La Yoni dell’Islam  

a cura di Penkalai Kâtalikkirên (Tamil Nadu, India). Di fede Islamica, si occupa particolarmente dei rapporti col Tantrismo. È studiosa di letteratura e poesia erotica Tamil.          

                                         

 

 

L’etimologia del nome divino al-Rahmân (il Tutto Misericordioso) è connessa alla parola ‘utero’ (rahim). Esiste un hadîth qudsî (tradizione santa) in cui si afferma che Allah abbia specificamente affermato: “Io sono al-Rahmân. Creai l'utero e dedussi il suo nome dal Mio nome. Sarò connesso a chiunque sia connesso ad esso, e taglierò i ponti da chiunque tagli i ponti da esso.”

Qui, “essere collegato all’utero” ha solitamente il significato di “mantenere i legami familiari” nella società civile. È un’estensione di amare, onorare e voler bene ad una madre, che è il supremo e sociale dovere nell’Islam. Ma in senso metacosmico mi ricorda anche dell’onnicomprendente importanza della Yoni nel Tantra (Yoni = utero).

Il versetto 4:1 del Corano ci ingiunge: “Onorate Dio (Taqû Allah). . . e (onorate) gli uteri (al-arhâm).”1

Chiaro come la luce del sole, Allah ha stabilito rispetto per la Yoni immediatamente dopo Sé stesso. Allah è la Realtà Ultima, l'Assoluto, in cui non c’è nessuna dualità. Al livello successivo pone in primo piano l’Eterno Femminile. Guardando la nota a piè di pagina di questo versetto nella traduzione di A. Yusuf Ali, si evince la sua profonda comprensione dell’esoterismo Tantrico all’interno dell’Islam.

“Fra i misteri più meravigliosi della nostra natura vi è quello del sesso. Il maschio orgoglioso della sua forza fisica, ostinatamente dimentica la parte importantissima che la donna gioca nella sua esistenza autentica, ed in tutte le relazioni sociali che sorgono nella vita umana e sociale. La madre che ci ha infastidito deve avere sempre il nostro rispetto. La moglie, attraverso la quale entriamo a far parte di una famiglia deve avere il nostro rispetto. Il sesso che domina così molto la nostra vita fisica, ed ha così molta influenza sulla nostra più elevata natura emozionale, non merita la nostra paura o il nostro disprezzo, o la nostra divertita indulgenza, ma il nostro rispetto nel più alto senso del termine.”

                           La Yoni è un simbolo sacro della religione Islamica:  

              

Nell’interpretazione tradizionale Islamica del sogno, la vagina di una donna è intesa come la via d'accesso attraverso cui Allah ha ordinato di passare. Il versetto 2:189 del Corano dichiara:— “Perciò entrate in casa dalle porte”.2 La vulva (farj) in Arabo significa “conforto, consolazione, distensione, sollievo (faraj) per chiunque sia disperato.” La vulva è il mihrab (nicchia semicircolare della moschea, corrisponde all’abside di una chiesa) e la qiblah (direzione della Moschea Sacra della Mecca, verso la quale si fa la preghiera). Nel muro di una moschea prospiciente alla Mecca, il mihrab è simile ad una vagina incavata per indicare la direzione della preghiera. Così, nella religione Musulmana tradizionale la Yoni è associata al rito più sacro dell’Islam, la preghiera quotidiana.

Riferimento: vedere il libro “Ta‘tîr al-anâm fî ta‘bîr al-manâm” (L’interpretazione islamica del sogno), testo del 17mo secolo, del sapiente Sufi ‘Abd al-Ghani al-Nabulusi, quinta edizione (Beirut: Dar al-Khayr, 1991), pag. 358-359, per questo simbolismo.


“Esiste ... un semi-religioso gemito (un Musulmano cantando intona)”

tratto da “I Monologhi della Vagina” di Eve Ensler, Marco Tropea editore, Milano, 2000, p. 101.


      Bhagdad

  

Questi giorni, ogni qualvolta vedo le notizie su Baghdad, ho voglia di cambiare la sua posizione della h per farla diventare:

Bhag dad  

il cui significato in lingua Hindi è: "Loda la Yoni!"

 

Le note sono del traduttore:

1: Il Corano tradotto in italiano da Bausani, Bonelli, ecc…  traduce correttamente al-arhâm per viscere, cioè organo interno o utero. Qualche traduzione dà il significato di “legami di sangue”, ma più precisamente i “legami di sangue” sono detti dhû al-arhâm o silât al-arhâm. Taqû in Arabo significa sia temete sia onorate.

2. Qualche traduzione italiana traduce porta al singolare. Ma in questo versetto del Corano è un plurale, porte.