LE LETTERE ARABE SHIN () E SIN () NELLE ENERGIE DELLO YOGA

 

Le lettere Arabe Sin e Shin sono strettamente correlate. La lettera Sin fu chiamata così perché era in accordo col dio Sumero Nannar/Sin.

Nella metafisica Egizia e Taoista, lo Shen rappresenta il più elevato e raffinato aspetto dell’energia di Ra (kundalini).

La dottrina Taoista propone tre tipi di chi: il ching chi (energia sessuale), il chi (energia mentale) e lo Shen (energia spirituale).

Lo Shen chi equivale allo Shekem Egiziano, alla Shekinah Ebraica e alla Sakinah Coranica. Nello Yoga è chiamato Shakti.

Il simbolo sacro Egizio Ankh è, in realtà, composto di tre parti distinte. L’anello della parte superiore è lo Shen. È il simbolo della femminilità e dell’eternità. Si tratta del magnetismo ascritto al grembo materno.

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La croce è una rappresentazione astratta del fallo e dei testicoli dell’uomo, mentre il nodo Ankh tiene i due principi insieme. La croce è attribuita al principio fallico maschile, temporale, spaziale ed elettrico. Il nodo Ankh lega saldamente lo yin e lo yang, il temporale e l’eterno, l’immortale ed il mortale, lo spirito ed il corpo.

L'essere umano è la risultante di molte entità unite.

L'Ankh è l'equivalente dello Yogico Lingam-Yoni.

L’Ankh è anche riferito al laccio delle calzature di Auset. Auset (Iside) rappresentò il principio Lunare in Egitto, mentre presso i Sumeri corrispose al Sin.

L’Ankh simboleggia la vita e la guarigione. Suggerisce, inoltre, che il rapporto sessuale, raffigurato dallo Shen unito alla croce, gioca un ruolo importante nella guarigione.

In meditazione, l’Ankh è visualizzato all’interno della parte malata di una persona per stimolare la guarigione. Esso, come tutte le icone spirituali, è un dispositivo di comunicazione dell’emisfero cerebrale destro.

Il corpo ha tre tan tien (calderoni o caldaie) situati nel ventre, nel cuore e nel cervello. I tre puntini sulla lettera Araba Shin rappresentano sia questi calderoni, sia le tre ghiandole (talamo, pituitaria e pineale).

Riferendosi alla lettera Ebraica Shin (corrispondente all’Araba Sin “”), Donald Michael Kraig scrisse nel libro “Modern Magick”: “La lettera Shin si presenta simile a tre piccole fiamme. Questa lettera raffigura la fiamma della Divinità, in pratica lo Spirito Santo o Ruach El-oh-him. Talvolta, è chiamato Chi, Ki, Prana, Kundalini, Mana, Manitu e con molti altri nomi.”

Ogni percorso dell’Albero della Vita corrisponde ad un pianeta o ad un segno zodiacale. Questi, a loro volta corrispondono ai 22 Arcani Maggiori delle carte dei Tarocchi.

Tradizionalmente, la lettera Shin è assegnata al Giudizio che è, essa stessa, attribuita all'elemento Fuoco.

Quest'ultima attribuzione non è corretta d’alcuni gradi rispetto al momento del suo concepimento, perché ignora cosmologicamente tre pianeti esterni.

La carta del Giudizio rappresenta il Giorno del Giudizio che è stato a lungo confuso con il Giorno della Resurrezione.

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In Arabo sono lo Yaumi-d-Din (Giorno del Giudizio) e lo Yaumi-l-Qiyamat (Giorno della Resurrezione). I letteralisti ritengono queste due definizioni intercambiabili, ma tecnicamente si tratta di un’erronea confusione.

Lo Yaumi-d-Din (la Sentenza o il Giudizio) è simile alla cerimonia della psicostasia e alla pesatura dell’anima nella Sala di Maat (la Sala della Giustizia) nell’antico Egitto. Lo Yaumi-l-Qiyamat, invece, si riferisce alla resurrezione che avviene dopo che la persona è stata giudicata e condannata.

Ci sono, perciò, due importanti giudizi spirituali. Uno è chiamato la Pesatura delle Parole, e l'altro è detto la Pesatura del Cuore.

Se l'iniziato ("il morto") supera questi giudizi, risorge divenendo un nuovo ed augusto essere. Se fallisce, deve ripetere il processo.

A livello fisico, la Resurrezione si riferisce alla reincarnazione.

Gli antichi sapienti avevano compreso la massima “come in alto, così in basso.”

Essi compresero a fondo il processo di vita, morte e rinascita e fondarono i loro sistemi iniziatici in base ad esso.

Dopo la morte fisica, gli esseri umani “leggono il loro libro” e giudicano sé stessi per ciò che vedono. Il Libro di Allah dichiara: “Leggi il tuo Libro. È sufficiente la tua anima, oggi, a computare contro di te le tue azioni!” (Corano, 17: 14)

Quel processo è chiamato giudizio. In ogni caso, nessuna divinità antropomorfica patrocina un giudizio. È solo una metafora. Un’entità lo giudica, o si giudica da sé.

L’iniziazione Egiziana equivalente era la Pesatura delle Parole e la Pesatura del Cuore.

La reincarnazione corrisponde all’Essere trasformato che ha completato l’iniziazione al di là della 4° sfera dell’Albero della Vita.

Movendosi dal fondo dell’Albero (Geb/Malkuth), l’iniziato domina i principi salutistici (Geb/Sfera 10), la meditazione e l’attività onirica (Auset/Sfera 9), la realtà della creazione attraverso la modifica delle convinzioni (Sebek/Sfera 8), la visualizzazione creativa ed il Tantra (Het-Heru/Sfera 7), la programmazione del subcosciente (Heru/Sfera 6) e l’applicazione della legge spirituale (Herukhuti/Sfera 5).

L'iniziato (chela o allievo) è allora pronto a soddisfare le condizioni della verità vivente (Maat/Sfera 4).

Quando soddisfa i principi di Maat è detto “maa kheru” (vero di parola). Nel sistema Coranico, un iniziato (‘abd o schiavo) è chiamato sadiq (solitamente tradotto “sincero”).

Quando le parole di un iniziato sono pesate ed è dichiarato “maa kheru”, il suo stato di verità-parlata è verificato obiettivamente con o senza i suoi mantra (i dhikr del Corano) fisicamente manifestati.

Questo è un aspetto della “Pesatura delle parole” (vale a dire, la misurazione della potenza dell'hekau o del mantra).

L’idea che le parole abbiano un “peso”, cioè, che si possa misurare il loro valore e la loro potenza, riecheggia nel Corano quando è detto al Profeta: “Faremo scendere su di te parole pesanti.” (Corano, 73 : 5)

A livello esoterico, la Pesatura della parola riguarda la valutazione dei concetti. Per esempio, il concetto e la pratica del Bakhti Yoga (ispirato a devozione) si relaziona alla 9° Sfera.

Il concetto e la pratica del Jnana Yoga si riferisce alla 2° Sfera. Il Jnana, quindi, avrebbe un “peso” superiore al Bakhti. L’Hatha Yoga, spettante alla 10° Sfera, peserebbe meno degli altri due precedenti.

A livello esoterico, la Pesatura delle parole riguarda il proprio sé con le parole di potere, vale a dire, con l'hekau (il mantra). Più in fretta e potentemente un mantra produce il suo effetto, più la parola della persona è vera.

Dato che lo stato di “maa kheru” è in proporzione alla leggerezza del cuore, vi è una connessione tra la Pesatura delle parole ed il cuore.

La carta del Giudizio, quindi, è intesa come rinascita o Risurrezione. Questo pensiero è trasmesso dal significato divinatorio dato dal Giudizio: “Rinnovo, rinascita.”

Questa carta riguarda il rinnovamento delle cose che dà il sale necessario alla vita (ristabilendo l'attività). Si tratta della funzione astrologica di Plutone.

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L’attribuzione del Giudizio all’elemento fuoco non è completamente sbagliata. Lo Scorpione, segno di Plutone è, in effetti, governato assieme all’impetuoso Marte. Plutone condivide naturalmente alcuni aspetti furiosi di Marte. Questo fatto è dimostrato dal ruolo del Plutonio nelle esplosioni nucleari.

Plutone opera, per la maggior parte, in modo inconscio, segreto, oscuro e clandestino.

Lettera Shin = kundalini = subconscio = Giudizio = Plutone.

Il “fuoco” del Giudizio è la kundalini o fuoco serpentino. Questo fuoco può rinnovare una persona e stimolare i ricordi delle sue vite precedenti.

Sottosopra la lettera Shin assomiglia ai glifi astrologi della Vergine e dello Scorpione.

Il Giudizio nei Tarocchi di Rider-Waite mostra un’entità angelica che soffia un corno per invitare le persone morte a rialzarsi dalle loro bare.

Questo corno rappresenta il suono mantrico. A livelli profondi di meditazione, o, nella peggiore delle ipotesi, in uno stato alterato dalla tossicodipendenza, le persone possono ascoltare realmente “Om” o “Hu” (in Arabo Lui, Dio).

Il suono Hum-Sah 2 (Hamza o mantra hamsa) è simile ad un piccolo tono acuto. Qualche volta è come il tintinnio di una campana. I cristiani hanno usato le campane della chiesa per simbolizzare quel suono. I seguaci di Eckankar lo chiamano “il flauto di Dio” e considerano Hu (in Arabo Lui, Dio) un antico nome di Dio che cantano.

http://www.eckankar.it/whatis.html

Il cantante Marvin Gaye si è riferito indubbiamente a quel suono distintivo nel singolo “The Bells”, una canzone che ha scritto per un gruppo hard rock denominato “The Originals.”

“Senti le campane, tesoro?

Le senti squillare?”

I Musulmani si sono fatti carico del suono Flauto/Hamza rappresentandolo nella loro ‘Adhan (chiamata alla preghiera). La parola ‘Adhan proviene dal verbo “ascoltare.”

Il vero suono dell'Om è simboleggiato solitamente da una tromba.

L’angelo della carta del Giudizio sta soffiando una tromba. Questo gesto è appropriato poiché “Om” è il mantra di Ausar e la forza vitale (Ra). Ausar è anche la fonte da cui derivano i miti di Plutone.

I defunti risorti sono tutti nudi sulla carta. La nudità rappresenta l’intero subconscio che non può nascondersi al potere della Kundalini/Shin quando giudica le vite.

Il “Giudizio” riguarda più lo sviluppo che la punizione in sé, sebbene gli ignari considerino la loro stessa sentenza un castigo.

Sull'Albero della Vita lo Shin/Giudizio collega la Sfera 8 (Sebek/Hod) alla Sfera 10 (Geb/Malkuth). Questo collegamento descrive che le credenze (Sebek) entrano nel subconscio (Giudizio) divenendo una maglia che si unisce internamente al corpo fisico (Geb).

 

Bibliografia

1.      Amir Fatir, the letter shin

2. La pratica di questo mantra è spiegata bene da Swami Shankarananda nel libro “Happy for No Good Reason.”

3.      E C K A N K A R, Religione della Luce e del Suono di Dio.