IL SUONO DELL'AUM E LA MATEMATICA ISLAMICA

 

Aum è un suono unico, è la vibrazione del Supremo, il suono seme dell’universo. È con questo suono che Dio mise in moto la prima vibrazione della Sua creazione. Aum è il più potente di tutti i mantra, Aum è la madre di tutti i mantra. Nell’Aum Dio crea, ad ogni istante, nuovamente sé stesso. Aum non ha né nascita né morte: null’altro che Aum è esistito, esiste ed esisterà per sempre. Aum è un carattere sanscrito, che viene nell’alfabeto latino, arabo, cirillico e così via composto da tre lettere, ma viene pronunciato come un’unica sillaba. La sillaba Aum è indivisibile, ma ogni sua parte rappresenta un aspetto diverso del Supremo. La A rappresenta e incarna la coscienza di Dio il Creatore (al-Khàliqu), la U incarna la coscienza di Dio il Preservatore (al-Hafìdhu) e la M incarna la coscienza di Dio il Trasformatore (al-Mu’ìdu). Considerato insieme, AUM è il ritmo cosmico spontaneo con il quale Dio abbraccia l’Universo. Il suono dell’AUM è unico. Generalmente udiamo un suono quando due oggetti vengono percossi, ma l’AUM non ha bisogno di tale azione perché è anahata, o non colpito è il suono senza suono. Uno yogi o un Maestro spirituale possono sentire AUM che si autogenera nei più profondi recessi dei loro cuori. Ci sono molti modi di cantare l’Aum. Quando lo canti ad alta voce, senti l’onnipotenza del Supremo. Quando lo canti dolcemente, senti la delizia del Supremo. Quando lo canti silenziosamente, senti la pace del supremo. L’AUM universale emesso dal Supremo, è un oceano infinito. L’AUM individuale, cantato dall’uomo, è una goccia di tale oceano, ma non può essere separato dall’oceano e può reclamare l’oceano infinito come suo proprio. Quando l’uomo canta l’AUM, tocca e fa venire alla luce la vibrazione cosmica del Suono Supremo. È meglio cantare l’AUM ad alta voce, così che il suo suono possa vibrare anche nelle orecchie fisiche e permeare il corpo intero: questo convincere la mente esteriore e darà un grande senso di gioia e conquista. Quando lo si canta ad alta voce, il suono della M dovrebbe durare non meno di tre volte il suono AU.

Indipendentemente dagli errori compiuti da una persona, se canta AUM molte volte, dai più profondi recessi del suo cuore, la Compassione onnipotente del Supremo lo perdonerà. In un batter d’occhio il potere dell’AUM trasforma l’oscurità in luce, l’ignoranza in conoscenza e la morte in immortalità. L’AUM ha un potere infinito; semplicemente ripetendo AUM si può realizzare Dio. L’AUM può offrire tutto ciò che Dio ha ed è interiormente ed esteriormente perché l’AUM è allo stesso tempo la vita, il corpo e il respiro di Dio.1                                                                                                           

Nell’articolo Islam e induismo: due religioni complementari abbiamo avuto già l’occasione di vedere come l’AUM scaturisca dal simbolo ideografico dell’uomo universale composto da due triangoli di cui uno rovesciato all’interno del triangolo diritto. Da questa figura ottenuta, manifestamente identica al Sigillo di Salomone, René Guenon annunciava la presenza del carattere vedico AUM traslitterato secondo i caratteri dell’alfabeto arabo e persiano. Poiché non ho trovato alcuno studio matematico dell’AUM secondo le regole dell’ilm al-huruf, ho deciso di approfondire l’argomento e di addentrarmi in questo compito facendo delle scoperte strabilianti.

AUM è composto da tre lettere dell’alfabeto arabo-persiano, cioè da A, U, M. La A corrisponde all’Alif il cui valore è 1, la U corrisponde alla Waw il cui valore è 6 e la M corrisponde alla Mim il cui valore è 40. Il totale è dunque 47.  Se riprendiamo il nostro doppio triangolo dell’androgino e colleghiamo ogni vertice del triangolo esterno all’angolo prospiciente del triangolo interno avremo il seguente schema:

 

È sorprendente ed affascinante costatare come l’AUM nasca da un Sigillo di Salomone e si autorigeneri in un nuovo Sigillo avente un numero di triangoli pari al suo stesso valore numerico. Ma cosa rappresenta esattamente il numero 47? 

 

La carta d’identità del numero 47 ci informa trattarsi di un numero primo, cioè un numero intero e naturale divisibile soltanto per uno e per sé stesso; compare nella successione numerica di Edouard Lucas ed è un numero di Keith.

 

Il matematico pisano Leonardo Fibonacci è ricordato soprattutto per via della sua sequenza divenuta ormai celeberrima. L’uso della sequenza di Fibonacci risale all’anno 1202. Essa si compone di una serie di numeri nella quale ognuno di essi è la somma dei due numeri precedenti (0,1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144,233…), o meglio, ciascun termine (a partire dal terzo) è uguale alla somma dei due termini precedenti.

 

Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, un matematico francese di nome Edouard Lucas (1842-1891) riprese lo studio di tale sequenza, e introdusse una successione strettamente legata ad essa, detta appunto successione di Lucas, prendendo come valori di partenza 2 e 1. Questa versione dei numeri fu conosciuta come la sequenza di Lucas. Questo schema chiarirà meglio le idee:

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: http://www.tradizionesacra.it/aum.ht3.jpg

 

A titolo conoscitivo vi forniamo la lista dei primi 25 termini della sequenza di Lucas: 1, 3, 4, 7, 11, 18, 29, 47, 76, 123, 199, 322, 521, 843, 1364, 2207, 3571, 5778, 9349, 15127, 24476, 39603, 64079, 103682, 167761

 

Le successioni numeriche in cui la relazione tra termini successivi si può esprimere con un’espressione matematica si chiamano ricorsive, e tendono autorigenerandosi all’infinito. Si è scoperto che la successione di Fibonacci era applicabile in natura alla riproduzione dei conigli, all’albero genealogico del maschio di ape, detto fuco, e all’ottica dei raggi di luce.

 

La sequenza di Lucas ha trovato  molte applicazioni nei più disparati campi della scienza e della tecnica, dalla  matematica alla fisica, dalla chimica alla biologia, dalla ricerca operativa  all'astronomia, ma soprattutto  nella moderna crittografia dei dati trasmessi via internet. A tal proposito si può consultare:

 

"Lucas Sequences in Cryptography"

 

http://www.weidai.com/lucas.html

 

La crittografia è in informatica il processo che implica il mascheramento tramite codifica di un messaggio o di dati in modo da nasconderne la sostanza. Nell’algoritmo di crittografia  è necessario utilizzare la stessa chiave segreta sia in fase di crittografia che di decrittografia. La crittografia simmetrica è molto veloce e, pertanto, viene in genere utilizzata quando il mittente del messaggio deve decrittografare grandi quantità di dati. La crittografia simmetrica viene anche denominata crittografia con chiave segreta. L’AUM è difatti un suono nascosto nel recesso del nostro cuore. Esiste un’analogia tra il modo in cui l’Aum opera velatamente nei meandri dei nostri cuori e la sequenza di Lucas espressa dal processo crittografico: entrambi operano in maniera sottile e celata ed hanno bisogno di una chiave segreta per accedervi.

 

Che cos’è il numero di Keith? Un numero di Keith è un numero intero che compare come termine in una relazione ricorsiva lineare con un dato generatore. Dato un numero N di n cifre, espresso in potenze di dieci,

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: http://www.tradizionesacra.it/aum.ht2.jpg

 

una sequenza SN è formata da n termini iniziali dn-1, dn-2, d1 ,d0, (le cifre di N). I termini successivi si ottengono sommando i precedenti n termini. Se il numero N compare nella sequenza SN, allora n è un numero di Keith.

Per esempio, dato 197 si genera la sequenza 1, 9, 7, 17, 33, 57, 107, 197, ... I primi numeri di Keith sono 14, 19, 28, 47, 61, 75, 197, 742, 1104, 1537, 2208, 2580, 3684, 4788, 7385, 7647, 7909

Non è noto se i numeri di Keith siano infiniti o meno. Esistono soltanto 71 numeri di Keith inferiori a 10 elevato 19: ciò li rende molto più rari dei numeri primi.

Ancora più stupefacente è come il numero dell’Aum, il 47, sia legato, attraverso l’analisi del matematico Mike Keith, ad altri numeri importanti della spiritualità e della religione.

Il numero 666, il numero dell’Apocalisse del Vangelo, è uguale alla somma delle cifre della sua 47esima potenza, ed è anche uguale alla somma delle cifre della sua 51esima potenza da come possiamo vedere:

66647 =

5049969684420796753173148798405564772941516295265
4081881176326689365404466160330686530288898927188
59670297563286219594665904733945856

 

66651 =

9935407575913859403342635113412959807238586374694
3100899712069131346071328296758253023455821491848
0960748972838900637634215694097683599029436416

 

Inoltre, le cifre che compongono questa potenza 66651 sono in numero di 144 che è il valore numerico di un attributo di Allah, Al-Baqi (Il Perdurabile, l’Immutabile):

http://www.tradizionesacra.it/la_luce_del_%20sole_nel_Corano_e_nei_Veda.htm

La somma delle cifre poste sul lato destra della suddetta tabella, in entrambi i casi, dà 666. Infatti, 666 sarebbe sarebbe il solo numero intero più grande di 1 a possedere questa proprietà (l’Unicità Divina). Notare altresì che dalla somma delle due potenze, 47 e 51, si può ottenere: (4+7)x(5+1) = 66, che è il valore numerico di Allah, secondo i valori numerici dell’ilm-ul-huruf.

 

Scrive Guenon: “È da notare, , che il numero 666 non ha un significato esclusivamente malefico, anche se è il numero della Bestia, è anzitutto un numero solare, ed, è quello di Hakathriel o “Angelo della Corona. D’altra parte, questo numero, è dato pure dal nome Sorath, che è, secondo i cabalisti, il demonio solare, opposto in quanto tale all’arcangelo Mikael, e questo è in relazione con i due volti di Metatron; Sorath è inoltre l’anagramma di sthur, che significa «cosa nascosta»: si tratta forse del mistero che parla l’Apocalisse?” 2 

 

Altri autori commentano il 666 nel modo seguente: secondo R. Allendy, esso rappresenta il Karma umano in rapporto col Karma cosmico e l’equilibrio provvidenziale divino. Secondo Abellio è la manifestazione dei tre termini della Trinità, nei tre piani : spirito, anima e materia.

 

Potremo continuare ancora per molto sulle caratteristiche del numero 666, ma non è questa la sede adatta, questi esempi ci servono solamente per mettere in luce le relazioni esistenti tra il numero 47, che è l’oggetto del nostro studio, e il numero 666 che è il numero dell’Apocalisse (13:18) e il 66 che è il numero di Allah. Ognuno potrà trarne le riflessioni e conclusioni che riterrà opportuno, ma come non intravedere che il suono divino, l’AUM, non sia strettamente legato al mondo degli Arcangeli e all’onnipotenza di Allah? Come non vedere che le varie tradizioni religiose e spirituali non si intersechino nella matematica sacra, nei calcoli dell’ilm-ul-huruf

 

Abbiamo anche accennato al fatto che gli yogi affermano che cantando l’AUM, la lettera M dovrebbe avere una durata di almeno tre volte della sillaba AU. Ebbene, l‘ilm-ul-huruf conferma questo assunto.  AU= A + U= 1 + 6= 7      M= 40    La matematica ci dimostra che la proporzione è rispettata: infatti, la durata di tempo della Mim è circa cinque volte superiore al suono della sillaba AU; quindi più del minimo richiesto.

 

E la lode appartiene ad Allah, Signore dei Mondi.

 

 

1.      Sri Chinmoy, Meditazione, The Golden Shore Edizioni, Milano, 2004

2.      Guenon René, Simboli della Scienza Sacra, pag 129-130, Adelphi, 2000