Il Significato Spirituale del Ramadan

di

Sri Swami Chidananda

Estratto dal libro Forest Academy Lectures on Yoga

 

 

La preghiera "Asato Maa Sat-Gamaya, Tamaso Maa Jyotir-Gamaya, Mrityor Maa Amritam-Gamaya" riassume lo scopo della Creazione Divina, il culmine supremo del ritorno alla Trascendenza fuori della quale gli innumerevoli nomi e le forme si sono evoluti in un beatifico gioco mediante l’Unico senza un secondo. Il piano della Volontà Divina prevede che all’infuori dell’Unico, gli infiniti nomi e le forme possano fluire esternamente, e per un determinato tempo ci possa essere un beatifico movimento di questa divina molteplicità, e quando la volontà Divina lo riterrà, ci potrà essere un ritorno alla primordiale gloriosa fonte.

La Molteplicità è l’antitesi dell’eterna Verità che è sempre una. È irreale. È di natura tenebrosa. Il ciclo dell’inizio e della fine, della nascita e della morte, è la caratteristica di questo mondo illusorio. Quindi, un ritorno all’originale grandezza di Brahman (Brahman rappresenta l'importante aspetto di immutabilità, di infinito, di immanenza e di realtà trascendente, l'Origine Divina di tutti gli esseri) significa una risalita dal nostro stato irreale verso quella Realtà Suprema, dall'oscura ignoranza alla luce della Conoscenza, da questo ciclo di nascita e di morte verso lo stato di Immortalità. Questo processo si ottiene facendo evolvere tutti gli esseri.

A volte grandi uomini sono venuti per riordinare il piano Cosmico trasmettendo un insegnamento spirituale. Gli individui che sono riusciti ad apprendere questi metodi e a risvegliare le loro coscienze hanno potuto rapidamente ridestarsi raggiungendo lo scopo prefissatosi. Questi metodi sono diventati le varie religioni dell’umanità. Gradualmente, queste religioni hanno avuto un più grande e sempre più numeroso numero di seguaci. Questi grandi gruppi esistono in tutto il mondo e sono gli indù, i buddisti, i musulmani, i cristiani e così via.

Resta di fatto che tutte queste religioni cercano in un modo o nell’altro di trovare per l’uomo una via che lo riconduca all’Immortalità.

L’Islam è una grande fratellanza che il Profeta Muhammad (la sua memoria sia santificata) ha offerto all’umanità. Tutte le religioni si propongono di ottenere lo stesso risultato ed è per questa ragione che hanno tutte una base comune. Anche l’anatomia interna del processo deve essere la stessa, anche se i dettagli sembrano differire da religione a religione, —e questa differenza può essere colta facilmente se osserviamo i seguenti punti—cioè, lo sfondo storico, lo stato o la condizione della comunità nella quale ogni Profeta apparve, come pure le condizioni geografiche esistenti in quell’area dove nacque e distribuì i suoi insegnamenti.

Una delle Sadhana (pratica spirituale) formulate da Muhammad per il fedele fu la Sadhana del digiuno e della preghiera. Questa Sadhana è comune ad ogni religione del mondo. Il digiuno formulato da Muhammad è eseguito in un modo speciale in un mese dell’anno lunare islamico. Questo mese è chiamato di Ramadan. Tutti i giorni di questo mese sono osservati come giorni di digiuno. Il nome Ramadan è dato a questo intero mese di digiuno. La fine del Ramadan è un giorno importante. Nella religione islamica come nella vita del Profeta.

Muhammad fu una grande anima. Nacque col temperamento del santo. Il tempo in cui visse era animato di violenza. Era mortificato dalle condizioni in cui il popolo viveva. Lottò per trovare una via che potesse illuminare questo popolo. Disgustato, si isolava, lasciando la Mecca per luoghi desolati. Uno dei suoi luoghi di ritrovo speciali era una montagna chiamata Hijra. In una caverna, passava periodi lunghi di digiuno e di preghiera. In un’occasione, fu incoraggiato dall’Alto. Per un mese intero digiunò e pregò supplicando il Signore. Il Signore gli concesse la Luce. Questo mese era quello di Ramadan. In uno degli ultimi giorni del mese apparve un essere celestiale che parlò a Muhammad e gli rivelò un messaggio dall’Altissimo. Commissionò a Muhammad di diffondere il messaggio tra i suoi concittadini e di predicare il libro della vera vita, allontanandoli dal sentiero demoniaco ed indirizzandoli sul sentiero della bontà, della verità, della purezza, del perdono, della fratellanza. Così raggiunse la più alta Beatitudine. La fine del Ramadan è un grande giorno per i musulmani. Si tratta dell’Aid. È un giorno di intensa preghiera. I musulmani si riuniscono ovunque, offrono preghiere ed ottengono il Darshan (Darshan è un termine sanscrito che significa vedere qualcosa o qualcuno: eseguendo il darshan nel modo giusto il devoto sviluppa affetto per Dio, e Dio sviluppa affetto per quel devoto) della luna, la quale simboleggia la Luce che apparve a Muhammad dal Trono più Alto dell'Eccelso.

Il digiuno si compie dall’aurora al tramonto in tutto il mese. I musulmani sono obbligati di mangiare qualcosa immediatamente dopo il tramonto, ad una data ora. L’inizio e la rottura del digiuno viene segnalata da alcuni suoni. È severamente ingiunto di mangiare qualcosa ad un orario esatto. Essi possono mangiare qualcosa prima dell’aurora (suhur in arabo) (Brahmamuhurtha), e questo dovrebbe essere fatto in modo tale che non si senta alcun sentore, alito o rutto durante la giornata. Il rutto comporta un’espiazione! Questo per evitare di abbuffarsi nella notte. Le ingiunzioni del digiuno sono così severe che durante le ore del giorno che i musulmani non ingoiano la loro saliva, ma la espettorano.

Muhammad attribuì a questa Sadhana un profondo significato. Nella Gita noi abbiamo una Sloka (versetto):

Yaa Nishaa Sarva-bhutaanaam Tasyaam Jaagarti Samyamee
Yasyaam Jaagrati Bhutaani Saa Nishaa Pashyato Muneh.

"Ciò che è notte (di sonno) per tutte le creature è veglia (luminosa) per l'uomo d'autocontrollo. Ciò che è veglia per tutti gli esseri è notte (un momento di sonno) per il muni (santo) che percepisce il Sé.”

Questo versetto spiega completamente il significato del digiuno di Ramadan in poche parole. Questo digiuno è spiritualmente un metodo innato di Yoga; la ricerca spirituale è diametralmente opposta al percorso dell’uomo ordinario attaccato alla mondanità. I sensi dell'uomo mondano percepiscono la totalità delle impressioni vissute durante l’arco della giornata solare. I Samskara (i ricordi del passato) si creano ogni giorno di più. Questo lega  l’uomo al Samsara (il termine sanscrito Samsara indica l'oceano dell'esistenza, la vita terrena, il mondo fisico di preoccupazioni e sofferenza nel quale l'anima deve necessariamente compiere la propria esperienza). L’astinenza dai Vishaya (gli oggetti di una affermazione) è ciò che i nostri Acharya (Maestri spirituali, Guru) hanno chiamato digiuno. Le cose sulle quali i sensi si alimentano sono Ahara (significa il cibo che è necessario ad un organismo umano per mantenersi in salute) per l’uomo. La prima ingiunzione richiesta all’aspirante spirituale è di voltare le spalle al mondo.

Muktimichchasi-chet Taata Vishyaan Vishavat tyaga,
Brahmacharyam Ahimsaam cha Satyam Peeyushavat Bhaja.

L’allontanamento dal cibo è la prima richiesta. Il cibo fisico rappresenta l’interiore Ahara (il cibo non necessario) che il Jiva (il Sé individuale) trascina verso di sé mediante i sensi. L’abbandono del cibo fisico durante la luce del giorno simboleggia che il digiunante è morto al mondo. Durante le ore di luce della giornata il mondo è visibile. L’assunzione del cibo durante la notte simboleggia che lo Yogi si è chiuso al mondo visibile e trae sussistenza dal segreto mondo spirituale. Così procede sulla via dello Yoga. Mentre l'uomo mondano è occupato nelle faccende terrene, lo Yogi digiuna completamente. Egli vive nel proprio reame interno dello spirito alimentandosi col divino cibo della Sadhana.

Essendo ricercatori, noi apparteniamo ad una fratellanza universale che si riunisce sotto la comune bandiera dell’unità delle fedi. Permetteteci di pregare sinceramente sul Profeta Muhammad e su Allah in questo auspicabile primo giorno del mese di Ramadan. Non c’è differenza tra Jehova, Ahura Mazda, Dio l’Eccelso, il Padre Celeste o l’Atma o lo Spirito Supremo. Egli è Colui che può ispirarci e darci la forza interiore necessaria per allontanarci dalle lusinghe di questo mondo esteriore e renderci consci del modo di vivere dello Yoga. Così noi con grande fede e con esercizio sostenuto procediamo sul percorso dello Yoga. Possa Allah benedirci col dono dell’illuminazione spirituale, il culmine della Sadhana, allo stesso modo in cui fu illuminato il Profeta Muhammad nei suoi ultimi giorni di Ramadan.

Traduzione dall’inglese a cura di Mustafa