LA REINCARNAZIONE (TANASUKH) NEL CORANO — PARTE QUINTA

 

Uno studio sul concetto reincarnazionista nel Corano, un argomento controverso della storia Islamica

 

A cura di Reza Asgharzadeh (Repubblica Islamica d’Iran)

L’idea della resurrezione

 Il Santo Corano si basa fondamentalmente su due principi:

1)      Unità. L’unità di Dio e dell’Universo. Significa l’Unità dell’informe “Allah” e dei Suoi attributi manifesti nella forma dell’Universo contenente creazioni infinite come la “Riflessione di Allah”, o l’ayah (il segno). Questo principio è noto come Tawhid.

2)      Ritorno. Secondo il Corano, l’intero Universo sta tornando all’Origine. Gli esseri umani, sulla via del ritorno a Dio, ritornano alla vita dopo la morte terrena. Questo principio è noto come Ma’ad.

“I miscredenti dicono: questa è una cosa strana e incredibile. Forse che quando sarem morti e diventati polvere...? No, ch’è un ritorno impossibile!” (Corano, 50: 2-3)

“Chiedono (i miscredenti): quando saremo ossa e polvere, saremo forse risuscitati come nuove creature (con un nuovo corpo)? Rispondi: Siate pure pietra o ferro…. E Chi ci farà tornare in vita (rigenerandoci)?” (Corano, 17: 49-51)

E la destinazione, ovviamente, sarà la terra.

“Egli è Colui che vi fece della terra una culla… Dalla terra vi creammo, nella terra vi riconduciamo, dalla terra vi trarremo (alla vita) ancora una volta!” (Corano, 20: 53, 55)

È anche detta “prossima vita” nel Corano:

“In questa vita terrena e in quella futura.” (Corano, 10: 64)

“È Lui che vi fa vivere, poi vi farà morire, poi ancora vi farà rivivere.” (Corano, 22: 66)

Due idee Islamiche differenti

Il Ma’ad o ritorno è sempre stato l’argomento più acceso e più dibattuto tra i teologi e i filosofi Musulmani nella storia Islamica.

Fin dagli albori della civiltà Islamica, tra i pensatori Musulmani, esistettero due principali e diverse interpretazioni del Corano per quanto riguarda il Ma’ad (ritorno).

È detto che la maggior parte di essi credette alla resurrezione, cioè al ritorno degli esseri umani dopo la morte attraverso la rinascita del corpo morto.

Invece, una piccola minoranza avrebbe sostenuto la reincarnazione, cioè la rinascita umana dopo la morte. Tra costoro sono citati gli Ikwan al-Safa o Ismailiti, gli Hemarih, i Tarih, i seguaci di Ahmad ibn Khabit fondatore della Khabitiya, e gli Shia Ghulat. Anche al nostro tempo credono ancora alla reincarnazione la comunità Drusa, gli Aleviti, gli Ahl-e-Haqq e alcuni ordini Sufi (ad esempio, i Layen in Senegal).

Le discussioni parzialmente divulgate sulla reincarnazione mostrano che questo argomento è sempre stato un tema rovente nel mondo Islamico per secoli. Tuttavia, nessuna delle due controparti, i teologi e i pensatori Musulmani, ha convinto l’altra per porre fine ad un dibattito che dura da più di mille anni.

Nella storia della civiltà Islamica ci sono sempre stati studiosi che hanno creduto alla reincarnazione, ma negli ultimi decenni molte persone comuni del mondo Musulmano ostentano un interesse crescente per la reincarnazione.

Quest’interessamento per la reincarnazione non sopravvive solo tra una piccola minoranza di nazioni Musulmane (Ummah), ma questa credenza oggi è in aumento tra i Musulmani normali che non appartengono né a comunità particolari, né a sette.

Inutile dire che entrambi gli antagonisti si accusano vicendevolmente ritenendosi gli unici depositari della conoscenza Islamica fondata sul Santo Corano per quanto riguarda la rinascita.

La ragione comune del ritorno

Tuttavia, la filosofia di entrambe le idee è la stessa. Infatti, secondo il Corano, il ritorno degli esseri umani ad un’altra vita terrena provvede a ricompensare le loro azioni:

“Il giorno in cui la terra sarà cambiata in un’altra terra e in altri cieli i cieli” (Corano, 14: 48)

“A Lui voi tornerete, tutti, secondo la Promessa di Dio, vera. In verità, Egli dà inizio alla creazione e poi la fa tornare a Sé per compensare (le loro azioni).” (Corano, 10: 4)

“L’uomo non avrà di suo che il suo sforzo (azioni), e che il suo sforzo (azioni) sarà mostrato? E che sarà pienamente ricompensato? E che verso il tuo Signore è il limite massimo (la destinazione finale)?” (Corano, 53: 39-42)

“Chi fa una cattiva azione non sarà ricompensato che con una equivalente.” (Corano, 40: 40)

Qualcuno sa che cos’è la resurrezione?

Spesso i miscredenti della reincarnazione pretendono che l’Islam creda alla resurrezione e non alla reincarnazione! Se gli si chiede, però, che cosa la resurrezione significhi realmente, non sanno rispondere! Ripetono la parola “resurrezione” senza saperla descrivere esattamente. In realtà, resurrezione è un termine generico, mentre reincarnazione è specifico. Pertanto, diversamente dalla reincarnazione, la resurrezione è un vocabolo vago che propina un’idea incerta. In questo modo, il significato di resurrezione resta aperto ed è possibile credere alla resurrezione attraverso la reincarnazione!

Il problema della resurrezione

Curiosamente, esiste un acceso dibattito tra i seguaci della resurrezione. Hanno idee diverse sulle modalità della resurrezione. In altre parole, la grande questione riguarda il concetto di resurrezione all’interno del Corano. I teologi e i filosofi Musulmani propongono idee diverse sulla resurrezione:

Resurrezione del corpo stesso.

Resurrezione di un corpo terreno simile.

Resurrezione di un corpo ultraterreno (non terreno).

Resurrezione del corpo stesso

Alcuni teologi ritengono che lo stesso corpo, al momento della morte, ritornerà ancora in vita. Si tratta, in realtà, della risurrezione del corpo morto, non della resurrezione degli esseri umani. A meno che non si consideri l’essere umano e il suo corpo uguali! Tuttavia, come presto dimostreremo, quest’insegnamento è in antitesi col Corano e con l’Islam in generale.

La prima domanda che bisognerebbe porsi è: “Da dove proviene l’idea della resurrezione?” Non c’è un solo versetto del Corano che la sostenga esplicitamente, e quindi, non aveva alcun senso dibattere fervidamente la modalità del ritorno nel mondo Musulmano per più di 1000 anni.

Inoltre, è affermato in modo evidente nel Corano che durante il suscitamento l’essere umano avrà un nuovo corpo simile al precedente:

“E dissero (i miscredenti stupiti): quando saremo ossa e polvere saremo davvero suscitati come creature nuove? Ma non vedono dunque che Dio, Colui che ha creato i cieli e la terra ha il potere di creare altri esseri simili a loro?” (Corano, 17: 98-99)

Questi due versetti dimostrano chiaramente che per i miscredenti identificare l’uomo col suo corpo è sempre stato un atto di fede! Inoltre, il corpo di risurrezione seppur è un organo simile, non è lo stesso corpo. Tornerò sui suddetti versetti in seguito.

Nuova creazione non ricreazione

Quindi, questo primo tipo di resurrezione significa ricreazione del primo corpo, dato che il Corano rivela la creazione di un nuovo organo simile al precedente:

“Siamo forse spossati e incapaci dalla prima creazione? Eppure costoro dubitano di una nuova creazione!” (Corano, 50: 15)

Il nostro corpo è parte della terra

Eppure i credenti nella resurrezione del cadavere sostengono che Dio ricreerà lo stesso corpo direttamente dalla sua polvere per inviargli l’anima di nuovo nella sua massa organica!

Il Corano dichiara, però, che l’uomo non ha alcun diritto di proprietà, ma è responsabile solo delle proprie azioni:

“L’uomo non avrà di suo che il suo sforzo (azioni), e che il suo sforzo (azioni) sarà mostrato?” (Corano, 53: 39-40)

Secondo il Corano, pertanto, al momento della morte l’uomo perde ogni sua proprietà e relazione mondana:

“Eccovi venuti a noi singolarmente come vi creammo la prima volta, e vi siete lasciati dietro le spalle tutto ciò che vi abbiamo concesso e …s’è spezzato ogni legame tra voi.” (Corano, 6: 94)

 “E ogni avere e possedimento* tra loro sarà spezzato” (Corano, 2: 166)

*: Asbab in Arabo nella forma plurale significa anche mezzi di sussistenza, provviste, masserizie, averi, possedimenti, ecc…

“E in quel giorno non ci saranno né attaccamenti, né parenti e né relazioni.” (Corano, 23: 101)

La più importante e fondamentale proprietà, quindi, che l’essere umano perderà per sempre al momento della morte è il proprio corpo.

Per il Corano qualunque “cosa” o fenomeno naturale è un ayah (segno) di Allah che insegna e ci guida alla Verità. In altre parole, un “ayah” () è un qualsiasi Messaggio direttoci.

Tuttavia, se il corpo terreno è così importante, e risurrezione nel Corano significa resurrezione del corpo morto, perché il cadavere si trasforma in polvere e diventa pressoché inesistente? In altre parole, qual è il messaggio (ayah) che suscita un simile fenomeno nel Libro Divino della Natura? Il suo significato è che il corpo appartiene alla terra, non agli esseri umani.

“I miscredenti dicono: questa è una cosa strana e incredibile. Forse che quando sarem morti e diventati polvere...? No, ch’è un ritorno impossibile! Ma noi ben sappiamo qual parte di loro consumerà la terra: presso di noi c’è un Registro Conservato che tutto ricorda”. (Corano, 50: 2-4)

Dato che il nostro corpo proviene dalla terra, ritornerà infine alla terra.

“Egli è Colui che vi fece della terra una culla… Dalla terra vi creammo (nella vostra forma o figura), e nella terra vi riconduciamo (nella vostra forma o figura).” (Corano, 20: 53, 55)

Si potrebbe affermare che il cadavere sia trasformato in polvere e poi ricreato per mostrare la potenza di Allah! Per quale motivo? Per chi? L’uomo si ritroverà abbandonato al tempo della resurrezione e sarà troppo tardi per risvegliarsi spiritualmente nel Giorno del Giudizio. Vi dimostrerò che la resurrezione del corpo morto evidenzia la debolezza Divina! Vi pongo questa prima domanda: la reincarnazione include anche il potere di Allah?

La resurrezione dell’essere umano clonato

L’idea della risurrezione afferma che nonostante il cadavere diventi polvere, qualcosa rimarrebbe sempre, simile al DNA. Quando il corpo diventa polvere dopo la morte, non ci sarà alcuna risurrezione del corpo morto, semplicemente perché esso non esiste più, la polvere è solo “polvere”.

In pratica, il significato della resurrezione del corpo morto è simile al concetto della “clonazione umana” nella scienza moderna. La clonazione umana è la creazione di una copia geneticamente identica all’essere umano. Questo paragone spiega che l’immagine del corpo risorto sarà esattamente identica all’immagine del corpo precedente morto. Perciò, se qualcuno conosceva una persona col suo corpo precedente, lo riconoscerà. Questo concetto attesta che non ci sono solo i nostri corpi, ma anche le nostre immagini esteriori! Quest’idea è contraria anche agli insegnamenti del Corano:

“Nel giorno della resurrezione li raduneremo (cambiando) il loro aspetto in ciechi, muti e sordi ... Questo è il castigo per aver rinnegato i Nostri Segni.” (Corano, 17: 97-98)

Il suddetto versetto mostra che la resurrezione nel Corano non è la risurrezione del corpo stesso, in quanto i cambiamenti citati sono solo alcuni esempi. Quanti cambiamenti sarebbero necessari per non considerare il corpo resuscitato uguale a quello posseduto dalla stessa persona prima della sua morte?

Immaginate qualcuno che torni senza mani, piedi e con altre menomazioni gravi del corpo. Qual è la parte del suo corpo che lo rende la stessa persona? La sua faccia? E perché non si potrebbe modificare qualsiasi parte del suo corpo eccetto il viso che lo rende identificabile dagli altri? In altri termini, che cosa ci contraddistingue?

Cambio di sesso

Un altro esempio è costituito dal cambiamento di sesso a seguito di un intervento chirurgico: da maschio a femmina e da femmina a maschio. Inoltre, esiste la possibilità di modificare i tratti razziali. Immaginate un uomo nero che nel mezzo della sua vita cambi chirurgicamente sesso e razza trasformandosi in una donna bianca. Qual è la sua vera identità? Chi sarà risuscitato?

Resurrezione dell’uomo nel corpo animale

 Ci sono dei versetti del Corano secondo i quali Dio punisce con la creazione di un corpo completamente diverso rispetto al precedente:

“Dì (loro): volete che vi annunci una ricompensa peggiore di questa da parte di Dio? Quella di coloro che Dio ha maledetto, coi quali s’è adirato, che ha trasformato in scimmie e in porci, coloro che hanno adorato Tagut (gli idoli)? Costoro hanno il luogo peggiore e errano dalla retta via.” (Corano, 5: 60)

Inoltre, un certo numero di ahadith del Profeta Muhammad rivelano che al tempo del suscitamento, cioè nel giorno della restituzione alla vita (Yawm al-Qiyama ), molti riappariranno in svariati corpi animali. Il sottostante racconto, un celebre hadith, è narrato da due sapienti Musulmani, il primo Sunnita, il secondo Sciita.

Abu Abdullah Muhammad ibn Umar ibn al-Husayn al-Taymi al-Bakri al-Tabaristani Fakhr al-Din al-Razi (in Arabo-Persiano:), più comunemente noto come Fakhruddin Razi, famoso filosofo e teologo Persiano Sunnita; e Fadhl ibn Hasan al-Tabarsi, (in Arabo: ‎, in Persiano: ) conosciuto come Shaykh Tabarsi, studioso Persiano Sciita del 12° secolo morto nel 548 dell’Egira (1154 d.C.) la cui opera principale è il Majma‘ al-bayan, un commentario (tafsir) sul Corano, riportano il seguente hadith:

“Dieci gruppi della mia comunità saranno dispersi. Allah l’Altissimo li ha separati dai Musulmani e trasformerà alcuni di loro in scimmie e maiali, altri saranno capovolti con la testa in giù e i piedi in alto, e poi trascinati. Alcuni saranno ciechi brancolando raminghi. Alcuni saranno sordi, muti e non ragioneranno ... Ad alcuni di loro saranno tagliate le mani e i piedi.”

Il versetto successivo nelle espressioni “il posto peggiore” () e “la deviazione dalla retta via” ( ) descrive la situazione del suddetto hadith:

“Coloro che saranno trascinati tutti insieme, con la faccia in giù, verso la gehenna avranno il posto peggiore e saranno i più deviati dalla Via.” (Corano, 25: 34)

Bisogna osservare e capire la lingua del Corano basata sulla Struttura Interpretativa. L’utilizzo delle parole nel Corano, la loro collocazione e il loro ruolo nella progettazione strutturale letteraria Coranica, sono essenziali e decisivi per la comprensione del Testo.

Quindi, non solo il corpo umano non avrà la stessa corporatura precedente, ma in alcuni casi, la struttura umana sarà sostituita con una forma animale! Il Corano e l’Islam rivelano che non siamo i nostri corpi umani!

L’idea della “clonazione umana” riguardo alla resurrezione del corpo morto, o alla ricreazione del primo corpo, è un’idea artificiale, essendo opposta al Corano e all’insegnamento del Profeta Muhammad.

La resurrezione dell’essere umano tramite l’uomo

Il Santo Corano, in numerosi versetti, sottolinea che solo Dio è in grado di suscitare e restituire all’uomo di nuovo la Vita Terrena. Eccone alcuni:

“Chiedono (i miscredenti): quando saremo ossa e polvere, saremo forse risuscitati come nuove creature (con un nuovo corpo)? … Chi ci farà tornare in vita (rigenerandoci)? Rispondi: Chi vi ha creati una prima volta.” (Corano, 17: 49, 51)

Secondo il Corano, ogni nostra attività è, in realtà, il lavoro di Allah:

“E Allah ha creato voi e quel che voi fate (le vostre azioni)!” (Corano, 37: 96)

Il Corano, tuttavia, ogni volta che tratta il ritorno dei morti, sottolinea fermamente che avverrà solo tramite Dio.

“Allah è Colui che vi ha creato, poi vi ha nutriti, poi vi farà morire, poi ancora vi farà rivivere. C’è una delle vostre divinità che faccia qualcuna di queste cose? Gloria a Dio! Egli è ben più elevato agli dèi che essi associano!” (Corano, 30: 40)

Il Corano chiede: “Chi ci farà tornare in vita (rigenerandoci)? Rispondi: Chi vi ha creati una prima volta.” (Corano, 17: 51) Se crediamo alla resurrezione del cadavere o alla ricreazione del primo corpo, la risposta del Corano è senz’altro esplicita. Oggigiorno, la tecnologia della clonazione umana ha reso possibile la ricreazione del corpo umano; d’altronde, le metodiche resurrettive possono variare seppur il risultato è il medesimo...

Tuttavia, c’è qualche medico che può far rinascere i morti all’infuori di Dio? ( , Egli è ben più elevato agli dèi che essi associano!) (Corano, 30: 40)

L’autoidentità del Kufr

L’idea basilare della risurrezione del corpo morto considera il “Noi” come i “nostri corpi”. Quindi, per essere creati di nuovo, dovremmo essere il corpo stesso. Una tale resurrezione indica, in realtà, una “crisi d’identità” dei suoi fedeli.

La loro mentalità, il loro atteggiamento e il loro intendimento li rende uguali ai miscredenti (Al Kafirun ) citati nel Corano. Secondo questa gente, “noi” siamo i nostri corpi! Significa che siamo solo “polvere” ()  dopo la morte!

“E dicono i miscredenti: questa è una cosa strana! Ma come, quando saremo morti e diventati polvere… È un ritorno impossibile.” (Corano, 50: 2-3)

Pertanto, Allah non ha mai fatto la seguente dichiarazione:

“Di (loro)! Quando diventerete polvere, ossa e briciole, allora sarete resuscitati!”

Al contrario, Dio in ogni momento nel Corano si sofferma solo su una morte ritenuta ragionevolmente accettabile:

“Poi, in verità, certamente morrete, poi ancora, nel Giorno del Giudizio sarete risuscitati.” (Corano, 23: 15-16)

Pertanto, con i due versetti successivi si evidenziano due differenti e opposte concezioni circa l’identità dell’essere umano: una prima suesposta in cui i miscredenti si identificano col corpo; e una seconda in cui i devoti credono nella rinascita in un nuovo corpo (nuova creazione).

“E dicono: quando saremo dispersi nella terra rivivremo come nuova creazione (con un nuovo corpo)? Anzi, l’incontro col Signore rinnegano. Dì: vi farà morire l’Angelo della morte, cui siete stati affidati.”  (Corano, 32: 10-11)

Quindi, la fede nell’idea della resurrezione si basa su presupposti errati che la rendono un concetto non-Islamico e perfino anti-Islamico! Ecco perché non c’è neanche un versetto nel Corano che indica a chiare lettere la risurrezione del corpo morto. In realtà, come dimostrerò in seguito, il Corano respinge rigorosamente l’idea della resurrezione. Pertanto, la resurrezione non è la risposta, è il problema.

La resurrezione di un corpo simile

Oggigiorno, sembra che ben pochi teologi credano alla rivivificazione del corpo morto al tempo della resurrezione (Yawm al-Qiyama ). Questi teologi hanno idee diverse al riguardo.

Alcuni credono che invece di ricreare il corpo precedente dalla polvere, Allah creerà una nuova figura dalla terra direttamente, così come Egli creò Adamo all’inizio. E il nuovo fisico non avrà necessariamente le stesse sembianze del precedente, piuttosto potrà avere una qualsiasi corporatura e aspetto.

La Legge della Resurrezione

Quest’ultima interpretazione della resurrezione, sebbene sembri più realistica della precedente (la classica), ha dei problemi ancora più gravi. Innanzitutto, significa che la resurrezione è già avvenuta una volta, molto tempo fa, all’inizio della storia; ovvero, riguarderebbe la resurrezione di Adamo ed Eva.

Significa che al tempo del suscitamento, cioè nel giorno della restituzione alla vita (Yawm al-Qiyama ), questi due esseri umani saranno resuscitati ancora una volta! Rivelerebbe, inoltre, una ripetizione della resurrezione, che è, in primo luogo, inaccettabile per i teologi; e in secondo luogo, indicherebbe l’esistenza di una legge naturale o di una legge della creazione. Non esiste, tuttavia, una legge naturale distinta solo per due persone eccezionali.

È precisato che per resurrezione si intenda riportare in vita i morti, perciò, la prima creazione di Adamo non riguarderebbe la risurrezione. Non sono d’accordo! La mia posizione è contro il meccanismo della resurrezione, cioè la creazione dell’uomo dalla polvere, comunque, anche se riguardasse il Profeta Adamo, è sicuramente sbagliato nel caso del Profeta Esdra.

Il caso di Esdra

Secondo il versetto seguente, uno sconosciuto nel Corano noto come Esdra (Uzayr in Arabo; Azir in Persiano) negli Ahadith (un Profeta per i Figli di Israele), sarebbe risorto dopo una morte durata 100 anni, seppur il suo corpo divenne di ossa e polvere:

“O come avvenne a colui che passò presso una città devastata in tutte le sue strutture e disse: Potrebbe mai Iddio far rinascere una città così morta? Allora Dio lo fece morire e restar così per cento anni, poi lo risuscitò e gli chiese: quanto tempo sei rimasto così? Rispose: Ci sarò restato un giorno o parte d’un giorno. E Dio gli disse: No, che anzi ci sei restato cent’anni; guarda dunque il tuo cibo e la tua bevanda che non si sono ancora ammuffite, e guarda il tuo asino. Noi volevamo fare di te un segno per gli uomini. E guarda anche le ossa come Noi le rianimiamo e le rivestiamo di carne. E quando tutto questo gli fu chiaramente mostrato disse: Riconosco ora che Dio è sovra tutte le cose potente!” (Corano, 2: 259)

Se le cose stanno come i commentatori ritengono, siamo allora in presenza di un problema serio. Infatti, il Corano comprova che la risurrezione del corpo morto non è solo ripetibile, ma è realmente già avvenuta. Per il Corano, Esdra, sarà ancora una volta risuscitato alla fine di questo mondo!

Dio è la Legge

Significa che la resurrezione è una legge della creazione perché la natura del diritto è la “ripetizione.” Quando un fenomeno si ripete, indica l’esistenza di una legge, e non c’è legge senza ripetizione.

Ogni fenomeno che appare due volte, indica un modello. Qual è il modello di creazione che rende la ripetizione un fenomeno possibile?

Si potrebbe obiettare non c’è né un modello, né la legge della risurrezione, e per quanto concerne il caso di Adamo e di Esdra fu, in realtà, un’eccezione e una decisione specifica di Allah e della Sua potenza!

Come possiamo saperlo? Allah stesso l’ha detto che nel Suo Libro? Il Corano non è un libro Romano. È il libro delle ayah (i segni), ovvero delle riflessioni del disegno Creativo espresso in parole. Il Corano ci chiede di riflettere sui segni per capire e conoscere la vita e le sue leggi.

“Così Allah vi rende chiari i segni acciocché possiate meditare.” (Corano, 2: 266)

Quindi, il ripetersi di un qualsiasi fenomeno nel Corano riflette una ripetizione che avviene nel Libro della Natura e della Creazione. Il Corano non deve essere inteso come un racconto perché esso è la storia. Al contrario del racconto, la storia ci comunica le leggi del racconto.

Se le storie della creazione di Adamo e di Esdra non fossero dei “segni” riguardanti la legge della vita, ma solo delle eccezioni e delle decisioni specifiche di Allah, non dovremmo riflettere su di esse per il resto dell’umanità. Insomma, quale insegnamento costituisce quell’eccezione destinata a non ripetersi mai per il resto dell’Umanità?

Quando un fenomeno avviene già due volte, perché non potrebbe accadere altre volte? Nulla può impedirlo, se non un’altra legge. L’essenza di ogni legge è la stessa: la ripetizione.

Non siamo solo in presenza di un problema scientifico − essendo la ripetizione il modello di legge naturale −, ma siamo anche al cospetto di un problema culturale. L’atto di Allah segue un Suo modello, e la Sua potenza si manifesta attraverso le leggi della creazione e della natura. In altre parole, Dio è la legge.

“Questa è la legge di Allah, che egli usò già da prima e non troverai nessun cambiamento alla legge di Allah.” (Corano, 48: 23)

Qual è la differenza tra la storia di Adamo e di Esdra nel Corano? Adamo è già stato creato una prima volta, mentre Esdra è stato ricreato. In altre parole, a differenza di Adamo, Esdra è risorto dopo la morte.

Inoltre, qual è la differenza tra la prima creazione di Adamo avvenuta dalla polvere e la sua nuova ricreazione, che accadrà nelle stesse modalità al tempo del suscitamento, cioè nel giorno della restituzione alla vita (Yawm al-Qiyama )? Nessuna, salvo che sia “un altro tempo”. Ecco perché il Corano evidenzia l’espressione “un altro tempo” collocandolo secondo per importanza dopo la fede in Dio:

“E che male ne avrebbero se credessero in Allah e in un altro tempo (Yawm)?” (Corano, 4: 39)

La resurrezione di innumerevoli persone

Il Corano racconta che migliaia di persone perirono e poi ritornarono alla vita di nuovo.

“Non hai visto coloro che a migliaia uscirono dalle loro case per timor della morte e Allah disse loro: Morite, poi li risuscitò” (Corano, 2: 243)

Secondo gli ahadith, il numero di queste persone era effettivamente innumerevole, e molto tempo dopo i loro corpi morti si disintegrarono nella terra:

Mirkhond, storico persiano del periodo timurite, spiega il suddetto hadith nel suo Rauzat-us-Safa (Il giardino della purezza) nel modo seguente: “Non hai considerato le migliaia di uomini che, per timore della morte, lasciarono le loro abitazioni? Dopo averli colpiti, Allah rese loro la vita, perché ama gli uomini, ma la maggior parte degli uomini non è riconoscente” (Corano, 2: 243). Queste parole si riferiscono agli abitanti di Danur che rifiutarono di rispondere all’appello del profeta Hazkil (Ezechiele) alla guerra santa e che Allah, per punizione, fece perire con la peste (at-Taa’un), poi resuscitò, dietro richiesta del profeta “figlio della vecchia”… Hazkil restò molti anni presso i resuscitati che, a ricordo della loro disavventura, non avevano conservato traccia della peste che un cattivissimo odore.  (Mirkhond, La Bibbia vista dall’Islam, 160-161, Luni Editrice, 1996, Milano)

 

Eppure, Allah li ha creati di nuovo. Significa che sono stati tutti resuscitati! E, secondo l’idea della resurrezione, saranno resuscitati nuovamente al tempo del suscitamento, nel giorno della restituzione alla vita (Yawm al-Qiyama )! Significa che non solo la risurrezione sulla terra si ripete, ma è anche una legge naturale.

Ritorno all’inizio

I credenti nella resurrezione affermano che il “ritorno” citato in certi versetti Coranici accadrà nelle stesse modalità della prima creazione. In realtà, il principio universale del ritorno riportato nel Corano riguarda qualunque cosa:

“Come iniziammo la prima creazione, così la riprodurremo; è Nostra promessa: saremo Noi a farlo” (Corano, 21: 104)

L’inizio stesso della prima creazione dell’umanità giunse dal “Fango (Argilla)”:

“E la creazione dell’uomo iniziò dal Fango (Argilla).” (Corano, 32: 7)

Quindi, al tempo della resurrezione, Allah creerà ancora gli esseri umani direttamente dal “Fango (Argilla)” come fece col primo essere umano, Adamo. Adesso, osserviamo l’insieme dei versetti che i commentatori del Corano citano a riguardo della creazione Adamica e dei suoi figli:

“Che fece bella e migliore ogni cosa che creò, e la creazione del genere umano iniziò dal Fango, poi creò la sua umanità da acqua spregevole.” (Corano, 32: 7-8)

I commentatori spiegano che Dio creò direttamente Adamo dal Fango. In altre parole, fu creato attraverso la resurrezione, ma i suoi figli che sono il resto dell’umanità, furono creati dallo sperma e vennero al mondo attraverso la nascita.

La Creazione Umana nel Corano

Per spiegare il significato del concetto di “Bada” () o “inizio” dei suddetti versetti, è necessario rivedere la creazione dell’Uomo nel Corano. Il Dott. Yadollah Sahabi, uno studioso iraniano, ha fortemente contestato l’interpretazione tradizionalista dei versetti Coranici. La sua ricerca volle dimostrare che la descrizione della creazione Umana racchiusa nel Corano sorregge in modo netto l’idea evoluzionistica della scienza moderna.

L’opera del Dr. Sahabi reputava che la creazione dell’uomo nel Corano non è contro l’idea evoluzionistica. La sua discussione principale dimostrava, riferendosi ai versetti del Corano, che la creazione del primo essere umano, Adamo, non avvenne direttamente dal Fango; perciò, Adamo, non sarebbe il Padre dell’umanità, in quanto non esiste un simile concetto nel Corano.

In questa sezione, tuttavia, giungerò differentemente alla stessa conclusione basandomi sull’interpretazione strutturale che ho già spiegato nella parte quarta di questa trattazione. La tradizionale comprensione della creazione del primo essere umano (Adamo), ho già spiegato, è quasi identica alla creazione di un uccello dal Fango operata da Isa (Gesù). Questo concetto può essere meglio compreso studiando i due versetti seguenti:

“In verità io creerò un uomo di Fango! E quando l’avrò plasmato ed avrò alitato in lui del Mio spirito” (Corano, 38: 71-72)

“Io vi creerò con del Fango una figura d’uccello e poi vi soffierò sopra e diventerà un uccello vivo col permesso di Dio” (Legge di Natura) (Corano, 3: 49)

Altri versetti rafforzano questo nuovo studio sulla creazione dell’uomo secondo il pensiero evoluzionistico nel Corano:

“Che fece bella e migliore ogni cosa che creò, e la creazione del genere umano iniziò dal Fango, poi creò la sua umanità da acqua spregevole.” (Corano, 32: 7-8)

Analizziamo i due precedenti versetti: innanzitutto, la parola () significa umanità, non lo specifico uomo noto come “Adamo”. In secondo luogo, il pronome personale suffisso del vocabolo “naslah” () che si riferisce a o al “genere umano”, significa “umanità” (The Islamic Quarterly, Volume 42, pag. 18, 1998), e non progenie per via dell’unico linguaggio Coranico. La parola “naslah” () è usata nel Corano solo due volte. In un “altro caso” è scritta senza pronome personale suffisso:

“E quando ti volge le spalle corre per tutta la terra a portarvi la corruzione e a rovinare l’agricoltura e l’umanità” (Corano, 2: 205)

Se l’interpretazione dei commentatori tradizionali fosse giusta, si dovrebbero sostituire due vocaboli dei suddetti versetti con i due seguenti evidenziati in azzurro:

“Che fece bella e migliore ogni cosa che creò, e la creazione di Adamo iniziò dal Fango, poi creò la sua progenie da acqua spregevole.” (Corano, 32: 7-8, modificato)

Nella lingua del Corano, i termini “dhurriyah” () o “bani” () indicano la discendenza, la posterità, la progenie, la figliolanza, la prole, ecc....

La norma che valuta la corretta comprensione delle parole Coraniche, è il solo metodo utilizzabile per il linguaggio del Corano, in quanto il Corano è il Criterio () distintivo () di Guida e di Dirittura completa.

“… annienterò tutta la sua progenie “dhurriyah” (), eccetto pochi.” (Corano, 17: 61-62)

“E quando il tuo Signore trasse dai lombi dei figli di Adamo tutti i lor discendenti “dhurriyatahum” …  I nostri padri, già prima, davan dei compagni a Dio, e noi siam la loro progenie “kunna dhurriyatan” ().” (Corano, 7: 172-173)

“Questi sono coloro che Allah ha colmato dei suoi favori tra i profeti della discendenza di Adamo e, tra quelli che portammo con Noé (nell’arca), tra i discendenti di Abramo e di Israele.” (Corano, 19: 58)

La parola “dhurriyah” () è usata nel Corano anche per riferirsi alla prole di Satana:

“… E si prostrarono tutti eccetto Iblis, uno dei ginn, che deviò dall’ordine del Signore. Prenderete dunque lui e la sua progenie a patroni in luogo di me?” (Corano, 18: 50)

È utile ricordare che la parola “bani” () non è necessariamente sinonimo della parola “dhurriyah” (). Per esempio, il termine () “Bani Israil” che letteralmente significa i “figli d’Israele”, nel linguaggio del Corano significa il “popolo di Israele”. Anche se lo sono effettivamente, non sono fisicamente o biologicamente i figli di Israele. Una parte di loro potrebbe aver avuto un legame con qualche generazione anteriore a Israele, perfino straniera. È il linguaggio del Corano. Quindi, non siamo autorizzati a suggerire un “significato” esterno al Corano.

Ugualmente, nel Corano la parola “Bani Adam” () non significa necessariamente i figli di Adamo. Molti di loro potrebbero appartenere ad generazione vissuta prima della creazione di Adamo. In altre parole, Adamo stesso era figlio di quella generazione. Malgrado ciò, Adamo è ancora considerato come il Padre dell’Umanità da un punto di vista spirituale.

Infine, la parola () non ha mai indicato i “figli o una generazione”, né in relazione ad Adamo, né a nessun altro. Per assegnare alle parole del Corano il loro giusto significato, è importante analizzare il contesto in cui sono utilizzate.

In terzo luogo, l’espressione () non significa che la creazione abbia inizio “direttamente”. Significa solamente “l’origine della creazione”. Nessuno contesta che la creazione di tutti gli esseri animati si origini dalla terra e dai fluidi, ma “originariamente” e “direttamente” non sono sinonimi.

“Bada” () significa iniziare, fare qualcosa per primo, creare qualcosa all’origine, al principio, all’esordio, ai primordi, ecc.., ma non implica un’azione diretta.

 

Ecco perché il Corano spiega ulteriormente il suo significato:

 

“E certo noi creammo l’uomo della miglior essenza (facendone evolute creature) di Fango. Poi ne facemmo una goccia di sperma in una condizione sicura.” (Corano, 23: 12-13)

 

Quindi, la creazione di tutti gli esseri umani (tra cui Adamo ed Eva) dalla terra non significa che sia avvenuta “direttamente”.

“E vi conosce fin da quando vi creò in origine dalla terra, e quando foste embrioni nel grembo delle vostre madri.” (Corano, 53: 32)

In quarto luogo, se Allah avesse creato Adamo direttamente dalla terra, lo avrebbe creato da un pezzo di Fango. In questo caso, il Corano dovrebbe usare il vocabolo ( ) con l’articolo, cioè “il Fango o l’Argilla”, invece dello stesso termine senza articolo ( ). Infatti, questa situazione si verifica quando Gesù creò un uccello:

“Io vi creerò con del Fango una figura d’uccello e poi vi soffierò sopra e diventerà un uccello vivo col permesso di Dio” (Legge di Natura) (Corano, 3: 49)

Questo vocabolo con l’articolo (), il Fango, si riferisce ad un “pezzo di Fango”, mentre la forma non articolata () indica generalmente la radice della creazione.

In quinto luogo, se la creazione di Adamo (ed Eva) fosse avvenuta direttamente da un “pezzo di Fango”; in tal caso, si tratterebbe di un fenomeno creativo eccezionale. Se l’intenzione del Corano fosse di evidenziare (ribadendolo) un fenomeno insolito e straordinario per dimostrare la potenza di Allah; allora lo esprimerebbe almeno in due modi diversi attraverso il Segno del Tono e l’Eccezione:

1)      Il Segno del Tono

Una delle prospettive più importanti del Corano riguarda il principio della priorità (lista di nomi in cui sono ricordati più facilmente gli elementi iniziali) in contrapposizione alla recenza (lista di nomi in cui sono ricordati più facilmente gli elementi finali) circa le parole contenute nei versetti Coranici. Una delle funzioni di questo principio concerne il tono come avviene in tutte le lingue. Dobbiamo sempre ricordare che nel Corano ogni cosa è un’ayah o un segno. Pertanto, anche la priorità contro la recenza delle parole, la collocazione dei vocaboli e i toni dei versetti sono un’ayah o un segno. Vi mostrerò, in questa sede, questi risultati utilizzando il principio della priorità in contrapposizione alla recenza delle parole analizzando alcuni versetti in rapporto alla creazione.

La collocazione della parola  o “Fango” varia per accentuare o sollecitare una “tonalità”, un suono, proprio come nel versetto seguente:

“Egli è Colui che vi ha creati dal Fango” (Corano, 6: 2)

Se invece sottolineasse un fenomeno insolito e straordinario proveniente da Allah, la frase assumerebbe questo tipo di tonalità:

“Egli è Colui che dal Fango vi ha creati”

Un’espressione simile esiste già nel Corano:

“Io vi creerò con dell’Argilla (Fango) una figura d’uccello.” (Corano, 3: 49)

Se spostiamo i termini del precedente versetto, avremo una costruzione Coranica simile alla creazione umana (o Adamica) del verso 32: 7.

 

“Ho creato per voi una figura di uccello dal Fango.”

Quindi, la domanda è la seguente: perché due fenomeni, un primo normale e naturale, ed un secondo insolito e straordinario che manifesta il grande potere di Allah, dovrebbero avere la stessa tonalità sonora?

“E la creazione dell’uomo iniziò di Fango.” (Corano, 32: 7)

“Creò l’uomo da una goccia di sperma.” (Corano, 16: 4)

Assai interessante, comunque, è che il Corano argomenti la creazione umana con lo sperma in un modo diverso. Il suo caso tonale traspare confrontando il versetto Coranico originale (A) con un mio versetto (B) successivo modificato:

A)    “Ed è Lui che ha creato dall’acqua (seme) l’uomo.” (Corano, 25: 54)

B) “Ed è Lui che ha creato l’uomo dall’acqua (seme).” (Versetto modificato)

La rappresentazione grafica del suddetto versetto risistemato, ha una tonalità sonora che è esattamente uguale al versetto Coranico seguente:

 

 

“In verità io creerò un uomo di Fango!” (Corano, 38: 71)

La conclusione è sorprendente. Benché la creazione umana avvenga col Fango (), agli occhi del Corano, il versetto implica anche la creazione degli esseri umani con lo sperma () a dimostrazione della grande potenza di Allah! Ecco perché Allah si ammira quando descrive il processo naturale della “nascita” nel Corano:

“E certo noi creammo l’uomo della miglior essenza (facendone evolute creature) di Fango. Poi ne facemmo una goccia di sperma in una condizione sicura... Sia benedetto Allah, il Migliore dei Creatori.” (Corano, 23: 12-14)

E ancora:

“E facemmo dall’acqua ogni cosa vivente” (Corano, 21: 30)

Il seguente versetto modificato, infatti, non ha né lo stesso significato linguistico, né l’abituale tono Coranico:

“E facemmo ogni cosa vivente dall’acqua.”

Ci sono molte altre costruzioni nel Corano che ricalcano le situazioni sopraesposte:

Esistono numerosi versetti sulla creazione dell’umanità nel Corano. Se la creazione di Adamo fosse collegata direttamente ad un pezzo di Fango, ci sarebbe almeno un versetto del Corano simile alle seguenti espressioni:

2)      L’eccezione

Se la creazione di Adamo (ed Eva) fosse direttamente associata ad un “pezzo di Fango”, questo fenomeno naturale della creazione avrebbe avuto un carattere eccezionale. In tali casi, il Corano espone e formula i fenomeni eccezionali in maniera corretta. Ad esempio, la preposizione “tranne, eccetto”, enuncia l’eccezionalità nel modo seguente:

“E quando dicemmo agli angeli: Prosternatevi avanti ad Adamo! Tutti si prosternarono eccetto Iblis (il padre dei diavoli)” (Corano, 17: 61)

L’eccezionalità potrebbe manifestarsi in questo versetto ipotetico:

“Egli è Colui che tutto vi ha creato di sperma, tranne Adamo, che fu creato di Polvere (o Fango).”

Si noti che nel precedente caso ipotetico, anche la parola  (“polvere o terra”) se assumesse l’articolo () significherebbe una quantità, una parte non determinata di polvere o terra.

Curiosamente, le espressioni Coraniche riguardanti la creazione umana con la “polvere” e col “seme” non hanno mai avuto un carattere eccezionale.

“Egli è Colui che vi ha creati di “Terra”, poi di “Sperma”, poi di grumo di sangue (“Embrione”), poi vi ha tratto fuori bambini (dal grembo materno).” (Corano, 40: 67)

Quindi, per la presenza del pronome personale suffisso plurale ( o voi), l’espressione  che intende la “nascita”, comprende pure la nascita di Adamo.

In sesto luogo, l’uso della parola “sawiyatah” (  ) che significa “plasmato o modellato armoniosamente” solo nel caso della creazione dell’Uomo, è un’altra dimostrazione ben fondata circa la differenza fondamentale tra le due seguenti esperienze di creazione (umana e il miracolo dell’uccello):

“In verità io creerò un uomo di Fango! E quando l’avrò plasmato ed avrò alitato in lui del Mio spirito” (Corano, 38: 71-72)

“Io vi creerò con del Fango una figura d’uccello e poi vi soffierò sopra e diventerà un uccello vivo col permesso di Dio” (Legge di Natura) (Corano, 3: 49)

La parola “sawiyatah” () che significa “plasmato o modellato armoniosamente” indica anche un “periodo di tempo”. Si intende l’evoluzione verso lo stato dell’essere umano espresso dal termine () o “Mio stato d’animo o Mio spirito vitale”.

Ed infine, il versetto concernente la creazione dell’uccello operata da Isa (Gesù) dimostra che le modalità con cui fu creato Adamo erano diverse! Nel caso dell’uccello, si trattava di compiere un miracolo per guidare il ritorno dei miscredenti alla Verità.

I miracoli sono, di solito, dei prodigi eseguiti dai Messaggeri e dai grandi Maestri sotto costrizione e contro la loro volontà per sfidare i miscredenti. Per quale ragione, quindi, la creazione di Adamo sarebbe un miracolo?

Il versetto cruciale della prova

Il versetto sottostante — ho spiegato nel precedente paragrafo “La creazione umana nel Corano” — indica che la creazione dell’intera umanità, compreso Adamo, avvenne unicamente attraverso lo sperma e la nascita. L’unico pronome personale suffisso voi (o ) presente nel versetto, precisa che la creazione di tutti gli esseri umani ebbe luogo dalla “polvere” e dallo “sperma” con la stessa struttura e medesimo tono grammaticale!

“Egli è Colui che vi ha creati di “Terra”, poi di “Sperma”, poi di grumo di sangue (“Embrione”), poi vi ha tratto fuori bambini (dal grembo materno).” (Corano, 40: 67)

Nonostante la chiarezza che si evince dal versetto di cui sopra, qualcuno potrebbe obiettare che il pronome plurale voi (o ), si riferisca alla creazione che dal Fango si produsse diretta per Adamo e indiretta per i suoi figli attraverso lo sperma e il parto naturale. Quest’obiezione è certamente pretestuosa. Infatti, non ha alcuna giustificazione secondo il versetto seguente:

“Rinneghi Chi t’ha creato di terra, e poi d’una goccia di sperma, e poi t’ha plasmato in forma uomo?” (Corano, 18: 37)

Nel versetto precedente, abbiamo un unico pronome personale suffisso di seconda persona singolare maschile che si riferisce ad un solo essere umano (la parabola del ricco e del povero vissuti molto tempo dopo Adamo). Come può questo singolo individuo esser creato sia dalla polvere che dallo sperma? Non si può asserire che quest’uomo particolare fosse creato dal Fango indirettamente e dal seme direttamente. Quindi, il pronome plurale ( o voi in 40: 67) è la chiave di lettura della frase  (di terra, e poi d’una goccia di sperma) presente nei due versetti Coranici (40: 67 e 18: 37).

Infatti, i due suddetti versetti descrivono due situazioni differenti: il primo versetto riguarda la creazione di tutta l’Umanità, mentre il secondo versetto si riferisce alla creazione di un singolo uomo (è in uso la seconda persona singolare).

Inoltre, nel secondo versetto, la creazione dal “Fango” e la creazione dallo “sperma” contenuta nella frase , è formulata indistintamente e senza alcuna eccezione. Significa che lo stesso uomo fu dapprima creato col “Fango” e successivamente col “seme”!

Pertanto, la vera interpretazione e comprensione del Corano si basa sulla progettazione strutturale letteraria.

Continuazione della Prima Creazione

Riprendiamo nuovamente i versetti che illustrano il “ritorno” all’inizio della prima creazione:

“Eccovi ritornati a Noi come vi creammo la prima volta.” (Corano, 18: 48)

“Come iniziammo la prima creazione, così la riprodurremo; è Nostra promessa: saremo Noi a farlo” (Corano, 21: 104)

Ritorneremo nello stesso modo in cui iniziammo originalmente la prima creazione. È la nostra promessa. Sarà certamente così.  Le parole  (letteralmente “come iniziammo”) non significano “ritornare” attraverso la ricreazione o tramite una nuova creazione di esseri umani dalla polvere o dal fango direttamente. Il loro significato si “basa sullo stesso modello e processo iniziale”. Questo concetto è di fondamentale importanza per la comprensione del versetto. Perciò, il versetto () significa che il “ritorno” avverrà sulla base dello stesso modello della creazione esistente all’inizio della storia. In altre parole, il “ritorno” indica la continuazione della stessa creazione che fu all’inizio:

“Siamo forse spossati e incapaci dalla prima creazione? Eppure costoro dubitano di una nuova creazione!” (Corano, 50: 15)

Il Potere della Bellezza

I versetti Coranici già citati, considerano che il Potere della Bellezza è il modo migliore e più bello per creare l’uomo. In altri termini, la legge naturale esistente è il modo più bello per creare gli esseri umani. Solo questo modo di creazione rende Allah il più Bello e il miglior Creatore:

“Che fece bella e migliore ogni cosa che creò, e la creazione del genere umano iniziò dal Fango, poi creò la sua umanità da acqua spregevole.” (Corano, 32: 7-8)

“E certo noi creammo l’uomo della miglior essenza (facendone evolute creature) di Fango. Poi ne facemmo una goccia di sperma in una condizione sicura... Sia benedetto Allah, il Migliore dei Creatori.” (Corano, 23: 12-14)

Se prendiamo dai versetti (32: 7 e 23: 14) due frasi fondamentali e le combiniamo, avremo il seguente verso:

“Sia benedetto Allah, il Migliore dei Creatori, che fece bella e migliore ogni cosa che creò.”

Alla fine del mondo, tuttavia, anche il resto dell’umanità risorgerà come avvenne per il loro padre originale all’inizio della storia! Per quale motivo?

Perché Allah dovrebbe ridimensionare la propria gloria passando dal Suo modo migliore e più bello di creazione ad uno inferiore? Il prodigio dell’uccello di Fango operato direttamente da Isa (Gesù) era ovviamente di livello minore!

“Io vi creerò con del Fango una figura d’uccello e poi vi soffierò sopra e diventerà un uccello vivo col permesso di Dio” (Legge di Natura) (Corano, 3: 49)

Inoltre, il principio universale Coranico afferma l’immutabilità dei decreti Divini:

“Questa è la legge di Allah, che egli usò già da prima e non troverai nessun cambiamento alla legge di Allah.” (Corano, 48: 23)

La questione, pertanto, dovrebbe porsi da un punto di vista estetico. Quale tra questi due tipi di creazione è più artistica: la risurrezione del corpo morto o la nascita naturale dell’uomo? Per il Corano, i nomi più belli appartengono ad Allah.

“E Allah possiede i nomi più belli, invocatelo dunque con quei nomi.” (Corano, 7: 180)

“Con quei nomi” si intendono i Suoi attributi manifestati nella creazione. Così, ogni volta che dobbiamo scegliere una tra due cose belle, scegliamo la più bella in ricordo dei Nomi Più Belli di Allah. È questo il Potere di Allah, amare la bellezza. Il Profeta Muhammad disse:

 

“In verità Allah è Bello e ama la Bellezza”

Il ritorno dell’uomo come pianta

La comprensione tradizionalista del concetto del ritorno nel Corano è precisamente identica alla crescita delle piante impiantate nella terra! Alcuni versi del Corano chiariscono meglio questa raffigurazione:

“Colui che ha fatto scendere dal cielo acqua secondo misura, con la quale ridiamo vita a un territorio morto. Allo stesso modo vi trarrà alla vita.” (Corano, 43: 11)

“Fece scendere acqua dal cielo, per la quale traemmo dalla terra molte coppie d’erbe svariate Dalla terra vi creammo (nella vostra forma o figura), e nella terra vi riconduciamo (nella vostra forma o figura), dalla terra vi trarremo (alla vita) ancora una volta!” (Corano, 20: 53 - 55)

“2) I miscredenti dicono: questa è una cosa strana e incredibile. 3) Forse che quando sarem morti e diventati polvere...? No, ch’è un ritorno impossibile… 9) E abbiam fatto scendere acqua benedetta dal cielo, con la quale facemmo germinare giardini e il grano delle messi… 11) Colla quale vivificammo un paese morto: simile a questo sarà l’uscita dei morti… 15) Siamo forse spossati e incapaci dalla prima creazione? Eppure costoro dubitano di una nuova creazione… 42) Al giorno in cui sentiranno il grido, per vero. Sarà quello il dì dell’uscita dei morti…” (Corano, 50: 2-3, 9, 11, 15, 42)

La loro incomprensione è dovuta alla mancanza di penetrazione della lingua Coranica. Non hanno capito o notato la differenza tra  (quello) e  (così, nello stesso modo, simile, parimenti, analogamente, ecc…) nei suddetti versetti. I versetti di cui sopra spiegano che il “ritorno” degli esseri umani è simile (ma non uguale) alla “crescita” delle piante terrestri.

La nascita come crescita

Al contrario, la tradizionale comprensione Coranica della seconda o ultima creazione considera sorprendentemente la nostra vita attuale la nostra prima creazione e la paragona alla “crescita” delle piante dalla terra! In effetti, i versi seguenti espressi nella lingua Coranica sono molto chiari e autorevoli quando ci compara alle piante!

“E Allah v’ha fatti germinare dalla terra come piante. Poi, vi farà tornare ancora e vi estrarrà (riproducendovi)” (Corano, 71: 17-18)

Pertanto, la nascita degli esseri umani e la crescita delle piante avviene secondo le stesse Leggi Fondamentali e Universali della Natura che si manifestano in forme differenti conformemente all’essenza delle diverse creature. Questa condizione si basa sul principio Coranico dell’Unità nella diversità e della diversità nell’Unità.

Se combiniamo il verso 43: 11 e i versetti (71: 17-18) avremo una visione completa della situazione:

“Colui che ha fatto scendere dal cielo acqua secondo misura, con la quale ridiamo vita a un territorio morto. Allo stesso modo vi trarrà alla vita… E Allah v’ha fatti germinare dalla terra come piante. Poi, vi farà tornare ancora e vi estrarrà (riproducendovi).

Il suddetto versetto significa che la modalità della nuova creazione al tempo del “ritorno” non è esclusiva, piuttosto, è un evento già accaduto all’epoca della prima creazione. Perché i miscredenti negano qualcosa che hanno già sperimentato? La parola “incredulità” o “Kufr” () nel Corano significa coprire la Verità per nascondere una realtà che è già conosciuta.

“Non riflettete su ciò (sullo sperma) che emettete? Voi lo create o siamo Noi i Creatori? Abbiamo decretato per voi la morte e nessuno ci precederà nel generarvi in ciò [forme] che non conoscete. Già conosceste la precedente nascita, non meditate?” (Corano, 56: 58-60…. 61-62) (*  in Arabo significa nascita, origine, formazione, genesi, crescita, ecc..)

Pertanto, i seguenti versetti appartenenti tipologicamente ai precedenti spiegano che la nuova e prossima creazione è identica all’attuale e prima realizzazione:

“2) I miscredenti dicono: questa è una cosa strana e incredibile. 3) Forse che quando sarem morti e diventati polvere...? No, ch’è un ritorno impossibile… 9) E abbiam fatto scendere acqua benedetta dal cielo, con la quale facemmo germinare giardini e il grano delle messi… 11) Colla quale vivificammo un paese morto: simile a questo sarà l’uscita dei morti… 15) Siamo forse spossati e incapaci dalla prima creazione? Eppure costoro dubitano di una nuova creazione…” (Corano, 50: 2-3, 9, 11, 15)

Questo mondo o dopo di esso?

I credenti nella resurrezione, di solito, credono che al tempo della Qiyama o Suscitamento, questo mondo materiale sarà completamente distrutto e sorgerà un nuovo mondo sconosciuto. Quest’idea, tuttavia, è in contrapposizione con gli espliciti versetti del Corano.

Il concetto del ritorno

Il Corano ha descritto il suscitamento degli esseri umani dopo la morte come un “ritorno”:

“I miscredenti dicono: questa è una cosa strana e incredibile. Forse che quando sarem morti e diventati polvere...? No, ch’è un ritorno impossibile!” (Corano, 50: 2-3)

“Chiedono (i miscredenti): quando saremo ossa e polvere, saremo forse risuscitati come nuove creature (con un nuovo corpo)? Rispondi: Siate pure pietra o ferro…. Chi ci farà tornare in vita (rigenerandoci)?” (Corano, 17: 49-51)

“Come iniziammo la prima creazione, così la riprodurremo; è Nostra promessa: saremo Noi a farlo” (Corano, 21: 104)

“Egli è Colui che vi fece della terra una culla… () dalla terra vi creammo, () nella terra vi riconduciamo, () dalla terra vi trarremo (alla vita) ancora una volta!” (Corano, 20: 53, 55)

I versetti precedenti sottolineano almeno per tre volte e in tre forme diverse che il Ma’ad o “ritorno” alla vita accadrà in questo mondo materiale.

In primo luogo, è spiegato chiaramente che il luogo del “ritorno” sarà esattamente la stessa terra in cui siamo nati e moriremo. Quella “stessa terra” comprende un’identica legge di natura. Significa che nasceremo nello stesso modo in cui esistemmo in questa vita in base alle leggi di natura. Altrimenti, il pronome personale suffisso  (da essa) non si riferirebbe alla terra nel suddetto versetto.

In secondo luogo, il versetto è progettato in modo che i pronomi personali suffissi «» e «» precedano i verbi. L’attenzione enfatica sul pronome personale suffisso forma il tono della lingua. In caso contrario, suonerebbe normalmente come nel modo seguente:

In terzo luogo, l’espressione “ancora una volta” (in Arabo ) in questo versetto Coranico indica la “ripetizione.” Il risultato dell’analisi di cui sopra è evidente: saremo ancora qui! In altre parole, la “prossima vita” dell’Akhirat () non significa in questo caso il ritorno in un certo luogo, ma il “ritorno” stesso!

Potreste affermare che secondo alcuni versetti questo mondo materiale sarà distrutto. Sì, avete ragione! Il Corano, tuttavia, dichiara che ogni cosa sarà distrutta ed innalzata ancora, compreso questo mondo materiale! Molti, o la maggior parte di noi, ritornerà e rinascerà di nuovo in quel futuro mondo materiale che è simile a questo mondo.

La descrizione proposta dal Corano circa il cambiamento omnicomprensivo di questo mondo è sempre stata in accordo con le nuove scoperte universali della scienza.

Due tipi di Qiyama

I seguenti versetti relativi al Suscitamento indicano che ci sono due “Tempi di Qiyama :

1.      La Qiyama dell’essere umano

 

“Poi, in verità, certamente morrete, poi ancora, nel Giorno del Giudizio sarete risuscitati.” (Corano, 23: 15-16)

Poi, morirete e successivamente sarete alzati ancora al tempo del suscitamento!

In base al primo tipo di Qiyama, i morti saranno sollevati nuovamente dalla stessa terra in cui vissero e abbandonarono. Questa è la Piccola Qiyama. Passiamo alla presentazione della resurrezione, il ba’ath, .

2.      La Qiyama del mondo (, la resurrezione)

 

Secondo diversi versetti riguardanti il nostro mondo fisico, affronteremo dei cambiamenti globali che condurranno alla conclusione definitiva del vecchio mondo. Un nuovo mondo si realizzerà. È questo che si intende per resurrezione (il ba’ath ) di un mondo simile al precedente.

 

“Il giorno in cui la terra sarà cambiata in un’altra terra e in altri cieli i cieli.” (Corano, 14: 48)

Essa è la Grande Qiyama. Ecco una descrizione sintetica di questa resurrezione “il ba’ath ” Conseguentemente allo sconvolgimento del mondo, ancora una volta si verificherà il suscitamento degli esseri umani. Pertanto, non si può sostenere che questo sollevamento dell’uomo avvenga contemporaneamente sia nella terra precedente  che nella terra successiva  (letteralmente, una terra differente).

 

Inoltre, l’idea della risurrezione non è realistica in altri mondi, ma solo in questo mondo terreno. Si tratta di una chiara contraddizione della falsa idea della resurrezione. I credenti nella resurrezione dovrebbero decidere in quale mondo avverrà la risurrezione e con quali modalità.