Bismillah al-Rahman al-Rahim” formato
esattamente da 786 lettere.
È straordinario che i Musulmani ed i
Sufi del subcontinente indiano rielaborando le tecniche dell’Abjad abbiano
scoperto che il numero della Basmala corrisponda al valore numerico di Hari
Krishna secondo le lettere dell’alfabeto arabo (le lettere tra parentesi non
hanno valore numerico perché sono vocali brevi): H(a)ri Kr(i)shna Ha=5, R=200,
Ya=10, K=20, R=200, Shin=300, Nun=50, Alif=1
TOTALE= 786
Il 786 è altresì un numero sfenico, cioè un numero intero positivo (composto) dato dal prodotto di tre fattori primi distinti, ma il segreto fondamentale della Basmala del Corano è la Sezione Aurea o la Proporzione Divina che essa rappresenta e la sua relazione nelle forme visibili. La Sezione Aurea (nota anche come Rapporto Aureo, Numero Aureo, Costante di Fidia e Proporzione Divina), indicata abitualmente con la lettera greca phi, è uno di quei misteriosi numeri naturali che sono alla base della struttura del cosmo. Gli studiosi l’hanno definito il "Fenomeno Armonico dell'Universo".
La Sezione Aurea emerge in natura come risultato della dinamica di alcuni sistemi. Nell'antichità, gli egizi e i greci conoscevano già questo numero. Johannes Keplero (1571-1630) disse: “La geometria ha due grandi tesori: uno è il teorema di Pitagora; l’altro è la Sezione Aurea di un segmento. Il primo lo possiamo paragonare ad un oggetto d’oro; il secondo lo possiamo definire un prezioso gioiello.” È un numero molto speciale. Robert Lawlor disse: “La Proporzione Divina o Sezione Aurea è l’idea-forma trascendente che deve esistere a priori ed eternamente prima di tutte le progressioni che si evolvono nello spazio e nel tempo.”
Non si conoscono le origini del Rapporto Aureo. Il suo silenzio era dettato dalla necessità , non già
di proteggere il segreto, ma da quella di proteggere il sapere… Nel Corano, la
Sezione Aurea o la Divina Proporzione della Basmala si forma segmentandola in
due termini: il “Bismi Allah”, il cui valore è pari a 168; e il termine
“ar-Rahmani ar-Rahim”, il cui valore è pari a 618.
Adesso, vediamo
molto semplicemente come in geometria si genera il Rapporto Aureo e qual è il
suo riflesso sulla Basmala:
La Sezione Aurea di un segmento AB è quel segmento AS tale che:
__________________
A
S B
AB:AS = AS:SB
considerando AB=1 e AS=X 1:X = X: (1-X) risolvendo l'espressione e scartando il valore negativo, otteniamo che:
X = 0,168... da cui si ricava il suo inverso (1/X), detto anche numero d'oro: F = 1,618...
http://www.delfo.forli-cesena.it/ssrighi/1997_1998/classe5bs/html/Numero%20aureo%202.htm
Il Bismi-Allah, il cui valore è un frattale della Sezione Aurea, genera il frattale del Numero d’Oro nella seconda parte sinistra della Basmala rappresentata da “ar-Rahmani ar-Rahim”. Un miracolo Divino!
Il Taj Mahal situato ad Agra, nell'India Islamica del Nord, è un mausoleo costruito dall'imperatore Mughal Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Bano Begum, e fu eretto rispettando il Numero d’Oro della Basmala. Il Taj Mahal fu costruito utilizzando materiali provenienti da ogni parte dell'India e dell'Asia. Oltre 1.000 elefanti furono impiegati durante le costruzioni per il trasporto delle materie prime. Il marmo bianco fu portato dal Rajasthan, il diaspro dal Punjab e la giada e il cristallo dalla Cina. I turchesi erano originari del Tibet e i lapislazzuli dell'Afghanistan, gli zaffiri venivano dallo Sri Lanka e la corniola dall'Arabia. In tutto, 28 diversi tipi di pietre preziose e semi-preziose, pari alle lettere dell’Abjad numerale Arabo, vennero incastonate nel marmo bianco. Alcune immagini del Taj Mahal in Sezione Aurea sono riportate nel link sottostante:
http://www.dentistry.bham.ac.uk/ecourse/pros/docs/aesth_col.pdf
Osservazioni ancora più profonde, di alto valore matematico sulla Divina Proporzione della Basmala, sono state compiute dallo studioso kazaco Guzikhan Akpanbek, autore del libro “Il segreto matematico del Corano", Almata, Kazakistan, 1999, edizione in lingua russa.
La necessità di proteggere un segreto e un sapere dette origine nel mondo
Islamico all’arte calligrafa, che divenne una manifestazione della spiritualità;
e questa manifestazione è precisamente perfezione interiore, è l’essenza del
misticismo. Il collegamento tra Islam, misticismo e calligrafia avvenne perché
i calligrafi, i cartografi, i Sufi e gli Sciiti facevano risalire il loro
lignaggio spirituale ad Uno e medesimo individuo, l’Imam Ali ibn Abi Talib, la
pace sia su di Lui. L’Aurea Basmala ha
così voluto spiritualizzarsi nella materia, nella sostanza, inscrivendosi sui
papiri ed incidendosi nei marmi.
Platone considera la Sezione Aurea la chiave della fisica del cosmo: è dal suo Timeo che proviene la celebre ipotesi (di origine pitagorica) dell'esistenza di un'anima del mondo, da essa la convinzione che l'ordine della natura sia qualcosa che antecede la natura. Questa riflessione platonica ha una valenza particolarmente importante dal punto di vista della geografia sacra, e la si può osservare dall’immagine della cartina che raffigura un’ipotetica linea che rispetti la successione Aurea di Fibonacci, la quale partendo da Baghdad, e toccando Sharm El Sheik (punta in basso della penisola del Sinai), si unisce in spirale logaritmica a Madrid, Londra, Copenaghen, Varsavia e termina il suo percorso in Germania. Baghdad, la città delle Mille e una Notte, posta tra il Tigri e l’Eufrate, linea di confine tra il mondo sunnita e quello sciita, si lega spiritualmente all’Europa e ne fa prospettare probabili evoluzioni. Un precedente storico di notevole rilievo fu l’accordo che Carlomagno, l’Imperatore del Sacro Romano Impero, strinse col Califfo Abbaside Harun al-Rashid, per ottenere l'onorifico incarico (del tutto formale) di protettore dei pellegrini e dei cristiani in Terra Santa. Ed è seguendo la linea di questa spirale logaritmica che gli Arabi guidati da Tariq ibn Zyad approdarono in Spagna nel 7 secolo giungendo dal passaggio Sud dell’Africa; mentre uno studio del capovolgimento della spirale non è mai stato preso in considerazione nell’ipotesi di un eventuale corridoio a Nord dell’Islam Turanico attraverso l’Iran e la Russia, e forse l’esperienza Balcanica si prefigurerebbe come segno precursore.
La
presenza della Proporzione Divina trova nell’architettura Islamica un vasto
campo di applicazione. Tutte
le moschee convertite dalle chiese bizantine hanno l’abside orientato ad est
(se ha un diverso orientamento significa che la chiesa è stata costruita su un
sito più antico quasi certamente di un precedente tempio), mentre le moschee
ottomane costruite dal 15° secolo riprendono lo schema architettonico di Santa
Sofia con varie cupole e semicupole, cioè con gli spigoli orientati verso i
quattro punti cardinali nord – est – sud - ovest, l’ingresso principale si
apre nella parete nord-ovest con il principale minareto a più terrazze
nell’angolo ovest della struttura; le proporzioni di tutti gli elementi
architettonici rispettano i canoni estetici della Sezione “Aurea”.
L’Aurea
Basmala che si ritrova all’inizio di ogni Sura del Corano introduce e
spiritualizza la Proporzione Divina nelle forme. La parola Sura nella lingua
Araba significa aspetto, copia, effigie, figura, forma, incisione nelle forme,
costellazione, immagine, modo, maniera, illustrazione, ritratto,
rappresentazione, simulacro, lavagna, vista; e al femminile caso, ipotesi.
L’Aurea Basmala, è il principio delle forme che intende spiritualizzarsi ed
armonizzarsi in esse.
Secondo
la teoria della scienza delle forme dell’arte indiana (sadanga)
tradizionale, la forma prodotta non esiste mai così come appare
all’occhio fisico, ma come oggetto “conosciuto”, corrispondente ad un
prototipo mentale. Perciò la forma non è mai valutata per ciò che è, ma solo
per quanto serve a fornire esperienza di verità religiose o metafisiche.
Ciò che si cerca nella forma è la presenza che vi risiede dentro, "l'anima” imprigionata nella materia. Se dobbiamo ammettere che come calligrafi gli Arabi, i Persiani e i Turchi non furono mai superati, altri popoli svilupparono il principio Divino della Basmala lungo differenti linee. In particolar modo, nel subcontinente indiano il linguaggio liturgico dell’Islam e la calligrafia furono una sadhana, cioè un veicolo" o "mezzo" che conduce ad un'esperienza o conseguimento mistico. La Basmala Aurea e lo Yoga Tantrico si fusero in India e nelle zone limitrofe in una sintesi straordinaria ed illuminante:
“Bismi
in arabo significa "Nel nome di"...seguito da Dio all'inizio di ogni
Capitolo (Sura) del Corano. Qui, la particella Bi (seguita da vocale breve i)
nel senso correlativo la si può collegare alla ba ebraica della formula biblica
ba Shen Yahvé, che gli ebrei pronunciano durante l'atto del sacrificio degli
animali, affinché questi siano leciti alla consumazione. In arabo, la Ba
rassomiglia ad una bacinella con un punto diacritico posto sotto. Questo punto,
nella scienza iniziatica Islamica, rappresenta l'origine, l'essenza e l'essere
di tutti gli universi fenomenici. Questo punto è in stretta analogia con il
significato del punto tantrico (bindu) e yogico. A causa di ciò, i mistici
Musulmani sostengono che il contenuto di tutti i libri rivelati è racchiuso nel
Corano, che tutto il contenuto del Corano è racchiuso nella prima Sura (la
Fatiha) e che tutto il contenuto della Fatiha è nel Bismillah (Nel nome di Dio)
il cui valore è rappresentato completamente da questo punto diacritico. Abdul
Karim al Jili (889 H./1494 dopo Cristo) ne parla in modo esauriente, mentre
Abdullah Ibn Masu'ud (c.653 dopo Cristo) dichiarò che il Bismi simboleggia con
la Ba la bellezza risplendente di Dio (Baha), con la Sin la sua grandezza (Sana)
e con la Mim il suo Reame (Mamlaka) ”.
Ma
l’incontro tra l’Aurea Basmala ed il Buddhismo Mahayanico trovò la sua
redazione definitiva e più suggestiva nel classico “Ummu-l-Kitab”, opera in
lingua persiana dei Musulmani ismaeliti. In questo ambiente la Dorata Basmala è
definita il Re Eccelso, “sulla linea del limite dei limiti”, che è più in
alto di ogni Grandezza. Le diciannove lettere che compongono questa giaculatoria
in scrittura araba rappresentano la somma delle Dodici luci archetipe ed
increate; mentre le restanti Sette lettere, che insieme formano la Persona di
Dio presente nel nostro essere, indicano nella lingua araba la parola shakhs, il
cui significato è persona, individuo; essendo per l’appunto “shakhs”
composto da tre lettere e da quattro punti diacritici. Questi sette sono le
sette membra di Dio, o le sette forme, che simboleggiano i sette periodi divini
della metahistoria riflessi nei sette cicli di profezia della storia umana. La
Divina Proporzione della Basmala prende così forma nell’uomo e nella sua
storia.
Il
Musulmano materializza quotidianamente l’Aurea Basmala nell’esercizio dei
riti esteriori. Egli recita il Bismillah quando toglie i suoi vestiti, calza e
scalza le sue scarpe; quando pone il cibo a tavola e inizia a mangiare; quando
taglia i capelli, i baffi e le unghie; prima di addormentarsi, accendere la
luce, scrivere una lettera, uscire da casa e rientrare, viaggiare, ecc…
L’abbigliamento è un campo di
applicazione inesplorato in rapporto alla Proporzione Divina. La raccomandazione
del Profeta che suggeriva di iniziare a vestirci dal lato destro e di terminare
dal lato sinistro è passata inosservata o non le si è prestata la dovuta
attenzione. Questa preghiera è in relazione al principio matematico della
Basmala, secondo cui il frattale destro del Bismi-Allah genera il frattale sinistro del “ar-Rahmani
ar-Rahim”. Se i dettagli degli abiti si sottomettono alle leggi dell’armonia
delle forme volute dalla Sezione Aurea, le linee e il colore si sposano tra loro
creando eleganti forme. Si mettono così in moto delle forze armoniose e
benefiche che permettono l’evoluzione dell’uomo. I lunghi vestiti delle
donne sono particolarmente belli quando rispettano la Divina Proporzione. I
colori si imprimono nello sguardo dell’osservatore e l’abito diventa il
centro del mondo. Il Profeta dell’Islam ha detto: “Il color bianco è il
miglior colore per un vestito, dopo segue di preferenza il giallo”; al
contrario, per le calzature ha detto: “Il migliore colore per le scarpe è il
giallo, dopo segue il bianco”. Sì, intendeva un bianco dorato, la Proporzione
d’Oro e Divina.
La
Proporzione Divina è la bellezza di Dio che si materializza nella forma. Quando l'occhio vede la
Proporzione Aurea, ne rimane appagato e riferisce al cervello una sensazione di
ritmo costante che si ripete all'infinito. Nasce così quell'intima
soddisfazione psicologica che si prova quando si dice che un'opera è bella, e
appare all’uomo come un insieme di armonici rapporti. Il corpo umano è a immagine della Basmala:
l'ombelico
è posto ad un'altezza che è in Rapporto
Aureo con quella dell'individuo con una tolleranza di qualche percento.
Il rapporto tra l’altezza (dal sacro alla
cima della testa) e la base (dal sacro al ginocchio) dello yogi nella posizione
del Loto (Padmasana) è in Sezione Aurea e genera un’immaginaria piramide il
cui vertice è sopra il capo.
Il
messaggio proveniente dalle scritture di tutte le maggiori religioni è che Dio
è Uno, creò l’universo dal nulla, e fendette l’inesistente generando forze
ed elementi, lettere e numeri, spirali e geometrie. La Proporzione Aurea è in
analogia con la relazione che Dio ha rispetto alla creazione. La Basmala è in
tutta la natura, ed è applicata per comprendere la relazione di Dio con la
creazione. Noi vediamo che c'è solamente un modo di dividere una linea in
maniera che le sue parti siano in proporzione all’immagine dell’intero, è
il Numero d’Oro.
La
Proporzione Divina è una costante universale del Design. Gli insegnamenti
spirituali di tutte le religioni esprimono il pensiero che l’Essenza di Dio è
all'interno di ognuno di noi, e che noi siamo creati a Sua immagine. Ma
l’aspetto più penetrante della Divina Proporzione è che esso si rivela nella
vita e nell’universo come la firma di Allah: è questo il
BISMI-LLAHI-AR-RAHMANI-AR-RAHIM.!!
Bibliografia:
1.
Madhu Khanna,
YANTRA, Edizioni Mediterranee
2.
Al-‘Allamah
al-Majlisi, Bihar al-Anwar, Islamic Seminary of Pakistan.
3.
Hermann
Schreiber, Gli arabi in Spagna, Garzanti
4.
Mario Livio, La
sezione aurea, Rizzoli
5.
Pio Filippani
Ronconi, Ummu-l-Kitab, Istituto Universitario Orientale di Napoli, 1966
6.
Martin Lings and Yasin Hamid Safari, The Quran, A
British Library Exhibition, World of Islam Festival, 1976
7.
Guzikhan Akpanbek, Il segreto matematico del Corano, Almata,
Kazakistan, 1999, edizione in lingua russa.