Muhammad (S) Sigillo dei Profeti, non ultimo Messaggero

 

Molti Musulmani pensano che il nostro Profeta Muhammad (S) sia l’ultimo Messaggero, sebbene non abbiano nessuna prova. Nel versetto 40 della Surah al-Ahzab, anche se è definito il Sigillo dei Profeti, non è chiamato l’ultimo Messaggero, ma si afferma solo che egli è il Messaggero di Allah. Nello stesso versetto, è detto che il nostro Profeta non è il padre di nessuno fra i nostri uomini, e che Allah è sempre consapevole di ogni cosa. Se il nostro Profeta (S) fosse stato l’ultimo Messaggero, sarebbe stato facile per Allah citarlo nello stesso verso. Ecco la traduzione del versetto in questione:

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Muhammad non è padre di nessuno fra i vostri uomini, bensì è il Messaggero di Dio e il Suggello dei Profeti: e Dio è di tutte le cose sapiente!” (33: 40)

Nella Surah al ‘Imran, versetto 144, Allah afferma:

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Muhammad non è che un Messaggero di Dio come quelli che lo han preceduto in antico.” (3: 144)

Allah menziona nel suddetto versetto i Messaggeri scomparsi prima di Muhammad (S), e se non cita alcun Messaggero a Lui (S) posteriore, ciò non comprova che nessun Messaggero Lo succederà.

Nella Surah al-Ma’ida, versetto 75, lo stesso concetto è ripetuto a riguardo di Isa (Gesù, la pace sia con Lui):

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Il Messia figlio di Maria non era che un Messaggero come gli altri che furono prima di Lui, e sua madre era una veridica.” (5: 75)

Anche in questo versetto, è citato che dei Messaggeri vennero prima del Messia, ma non c’è alcuna menzione se qualche Messaggero verrà dopo di Lui. Tuttavia, sappiamo che dopo Isa venne Muhammad (la pace sia su di Loro).

Allah dichiara nel versetto 34 della Surah al-Ghafir,

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Già in precedenza Giuseppe vi recò prove evidenti, ma non smetteste di dubitare di quello che vi aveva portato. Quando poi morì diceste: ‘Dopo di lui Allah non manderà più alcun Messaggero’. Allah travia così il prevaricatore, il dubbioso.” (40: 34)

Nel verso di cui sopra, i polemici e i dubbiosi sono rimproverati duramente e in modo continuo giacché dubitano delle indicazioni impartite da Allah.

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Coloro che disputano sui Segni di Dio senza che alcuna autorità sia loro data; grande è l’odio che ne avrà Iddio e coloro che credono! In tal modo Allah pone un suggello sul cuore di ogni orgoglioso tiranno!” (40: 35)

Meditando sui suddetti versetti si evince chiaramente che il Profeta Muhammad (pace su di lui) non è l’ultimo Messaggero di Allah. Se non riflettiamo su di essi, siamo uguali al popolo a cui Giuseppe (pace su di lui) fu inviato, il quale sparlò su di Lui senza alcuna autorizzazione. Allah si espresse nei riguardi di questo popolo nel modo seguente: “grande è l’odio che ne avrà Iddio e coloro che credono! In tal modo Allah pone un suggello sul cuore di ogni orgoglioso tiranno!” (40: 35)

È importante, quindi, avere delle credenze corrette.

Il seguente versetto della Surah al-Hadid invita i credenti a temere Allah e a credere nel Suo Messaggero:

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O credenti, temete Allah e credete nel Suo Messaggero, e Allah vi darà due porzioni della Sua misericordia, e vi darà una Luce nella quale camminerete (direttamente nel vostro percorso), e vi perdonerà; ché Allah è perdonatore clemente.” (57: 28)

Il Corano invita a credere nel Messaggero di Allah, il Profeta Muhammad (pace sia su di Lui) e in un Messaggero di Dio successivo per ottenere la doppia porzione della Sua Misericordia. Il versetto chiede allusivamente di credere in un secondo Messaggero di Allah dopo il Profeta Muhammad (S) che è anche un Messaggero di Allah.

Il Messaggero in cui già crediamo è stato descritto come una Misericordia per i mondi, rahma-tan-lil-‘alamin:

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Non ti mandammo se non come misericordia per i mondi.” (21: 107)

Se crediamo nel Suo secondo Messaggero, otteniamo il doppio dalla Sua Rahmah - Misericordia, come promesso nel versetto della Surah al-Hadid citato di seguito:

 O credenti, temete Allah e credete nel Suo Messaggero, e Allah vi darà due porzioni della Sua misericordia, e vi darà una Luce nella quale camminerete (direttamente nel vostro percorso), e vi perdonerà (il vostro passato); ché Allah è perdonatore clemente.” (57: 28)

Allah l’Onnisciente, sapeva che la Ummah avrebbe smarrito la sua strada credendo alle panzane che i nostri nemici attribuiscono al Profeta (S). Per misericordia, Dio ha predisposto un altro Messaggero che negherà le invenzioni fabbricate e riporterà la Ummah sulla retta via. “Vi darà una Luce nella quale camminerete (direttamente nel vostro percorso), e vi perdonerà (il vostro passato); ché Allah è perdonatore clemente.

Quale sarà il risultato finale se crediamo nel secondo Messaggero?

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“Acciocché sappia la Gente del Libro ch’essi non hanno alcun potere sulla Grazia di Allah, e che la Grazia è (interamente) nella mano di Allah ed Egli la concede a chi vuole. Allah è il Signore della Grazia Suprema.” (57: 29)

La Grazia di Allah nel suddetto versetto significa due cose: 1) La Guida 2) La ricchezza materiale del mondo Islamico.

1) La Guida: La Gente del Libro, in particolare la loro leadership politica e religiosa, che ha agito spietatamente per dividere, deviare e corrompere i Musulmani in tutto il mondo, sarà delusa dal loro secondo Messaggero e dal compimento delle promesse di Allah “Vi darà una Luce nella quale camminerete.” (57: 28)

2) La ricchezza materiale del mondo Islamico: La Gente del Libro controlla e saccheggia la ricchezza materiale del mondo Islamico con la connivenza dei regimi ipocriti (munafiqin) da loro insediati. Quando i Musulmani crederanno nel secondo Messaggero, Egli fermerà questo saccheggio e ripristinerà ciò che gli è giustamente dovuto.

In questo modo, le seguenti parole di Allah si realizzeranno: “Acciocché sappia la Gente del Libro ch’essi non hanno alcun potere sulla Grazia di Allah, e che la Grazia è (interamente) nella mano di Allah ed Egli la concede a chi vuole. Allah è il Signore della Grazia Suprema.” (57: 29)

Un Messaggero dopo ogni Profeta.

Il seguente versetto della Surah al-Imran afferma che Allah ha precisato la venuta di un Messaggero dopo ogni Profeta:

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“E quando Allah strinse un patto con i Profeti, disse: ‘Ecco una Scrittura e della Saggezza che vi ho dati: un Messaggero vi sarà, poi, inviato a confermare la rivelazione che voi già avete. Credetegli e sostenetelo’. E disse ancora: “Confermate e accettate il mio patto a queste Mie condizioni?” Essi risposero: Confermiamo! Ed Egli disse: Testimoniate e io testimonierò con voi.” (3: 81)

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“E quelli che dopo aver accettato questo patto, si trarranno indietro saranno trasgressori.” (3: 82)

Il suddetto versetto informa che un Messaggero confermerà le rivelazioni date ai Profeti. All’arrivo del Messaggero, avremo la responsabilità di credere in Lui e di aiutarlo confermando e testimoniando il patto definito. Nel versetto successivo Allah dichiara: “E quelli che dopo aver accettato questo patto, si trarranno indietro saranno trasgressori.” (3: 82)

Una relazione circa la venuta di un Messaggero che confermerà le rivelazioni dei Profeti precedenti non è proibita, e non v’è nulla di illecito al riguardo. Questa disposizione vale per tutti i Profeti ed è applicabile ad ognuno di Loro. Infatti, se nessun Messaggero succedesse al Profeta Muhammad (pace su di Lui), le indicazioni contenute in questo versetto del Corano non avrebbero senso di esistere.

Qual è il giudizio interpretativo degli studiosi e dei compagni del Profeta (S) sulla perennità della profezia?

Il noto sapiente, Hazrat Abu ‘Abd Allah Muhammad ibn ʿAli al-Hakim al-Tirmidhi al-Hanafi, giurista sunnita (faqih) e tradizionalista (muhaddith) disse: “Come può la gloria e la superiorità di Muhammad (S) manifestarsi se sosteniamo che sia l’ultimo a comparire nel mondo? Non c’è dubbio, si tratta di un’interpretazione sciocca e ignorante.” (Kitab Khatam al-Aulia’, pag. 341)

Hazrat Shah Waliullah Muhaddas di Delhi (deceduto il 1171/1702), il più celebre “trasmettitore” (muhaddith) di tradizioni profetiche, riconosciuto oratore e riformatore del XII secolo dell’Islam, noto riconciliatore tra sunniti e sciiti, sotto ispirazione divina scrisse: “Muhammad (S) fu l‘ultimo dei Profeti nel senso che non apparirà dopo di lui nessuno che promulgherà una nuova legge per il popolo.” (Al-Tafhimat al-ilahiyya - Istruzioni o chiara comprensione, pag. 53)

Seyd Abdul-Qadir Gilani, uno dei padri del sufismo dichiarò: “La legge profetica è conclusa e completata col Santo Profeta, perché era il cosiddetto al-Khatuman Nabiyyan. http://www.khatm-e-nubuwwat.com.pk/kn/pamphlets/3_files/image006.gif” (Al-Insanul Kamil, capitolo 36)

Maulana Abdul Hayy di Lukhnow, conoscitore del Corano a memoria già all’età di dodici anni, disse: “Non è impossibile che un nuovo Profeta appaia durante o dopo l’era di Muhammad (S), ma è assolutamente impossibile che apporti un nuovo codice religioso.” (Dafi-ul-Wasawis fee asr ibn Abbas, pag. 12)

Hazrat Sheikh Ahmad Sirhindi, nelle sue popolari e venerate lettere disse: “Il raggiungimento di elevate caratteristiche profetiche ereditarie tramite l’obbedienza dopo la venuta del Nabiyyin Khatuman, non è contrario all’essere Khatam.” (Maktubat Imam Rabbani, pag. 432)

Muhyiddin Muhammad ibn ‘Ali ibn Muhammad ibn ‘Arabi più noto come lo Shaykh al-Akbar (“Il più grande maestro”) affermò altresì: “Il magistero profetico terminato col Profeta di Allah (S) riguarda solo la legge profetica e non lo status della profezia. Non ci sarà, quindi, nessun altro istituto aggiunto a esso. La profezia, così, non è completamente scomparsa.” (al-Futuhat al-Makkiyya, vol.2, pag. 3 e 64)

Muhyiddin Muhammad ibn ‘Ali ibn Muhammad ibn ‘Arabi dichiarò: “Gesù, la pace sia su di lui, scenderà su di noi come un Hakam, senza una legge e sarà certamente un Profeta." (al-Futuhat al-Makkiyya, vol. 1, p. 570)

Hazrat Shah Wali Ullah di Delhi (1703-1762) fu un importante riformatore Islamico. Tentò di rilanciare l’antica influenza intellettuale Musulmana nell’Asia Meridionale. Disprezzava le divisioni e le deviazioni all’interno dell’Islam, sperava di purificare la religione e unire tutti i Musulmani Indiani sotto la bandiera della verità (Haqq). È degno di nota che Shah Wali Ullah è molto rispettato e riverito da tutti i Musulmani dell’Asia Meridionale, compresi i Barelvi, i Deobandi, gli Ahl-e-Hadith, nonché da tutti i movimenti Sufi e Salafiti di Pakistan, Bangladesh e India. Hazrat Shah Wali Ullah dichiarò: “Studiando i detti del Santo Profeta circa ‘La Nabiyyat B’adi’ (Non v’è alcun Profeta dopo di me) e la Rasul, si evince che il magistero profetico cessato col Santo Profeta concerne la sua Legge fondamentale.” (Qirat Ainai fi Tafadhulul Shaikhain, pag. 39)

Mullah Ali al Qari (morto il 1014/1605), uno dei grandi maestri Hanafi di ahadith, giurisperito, commentatore Coranico, linguista, storico e sufi, affermò: “Secondo gli Ulama l’espressione ‘La Nabiyyat B’adi’ (Non v’è alcun Profeta dopo di me) significa che nessun Profeta abrogherà la legge del Santo Profeta (S)” (Al-Isha’at fi Ashraqatus Saat, pag. 226)

Maulana Rumi poetò: “È diventato il Sigillo dei Profeti (Khatam) per grazia Divina, poiché non ci fu mai nessuno generoso come Lui, né ci sarà mai. Quando un maestro eccelle su tutti gli altri nella sua arte, non gli chiedete di certo: L’arte si esaurisce con te?” (Jalaluddin Rumi, Mathnawi, Vol. 6, 171-172)

Maulana Rumi poetò: “Nell’apertura dei Sigilli, o Muhammad, tu sei il Sigillo (khatam); nel mondo dei donatori della vita spirituale, tu sei Hatim*. Ciò significa che gli insegnamenti esoterici di Muhammad sono completamente una rivelazione all’interno di una rivelazione, all’interno di una rivelazione. (Jalaluddin Rumi, Mathnawi, Vol. 6, 173-174)

*La generosità di Hatim di Tay era celebre.

Il santo Imam al Raghib Isfahani (morto il 502 Egira) studioso di esegesi Islamica, etica, linguistica e filosofia Araba disse: “La profezia è di due tipi, una generale e una speciale. La profezia speciale, vale a dire la legge profetica è ora irraggiungibile, ma la profezia generale continua a essere raggiungibile.” (Bahr al Muhit, Vol. 3, pag. 28)

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“In verità, Allah l'Eccelso invierà a questa Ummah alcuni uomini all'inizio di ogni secolo per far rivivere la religione.” (Abu Dawud, vol. 2, pag. 233)

Hazrat Maulvi Abul Qasem Nanotvi (1833-1880 ) fu uno studioso Islamico Deobandi particolarmente versato nella logica, nella filosofia e nella teologia scolastica. In India, ebbe una posizione centrale per quanto riguarda l’insegnamento delle scienze Coraniche e degli ahadith. Sul Sigillo della profezia disse: “Per il profano, il Messaggero di Allah era Khatam, nel senso che è posteriore a tutti gli altri Profeti e l’ultimo di essi. I saggi, invece, sanno molto bene che essere il primo o l’ultimo, in ordine cronologico, non ha alcuna importanza.” (Tahzir-ul-Naas, Saharanpur pag. 3)

La moglie del Santo Profeta, Aisha, ha espresso la sua opinione sull’argomento: “Dichiarate pure che è al-Khatuman Nabiyyan (il Sigillo dei Profeti), ma non dite che è l’ultimo dei Profeti.” (Imam Muhammad Tahir Gujrati nel Takmala Majma ul Bihar, Vol. 4, pag. 188; e Imam Jalal al-Din al-Suyuti, Al-Durr al-Manthur. Vol. 4)

L’Imam Muhammad Tahir Gujrati commentò la precedente dichiarazione di Aisha: “Dichiara che è Khataman Nabiyin, ma non afferma che non ci sarà un Profeta dopo di Lui” (Takmala Majma ul Bihar, pag. 85). Questo detto si basa sul fatto che Gesù discenderà (come Profeta) poiché non è contro l’hadith: “Non vi sarà nessun Profeta dopo di me” (Tirmidhi, Musnad Ahmad, Anas bin Malik). Muhammad (S) voleva dire non ci sarà alcun Profeta che avrebbe cancellato la sua legge.

Narrò Aisha che il Profeta disse: “La profezia non continuerà dopo di me, tranne che per i Messaggeri di buone notizie.” Gli chiesero: “Chi sono i Messaggeri di buone notizie, o Apostolo di Allah?” Egli rispose: “Sono i sogni virtuosi e pii che un Musulmano vede o gli sono mostrati.” (citato nel Musnad dell’Imam Ahmad ibn Hanbal)

L’Imam Abdul Wahhab Shi’rani (morto nel 976 dell’Egira) sostiene lo stesso concetto: “Indubbiamente, la missione profetica non è stata abolita, ma è solo la legge profetica che è stata abolita” (Al-Yawaqit wal-jawahir, pag. 27 e Imam Suyuti nell’Al-Durr al-Manthur).

L’Imam Abdul Wahhab Shi’rani ancora dichiarò: “La porta della profezia è chiusa dopo il Santo Profeta Muhammad (S), e non sarà aperta per nessuno fino al Giorno del Giudizio. Tuttavia, la rivelazione (wahy, ilham) rimane per i santi, ma la Shari‘ah ne è esclusa (Al-Yawaqit wal-Jawahir, pag. 37)

Nawab Siddique Hasan Khan riporta: “L’hadith ‘La Wahya Ba’da Mauti’ è senza fondamento, sebbene ‘La Nabiyya Ba’adi’ è abbastanza corretto, il quale, secondo i sapienti, significa che non ci sarà nessun Profeta dopo di me con un nuovo codice Legislativo che abroghi la mia legge.” (Iqtarabus Saa’at, pag. 162).

L’interpretazione di “La Nabiyya Ba’adi” secondo Hazrat Aisha Siddiqa

Hazrat Aisha Siddiqa disse: “Dichiarate pure che è Khatamul-Anbiyya (il Sigillo dei Profeti), ma non dite che è l’ultimo dei Profeti.” (Al-Durr al-Manthur. Vol. 4). Hazrat Aisha era consapevole che le parole del Santo Profeta (S) sarebbero state fraintese, così chiarì il significato di “La Nabi Ba’adi” alla gente. “La Nabi Ba’adi” significa essere più vicini al Santo Profeta (S).

L’interpretazione dell’Imam Ibn Qutaiba

Allo stesso modo, lo Sheikh al lmam Hazrat Ibn Qutaiba (morì il 267 Egira), facendo riferimento alla suddetta e celebre interpretazione di “La Nabi Ba’adi” scrisse: “Questa interpretazione, proposta da Hazrat Aisha non contraddice le parole del Santo Profeta (S). Muhammad (S) volle dire che nessun Profeta avrebbe abrogato la sua legge dopo di Lui.” (Tawil Mukhtalaf al ahadith pag. 236).

Studiando e contemplando il Darud (l’elogio al Profeta Muhammad) siamo giunti alla chiara conclusione che ci saranno certamente tra i Musulmani, persone il cui status in materia di profezia raggiungerà il livello di Profeti, se Allah vuole. Ma ad essi non sarà dato alcun libro di legge. (Hazrat Muhyiddin Ibn Arabi, Futuhat al-Makkiyya, Vol.1, pag. 545) Nota: lo ha dichiarato due volte nello stesso libro.

Questi grandi studiosi, quindi, hanno stabilito che la profezia conclusasi col Santo Profeta (S​​) detta Khatuman Nabiyyin è soltanto la legge profetica, la profezia si manifesta quando un Profeta deve guidare e salvare l’umanità dalla deviazione.

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Il Santo Profeta (S) disse a Hazrat Ali (A): “Tu sei per me ciò che Aronne era per Mosé (La pace sia su di Loro)” (Izalatul Khifa Mutarjam, Vol. 4, pag. 444, Tipografia Qadimi Kutub Khana, Karachi).

Il Santo Profeta (S) disse: “Se mio figlio Ibrahim fosse vissuto, sarebbe stato un vero Profeta” (Ibn Mahja vol.1 pg. 237; Khitab ul Janiaz). (Ibrahim era figlio della copta Maria e deceduto a otto mesi)

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È narrato da Uqba bin Aamer che il Messaggero di Allah Muhammad (S) disse: “Se ci fosse un Profeta dopo di me, in verità lo sarebbe Umar bin Khattab”. (Tirmidhi, Vol. 2, pag. 209).

Il suddetto hadith è anche riferito da Hazrat Abu Said Khudri (Fath ul Bari, Vol. 7, pag. 51, e Majma uz Zawaid, Vol. 9, pag. 68).

Questo hadith è stato ulteriormente elaborato da un altro Compagno. Mullah Ali al Qari dichiara: “Se Ibrahim avesse vissuto e fosse diventato un Profeta, anche Umar sarebbe divenuto un Profeta, entrambi sarebbero stati seguaci del Santo Profeta (S) come Gesù, Khizr e Ilyas (Elia). Quindi, non sarebbe in contraddizione con la parola di Dio al-Khatuman Nabiyyan, giacché significa che nessun Profeta annullerà la sua legge, né i suoi seguaci.” (Mauzuate Kabir, pag. 69)

Ecco il significato di Khatam secondo il precedente hadith. Chi è il futuro Profeta? Il Santo Profeta (S) affermò: “Il Promesso Messia sarà un Profeta di Dio.” (Muslim, vol. 2, pag. 515)

Anche il Santo Profeta ha dichiarato: “Abu Bakr è il migliore uomo dopo di me se un Profeta apparisse” (Kanz al-Ummal). Questo hadith dichiara in modo esplicito che se un altro Profeta giungesse, Abu Bakr sarebbe la migliore persona per incarnarlo; così, sebbene non fu scelto da Dio per esserlo, divenne il primo Khalifa-e-Rashidin.

Ci sono anche altri punti in cui la parola Khatam (Sigillo) è utilizzata, per esempio, il Santo Profeta (S) chiama suo zio Hazrat Abbas, Khatam-ul-Muhajirin (Kanz al-Ummal, vol. VI, pag. 178), ma non significa che egli fu l’ultimo Muhajir (rifugiato). Sigillo dei rifugiati significa forse che suo zio Abbas fu l’ultimo dei rifugiati? Ugualmente, Hazrat Ali è detto Khatam-ul-Auliya (vedere nel Tafsir al-Safi il verso 33: 41 del Corano); Ibn Khaldun lo definisce un perfetto santo e non l’ultimo Santo (Muqaddama, vol.2, pag. 165-167).

Un poeta Arabo, Hasan bin Wahab, fu chiamato Abu Tamam (il compilatore di Himasa) Khatamush-Shu’ara (vedere Wafiyatul A’ayan li Ibn Khallikan, Vol. I, pag. 123, Cairo). Abu Tamam fu per caso l’ultimo poeta? Il termine Khatam, quindi, utilizzato in certe frasi è interpretabile come perfetto, il migliore, il più grande e non l’ultimo.

Due hadith spiegano il principio di finalità della profezia. Il Santo Profeta affermò: “Io sono l’ultimo dei Profeti, e voi siete l’ultimo dei popoli.” (Ibn Maja, Ibn Khazima e Al-Hakim)

Secondo gli studiosi il suddetto hadith significa che siamo l’ultimo dei popoli nel senso che nessuna altra religione verrà, quindi, i Musulmani sono l’ultimo gruppo religioso. Il seguente hadith spiega completamente il precedente: “E la mia moschea è la Moschea ultima.” (Muslim, Kitan ul Haj Fadlis Salat, pag. 531)

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Hazrat Aishah riporta che il Profeta (S) disse: “Sono il Sigillo dei Profeti, e la mia moschea è la Moschea ultima.”

Il Profeta Muhammad (S) non intendeva dire che non ci sarebbe stato alcun Messaggero dopo di lui, altrimenti dallo stesso hadith i Musulmani non avrebbero dovuto costruire altre Moschee. Voleva semplicemente dire che la religione apportata da Lui è perfetta, e nessuno la cancellerà o la modificherà dopo la sua scomparsa.

È chiaro, adesso, il concetto di finalità della profezia.

È decretato nel santo Corano: “Non inviammo alcun Messaggero se non nella lingua del suo popolo, che spiegasse loro le cose; ma Allah travia chi vuole e guida chi vuole, ed Egli è l’Eccelso, il Sapiente.” (Corano, 14: 4)

“E nessun credente e nessuna credente, allorché Iddio e il Suo Messaggero han deciso una cosa, ha diritto di liberamente discutere per conto proprio, e chi si ribella a Dio e al Suo Messaggero erra d’erranza evidente” (Corano, 33: 36)

Ci sono oltre duecento hadith che asseriscono che Muhammad (S) è il Sigillo dei Profeti. Ne citiamo alcuni:

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Hazrat Thauban riporta: “Sorgeranno 30 impostori nella mia Ummah e ognuno di loro dichiarerà al mondo che egli è un Profeta, ma io sono l'ultimo nella linea dei Profeti di Dio e nessun Profeta verrà dopo di me.” (Abu Dawud, Vol. 2, pag.228, Tirmidhi, Kitab-ul-Fitan, Vol. 2, pag. 45)

Abu Hurairah sentì il Profeta (S) dire: “La mia posizione in rapporto ai Profeti che mi hanno preceduto è spiegabile nel modo seguente: un uomo eresse una costruzione e abbellì questo edificio, ma lasciò una nicchia vuota nell’angolo in cui un solo mattone era mancante. Le persone guardavano questa costruzione e ne ammiravano la sua bellezza, ma si chiedevano la ragione della mancanza di quel mattone dalla nicchia. Io sono come quel mattone mancante e sono l’ultimo nella sequenza dei Profeti.” (Sahih Bukhari, vol. 1, pag. 501 e Sahih Muslim, vol. 2, pag.248; anche Tirmidhi, vol. 2, pag. 202, Musnad Ahmad, vol. 5, pag.137, Musnad Abu Dawud Tayalisi, Babu Khatimin-Nabiyyin)

“Io sono Muhammad, sono Ahmad, sono al-Mahi (il cancellatore) e la miscredenza verrà cancellata tramite me, sono Hashir (il radunatore). La gente verrà radunata nel Giorno del Giudizio dopo il mio tempo. E sono l’ultimo nel senso che nessun Profeta verrà dopo di me.” (Sahih Muslim, numero 5810; anche Bukhari, Tirmidhi, Muatta)

“Nessun Profeta verrà dopo di me, e perciò non vi saranno altre comunità di seguaci di alcun nuovo Profeta.” (Baihaqi, Kitab al Ruya ‘Libro della Visione’; Tabarani)

“La tribù di Israele fu guidata da Profeti. Quando un Profeta moriva, gliene succedeva un altro, ma nessun Profeta verrà dopo di me; solo califfi mi succederanno.” (Bukhari, Kitab-ul-Munaqib)

“La catena dei Messaggeri e dei Profeti è giunta al termine. Non vi saranno né Messaggeri, né Profeti dopo di me.” (Tirmidhi, Kitab-ur-Ruya Babu Zahab-un-Nubuwwa; Musnad Ahmad; Marwiyat al-Imam Malik ibn Anas fi al-tafsir di Malik ibn Anas)

Muhammad (S) è il Sigillo dei Profeti, non l’ultimo Messaggero..

Continua…