IL METODO SUFI DEL RISTABILIMENTO VISIVO

Perché i Sufi non portano gli occhiali?

Ad eccezione della vecchiaia

per ogni malattia c'è una cura.

 

Detto Sufi

 

Una volta un Sufi per diverse ore era assorbito nella lettura del Corano. La sua vista era stanca: doveva strizzare gli occhi per analizzare le Sante Scritture. Avendo messo da parte il libro, aveva raccolto da terra le foglie appena cadute di un albero. Esaminando ogni foglia, il Sufi notava la moltitudine delle venature, le linee, una varietà di sfumature verdi, sentiva la polpa vegetale. Passò qualche tempo. Un uomo gli si avvicinò interessato: “Caro, perché guardi da tanto tempo queste foglie? Che cosa pensi? Sei ossessionato da queste foglie, in modo simile al Corano che hai messo da parte un paio d’ore fa!”

Il Sufi rispose: “Continuo a leggere il Corano. Guarda queste foglie – su di esse sono scritte delle magnifiche linee sui misteri della natura!”

In Asia centrale, la gente non porta gli occhiali. La ragione non dipende solamente dal protetto ambiente ecologico: l’aria pura, l’acqua pura e il cibo sano. Molto dipende dal rapporto con gli occhi.

Senza entrare nella terminologia medica, si può dire che la causa comune dell’aggravamento visivo è l’indebolimento delle “radici degli occhi.” Questa debolezza conduce a un cambiamento della posizione della pupilla e, infine, all’alterazione della messa a fuoco. Qual è la ragione dell’indebolimento delle “radici oculari?” Secondo il punto di vista Sufi, la vita umana rappresenta l’avvicendamento di cicli settennali, dalla nascita fino a 7 anni, da 7 anni fino a 14, e così via. Alla fine di ogni ciclo, lo stato di salute generale di tutte le persone peggiora un po’. Se a voi o ai vostri familiari la vista lascia a desiderare, ricordate quando ci furono i primi segni di aggravamento. La maggior parte delle persone indica gli anni che sono prossimi alla fine di un ciclo settennale: sesto anno, dodicesimo o tredicesimo anno, diciannovesimo o ventesimo anno, e così via. Che cosa fa una persona comune che ha un indebolimento visivo? Di norma, si reca dal dottore. Che cosa fa il medico? Prescrivere i farmaci e gli occhiali. In tal modo, questo indebolimento visivo temporaneo, rilevo, si trasforma in un continuo aggravamento visivo perché gli occhi si adattano agli occhiali, in particolare se sono belli come quelli di papà o mamma. Alcuni addirittura considerano gli occhiali un segno d’intelligenza! Molto presto gli occhiali apparterranno alla personalità umana, saranno il suo attributo essenziale e parte del suo Io. La circolazione intorno alla zona degli occhi rallenta, “le radici oculari” diventano passive e vederci poco diventa un’abitudine.

Se accade durante l’adolescenza, il risultato può rimanere per tutta la vita. Per quanto riguarda le abitudini, la gente preferisce morire piuttosto che cambiarle anche solo un po’!

Non a tutti la vista si deteriora in questi periodi sensibili! Sì, non a tutti. Queste difficoltà visive sono associate ai carichi eccessivi di una persona in quei periodi: stress, conflitti e fatica. Ciò contribuisce all’aggravamento visivo.

Tra le altre ragioni dell’aggravamento oculare si ha l’odio, l’invidia, l’ambiente familiare negativo e le insoddisfazioni personali.

Quando una persona è aggressiva, la sua coscienza si restringe come se non vedesse nulla intorno a sé e vede tutto nero. Non sorprende che la gente arrabbiata si lamenti spesso della visione offuscata.

Quando in Oriente a qualcuno la vista s’indebolisce, i membri di ogni famiglia sanno quali esercizi fare, come mangiare e respirare, e così via. Ci vuole tempo, ma l’acutezza visiva è nuovamente ripristinata.

Un approccio più dettagliato del ripristino Sufi, l’ho descritto in un libro speciale. Per chi vuole iniziare adesso, incominci con le traiettorie attivando la zona Sultano, cioè la testa. Vorrei ricordare che nella tradizione Sufi nessuna malattia è trattata separatamente, ma l’uomo è ristabilito nel suo complesso. Indipendentemente dalla funzione che si voglia migliorare, si dovrebbe intraprendere un programma attivo di recupero.