LA SPIRITUALITÀ DELLO YOGA E L'ISLAM

A coloro che proclamano l’unità delle religioni piace portare questo principio più lontano e considerare i fondatori di tutte le religioni delle manifestazioni Divine (avatar; in arabo al-fayd al-muqaddas, la manifestazione di Dio nelle forme).

Identificano le figure di Krishna, Buddha, Cristo, Mohammad, Mosé, e non vedono fondamentali differenze tra loro e i loro insegnamenti. Queste persone sono generalmente influenzate dalla spiritualità dello yoga che percepisce l’unità della Verità dietro tutte le religioni, il cui fine è l’autorealizzazione o l’unione con Dio. Essi vedrebbero una comune esperienza spirituale di yoga dietro tutte le religioni, ed affermano che i fondatori di tutti i più importanti movimenti religiosi furono dei grandi yogi ed autorealizzati saggi, come se la comune esperienza spirituale fosse l'unico modello di religione possibile. 

Essi non fanno distinzione tra le religioni orientate come il Cristianesimo e l'Islam, e le tradizioni religiose ad impronta meditativa come l’Induismo e il Buddhismo – sebbene possano essere molto differenti; ma trascurano le tradizioni religiose non organizzate come quelle nate sul continente Americano o Africano. La differenza tra la spiritualità dello yoga e delle altre religioni dipende dall’errata interpretazione degli insegnamenti dei loro fondatori: originalmente possedevano una linea di condotta mirante alla realizzazione di Dio secondo un modello yogico (il nome Abramo, Ibrahim in arabo, deriva dal verbo quadrilittero arabo baraham. Baraham significa osservare fissamente un oggetto per lungo tempo, immergervi lo sguardo; A.De B. Kazimirski, Dictionnaire Arabe-Francais; si tratta del trataka, un'antica tecnica dell’Hatha Yoga) nel tempo ridotto a dogma, chiesa, sinagoga, tempio, moschea o rituale, smarrendone così la dimensione interiore dell’insegnamento.

La stessa cosa vale per l’Induismo quando cerchiamo di spiegare la differenza tra l’essenza dello yoga scevra dai suoi approcci ritualistici induisti. Ci sono chiaramente fattori comuni tra tutte le religioni, in particolar modo i principi etici necessari per condurre una buona esistenza, sebbene ci siano ugualmente delle differenze. L’esperienza mistica o religiosa ha più tratti in comune, anche se non sia proprio la stessa, le stazioni spirituali differiscono come pure il periodo di crescita spirituale rivela.   

Soprattutto, c'è solamente una Verità verso la quale tutta l'aspirazione spirituale tende. Ciò non significa che tutte le religioni abbiano capito questa Verità allo stesso modo o allo stesso livello, o che i loro fondatori abbiano agito come si pensa.

Enfatizzare la somiglianza tra le religioni piuttosto che le differenze crea dei malintesi che non servono a scoprire la Verità. Noi possiamo dare l'impressione ad ognuno che la sua religione, qualunque essa sia, sia sufficiente, mentre per il pieno sboccio della vita spirituale può essergli necessario superare questo punto di vista. Quest’articolo analizza che alcune religioni ritengano che i loro fondatori – ed in particolare l’Islam n’è forse l'esempio più lampante - non abbiano seguito il modello della spiritualità dello yoga, se ascoltiamo le parole della maggioranza dei loro aderenti. La loro opinione non è che un punto di vista relativo della prospettiva religiosa. 

Il tentativo di dirigere la totalità delle religioni e tutte le forme di misticismo verso la spiritualità dello yoga è intellettualmente inesatto, né tocca la sensibilità di queste stesse religioni, né interessa i loro studi. Questo è generalmente il punto di vista di coloro che non intravedono nessun nesso tra la religione e lo yoga. Al contrario, chi è orientato verso l’unità delle tradizioni intravede un tipo di spiritualità yogica negli insegnamenti di tutte le religioni, anche se la gran maggioranza di quelli che seguono queste religioni – inclusi i leader e i mistici sorti al loro interno - non accettano i principi e le pratiche dello yoga.

Ci sono evidentemente altri modelli di religione oltre alla spiritualità dello yoga e vari insegnamenti religiosi nel mondo. Molte religioni non enfatizzano il tipo di purezza del corpo e della mente dello yoga, non insegnano la meditazione dello yoga, né hanno come fine la liberazione dal ciclo delle rinascite (“eppur sapete quel che accadde a coloro di voi che disobbedirono violando il sabato e ai quali dicemmo: Siate scimmie spregevoli!” «Corano, 2:65»; “coloro che Dio ha maledetto, coi quali s’è adirato, che ha trasformato in scimmie ed in porci…” «Corano, 5:60») e la realizzazione dell’unità con Dio. Non sono le guide dei non violenti o dei meditanti, ma sono le guide degli attivisti dalle militanti disposizioni. Non enfatizzano uno yoga interno - come ricerca, ma promuovono azioni esterne, persino la guerra per diffondere la loro fede.

Non c’è ragione di insistere sul fatto che qualcuno tra i fondatori delle diverse religioni possa non aver avuto la stessa visione spirituale dei loro attuali proponenti e rappresentanti. Se il modello yogico di spiritualità non è l’unico approccio, non è completamente valido, o se qualche religione è incompleta, dipende evidentemente dalla mancata considerazione dell’universalità dei principi spirituali dello yoga.

Pretendere che tutte le religioni derivino, almeno originalmente, da un modello di spiritualità yogica e perciò siano tutte ugualmente vere e debbano condurre alla stessa meta, sebbene non lo riconoscano nei loro propositi, non è necessario che sia scrutinato. È altresì ingiusto affermare che la spiritualità dello yoga e delle altre religioni sia sostanzialmente la stessa cosa o sia stata mal interpretata.