KRISHNA E L’IMAM ALI
Krishna (A) disse: “Ogni volta che in un luogo dell'universo la
religione declina e l'irreligione avanza, o discendente di Bharata,
Io vengo in persona.” (Bhagavad gita, 4: 7)

Krishna (A) e Ali ibn
Abu Talib (il primo musulmano) sono due persone
differenti esistite in diversi periodi della storia. Il Signor Krishna, che Dio lo benedica e lo abbia in gloria, nacque
approssimativamente nel 3300 a.C., mentre Ali (A) è nato nel 600 d.C. Entrambi
furono delle grandi personalità al loro tempo, ambedue sono stati grandi
filosofi e uomini di Dio (esseri spirituali), tutti e due furono i più
coraggiosi, l’uno e l’altro furono martirizzati in preghiera: Krishna (A) fu ucciso in
meditazione yoga da una freccia, mentre Ali (A) fu assassinato da una
spada avvelenata mentre era in preghiera; il primo e il secondo lottarono
contro un serpente nella loro fanciullezza: Krishna
(A) uccise il serpente Kaliya, mentre l’Imam Ali (A)
nella culla spaccò in due un serpente, ecc…
Il nome Krishna
(A) è composto di due vocaboli: Krish + Na. Krish è Colui che scava, ara o coltiva la terra; Na indica
la pace e la felicità ottenuta col controllo, ecc… (Kailash C. Baral).1
Questa combinazione indica chi
ara o scava la terra con pace, controllo e autorevolezza. Il significato di Krishna (A), quindi, è Chi controlla la terra (campo) o in
gergo “il Padre della terra”. E con nostra piacevole sorpresa, scopriamo che il
nome popolare di Ali (A) era Abu-Turab (il Padre di Terra).
Questo titolo fu dato ad Ali (A) dal Profeta dell’Islam (S) quando lo trovò
addormentato e ricoperto completamente con la sabbia utilizzata per lavorare i
campi e scavare i pozzi. Nella mitologia Indiana, Krishna
(A) è anche conosciuto come Ilapataye (Signore di Terra). http://www.krisnaworld.com/DifferentNamesoKrisna.html
Om ilapataye namah, uno dei 108 nomi di Krishna (A) significa Signore di Ila, la terra.
http://www.kytemple.org/Songs/kastothara.html
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Il termine Gopatih
riguarda chi ha giocato la parte del mandriano Krishna
(A) nella sua incarnazione. Il termine “GO” in sanscrito ha quattro
significati: il bestiame, la terra, il discorso e il Veda. In tutti questi
significati Egli è il Signore (Pati): Signore del
bestiame, Signore di Terra, Signore del discorso, il Signore che tutti i Veda
identificano al grande obiettivo (Swami Chinmayananda).2
Abu Turab (Il Padre
di Terra), pertanto, significa Krishna (A), il quale
è noto anche come Satyavacha (Oratore di verità),
mentre ad Ali (A) è stato dato dal Profeta Muhammad (S) il titolo di Siddiq-al-Akbar (il più veritiero).
Ali in arabo significa “il più
alto o elevato”: http://it.wikipedia.org/wiki/Al%C3%AC_(nome) È citato negli hadith (tradizioni) che il nome ‘Ali (A) fu rivelato da
Allah al Profeta Muhammad (S) per suo cugino Ali ibn
Abu Talib (A). Krishna (A)
si considera come “Ali il più elevato” nei seguenti versetti del capitolo 10
della Bhagavad gita:
Il
Supremo Signore (Krishna) disse: “O Arjuna, ti descriverò le Mie più importanti manifestazioni divine,
perché le Mie rivelazioni sono infinite.” (Bhagavad
gita, 10: 19)
“O
Arjuna, Io sono l’Atma (l’anima suprema=Ali)
dimorante nel cuore di ogni essere. Sono l'inizio, la metà e la fine di tutti
gli esseri.” (Bhagavad gita, 10: 20)
“Io
sono Vishnu (Vishnu fu il più
Elevato=Ali) tra i dodici figli di Aditi (dodici
divinità solari come i 12 Imam solari della Wilayah),
io sono il Sole radiante (il più Alto=Ali) tra i
luminari, io sono Maric (Elevato=Ali) tra gli
dei del vento, io sono la luna (la più Elevata tra i
luminari notturni=Ali).” (Bhagavad gita, 10:
21)
“Tra
i Veda sono il Sama Veda (il Sama Veda è considerato il più Elevato tra i Veda=Ali);
io sono Indra (il più
Alto=Ali) tra i Deva; io sono la mente (il più
Alto=Ali) tra i sensi; io sono la coscienza (il
più Alto=Ali) tra gli esseri viventi.” (Bhagavad gita, 10: 22)
L’Imam Ali (A), qui di seguito, è posto tra
parentesi quando nella Bhagavad gita esprime le sue
caratteristiche più elevate=Ali
“Io
sono Shiva (Ali) tra i Rudra;
io sono Kuvera (Ali) tra
gli Yaksha e i demoni; io sono il
fuoco (Ali) tra i Vasu
e io sono Meru (Ali) tra
i picchi delle montagne.” (Bhagavad
gita, 10: 23)
“Sappi, o Arjuna, che tra i sacerdoti Io sono il capo, Brihaspati. Tra i generali sono Skanda
(Ali); e tra le distese d’acqua sono
l’oceano (Ali).” (Bhagavad gita, 10: 24)
“Tra i grandi
saggi io sono Bhrigu (Ali);
tra le vibrazioni sono l’Om (Ali) la sillaba
trascendentale; io sono il japa (Ali) tra i Yajna
(sacrifici) e tra le masse inamovibili sono l’Himalaya (Ali).” (Bhagavad
gita, 10: 25)
“Tra gli alberi
sono il fico sacro o pipal (Ali),
e tra i saggi sono Narada (Ali),
tra i Gandharva sono Citraratha
(Ali), e tra i Siddha
sono il saggio Kapila (Ali).”
(Bhagavad gita, 10: 26)
“Sappi che tra i
cavalli sono Uccaihsrava (Ali), nato dall’oceano che fu frullato per ottenere il
nettare; tra i nobili elefanti sono Airavata (Ali) e tra gli uomini sono il
monarca (Ali).” (Bhagavad gita, 10: 27)
“Tra le armi
sono la folgore (Ali) e tra le mucche sono
la Surabhi o Kaamadhenu (Ali). Tra i procreatori sono Kandarpa
(Ali), il dio dell’amore, e tra i serpenti
sono Vasuki (Ali).”
(Bhagavad gita, 10: 28)
“Tra i serpenti
Naga, sono Ananta Sheshanaaga
(Ali); tra gli dei delle acque sono Varuna (Ali); e tra gli
antenati (pitri), sono Aryama
(Ali); fra tutti coloro che controllano, Io
sono Yama (Ali), il signore della morte” (Bhagavad gita, 10: 29)
“Tra i demoniaci Daitya, sono il devoto Prahlada (Ali), io sono il tempo o la morte
tra i guaritori. Tra le bestie sono il leone (Ali)
e tra gli uccelli sono Garuda (Ali).”
(Bhagavad gita, 10: 30)
“Tra i purificatori,
Io sono il vento (Ali); fra i guerrieri armati sono Rama
(Ali); tra i pesci sono lo squalo (Ali);
tra i fiumi sono il Gange (Ali).”
(Bhagavad gita, 10: 31)
“Sono
l’inizio, la metà e la fine della creazione (Ali),
o Arjuna. Tra tutte le scienze, io sono la conoscenza
del Sé supremo (Ali), e io sono la logica (Ali) del logico.” (Bhagavad
gita, 10: 32)
“Tra le lettere
sono la A (Ali), e tra le parole composte sono
la parola doppia (dvandva). Sono anche il tempo
inesauribile, sono il sostentatore di tutto, la cui faccia è rivolta in ogni
direzione (o io sono onnisciente).” (Bhagavad
gita, 10: 33)
dvandva: http://fr.wikipedia.org/wiki/Dvandva (la parola doppia è Ali e
Om come vedremo in seguito)
“Sono
la morte che tutto divora (Ali) e l’origine
degli esseri futuri. Tra le qualità femminili (le sette dee) sono la fama (Ali), la prosperità, l’eloquenza, la memoria,
l’intelligenza, la fermezza e il perdono.” (Bhagavad
gita, 10: 34)
“Tra gli inni del Sama Veda sono il Brihat-sama (Ali), e tra i mantra Vedici sono la Gayatri (Ali). Tra i mesi
sono Margasirsa [novembre-dicembre], e tra le
stagioni la primavera fiorita (Ali) .” (Bhagavad gita, 10: 35)
“Io sono il
gioco d’azzardo dei fraudolenti; sono lo splendore del radioso. Sono la
vittoria del vittorioso; sono la bontà del bene (Ali).” (Bhagavad
gita, 10: 36)
“Tra i
discendenti dei Vrisni sono Vasudeva
(Ali), tra i Pandava
sono Arjuna (Ali), tra
i saggi sono Vyasa (Ali)
e tra i grandi pensatori sono Usana (Ali).” (Bhagavad
gita, 10: 37)
“Io sono il
potere dei sovrani e la scienza politica di chi cerca la vittoria. Io sono il
silenzio tra i segreti (Ali) e l’autocoscienza (Ali) del beninformato.” (Bhagavad gita, 10: 38)
“Io sono
l’origine (Ali) o il seme di tutti gli esseri, O
Arjuna. Non vi è nulla, mobile o immobile, che possa
esistere senza di Me.” (Bhagavad gita, 10: 39) (Vedere anche Bhagavad gita, 7: 10 e 9: 18)
“Non c’è nessuna
fine alle Mie manifestazioni divine, O Arjuna. Questa
è solamente una Mia descrizione sommaria circa l’entità delle Mie
manifestazioni divine.” (Bhagavad
gita, 10: 40)
I suddetti versetti dimostrano che Krishna, la pace sia su di Lui, dichiara in un linguaggio
codificato che è l’Imam Ali (A), il più elevato
sotto ogni aspetto.
Si può sostenere, pertanto, che se Krishna (A) si dichiara Ali (A); Ali (A) in qualsiasi
momento della sua vita asserisce di essere Krishna
(A). È citato il seguente hadith nel libro “Kaukab-al-Durri” (edizione in
Urdu) di Mawlana Rashid Ahmad Gangohi, pag. 364-365:
«Si narra tramite ʻAmmar ibn Yāsir, Jabir bin Abdullah, Malik al-Ashtar e Miqdad ibn al-Aswad al-Kindi, che quando l’Imam Ali (A) stava andando verso Shaam (Siria) per la battaglia di Siffin,
si fermò e girò il suo cavallo per andar via da Shaam.
Si guardò intorno per qualche momento e poi si allontanò da Shaam.
I suoi compagni si stupirono e gli chiesero il motivo del cambio di direzione.
L’Imam Ali (A) replicò: “Vedo quello che non
vedete, poiché l’ignoto (Ghaib) è velato ai vostri
occhi. C’è un monastero in questa foresta dove un monaco cristiano sta
aspettando con una spada legata alla vita ed è pronto a soffiare la tromba.
Voglio rompere la sua spada e fracassargli la tromba in pezzi. Se siete
d’accordo con me, seguitemi.”
Insieme ai suoi compagni arrivò al monastero
dell’eremita. L’eremita fu colpito dalla faccia luminosa dell’Imam Ali (A)
circondato dai suoi compagni. L’eremita chiese: “O gentile signore da dove
venite?” L’Imam Ali (A) rispose: “Vengo da Medina e andiamo a combattere a Shaam.” La personalità dell’Imam Ali (A) impressionò
l’eremita illuminando il suo cuore dalla fede. L’eremita chiese: “O giovane dal
volto splendente, sei un angelo o un essere umano?” L’Imam Ali (A) rispose: “Io
sono un uomo e una Guida per i Ginn e un leader per
gli angeli.” L’eremita puntualizzò: “Nella Bibbia ho letto il nome Taab Taab. O sfolgorante, è
questo il tuo nome?”
L’Imam Ali (A) rispose: “Taab
Taab è il nome di Muhammad il Prescelto (Mustafa). Il mio nome è Santiyya.”
L'eremita domandò: “Il tuo nome è indicato nella Torah come Meet
Meet?” L’Imam Ali (A) rispose: “Meet
Meet è il nome di Muhammad il Prescelto (Mustafa), mentre il mio nome è Aeliya
(o Elli nella Torah).” L’eremita domandò: “Sei tu il
Messia che è disceso dal firmamento per alleviare la malinconia e il dolore
degli abitanti della terra?” L’Imam Ali (A) rispose: “No. Non sono Gesù, ma
Gesù è uno di quelli che mi adora.” L’eremita chiese: “Sei Mosè disceso col suo
personale per mostrare i suoi miracoli all’umanità?” L’Imam Ali (A) rispose:
“Non sono Mosè, ma Mosè è tra coloro che mi ama.”
L’eremita domandò: “Per l’amor di Dio, dimmi il tuo
nome e la tua discendenza [genealogia]. L’Imam Ali (A) rispose: “In ogni paese
e comunità porto nomi differenti. Gli Arabi mi chiamano Hal
‘Ata (è uno dei nomi della surah 76 che significa: È venuto?) e mi cercano con
questo titolo. La gente di Tayif mi chiama Tahmid (la recitazione in arabo della formula “Sia lode ad
Allah”). Tra i Meccani sono conosciuto come Babul Balad (Corano 2: 102. Babul è la
contrada di Harut e Marut).
Gli abitanti dei cieli scrivono il mio nome Ahad
(l’Unico). I turchi mi chiamano Balya (Balya ibn Malkan
generalmente identificato con Khidr) e i Zangidi mi chiamano Majilan3. Gli Indù mi chiamano Kishen Kishen. (Signor Krishna).
I Firangi (antico termine
arabo, turco e persiano per indicare i Franchi o Crociati) mi chiamano Hami Isa
(Patrono Gesù). E il popolo di Khataya (i peccatori
in arabo) mi chiamano Bolya (il Giudicante4). Io sono famoso in Iraq come Amirun
Nahl (Principe delle api). In Khurasan
sono conosciuto come Haidar (leone). Nel primo
firmamento sono noto come Abdul Hamid (Servitore del lodevole). Nel secondo
firmamento io sono noto come Abdul Samad (Servo
dell’Eterno). Nel terzo firmamento sono noto come Abdul Majid
(Servitore del Glorioso).
Nel quarto firmamento sono conosciuto come Zul ‘Ulaa (in arabo Dhu-l-Ulâ, l’Eccelso). Nel quinto
firmamento il mio nome è Ali al-A’lâ (l’Altissimo).
Il Signore Glorioso mi ha fatto sedere sul Trono dell’Autorità [Musnad-e-Imârât] col titolo di Amir al Mominin. Il capo dei due
mondi (Khwaja-e-do-Saraa)
Muhammad Mustafa (S) mi chiamò Abû
Turâb. Mio padre mi soprannominò (agnomen)
Abul Hasan e mia madre mi
soprannominò (agnomen) Abul
‘Ashar.»
Delle false affermazioni attribuite a Krishna (A) lo definiscono un donnaiolo e un ladro di burro
(makhan choor in urdu e hindi);
altrettanto, un gruppo di musulmani ha inventato delle false storie sull’Imam
Ali (A) e considera un dovere religioso maledirlo (Dio lo proibisce) dal
pulpito (Ahmad Ibn Hanbal fermò la maledizione durante i sermoni del venerdì).
Krishna (A) fu un grande oratore e il suo libro di
sermoni è la Bhagavad gita. Ali (A) è
considerato il più grande degli oratori musulmani e la sua antologia di sermoni
è il “Nahj al-Balaghah (“La
Via dell’eloquenza”). La lettura della Bhagavad
gita e del Nahj al-Balaghah
ha lo stesso tono, la stessa energia spirituale e la stessa frequenza
filosofica, e molte perle di saggezza sono comuni ad entrambi.

I seguenti passi della Bhagavad gita e della Khutbat al-Bayan (o Khutbat al-Tatantjiya) dell’Imam Ali (A) evidenziano che Krishna (A) e l’Imam Ali (A) hanno la stessa personalità, seppur è vissuta in periodi storici differenti.
http://www.hubeali.com/khutbat/khutaba_tul_Bian_English.pdf
Krishna (A) nella Gita afferma di essere Saguna Brahman (Dio con attributi irreali, il vero Dio è informe, non può essere concepito e si chiama Nirguna Brahman). “Krishna è il Saguna Brahman, il cosmo fisico, che si è mostrato in questa forma ad Arjuna nella sua vishwarupa. Krishna è pure il brahman nirguna, la coscienza senza forma.” (Swami Nithyananda, Love Is Your Very Life: Discourse on Bhagavad Gita, Chapter – 12. Commento ai versi 3-4, pag 44). Lo stesso concetto è ripetuto nella Bhagavad Gita, capitolo 8: 12-13; capitolo 9: 4-6, capitolo 9: 17.
L’Imam Ali (A) nel suo sermone al-Bayan dichiara: “Io sono la faccia di Allah nei cieli e sulla terra. Per questo, Allah dice: Tutto sarà distrutto, eccetto il volto di Allah.”
Krishna (A) dichiara: “Io sono la creazione.” (Bhagavad gita, 9: 18)
L’Imam Ali (A) afferma: “Ho sollevato i sette cieli con i poteri e i comandamenti concessi dal mio Signore.”
Krishna (A) afferma: “Sono l’anima (atma) suprema.” (Bhagavad gita, 10: 20)
L’Imam Ali (A) dichiara: “Io sono l’ammirevole Ruh-ul-Quds (anima divina).”
Krishna (A) dichiara: “A coloro che Mi servono sempre con devozione e amore, io trasmetto la saggezza discriminativa (buddhi yoga) per mezzo della quale Mi realizzano totalmente.” (Bhagavad gita, 10: 10)
L’Imam Ali (A) dichiara: “Sono la salat (preghiera), la zakat, l’hajj e il jihad di un vero credente.”
Krishna (A) proclama: “Io sono la buddhi (l’intelligenza discriminativa)” (Bhagavad gita, 7: 10)
L’Imam Ali (A) proclama: “Io sono il Furqan (io separo la verità dalla menzogna).”
Krishna (A) afferma: “Io sono il Tempo.” (Bhagavad gita, 10: 30, 33)
L’Imam Ali (A) afferma: “Io sono quel momento nel tempo di Allah (che apparirà nel giorno del giudizio).”
Krishna (A) proclama: “Io sono… la sillaba Om.” (Bhagavad gita, 7: 8)
Muhammad Gilani,
nel suo libro “La Om e Ali” ha dimostrato che la sillaba “OM” è Ali (A).
Infatti, nelle Upanishad è detto che la “OM” è Saguna Brahman (non
Dio). La Om in
sanscrito, pertanto, significa la mano di Dio, il padre della terra (Ilapataye) e il potere Divino.
La mano di Dio in ogni cosa
“Illuminati dalla vera conoscenza, gli umili saggi vedono con occhio uguale il brahmana nobile ed erudito, la mucca, l’elefante, il cane e il mangiatore di cani [intoccabile].” (Bhagavad gita, 5: 18)

I Poteri Divini
“L'intero ordine cosmico è soggetto al Mio controllo. Per Mia volontà ogni volta si manifesta di nuovo, e sempre per Mia volontà alla fine è annientato.” (Bhagavad gita, 9: 8)
“O conquistatore delle ricchezze, non esiste verità superiore a Me. Tutto su Me riposa come perle su un filo.” (Bhagavad gita, 7: 7)
“Lo splendore del sole che dissipa le
tenebre del mondo intero emana da Me. E anche lo splendore della luna e del
fuoco emanano da Me.” (Bhagavad gita, 15: 12)
Questi concetti trovano i loro esatti sinonimi in Yadullah (la mano di Allah), in Abu Turab (padre della terra) e in Quwatte-Parvardigar (potere Divino) che sono altri titoli dati dal Profeta (S) dell’Islam all’Imam Ali (A).
http://en.wikipedia.org/wiki/Parvardigar
Dopo questa scoperta, ci fu un’esplosione spontanea
di fraternizzazione tra Indù e Musulmani nel Punjab con la comparsa in molti
distretti di cartoline con la Om e Ali insieme (Self and sovereignty: individual and
community in South Asian Islam since 1850 di Ayesha Jalal, pagina 205).

Krishna (A) dichiara: “Tra le armi sono il fulmine.” (Bhagavad gita, 10: 28)
L’Imam Ali (A) dichiara: “Formo le nuvole per produrre tuono e lampo.”
Krishna (A) afferma: “Sono l’inizio, la metà e la fine di tutti gli esseri.” (Bhagavad gita, 10: 20)
L’Imam Ali (A) afferma: “Io sono “Hars-o-Nasal” (io sono l’inizio e la fine)”
Krishna (A) proclama: “Tra tutti gli alberi, sono l’Ashvattha (l’albero baniano o Fico sacro).” (Bhagavad gita, 10: 26)
L’Imam Ali (A) proclama: “Io sono il Fico sacro e l’Olivo.”
Krishna (A) afferma: “Tra i Veda sono il Sama Veda.” (Bhagavad gita, 10: 22)
L’Imam (A) afferma: “Io conosco i significati nascosti del Corano ed io sono lo specialista dei precedenti Libri rivelati. Io conosco la vera interpretazione del Corano…”
Krishna (A) dichiara: “Discendo di era in era per liberare le persone pie, per annientare i miscredenti e ristabilire i princìpi della religione.” (Bhagavad gita, 4: 8)
L’Imam Ali (A) dichiara: “Io sono l’autorità Divina negata da migliaia di nazioni nel passato che per questo motivo furono colpiti dalla collera di Dio.”
Il sermone al-Bayan non è, comunque, una copia della Bhagavad Gita. Al-Bayan contiene parole di grande saggezza scientifica che non si trovano in nessun passo della Bhagavad Gita.
“Sono in piedi nel cielo dove le anime sono solo in grado di viaggiare, ed io sono il solo in grado di respirare lì.” (Sermone al-Bayan)
Il grande astronomo Giovanni Keplero nella sua opera “Somnium lunae” predisse che gli animali non potevano respirare tra la terra e la luna. Solo nel 20° secolo si accertò che lo spazio non ha ossigeno, e di conseguenza non si può respirare nello spazio. Questo prova scientifica stabilisce sufficientemente l’autenticità del sermone al-Bayan rendendolo autonomo dalla Gita. La Gita non può aver copiato il suo contenuto dal sermone al-Bayan, poiché è più antica.
Alcune persone si sono in modo smisurato e spropositato professate Dio, ma Krishna (A) e Ali (A) negarono di essere Dio. Krishna (A) spiega ad Arjuna nel capitolo 12 che è Saguna Brahman (forma personale); mentre il vero Dio senza forma è Nirguna Brahman.
Il Vedanta Induista distingue tra Saguna Brahman (Dio con attributi personali), che ha forma, e Nirguna Brahman (Dio senza attributi personali), che è senza forma.
Nella metafisica di Ibn ‘Arabi, si ha Dio come Essenza (il Dio trascendente della gnosi ismaelita) e Dio come Divinità (l’Intelletto Universale della gnosi ismaelita).
“Egli è il Primo e l’Ultimo, il Palese e l’Occulto, Egli è l’Onnisciente.” (Corano, 57: 3)
Tuttavia, il Nirguna Brahman (senza forma) non poteva proclamarsi bello, mentre il Saguna Brahman (con la forma) potrebbe essere bello o brutto. L’informe Dio (Nirguna) non può essere descritto come “Lui”, “Lei” o “Esso”, bello o brutto, poiché tutti questi termini implicano forma. L’informe Dio non può essere descritto. Quando Dio si manifesta nella forma vi è la bellezza. Naturalmente, con la creazione della bellezza, la bruttezza appare anche, ma lo scopo di Dio nella creazione è di creare bellezza.
La somiglianza sorprendente di tono e argomento tra la Gita e il Sermone al-Bayan appassionerà i filosofi Indù e Musulmani.
Note
1. Kailash C. Baral è direttore dell’Istituto di lingue straniere a Shillong, Meghalaya, India.
2. Swami Chinmayananda,
Thousand ways to the transcendental – Vishnu Sahasranama,
pag 136, Chinmaya Mission
Publication.
(http://en.wikipedia.org/wiki/Dayananda_Saraswati_(Chinmaya_Mission)
3. Majilan in arabo è
il duale di Mdjil (che significa piscina, lago o lago
ai piedi di una collina). Anche in tutti i dialetti mongoli e turchi Mdjil, Mdjel e Athel servono ancora oggi per indicare il maestoso Volga.
4.
Letteralmente in Urdu “Colui che parla”; il testimone, il dichiarante,
il giudicante, ecc…).
Bibliografia
1.
http://www.guruji.it/bhagavadgita/gita.htm
2.
http://www.harekrsna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=244&Itemid=79
3. The Bhagavad-Gita by Dr. Ramanada Prasad: http://www.gita4free.com/english_completegita.html
4. Kailash C. Baral, Earth Songs ; Stories from Northeast India, pag. 171, Sahitya Akademi, India, 2005.
5. Swami Nithyananda, Love Is Your Very Life:
Discourse on Bhagavad Gita, Chapter – 12.
6. Dinkar Joshi,Yogesh
Patel, Glimpses of Indian Culture, pag. 9.
7. Ayesha
Jalal, Self and sovereignty: individual and community in South Asian Islam
since 1850, pagina 205