LA LETTERA ARABA NUN, IL VERO CORANO E LA UPAVISTHA KONASANA

 

“Io sono il Grande Dio che si creò,

anche Nu compose i suoi nomi

per avere le qualità Divine tra la Compagnia degli Dei.”

Pert em Hru

Capitolo 17: 9-10

 

Il Pert em Hru è la più antica Scrittura sacra del mondo. Il Pert em Hru è un compendio di scienza Egizia e condensa una saggezza millenaria precedente alla sua stesura.

Il Pert è popolarmente, ma in modo errato noto come il Libro Egizio dei Morti, perché i tombaroli Arabi chiamarono le copie trovate “kitaabi-m-mayyit” (libri dei morti). Oggi, alcuni cadaveri vengono sepolti insieme alla Bibbia, mentre gli antichi Egizi spesso erano sepolti con i rotoli del Pert em Hru.

Il titolo tradotto correttamente è “Uscire alla Luce del Giorno,” “Venire Fuori Sveglio” o “Diventare Sveglio”.

Il suddetto passo indica che gli Egizi erano effettivamente monoteisti. Gli Dei non erano altro che “nomi” (attributi di Nu. Tale principio fu mutuato dai Musulmani che considerano i 99 nomi di Allah, attributi del Dio Unico, e non separate Divinità esistenti indipendentemente).

Epistemologia dei concetti religiosi

Quando la chimica ha approfondito gli antichi esperimenti alchimici, dalla relatività emersero e si svilupparono sia la fisica Newtoniana sia la meccanica quantistica; così, anche i principi e i concetti religiosi hanno radici epistemologiche.

L’opinione pubblica ammette volentieri che la democrazia sia stata un processo sviluppatosi dalla Magna Carta, dalla Rivoluzione Francese, dal Senato Romano e dalla Repubblica Greca; essa pensa che la religione si sia spinta nell’assoluto isolamento.

Non fu così. La maggior parte dei principi religiosi furono adottati dagli Africani, mentre Socrate, Platone e Aristotele appresero la filosofia, la saggezza e la democrazia.

La maggior parte degli Occidentali sarebbe scioccata di scoprire che la democrazia fu la forma di governo comunemente applicata in quasi tutta l’Africa per migliaia di anni prima dei Greci, quando questi ultimi erano ancora dei barbari, ma quest’argomento lo affronteremo un’altra volta.

La Rivelazione Divina

Si presume che le idee religiose Occidentali giunsero solo con la rivelazione divina, e quindi nessun collegamento con le radici di quei concetti è riconosciuto.

All’origine di tali presupposti v’è un malinteso completo circa la rivelazione divina e il suo funzionamento.

Le Scuole misteriche Egizie

La mitologia Egizia (simbolicamente scritta scienza, storia e cosmologia) afferma che Ausar (Osiride) viaggiò in tutto il mondo civilizzando l’umanità per farla uscire dalla selvaggitudine.

Che lo storico Osiride abbia fatto un simile viaggio o meno è irrilevante, ma non c’è dubbio che i sacerdoti Osiridei fondarono le Scuole Misteriche (Università) in tutto il mondo conosciuto, e forse anche nelle Americhe.

In questo modo la cultura Egizia si diffuse nel mondo.

Ai più alti livelli di formazione, gli studenti riuscivano a fermare il pensiero facendo discendere la conoscenza dalle regioni più alte (“celesti”) dell’inconscio, da quella particella spirituale che gli Egizi chiamano il Khu (il Chiah nel sistema Cabalistico).

La capacità di ottenere la conoscenza dall’Onnisciente, dalla divinità immanente fu chiamata “saggezza” (intuizione). Essa fornisce la conoscenza diretta e non prevede l’apprendimento attraverso il pensiero simbolico.

La parola rivelazione in Arabo è detta tanzil, il cui significato è “qualcosa inviato giù.” Essa (l’intuizione) scende perché proviene dagli stati elevati dell’inconscio.

Quando la facoltà Khu è completamente coltivata, l’iniziato diventa un profeta, un saggio o un veggente ed è ammesso (lui o lei) nell’Ordine o nella Fratellanza dei Profeti.

I saggi Egizi acconsentirono che la loro conoscenza discese da Tehuti (Thot), la personificazione stessa della saggezza, della scienza, della medicina, dell’arte e della matematica.

Il repertorio della saggezza (Chokmah) non è uguale. La maggior parte dei Profeti Mediorientali ricevette la rivelazione solo da Gabriele, cioè al livello della trance medianica presieduta dalla dea Iside (9° sfera dell’Albero della Vita).

I saggi Greci erano orgogliosi di avere la saggezza di Hermes (8° sfera dell’Albero della Vita).

“Dì: Chi è nemico di Gabriele, che con il permesso di Allah lo ha fatto scendere nel tuo cuore.” (Corano, 2: 97)

Il compito dei Profeti non Egizi iniziati nelle scuole misteriche Egizie fu di adattare o di interpretare questi principi per la gente delle loro terre.

I Profeti non Egizi furono innalzati al livello della profezia.

La conoscenza Egizia pervade tutti i sistemi spirituali del mondo; così, il centro della conoscenza religiosa seppur si sia distorto nel tempo rimane Egizio.

I Profeti Semitici non impararono dal nulla, essi appresero dagli Egizi o da persone che studiarono con gli Egizi.

Uno studio approfondito circa le credenze, i costumi e le cerimonie moderne rivela la loro origine Egizia, Dravidica, Sumera o Babilonese, giacché si scorgono consuetudini e parallelismi:

La Pasqua e il Pesach

L’equinozio di primavera e la Pasqua

Il solstizio d’inverno e il Natale

Il Libro dei Proverbi e le massime di Ptahhotep (sull’influenza Egizia sui Proverbi leggere: Mario Cimosa, Proverbi, pag. 69-70, Paoline Editoriale Libri)

Il battesimo cristiano, il battesimo Egizio e il battesimo iniziatico Vudù

Lo Shalom Ebraico, il Salaam Arabo e l’Hetep Egizio

La Vergine Madre Maria (A) e la Vergine Iside (A)

“Del bestiame vi diede otto coppie” (Corano, 39: 6), otto divinità da Nut

Adamo (A) impose i nomi a tutti gli animali (Genesi, 2: 19-20) e Atem (denominato anche Tem, Temu, Tum e Atum) attribuì i nomi agli animali

La resurrezione di Gesù (A) e la resurrezione di Horus e Osiride

Gesù (A) e Horus camminano sulle acque

La Gehanna e Tuat Egizia (gli inferi)

Il divieto di mangiare il maiale è associato a Seth, perché questa divinità maligna, assassino del fratello Osiride, incarnava il porco

Nella Genesi il serpente è il diavolo perché Apopi avversario di Ra era un serpente cobra

Satana era il demone Seth in Egitto

La circoncisione era un’usanza Egizia, poi Ebraica e Musulmana

Il pellegrinaggio (hajj) è di origine Etiope

Ci sono altri innumerevoli esempi come l’Eucaristia.

Per capire, quindi, le idee spirituali dobbiamo collegarle alle loro radici epistemologiche.

La comprensione della lettera Araba Nun richiede uno studio del Dio Egizio Nun e della sua divina moglie Nunet, noti anche come Nu e Nut.

Quando il Pert em Hru fu compilato Amen (pronunciato anche Amun, Ammon, ecc...) non era ancora considerato un Dio Egizio. Amen fu importato in Egitto dall’Etiopia. La posizione di Amen era ricoperta da Nu. Nu era, metaforicamente, una distesa infinita d’acqua; mentre l’acqua indicata dalle linee ondulate del geroglifico di Nu significa energia.

Nu fu l’energia infinita. La sua polarità opposta, la dea Nut, simboleggia la materia infinita. Così, Nu/Nut rappresenta l’energia e la materia indifferenziata.

Quell’uniforme “pre-Big Bang” stato dell’Essere (e di coscienza) era composto di otto caratteristiche fondamentali:

Nu (Nun) Nut (Nunet)

Hehu Hehut

Kerh Kerhet

Kekui Kekuit

Nu (l’energia infinita) è in coppia con Nut (materia infinita). Sebbene fossero fuse, costituirono la base per le future e famose polarità di Yin e Yang nella filosofia Cinese Taoista.

Hehu (l’infinito temporale) è in coppia con Hehut (l’infinito spaziale). Kerh (le tenebre o la notte) è in coppia con Kerhet (il caos o la confusione) e Kekui (l’inerzia) è in coppia con Kekuit (la quiete).

Gli 8 attributi, forze o “divinità” hanno formato il modello spirituale per tutti i fenomeni distinti: gli 8 filamenti di DNA, le 8 fasi lunari, gli 8 bit che formano il byte, il sistema numerico ottale, gli otto circuiti cerebrali, gli 8 chakra, le 8 direzioni solari e gli 8 Trigrammi dell’I Ching.

Gli oracoli: i computer Spirituali.

Gli oracoli sono basati sul numero 8 e sono solitamente fattori di 8.

L’oracolo I Ching (il Libro dei Mutamenti) ha 64 (8 x 8) esagrammi. Gli Arcani Minori dei Tarocchi (essendo strutturati sull’Albero della Vita) hanno 56 (7 x 8) dichiarazioni o carte.

Nun (Nu) avendo 8 caratteristiche, è la base o gli oracoli.

Un oracolo è un computer spirituale che prevede il probabile risultato di un qualsiasi evento o impresa in base allo stato attuale del proprio spirito.

“Questa è una delle notizie del mondo invisibile che noi ti riveliamo, perché tu non stavi con loro quando consultavano gli Oracoli per decidere chi si sarebbe preso cura di Maria, non eri con loro quando disputavano l’un l’altro.” (Corano, 3: 44)

Ho tradotto nel suddetto versetto la parola “aqlâm” in Oracoli, diversamente da altre traduzioni che utilizzano i termini “canne” o “calami.”

Gli Oracoli sono citati nella Bibbia e nel Corano. Tutte le società antiche avevano i loro sistemi Oracolari. C’era il famoso oracolo Greco di Delfi e gli Ebrei utilizzavano degli oracoli detti Urim e Thummin.

Dato che poche persone raggiungono il livello di saggio o di “oracolo vivente”, gli antichi saggi fornirono a ognuno i modi per accedere alla facoltà di saggezza, per avere successo nella vita e per imparare dalla facoltà onnisciente, arcana e occultata nell’uomo e nella donna.

Gli oracoli consentono quell’accesso.

L’oracolo che uso maggiormente è detto Metu Neter. Fu reintrodotto da Ra Un Nefer Amen che dichiarò di averlo recuperato dal Registro Akashico.

Ho scoperto che l’oracolo è sorprendentemente esatto.

La prima volta che usai l’oracolo chiesi qual era lo scopo della mia vita. La risposta che ottenni fu Maat Hetep (maat hetep significa un cuore compassionevole porta ricchezza e successo). Verificai che questa risposta mi era già nota.

Maat corrisponde a Giove e riguarda la spiritualità, la legge, i tribunali e la filosofia.

Nel mio tema natale, Giove è nella terza casa (comunicazioni) e governa la decima casa (carriera).

Credo che la decima casa mostri lo scopo della vita.

Così, la carta Maat Hetep verificò che dovevo comunicare (terza casa) la comprensione spirituale (Giove) in modo efficace e pratico (Giove in Toro).

Giacché nella mia dodicesima casa il Sole è in quadratura con Giove, sapevo che il mio lavoro e le mie parole erano in opposizione all’autorità governativa (Sole) e sarebbero state gestite segretamente e in modo subdolo (dodicesima casa). L’opposizione riflette esternamente la mia tendenza interiore di mostrarmi un estremista radicale (Sole in Acquario). Dovevo sviluppare la mia capacità di comunicare sensibilmente (Giove), in questo modo la paura e la rabbia del governo si sarebbero notevolmente ridotte.

Qalâm (plurale, aqlâm) in origine significava “piuma”, giacché le piume furono utilizzate per scrivere, poi il termine fu utilizzato per “penna.”

Come una piuma scrive delle parole ordinarie, gli oracoli creano dei vocaboli divini (Metut Neter).

Gli uccelli volano e simboleggiano le regioni spirituali. L’ala fornisce la forza di volare, così le ali a volte rappresentano il pranayama.

Il pranayama (controllo del respiro) altera gli stati di coscienza permettendo la lettura di ciò che Dio ha “scritto”, così la piuma (simbolo di Maat, moglie di Toth o Tehuti) simboleggiò gli oracoli.

“E se sulla terra ogni albero fosse un oracolo e il mare e altri sette mari ancora [fossero inchiostro], non si esaurirebbero le Lettere di Allah. In verità Allah è eccelso, saggio.” (Corano, 31: 27)

Gli alberi si riferiscono ai vari Alberi della Vita nelle differenti culture. Le Lettere sono i poteri del suono, i mantra.

“Salmodia in nome del tuo Signore, che ha creato. Ha creato l’uomo da una cosa aggiunta! Salmodia! Ché il Signore è il Generosissimo, Colui che ha insegnato con l’Oracolo, ha insegnato all’uomo ciò che non sapeva.” (Corano, 96: 1-5)

I suddetti versi furono le prime rivelazioni Coraniche. Purtroppo, dopo la morte del Profeta Muhammad (S), il Corano è stato risistemato. Ora, quel processo delizioso è gravemente danneggiato.

La Surah 1, “Al-Fatihat,” (L’Aprente) è in verità la Surah 5. Il suo vero titolo è Al-Hamd (La lode).

Gli Arabi hanno usato la mannaia sul Corano dopo la morte di Muhammad (S).

La vera Surah 114 è al momento la 110, ma solo parzialmente. Il versetto finale fu tagliato dall’ultima Surah, e inspiegabilmente inserito nella Surah 5 al versetto 3.

Gli Arabi non otterranno giustizia finché non riabiliteranno il giusto Islam, e l’Islam non avrà ragione finché il vero Corano non sarà ripristinato.

http://www.al-islam.org/encyclopedia/chapter8/4.html (È la posizione sciita sul Corano compilato dall’Imam Ali, la pace sia su di Lui) E ancora: http://www.al-islam.org/protection/3.htm

 

Un hadith sunnita dichiara: “Eravamo abituati a recitare una sura che assomigliava in lunghezza e rigore alla (surah) Bara’at ... E abbiamo usato per recitare una sura che rassomigliava a una delle sure di Musabbihat, e l’ho dimenticata.” Il Libro di Zakat (Kitab Al-Zakat) di Sahih Muslim, hadith numero 2286. *Al-Bara'at, l’Immunità è la nona surah del Corano detta anche at-Tawba. Le sure di Musabbihat iniziano col verbo sabbaha, e nelle sue varianti yusabbihu e sabbih. Esistono molte altre fonti sunnite.

 

Ne citiamo una. La questione si aggrava quando ci rendiamo conto che il testo di Uthman omise diversi capitoli e versetti inclusi in altri testi. Jalaluddin Suyuti, sapiente e giurista sunnita Shafi’ita, riporta che Aisha disse: “Al tempo del Profeta (S) 200 versi della Surah al-Ahzab [la numero 33] erano recitati, ma Uthman durante la compilazione collezionò solo quelli esistenti…(continua)… Ubay b. Kabb a riguardo della Surah al-Ahzab disse: “Un tempo aveva un numero di versetti come la Surah al-Baqara e includeva il versetto sulla lapidazione che solitamente recitavamo.” (Suyuti, nel “Al-Itqan fi ulum al-Qur'an”, pagina 13 del Capitolo sul Nasikh wa mansukh)

 

Il testo “Al-Itqan fi ulum al-Qur'an” è on-line:

 

https://archive.org/stream/AlItqanFiUlumAlQuran/AlItqanFiUlumAlQuran-SuyutiEnglish_djvu.txt  

 

Nel Corano è detto: “Alcuni dei Giudei storpiano le parole della Scrittura.” (Corano, 4: 46)

 

 

La carta della Morte dei Tarocchi si accorda col Nun. Questa carta è attribuita allo Scorpione. Così il principio di Nun, al pari dello Scorpione, è la trasformazione.

Lo Scorpione governa il segno 8, e questa casa è associata al sesso, alla morte e alla trasformazione.

Scritturalmente, la “morte” significa spesso iniziazione.

 “E non dite che sono morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Allah, ché invece sono vivi e non ve ne accorgete.” (Corano, 2: 154)

Alla maniera dello Scorpione, gli iniziati spirituali veri sono spesso clandestini, operano in segreto, ma sono intorno a noi, seppur “non li vedete.”

Sesso e morte sono così intimamente legati che i Francesi chiamano l’orgasmo “la piccola morte”.

Dato che il sesso generalmente si traduce in eiaculazione, il sesso porta alla morte.

Metaforicamente la morte (iniziazione) porta alla padronanza sessuale, quindi all’immortalità potenziale.

“Lascia che i morti (iniziati) seppelliscano (fisicamente) i loro morti” (Luca, 9: 60)

Il sesso è un’energia trasformativa. L’iniziato sfrutta quella forza potente per trasformarsi in un’incarnazione (santuario) particolare dell’aspetto Divino.

I simboli dello Scorpione sono lo scorpione, la colomba, il serpente, l’aquila, il ragno e il falco (o falcone).

Nella Genesi, il serpente in posizione verticale è un simbolo sottilmente mascherato del pene eretto. Esso eccita (“tenta”) la donna, Eva.

Eva significa “respiro” e rappresenta la forza vitale. http://it.wikipedia.org/wiki/Eva_(nome)

Il serpente le comunica che non morirà se mangia dall’albero. Al contrario, i suoi occhi si apriranno e diverrà come gli Elohim (gli Dei).

L’albero è una nozione della polarità positiva e negativa (“il bene e il male”).

Nella filosofia Taoista, il Ching è l’energia sessuale. L’I Ching, il Libro delle trasformazioni, si riferisce alla forza sessuale.

La forza vitale (Chi, Ra, Kundalini) è per sua natura sessuale (elettromagnetica). Tutti gli oracoli funzionano insieme alla forza vitale.

I 64 esagrammi dell’I Ching sono i più completi oracoli esistenti.

Le 64 lezioni della “Lost Found” Nazione dell’Islam includono una replica dell’Oracolo dell’I Ching, sebbene i membri della Nazione dell’Islam siano adesso ignari della funzione oracolare della Lezione.

Nûn. Per l'Oracolo e ciò che scrivono!” (Corano, 68: 1-2)

I commentatori Musulmani considerano la Surah 68 la seconda surah del Corano rivelata alla Mecca.

È interessante che le prime due rivelazioni di Muhammad (S) citino gli oracoli.

La Lettera Nun è, infatti, un codice spirituale oracolare. Nu/Nun è il più elevato oracolo.

Per gli Egizi Nun significava l’acqua, per gli Ebrei significa “pesce.”

Nu rappresenta il più alto stato di coscienza raggiunto attraverso la meditazione. Non c’è nessun pensiero o oggettivazione al livello di Nu (Samadhi/Nirvana), e gli Egizi si riferirono alla coscienza come Atem (nessuna cosa).

L’Essere a quel livello ontologico è indifferenziato, ed è perciò Amen (Nascosto).

La mente Amen/Nu non è in movimento (Nirvana) perché niente esiste eccetto la coscienza dell’essere cosciente.

Quello stato originale incondizionato e indifferenziato costituisce la causa fondamentale di tutti gli obiettivi e fenomeni nel mondo. È il Grande Vuoto o il Wu Chi del Taoismo ed è il Samadhi dello Yoga. Nel Buddismo Tibetano è detto Non nato.

La forza di volontà (Hu o Huwa è un nome di Dio nel Sufismo) al livello dell’Amen è totalmente fusa con la coscienza (Samad-Samadhi).

“Dì: Huwa! Allah è Unico, Allah è il Samad (Samadhi), non ha generato, non è stato generato, e nessuno è eguale a Lui.” (Corano, 112: 1-4)

La coscienza e la condizione di Samad è l’unica Realtà. È eterna e assoluta. Non si tratta solamente di una condizione remota, è l’unico Essere energetico che continuamente, in ogni istante, fornisce l’energia subatomica/materia, essendo la vera sostanza della creazione, e anche del pensiero.

La gente ritiene erroneamente che la personalità, il complesso emozionale, abitudinario e la fisicità, sia il vero sé.

La vera spiritualità riconosce quel Sé effimero, transitorio, fittizio e inferiore. Il Vero Sé è l’Atman, l’Amen, l’Ausar, il Brahman o Allah.

“Chi presenta il volto ad Allah e fa il bene, avrà la sua ricompensa presso il Signore, né lo coglierà tristezza o paura.” (Corano, 2: 112)

In astrologia, le parti di un essere includono la Personalità (il Segno Sorgente), il corpo Emozionale (la Luna) e l’Identità (il Sole).

Il Sole indica il Sé. L’Ascendente (il Segno Sorgente) e la Luna appartengono al Sé inferiore, il falso Sé che ci inganna quando pensiamo al vero Sé. Così, la carta dei Tarocchi della Luna denota “l’inganno, i nemici nascosti.”

La personalità appartiene alla persona, è la sua maschera. Nel teatro Greco gli attori portavano maschere. In latino, la parola persona (personae) indicava la maschera che portavano gli attori del teatro. Nella vita indossiamo questa maschera e la confondiamo col nostro Vero Sé, il nostro Ba o Atman. Le maschere sono talmente incollate ai nostri esseri che quando incontriamo la tomba non sappiamo chi siamo realmente.

Al livello Amen/Nu ci spogliamo di tutte le personae (maschere) e vediamo noi stessi e gli altri “nudi senza vergognarcene”.

L’iniziato deve presentare il suo Volto, la sua personalità inferiore e condizionata (jiva) alla parte dell’Essere Superiore (Allah).

I Musulmani pensano che debbano presentare le loro volontà ad Allah. Tale nozione deriva da una traduzione errata dei suddetti versi.

Per esempio, Maulana Muhammad ‘Ali traduce i versi di cui sopra: “chiunque si sottomette...” (Corano, 2: 112)

Il Sé è l’Atman; tuttavia la parola Araba del verso è wajh (faccia, volto).

Quando un iniziato raggiunge il piano di sviluppo di Ba, può mettere e togliere volti a volontà. Questa è la Grande Liberazione della tradizione spirituale.

Supponiamo che tu sia una donna con l’ascendente in Bilancia. Sai naturalmente occuparti e risolvere i problemi che sono in accordo con la natura della Bilancia. Sei affascinante, socievole, attraente e armonizzi qualsiasi ambiente.

Tra i regali che la Bilancia ti concede, vi è anche l’imprigionamento. Siete agganciati ai metodi operativi della Bilancia, ma la vita vi arrecherà problemi che non hanno nulla in comune con la Bilancia.

La liberazione comporta l’assunzione naturale del personaggio appropriato per l’occasione, rendendosi conto che il vostro vero Sé non cambia, non cambierà e non può cambiare.

La dolce Bilancia può trovarsi trascinata in una situazione di belligeranza. Le sue doti artistiche e socializzanti non sono in grado di tenerla in vita sul campo di battaglia. Ha bisogno un po’ di Ariete e di Marte, poiché entrambi si occupano della natura orribile della guerra.

Un iniziato può cantillare “Aung Hring,” l’heka di Marte, per trasformarsi istantaneamente in Herukhuti (anche chiamato Heru-Behutet), l’archetipo (“il Dio”) della guerra. O si potrebbero evocare (“chiamare vicino”) le caratteristiche latenti di Neith o Inanna (il guerriero femminile) dentro di sé.

Siamo diventati molto attaccati alla nostra persona, perché non capiamo che siamo nati con certi tratti riguardanti una fase del nostro sviluppo. “Ha creato l’uomo da una cosa aggiunta.” (Corano, 96: 2)

Infine, abbiamo la scelta di sacrificare la nostra natura animale interiore per abbattere i nostri idoli attuali.

Un versetto del Corano dichiara che tutto perirà eccetto il Volto di Allah [“E solo resta il Volto del Signore” (Corano, 55: 27)]. L’unico Volto vero (la personalità) è Dio.

Gli oracoli narrano quale faccia divina è coinvolta in una particolare impresa e, qual è la latente.

Il Dio Min

Min è l’archetipo Egizio della potenza sessuale maschile. La sua icona lo mostra in piedi sopra un pilastro mentre si masturba in cima a una colonna con la mano sinistra, la mano che rispedisce l’energia verso l’interno.

Così Min rappresenta la ritenzione del seme. A-min (Amen, Amon, o Nu) è la più elevata formazione del principio e della pratica di Min.

Perciò, vediamo adesso la connessione tra Nu, lo Scorpione e la casa VIII del sesso.

La sessualità dello Scorpione non è per niente esteriore. Naturalmente, oggi molti Scorpioni sono oltremodo sessuali e, non conoscendo il tantra, “lo fanno” quasi incessantemente.

Ma la forza sessuale dello Scorpione è veramente nascosta in profondità. Significa che bisogna rindirizzarla nel corpo, realizzando così l’immortalità, la trasformazione e la rigenerazione.

Il Pert parla con orgoglio dell’Anziano sempre giovane che si rinnova ogni giorno.

La padronanza di conservare il seme (Mim) è un attributo rilevante per diventare “l’Ausar.”

Il geroglifico di Amen è un ripiano per la macellazione dell’ariete. Esso simboleggia il sacrificio (la sublimazione) dello stimolo eiaculatorio.

Attraverso la perfezione di quest’arte è possibile diventare Osiride e accedere alla mente divina (Tahuti, l’autore di tutti gli oracoli).

Col tempo si diventa un oracolo vivente (un profeta).

“Il celibato” tra i profeti

La parola “peccato” deriva da un vocabolo Sumero che significa “sciupare lo sperma.”

Nell’uomo, le cellule spermatiche sono simili a un piccolo Chi contenuto nelle batterie. Maggiore è il numero delle batterie, maggiore sarà la potenza di Chi disponibile.

Gli uomini perdono il potere del Chi attraverso l’eiaculazione. Le donne lo perdono attraverso le mestruazioni.

I maestri imparano a godere del sesso forte, sperimentano il corpo intero e gli orgasmi maschili multipli senza eiaculare. Alcuni maestri furono chiamati “casti” e “celibi” nelle Scritture.

“Il monachesimo lo innovarono loro (e non fummo noi a prescriverlo) per ricercare il compiacimento di Allah. Ma non lo osservarono come avrebbero dovuto.” (Corano, 57: 27)

Il “celibato” dei sacerdoti Cattolici e altri tipi di asessualità sono creazioni umane, non sono prescrizioni Divine. I sacerdoti furono invitati a ricercare il piacere di Dio (trance estatica), ma essi negarono ogni attività sessuale. “Essi non lo osservano col dovuto rispetto.”

L’innovazione Cattolica sta lacerando al momento la Chiesa, mentre emerge la segretezza sessuale di alcuni sacerdoti.

 “Allah vi dà una buona novella di Giovanni, che confermerà una parola venuta da Allah, e onorevole e casto, e profeta che riconcilia” [Salihin]. (Corano, 3: 39)

Giovanni Battista è qui chiamato hasur (“casto”, in mancanza di una parola più precisa). Significa che ha conseguito la padronanza della ritenzione spermatica divenendo in tal modo un veggente (profeta).

Le donne iniziate che raggiungono la padronanza della forza sessuale femminile sono anche considerate “caste”.

“E avranno con loro fanciulle caste, bellissime d’occhi, come bianche uova protette.” (Corano, 37: 48-49)

L’espressione “uova protette” allude alla soppressione mestruale delle iniziate al sesso. Gli “occhi bellissimi” si riferiscono agli effetti della coltivazione sessuale sull’occhio fisico e al risveglio del Terzo Occhio (facoltà psichiche).

La perfezione di questo processo trasforma le maestre (donne) in una “vergine.”

La “Vergine” nel codice scritturale non ha nulla a che fare col rapporto sessuale. Indica la perfezione di immagazzinare gli ovuli (cellula uovo) nel corpo per moltiplicare il potere del Chi.

Così, abbiamo il concetto di Vergine Maria (A) e di Vergine Iside (A), le quali avevano una vita sessuale attiva pur essendo eternamente vergini.

I profani ignoranti, accusano le iniziate di prostituzione, perché non comprendono la spiritualità sublime di tali sacerdotesse e la loro benedizione sessuale.

“In verità coloro che per ignoranza calunniano le donne oneste, incaute ma credenti, saran maledetti in questo mondo e nell’altro e toccherà loro castigo tremendo.” (Corano, 24: 23)

Maria (A) fu accusata di fornicazione e di essere una puttana dalla “maggioranza morale” e ignorante del suo tempo.

“È Allah invece che ha sigillato i loro cuori... per via della loro miscredenza e perché dissero contro Maria calunnia immensa.” (Corano, 4: 156)

“O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio, né tua madre una prostituta.” (Corano, 19: 28)

Proprio come la ritenzione spermatica maschile comporta la padronanza della respirazione testicolare, il dominio della sfera sessuale femminile è collegato alla respirazione ovarico/vaginale.

“E Maria, figlia di Amran, che conservò la sua vulva. Insufflammo in essa il Nostro Spirito, e che credette (salmodiando) alle parole del suo Signore, e nei Suoi Libri, e fu una delle donne devote.” (Corano, 66: 12)

Il Nun o l’Oracolo risponde alla forza vitale (forza sessuale o libido) nelle persone. Il mescolamento delle carte o il lancio dei sassi determina dei piccoli cambiamenti nel nostro sistema nervoso che apporteranno e mostreranno la dichiarazione dell’Oracolo.

Un passo del Pert em Hru dichiara: “Non ho avuto nessun rapporto sessuale con una donna.” Un altro afferma: “Non ho giaciuto con gli uomini.”

Quindi, con chi ha fatto sesso l’iniziato?

Ha fatto sesso con Iside, Nefti, Hathor, Diana e Kali.

In altre parole, l’iniziato immagina sua moglie come la manifestazione della Dea, ed è con la Dea che si unisce.

La donna immagina il marito come Ra, Osiride, Heru, Krishna, ecc… Si unisce col Dio.

Ecco perché molti Re Egizi rivendicarono la figliolanza di Ra e non di un qualsiasi mortale.

La postura yogica del Nun è la Upavistha Konasana.

Kalimaat: le Lettere Oracolari

Le dichiarazioni dell’oracolo di Ifa nella religione Yoruba furono chiamate Odu (lettere).

In molti punti del Corano le lettere oracolari della parola kalimaat comunicano il suo significato occulto.

“Adamo ricevette parole dal suo Signore.” (Corano, 2: 37)

Adamo (A) qui rappresenta l’Atman o la divinità interiore, quel livello di coscienza “caduto” e “dimenticato.” Cadde da uno stato spirituale in un centro illusorio e materiale di coscienza dimenticando la saggezza universale che ogni vita ha immagazzinato all’interno.

Questa “discesa” si riferisce all’umanità, sia collettivamente sia in modo individuale. Ogni vita simbolizza tutte le cose conosciute che poi sono dimenticate.

Quando ad Adamo (A) furono insegnate le lettere oracolari (kalimaat) [“insegnò ad Adamo i nomi di tutte le cose” (Corano, 2: 31)] gli fu mostrata misericordia; in tal modo, accedette alla sapienza divina immagazzinata nel suo subconscio (Ausar sul fondo del Nilo) nonostante la sua ridotta capacità mentale.

Il suddetto versetto del Corano (66: 12) sostiene che Maria (A) credette sinceramente alle lettere (cantillandole) del Suo Signore. Per mezzo di dichiarazioni oracolari, Maria divenne maa kheru (vera di parola), cioè, imparò a usare efficacemente le parole di potere.

Le lettere oracolari forniscono anche le parole di potere e le lettere mantriche che sono espressioni o modalità energetiche di particolari chakra.

La lettera Tam (“T” o Ta in Arabo) è una “lettera petalo” dell’anahata chakra (cuore). La lettura di un oracolo del Metu Neter riguardante la salute che è riportata nella carta di Heru o Horus (Sole/cuore) includerebbe anche la lettera Tam. Si potrebbe, pertanto, cantillare “Om Tam Hrim”, indossando o visualizzando il colore giallo per attivare le forze curative.

Maria (A) occupa la posizione di Iside (A) nelle tradizioni Semitiche di saggezza. Similmente a Maria (A), Iside (A) fu anche accusata di essere una puttana.

Per la sfida al trono d’Egitto, Set accusò Heru (Horus) di nascita illegittima giacché Ausar morì prima del suo concepimento.

Maria (A) rappresenta il livello ricettivo della mente subconscia e gli stati di trance medianica.

L’obiettivo del meditante è di collocare e di radicare all’immagine e alla lettera (mantra) un’istruzione oracolare nello stato ricettivo (stato alfa) affinché crescano all’interno del subconscio.

Le lettere dei Tarocchi

Ogni carta degli arcani dei tarocchi fornisce una delle 22 lettere Ebraiche (kalimaat) utilizzabili come un mantra.

Il mantra (e l’immagine associata) infine rivelerà e scaricherà le informazioni che forse non potevano essere ottenute facilmente con mezzi ordinari. Questa conoscenza scaricata è la “rivelazione”.

Il Nun come abbiamo visto corrisponde alla carta della Morte.

Utilizzando l’oracolo dei tarocchi, si ottiene una maggiore conoscenza (avendo ricevuto la carta della Morte in lettura) visualizzando e cantillando la carta del Nun.

Ma c’è di più. Lo Scorpione è il segno astrologico della carta della Morte, mentre Marte è il pianeta governatore dello Scorpione. Un meditante, perciò, potrebbe visualizzare la carta della Morte e cantillare l’heka di Marte includendo la lettera Nun nella seguente litania: “Aung Hlring Nun Hrah.”

Gesù (A): un Oracolo Vivente

Quando il centro coscienziale di una persona è al livello spirituale del Khu (Chiah), questa persona diventa un profeta o un oracolo vivente. Un tale individuo non consulta gli oracoli esterni, e gli altri lo (o la) consultano come guida divina.

Infatti, nel Nuovo Testamento, una donna animata proclamava che Gesù (A) “mi ha detto tutto quello che ho fatto” (Giovanni, 4: 29). Era un Oracolo vivente.

“Ché il Messia Gesù, figlio di Maria non è altro che il Messaggero di Allah, il Suo Oracolo [Kalimaat] che Egli depose in Maria, e uno spirito [Ruh] da Lui esalato.” (Corano, 4: 171)

Il termine Kalimaat può anche essere tradotto “parola”. Il Nuovo Testamento si riferisce a Gesù (A) come “la parola”, che significa “l’oracolo (vivente).”

Quando il mantra e l’immagine sono condotti allo stato meditativo (Maria/Iside), una nuova coscienza (Gesù/Horus) nasce come “padre divino” (il seme o il mantra che è l’essenza condensata di Dio).

Il manifestarsi di quella nuova coscienza comporta il suo nutrimento (la Madonna col bambino al seno) fino al raggiungimento della maturità. A quel punto, la nuova intelligenza (Ruh + spirito che è uguale al Ruach Ebraico o all’intelletto) può riferirsi “all’opera di mio padre”: «l’opera del Padre e l’opera del Figlio sono sempre simultanee: Il Padre mio opera sempre, e anch’Io opero» (Giovanni 5: 17). Si tratta di agire nel mondo secondo la natura del mantra che l’ha creata.

Il Pesce Nun

In Ebraico Nun significa “pesce.” Nell’Ordine Nazareno Esseno, l’iniziato fu chiamato pesce.

Simile a un iniziato affronta la morte (la carta della Morte) del vecchio personaggio rinascendo e trasformandosi (Scorpione) in una nuova coscienza.

Gesù (A) di Nazareth

Al tempo di Gesù (A) , la città di Nazareth non esisteva. I traduttori della Bibbia commisero un errore. Il Nuovo Testamento si riferisce a Gesù (A) il Nazareno.

I Nazareni erano un ordine spirituale. L’ortografia reale è “Nasara”. Significa effettivamente l’ordine di Ausar.

Ogni completo iniziato Egizio è “l’Ani Ausar (Osiride Ani)” o “l’Ausar Nefert”, ecc

Gesù (A) il Nazareno effettivamente trasmette la sua iniziazione all’ordine Nazareno/Ausariano.

 

 

Bibliografia

1.      Amir Fatir, The Arabic Letter Nun

2.      The Quran Compiled by Imam Ali

3.      Jalaluddin Suyuti, Al-Itqan fi ulum al-Qur'an

4.      Mario Cimosa, Proverbi, pag. 69-70, 2010, Paoline Editoriale Libri

5.      Sull’Ordine Narazeno Esseno: http://www.essene.com/