LA REINCARNAZIONE (TANASUKH) NEL CORANO — PARTE PRIMA

Uno studio sul concetto reincarnazionista nel Corano, un argomento controverso della storia Islamica

 

A cura di Reza Asgharzadeh (Repubblica Islamica d’Iran)

 

  

 “Dì: M’è stato rivelato che un gruppo dei ginn (il gruppo del Potere Nascosto)1 ascoltò il Corano, poi dissero: Davvero predicazione udimmo meravigliosa, che guida alla retta via; vi crediamo dunque e nulla più associeremo al Signore! Egli infatti (che la Maestà del Signor nostro sia esaltata) non s’è scelta compagna, né figlio.” (Corano, 72: 1-3).

Questo saggio è la prima e unica dissertazione scientifica sulla reincarnazione nella storia Islamica incentrata sul Corano.

In questo lavoro incomparabile spiegherò scientificamente che non solo il Sacro Corano insegna la reincarnazione, ma Esso è l’alfiere infinito, copioso e potente di questa dottrina. Nessuno degli antichi libri Divini, ad esempio il Santo Veda dell’Induismo, crede nella reincarnazione nella stessa maniera!

In altre parole, non solo la fede nella rinascita esiste nel Corano, ma la descrizione della rinascita contenuta nel Santo Corano è superiore a tutti gli altri Libri Divini originali!

Reincarnazione significa rinascita fisica degli esseri umani dopo la morte attraverso lo stesso meccanismo biologico che avvenne al momento della nostra nascita. Altre eventuali definizioni sulla reincarnazione sono in questo contesto irrilevanti.

La maggior parte dei teologi e dei pensatori Musulmani rigettò la credenza reincarnazionista definendola non Islamica, tuttavia, il mio lavoro si basa su una nuova comprensione del linguaggio Coranico. Il Sacro Corano non è solo il nuovo libro della Rivelazione Divina, il suo linguaggio è ancora sconosciuto.

La gente considera il Corano un testo sacro in lingua Araba, ciononostante, si tratta solo del sottofondo della verità. Su questo sfondo, il Sacro Corano ha creato un nuovo e singolare linguaggio che gli Arabi e gli stranieri devono capire. Sarebbe molto ingenuo pensare che gli Arabi capiscano il Corano in Arabo meglio degli altri. Infatti, al cospetto del Sacro Corano, eravamo tutti stranieri, compresi gli Arabi!

Questo linguaggio sconosciuto ed esclusivo del Santo Corano diventerà un argomento moderno di conoscenza linguistica. Un’indagine completa di questo linguaggio singolare e originale porterà a una nuova comprensione del Santo Corano, e probabilmente a straordinarie e veridiche scoperte al suo interno.

Quest’argomento controverso è suddiviso in più parti. Questo studio è una sintesi di una vasta ricerca compiuta sulla reincarnazione nel Sacro Corano nella mia lingua madre, il Persiano. Quest’analisi non finisce mai ed è ancora in corso, e per grazia di Allah, la aggiornerò di nuovo nel prossimo futuro.

Parte 1

La prova definitiva della rinascita nel Sacro Corano

La Prima Saggezza consiste di non negare mai!

Il primo “Rifiuto” fu operato dal primo negatore, Iblis, il Padre dei demoni!

Uno degli argomenti più dibattuti nell’Islam è il concetto di reincarnazione o rinascita. I Musulmani sono divisi da sempre su questo soggetto: alcuni credono nella reincarnazione, mentre altri la rifiutano.

Il tema del rifiuto è molto delicato nell’Islam. Per “negare” qualcosa si deve avere “conoscenza”, una parola “negativa” implica il rischio di farvi perdere qualcosa di importante nella vita o che vi appartenga.

La non-conoscenza di un concetto e la sua negazione conducono all’ignoranza (in Persiano Jahiliyateh جاهلیته). Il compito di Muhammad fu di guidare l’umanità dall’ignoranza alla conoscenza. Ecco perché la “Negazione” o il “Rifiuto” è un problema particolarmente delicato nell’Islam.

“E dicevate con le vostre bocche cose di cui nulla sapevate, credendo che si trattasse di cosa dappoco, mentre era cosa grande presso Dio.” (Corano, 24: 15)

Al contrario, non è necessario aver “conoscenza” per credere in qualcosa. Se qualcosa è positivo, non perdete nulla credendo in esso, piuttosto ci guadagnate.

La scelta, quindi, è tra la “sconfitta” e la “vittoria”. Per essere sicuri di non perdere nulla, bisogna scegliere di vincere. Si è depositari, così, di una vasta saggezza.

Una motivazione concede la fede, ci abbisogna solo una totale “fiducia”. Bisogna aver “fiducia” nella vita, altrimenti si finirà col tempo per essere un “perdente”. Come possiamo vincere se non abbiamo “fiducia” nella nostra vita? Siamo già perdenti. È una contraddizione evidente.

“Per il pomeriggio! C’è la rovina per l’uomo! Eccetto per coloro che credono ed operano il bene…” (Corano, 103: 1-3)

Si tratta di scegliere!

L’idea della reincarnazione, comunque, esiste.

Molti Musulmani non credono nella reincarnazione perché secondo loro non esisterebbe nell’Islam o nel Corano. Forse hanno ragione quando sostengono che la reincarnazione non esiste, tuttavia, l’idea della reincarnazione esiste.

Avrei delle domande da porre ai Musulmani che non credono alla reincarnazione o ne sono dubbiosi:

Credete all’idea della rinascita? Vorreste rinascere per migliorarvi spiritualmente avendo la possibilità di compiere nuovamente il vostro cammino verso Allah? Pensate di aver bisogno di un’altra vita dopo la presente? Siete felici di non credere nella “rinascita” o vi rattrista rigettarla?

Se la risposta è negativa, significa che l’idea della rinascita non fa per voi. Non vorreste trovarla nel Corano perché riterreste questo Libro inaffidabile. Non è vero?

Potreste ancora aggiungere che non vi interessa poiché non è di vostro gradimento, né l’auspicate. Inoltre, secondo voi la reincarnazione non esiste nel Corano, e come Musulmani seguite gli insegnamenti del Corano.

Vi piacerebbe che la rinascita fosse veramente presente nell’Islam? Vorreste che esistesse nel Corano?

Se la risposta è negativa, potreste aver ragione. La vostra risposta è molto importante; in realtà, non si trova nel Corano ciò che non si vuol trovare per guidare la vostra mente alla scoperta del contrario.

Dichiarate di voler seguire il Corano, ma è più importante seguire il Corano o il vostro cuore?

Ricordate che per attenervi al Corano avete seguito prima il vostro cuore, altrimenti non vi sareste mai conformati al Corano. In altre parole, il vostro cuore vi ha indicato l’osservanza del Corano. Il vostro cuore, così, ha desiderato il Corano. In quel momento eravate pronti per riceverlo. I versetti seguenti descrivono anche il vostro stato:

“è sceso con esso lo Spirito fedele, sul cuore tuo” (Corano, 26: 193-194)

Così discende sul vostro cuore. Risiede tutto attorno a voi adesso e per sempre, anche alla destinazione finale. Siete il centro:

“e che in verità verso il tuo Dio è la destinazione finale” (Corano, 53: 42)

Il vostro Dio e la vostra meta nel versetto sono centrali. Significa, infine, che Egli è vostro!

Pregate Allah chiedendoGli ogni cosa, Lo invitate all’ascolto delle vostre richieste come se fosse il Vostro servo.

Se non aveste un cuore, non avreste neanche Dio. Se non aveste un cuore, non desiderereste. Le cose che ricercate e da cui traete soddisfazione dipendono dal vostro cuore puro. Voi siete il vostro cuore, le vostre orecchie sono il vostro cuore, i vostri occhi sono il vostro cuore, la vostra lingua è il vostro cuore, il vostro pensiero è il vostro cuore.

Il Santo Corano, pertanto, insegna l’ascolto, la percezione, la comunicazione, la comprensione e la riflessione attraverso il cuore. I seguenti versi recitano:

“metteremo un suggello sui loro cuori, ed essi non sentiranno” (Corano, 7: 100)

“non già gli occhi loro sono ciechi, ma cieco hanno il cuore” (Corano, 22: 46)

“Diranno con le loro lingue quel che non hanno nel cuore.” (Corano, 48: 11)

“hanno cuori che non comprendono” (Corano, 7: 179)

“Non hanno cuori per comprendere?” (Corano, 22: 46)

Infine, il modo migliore e più affidabile è la sperimentazione col cuore:

“Il cuore non mentì su quel che vide. Vorreste dunque polemizzare su quel che vide?” (Corano, 53: 11-12)

L’idea della rinascita riguarda, quindi, voi e il vostro cuore. L’Islam e il Corano, pertanto, non corrispondono alle loro scusanti. Entrambi riflettono le vostre esigenze. Ascoltate il Corano.

“Iddio non vuole imporvi avversità e disagi, bensì purificarvi mentalmente e fisicamente, e compiere su voi la Sua grazia a ché voi siate riconoscenti.” (Corano, 5: 6)

Se non aveste un’altra possibilità, vi trovereste probabilmente nei guai sia nel presente sia nel futuro. Ne siete interessati!

La rinascita permette che le benedizioni di Allah siano esaudite e completate, essa vi purifica completamente. Volete purificarvi del tutto? Se la vostra risposta è positiva, e si presume che sia così, nutritevi di questi versetti e diverrete un essere umano perfetto. Il Corano è il riflesso delle vostre esigenze sul sentiero spirituale. Altrimenti, non dovreste esserne riconoscenti!

“E v’ha dato di tutto quel che Gli avete chiesto, se voleste contare i favori di Dio, non riuscireste a numerarli. In verità, l’uomo è ingiusto, protervo.”(Corano, 14: 34)

Allah vi ha già dato il necessario prima di chiedere. Questo versetto vi concerne! Le vostre esigenze riguardano le vostre richieste.

Perdono o reincarnazione?

Affermate che Allah perdona ognuno di noi, quindi, non c’è bisogno di ritornare di nuovo alla vita terrena per purificarsi. In altre parole, abbiamo bisogno solo del suo amore e del suo perdono poiché è presente nei suddetti versetti!

Sbagliate ancora! Innanzitutto i seguenti versetti Coranici contraddicono le vostre opinioni:

“conosce i segreti dell’Invisibile, o ha stretto un patto con il Compassionevole?” (Corano, 19: 78)

“E tra loro ci sono illetterati, che non conoscono la Sacra Scrittura, ma solo delle invenzioni sulle quali vanamente congetturano. Guai a coloro che scrivono il Libro con le loro mani e poi dicono: Questo proviene da Allah e lo barattano a vil prezzo! Guai a loro per quello che le loro mani hanno scritto! Guai a loro per il guadagno che ne hanno cavato! E hanno detto: Il Fuoco non ci toccherà che per pochi giorni!’ Rispondi loro: “Avete forse ricevuto qualche promessa da Dio? In tal caso Iddio non romperà la Sua promessa!” (Corano, 2: 78-80)

In secondo luogo, siete sicuri di aver compreso il perdono di Allah correttamente? Il Suo perdono avviene in vari e diversi modi tra cui la possibilità di una nuova vita terrena per l’ottenimento del perdono definitivo. Il Suo amore e il Suo perdono sono un processo pratico di purificazione e di avanzamento. Perdonare non significa trascurare.

Nel processo educativo dei vostri figli perdonate sempre i loro errori. Perché? Perché li amate. Volete che si evolvano.

Se il vostro bambino si sporca, lo perdonate, ma non significa che non gli facciate un bagno. Volete che sia pulito perché lo amate.

Ugualmente Allah perdona tutti i nostri errori, ma non le malefatte commesse con un’intenzione negativa del cuore.

“Dio non vi riprenderà per una sconsideratezza nei vostri giuramenti, vi riprenderà per l’intenzione dei vostri cuori. Allah è perdonatore paziente.” (Corano, 2: 225)

A proposito, da dove avete preso l’idea che il perdono sostituirebbe la vita terrena? Dal Corano? Osserviamo i seguenti versetti:

 “Presto saremo perdonati! E se venissero loro altri beni terreni come quelli, li prenderebbero! Non avevano accettato il patto della Scrittura, secondo cui non avrebbero detto, su Allah, altro che la verità? Eppure quel ch’è nella Scrittura essi l’hanno studiato, e la dimora dell’Aldilà sarà la cosa migliore per i timorati; non capite dunque?” (Corano, 7: 169)

“In verità, Io sono Colui che assolve chi si pente, crede, compie il bene e poi si lascia guidare.” (Corano, 20: 82)

“Eccetto chi si pente e crede, e compie opere buone; a questi Iddio tramuterà le opere male in buone. Allah è perdonatore, misericordioso.” (Corano, 25: 70)

“O Signor nostro! Perdonaci dunque i nostri peccati, purificaci le nostre colpe e facci morire con gli Abrar (quelle anime illuminate citate nel Corano che hanno raggiunto la più alta realizzazione spirituale).” (Corano, 3: 193)

Gli Abrar felicemente dicono: “Possibile che noi siamo morti di quella sola morte prima, e non subiremo alcun tormento? Certo è questa una vittoria immensa.” (Corano, 37: 58-60)

“Le opere meritorie scacciano quelle malvagie. Questo è un ricordo per coloro che ricordano.” (Corano, 11: 114)

A titolo di buon esempio, infatti, seppur Allah perdoni il Profeta Adamo (A), Egli lo rispedì di nuovo alla vita terrena:

“Risposero (Adamo ed Eva): O Signor nostro! Abbiamo fatto torto a noi stessi: se Tu non ci perdoni e non hai pietà di noi, andremo in perdizione! Rispose Iddio (dopo il perdono): Scendete di qui, nemici gli uni per gli altri: avrete sulla terra una sede e ne godrete fino a un tempo determinato. E ancora disse: Su di essa vivrete, su di essa morrete, e da essa sarete tratti fuori.” (Corano, 7: 23-25)

Se Allah trattò il suo Profeta (S) in quel modo, perché dovrebbe trattarci in maniera diversa?

In terzo luogo, Allah non concede o non perdona nulla senza sperimentare. Gli esami cui Allah ci sottopone sono un insegnamento basilare del Corano, ed sono probabilmente la più importante pratica per il nostro sviluppo spirituale.

“Li mettemmo alla prova con prosperità e avversità, affinché si ravvedessero” (Corano, 7: 168)

Ancora più importante è la prova del cuore:

“Sono quelli cui Iddio ha provato i cuori disponendoli al timor Suo e avranno perdono” (Corano, 49: 3)

L’idea secondo cui Allah ci perdonerebbe piuttosto che rimandarci alla vita terrena, è un concetto falso e artificioso, nonché contrario agli insegnamenti Divini del Sacro Corano. Adamo (A) mostra che il significato interiore del perdono è la reincarnazione! Il perdono concede un’altra occasione di sviluppo spirituale sulla terra poiché Allah è Misericordioso. Esso riguarda ogni vostra decisione. Arzigogolando col Corano nel tentativo di respingere il concetto reincarnazionista, vi celate a voi stessi, al vostro cuore. Sebbene il Corano consideri la rinascita autentica, voi rigettate il concetto della rinascita secondo il Corano! Manipolate il Corano nella vostra mente per ottenere la risposta che più vi aggrada.

“Ci sono alcuni di loro che distorcono la Scrittura con la lingua, per farvi credere che ciò è parte del Libro, mentre non è nel Libro e dicono: Proviene da Dio, mentre non proviene da Dio e, consapevolmente, mentiscono contro Dio.” (Corano, 3: 78)

La linea rossa del perdono

Nel Corano è detto che Allah non perdona che Gli si associ alcunché. Questa forma di associazionismo è denominata “Shirk” (الشرک) o “dualità” essendo contraria “all’Unità” o al “Tawhid” (التوحید).

“Egli perdona a chi vuole, ma chi associa altri a Dio forgia suprema colpa” (Corano, 4: 48)

Secondo gli insegnamenti Islamici, qualsiasi cosa che si relaziona ad Allah è Shirk, cioè crea una dualità. Si ritiene che “Dio è uno” essendo il principio del Tawhid o dell’Unità, poiché “uno” significa il “numero uno”, ma anche questo è Shirk! In questo modo, il “numero uno” è associato ad Allah conferendoGli la Sua identità!

Allah, tuttavia, è il Creatore di ogni cosa, compreso il numero uno. Allah, comunque, è l’Uno. Significa che è il Solo Unico esistente. In altre parole, tutto è Lui nella forma della Sua manifestazione. Questo è il Tawhid.

Quindi, anche se ci sono molti dèi, non sono separati. Tutti loro sono Uno, e questa “Unicità” è chiamata Allah.

“Son meglio dèi sparsi o l’Unico Iddio” (Corano, 12: 39)

“I miscredenti dissero: È uno stregone (Muhammad) bugiardo. Farà egli degli dèi un Dio solo? Questa è davvero una cosa strana.” (Corano, 38: 4-5)

“In verità noi creammo l’uomo da una goccia di sperma.” (Corano, 76: 2)

Non dico che Allah non perdonerà la maggior parte di noi Musulmani a causa di un tale malinteso, ma il concetto dello Shirk Islamico e della dualità è molto vasto e sottile e giunge a coinvolgere persino la nozione di Tawhid o Unicità! La maggior parte dei Musulmani è infettata dallo Shirk.

Non bisogna dimenticare che anche i Mushrikin (المشرکین) o i dualisti credono che “Dio sia uno” nel Corano:

“Se domandassi loro: Chi ha creato i cieli e la terra? Certamente risponderebbero: Dio! Dì: Pensate voi che quelle che invocate oltre Dio.” (Corano, 39: 38)

I Musulmani commettono Shirk se affermano che Allah nel Suo ultimo Libro ha rifiutato o negato la rinascita!

Dovrei forse cercare altro giudice che Allah (nel Corano), mentre’Egli v’ha rivelato il Libro dettagliato?” (Corano, 6: 114)

Coranizzazione

Ad Aisha, la moglie del Profeta (S), fu chiesto che tipo di personaggio fosse Muhammad (S). Rispose: il Corano!

Ecco perché Muhammad (S) non ha mai negato la rinascita. Si tratta della Coranizzazione dell’Uomo, cioè, di essere in completa unità con il Corano.

Allorquando l’angelo Gabriele trasmette i versetti del Corano, Muhammad (S) li recita. Questo stato riflette la totale purezza della sua anima o l’inesistenza di uno specchio.

“e di suo impulso non parla. No, ch’è Rivelazione ispirata.” (Corano, 53: 3-4)

È il totale abbandono all’unità con Dio attraverso le parole emesse dalla lingua. Per questo motivo, Muhammad (S) nel Corano è il miglior modello per il rinunciante, cioè, per il Musulmano.

“Voi avete, nel Messaggero di Dio, un esempio buono, per chiunque speri (come ricercatore) in Dio.” (Corano, 33: 21)

Coloro che negano il Corano o le azioni e le parole di Muhammad (S) non sono dei fedeli (Musulmani). La loro negazione rivela il loro stato di impurità.

Il ciclo della nascita e della fede

Se la minoranza dei teologi Musulmani che credette alla reincarnazione avesse assunto la dirigenza dell’Ummah Islamica, la maggior parte dei miscredenti del nostro tempo riconoscerebbe la reincarnazione.

Essi si sono arresi ai loro padri e ai loro dirigenti, e non ad Allah. Questo comportamento nel Corano è assolutamente inaccettabile essendo Shirk o dualismo (non unità).

Se i miscredenti nella reincarnazione Islamica fossero nati in una comunità Musulmana che crede alla reincarnazione, o fossero nati Indù o Buddisti, crederebbero fortemente in essa senza alcuna discussione.

La nascita è importante poiché verosimilmente determina pensiero, fede, opinioni e destino degli esseri umani.

Negare la reincarnazione non ha un’origine Islamica, né è determinata dalla ragionevolezza, dipende solo dal contesto storico, culturale e geografico dei nativi.

In verità, non è solo la nascita a determinare la fede, ma anche la fede può stabilire la nascita.

 Gli esseri umani possono sia scegliere di cambiare, sia cambiare di scegliere. Ciò vi riguarda.

Si potrebbe affermare che il Corano non abbia mai negato la reincarnazione proponendo in alternativa la resurrezione.

Prendendo in considerazione l’idea della reincarnazione si rispetta la linea rossa del Corano che non ci consente di confutare mai.

Il Messaggero di Allah avrebbe negato la reincarnazione se intendeva sconfessarla.

Gli antenati come maestri

Chi rifiuta ciecamente la reincarnazione segue le credenze dei suoi avi e dei suoi fratelli piuttosto che il Messaggero (S) di Allah! La maggior parte di questi miscredenti nella reincarnazione segue i suoi progenitori, i suoi correligionari o il suo ambiente: comunità, famiglia, scuola, moschea, ecc…; questi ambiti non usano la loro testa, si attengono ai loro antenati.

“O voi che credete! Non prendete per patroni e alleati i vostri padri e i vostri fratelli se questi preferiscono la miscredenza alla fede. ” (Corano, 9: 23)

“Quando si dice loro: “Seguite quello che Dio ha rivelato”, rispondono: “Preferiamo seguire quello che seguivano i nostri antenati, anche se i loro antenati non comprendevano e non erano guidati.” (Corano, 2: 170)

“Non si addice ad un uomo al quale Allah ha dato il Libro e la saggezza e la profezia, dire alle genti: Adorate me all’infuori di Allah, ma piuttosto: Siate veri devoti del Signore, voi che insegnate il Libro e lo avete studiato.” (Corano, 3: 79)

Porre domande

I miscredenti Musulmani della reincarnazione Islamica, di solito, pongono molte domande per respingerla. Tuttavia, non si sono mai posti questa domanda: Da dove proviene questo diniego? Dall’Islam o dal Corano? O da qualcos’altro? Siamo seguaci dell’Islam e del Corano o di qualcos’altro? Ritengono di essere nel giusto ponendo tante domande, invece sono in errore. La maggior parte delle loro domande riguardanti la reincarnazione e l’Islam sono insensate o inesatte.

Non chiedete qualcosa di cui non avete conoscenza!

Il Santo Corano lancia questo strano messaggio. I Musulmani pongono domande su argomenti sconosciuti in cerca di una risposta, ma il Corano insegna l’opposto, cioè a non chiedere ciò di cui non si conosce!

“Non chiedermi quel che tu non conosci.” (Corano, 11: 46)

Porre domande è un atto prezioso, pertanto, dobbiamo formulare dei quesiti corretti. E per farlo è necessaria una certa conoscenza. Gli interrogativi mal posti non hanno nessuna risposta o l’hanno errata. Il Messaggero Muhammad (S) disse che una domanda giusta è metà della conoscenza.

Le innumerevoli domande sbagliate dei negatori della dottrina reincarnazionista, rivela la loro ignoranza sulla reincarnazione e sull’Islam. Sono degli eretici deviati.

Una domanda giusta vale più di mille parole

Le numerose domande di questi miscredenti rivelano che sono dei burloni:

“lo ascoltano scherzando e divertendosi in cuor loro” (Corano, 21: 2-3)

Le numerose questioni poste da questi miscredenti della reincarnazione indica che sono impegnati mentalmente in altre attività!

Arzigogolano giocherellando. Se riflettessero correttamente, farebbero solo una domanda, non decine o centinaia. C’è sempre una domanda legittima per ogni argomento che può essere dirompente.

Al tempo di Muhammad (S) qualcuno raccontò a Salman al-Farsi che un uomo alla Mecca affermava di essere il Messaggero (S) di Dio. Salman il Persiano fece solo una domanda: “Che cosa sostiene?” Risposero: “Non c’è nessuna divinità eccetto Dio!” Poi, Salman al Farsi aggiunse: “È Lui!”

Il Corano insegna che nonostante gli innumerevoli quesiti posti dai miscredenti a Muhammad (S), non Gli credettero mai.

“Vorreste interrogare il vostro Messaggero come in passato fu interrogato Mosè?” (Corano, 2: 108)

Troppe domande rischiano seriamente di appesantire il fardello che ci trasporta nel viaggio verso la Verità creandoci ostacoli e facendoci sprofondare nell’oscurità.

Tante domande creano delle cattive abitudini che alla lunga danneggiano il cuore.

Paradossalmente, i miscredenti della reincarnazione non hanno mai risposto a questa domanda: “perché il Santo Corano, la migliore guida tra i Libri Divini, non nega o rifiuta l’idea della rinascita?”

In verità, questioni ancora più basilari rimangono ugualmente senza risposta. Perché milioni di bambini morti nella storia in circostanze diverse non vissero sulla terra per poter progredire spiritualmente?

Le risposte

Ci sono delle domande cui non abbiamo una risposta adeguata, ma non significa che non esista una replica. Altri individui, in differenti luoghi o in diverse epoche avrebbero potuto avere la risposta giusta. Infatti, ci sono domande sulla reincarnazione, sull’Islam, ecc…, che necessitano molto tempo per una spiegazione. Alcune risposte le otterremo dopo la morte, mentre per altre, la risposta arriverà solamente quando avremo sviluppato un certo livello di consapevolezza spirituale. E, infine, alcune risposte non le avremo mai! Le sperimenteremo solo con l’amore.

La giusta risposta come la giusta domanda è una benedizione Divina. Abbiamo bisogno, così, di pregare e di pazientare. Questi miscredenti della reincarnazione supplicano Dio di avere un orientamento?

Questione di credere

Se pregassero per accrescere la loro fede attraverso l’apprendimento e la conoscenza, sarebbe ancora più strano. Perché Muhammad (S) non ha mai chiesto all’angelo Gabriele di credere? Egli credette alle sue rivelazioni. Nemmeno i credenti fecero domande a Muhammad (S) per ottenere la fede, ebbero fiducia nella sua missione.

Le uniche persone che fecero a Muhammad (S) molte domande furono i miscredenti!

Perciò, anche in questo caso i miscredenti della reincarnazione sono in torto e seguono un percorso anti-Islamico! In verità, il comportamento dei miscredenti è sempre stato lo stesso, e sempre lo sarà.

“No, parlano come parlavan gli antichi e dicono: O che forse quando sarem morti e sarem diventati terra e ossame, sarem resuscitati a vita? Già questo è stato promesso a noi e ai nostri padri da prima, non son queste altro che favole antiche!” (Corano, 23-81-83)

Guida alla fede o secondo la fede?

La domanda che si pone, però, è come essere guidati a una fede senza avere una conoscenza al riguardo? Ovviamente, si devono anche fare delle domande per sapere.

La questione può anche essere formulata nel modo seguente: “È la Guida che conduce alla fede o è la fede che conduce alla Guida?”

In altre parole, dovremmo essere guidati alla conoscenza per prestar fede a un’idea, o dovremmo aver fede prima di essere guidati alla conoscenza?

 Si tratta di uno dei più grandi insegnamenti del Sacro Corano. È necessario credere, perciò, a una certa “fede” per essere guidati a essa!

“Coloro che credono e compiono il bene, Allah li guiderà grazie alla loro fede.” (Corano, 10: 9)

Ci sono molti versetti Coranici che confermano chiaramente questa condotta:

“In verità, Io sono Colui che assolve chi si pente, crede, compie il bene e poi si lascia guidare.” (Corano, 20: 82)

“Come  può mai Iddio guidare degli uomini che hanno respinto la fede dopo averla accettata?” (Corano, 3: 86)

“ché Dio non guida gente infedele” (Corano, 2: 264)

La negazione e la guida del Cuore

Questi due versetti mostrano che lo scetticismo conduce il cuore a negare. Al contrario, la credenza e la fede guidano il cuore.

“Coloro che non credono nell’altra vita hanno cuori che negano” (Corano, 16: 22)

“e chi crede in Dio, questi guida il suo cuore.” (Corano, 64: 11)

Anche il nostro cuore deve essere guidato, e ciò non avverrà se prima non abbiamo la fede.

Il Sacro Corano non insegna a credere alla reincarnazione attraverso l’apprendimento, l’informazione e l’analisi. È un errore!  Il Libro di Allah ci insegna prima ad aver fede per essere guidati alla conoscenza.

Naturalmente, abbiamo il diritto di porre tante domande dopo il conseguimento della fede. Così, saremo meglio predisposti a comprendere la conoscenza. In secondo luogo, e più importante, riceveremo alcune significative risposte e le comprenderemo con la sola fede.

In effetti, non è così sorprendente. Infatti, coloro che fanno molte domande sulla reincarnazione, non ne hanno mai fatte altrettanto sulla resurrezione cui vi credono appena! Questa situazione è un chiaro esempio di doppio standard anti-Islamico. Comunque, riguarda il credo che viene sempre prima.

Al posto di fare tante domande respingendo ciecamente ogni nuovo linguaggio del Libro di Allah, dovrebbero seguire i nobili insegnamenti su cui si sofferma il Corano: l’Ascolto e la Riflessione.

 

1. La parola ginn deriva dalla radice Araba il cui significato è “nascosto alla vista”. Il loro Potere Nascosto si riferisce, ad esempio, alla capacità di viaggiare velocemente.