LA REINCARNAZIONE (TANASUKH) NEL CORANO — PARTE QUARTA 

Uno studio sul concetto reincarnazionista nel Corano, un argomento controverso della storia Islamica 

A cura di Reza Asgharzadeh (Repubblica Islamica d’Iran) 

http://www.tradizionesacra.it/reincarnazione_corano_secondaparte_file/image001.jpg 

Che cos’è il Corano? Un Capolavoro Divino

“Dì: se pur si adunassero uomini e ginn (riunendo i loro poteri invisibili) per produrre un Corano come questo, non vi riuscirebbero, anche se s’aiutassero a vicenda.” (Corano, 17: 88)

La scoperta più grande della storia sul Sacro Corano

Questa parte è straordinaria perché riguarda la mia più importante e più grande scoperta (tra le tante) sul Corano nella storia Islamica!

I Musulmani credono che il Corano sia il più Grande Miracolo dell’Ultimo e Finale Profeta Muhammad (la pace sia su di Lui e la Sua Famiglia). Questa certezza non riguarda semplicemente la spiritualità dei suoi Messaggi Divini, ma anche la sua costruzione linguistica, cioè il Corpo del Corano. Più di 1400 anni sono passati dalla nascita del Corano. I teologi Islamici, i commentatori e i Musulmani in generale, hanno sempre considerato il Corano un Libro lineare e non hanno mai approfondito i suoi significati nascosti.

L’interpretazione autentica del Corano

Ci sono diversi tipi di interpretazione del Corano. Tuttavia, la più affidabile ed avanzata è l’auto-interpretazione del Corano (o ). L’enciclopedia online Wikipedia descrive brevemente questo genere di interpretazione:

“L’interpretazione del Corano col Corano è molto comune per via della stretta interrelazione esistente tra i versetti del Corano. I versetti del Corano si spiegano e si interpretano l’un l’altro, e quindi costituiscono il più alto livello di autenticità. Molti versetti o parole del Corano sono spiegati o chiariti con altri versetti del Corano. Un esempio di questo genere di interpretazione è il Tafsir al-Mizan dell’Ayatollah Iraniano Sayyed Muhammad Hussein Tabataba’i.”

Secondo questo metodo interpretativo, il Corano è un “Testo” i cui versetti in apparente contrapposizione tra loro si interpretano vicendevolmente. In realtà, questa condizione è in armonia col carattere unico e con lo status del Corano spiegato nella seconda parte di questa dissertazione.

Il Corano stesso, pertanto, ha toccato il punto focale della sua interpretazione:

“Abbiam spiegato questo Corano nei dettagli per gli uomini con ogni sorta d’esempi, ma l’uomo è spesso polemico” (Corano, 18: 54)

“Non ti propongono alcun paragone senza che noi te ne diamo il vero significato (nel Corano) e la miglior interpretazione.” (Corano, 25: 33)

Quest’interpretazione moderna, nonostante sia un metodo interpretativo giusto e autentico, non consente una considerevole comprensione del Corano, poiché purtroppo ha i suoi limiti. Inoltre, sostiene le congetture e le precomprensioni che i commentatori () elaborano sui versetti (ayat), al posto di scoprire il vero significato delle parole e le nuove realtà che affiorano dal Corano.

La purificazione della Mente

Per comprendere il Corano, quindi, è necessario purificare l’interpretazione. Significa che dobbiamo purificarci dalle congetture e dalle precomprensioni. Non ci è permesso imporre nessuna idea al Corano. Le idee appaiono naturalmente nel Corano. Non ci è consentito guidare il Corano verso le nostre congetture e le nostre precomprensioni semplicemente perché esse non funzioneranno col Corano.

“In verità, questo è un Corano nobile (benedetto), scritto in un Libro nascosto (cioè scritto in una forma sacra e sicura), che toccare non possono che i puri.” (Corano, 56: 77-79)

Non è un compito facile interpretarlo. Alcuni commentatori () hanno cercato di farlo. Il potere della Mente, tuttavia, è così forte che è quasi impossibile sbarazzarsi delle congetture e delle precomprensioni.

In genere, nessuno confessa il potere della propria Mente o forse non è nemmeno consapevole. Il problema che si pone è il seguente: come confrontarsi col Corano? Confidiamo di incontrare il Corano soltanto perché lo troviamo materialmente davanti a noi. In realtà, incontriamo solo le nostre congetture e le nostre precomprensioni attraverso il Corano. Ecco perché gli altri metodi non funzionano, e il Corano rimane un mistero.

Per incontrare il Corano è necessaria una purificazione seria e profonda. Il Corano sarà così liberato dalle nostre percezioni e dalla nostra immaginazione.

La successiva domanda è: che tipo di libro è il Corano? La nostra percezione e la nostra immaginazione lo considera solo un libro, un’opera rilegata come tante altre, sebbene sia Divino.

Lo consideriamo un manufatto e la sua lingua Araba un linguaggio umano. Non è vero? Questi due importanti elementi sono sufficienti per considerare il Corano pari agli altri libri umani.

Il Linguaggio Unico del Corano

 Perché la lingua del Corano è l’Arabo?

La risposta comune è che Muhammad era un Arabo e l’ambiente della Rivelazione era Arabo. Inoltre, la lingua Araba è considerata perfetta e fonte di Energia Sacra Divina.

Sono d’accordo con loro, ma bisogna fare una considerazione importante sulla perfezione della lingua Araba. Secondo me, nonostante la sua elevata qualità ed il suo ruolo fondamentale nella creazione del Corano, la lingua Araba come le altre lingue nella storia dell’umanità, ha i suoi punti deboli.

Il Corano ha scelto la lingua Araba. Per creare questo capolavoro, il Corano è sopraggiunto con un suo spirito d’iniziativa ideando una lingua impareggiabile e manifesta basata sull’Arabo. Questa capacità ha reso la lingua del Corano uno specifico “linguaggio Divino.”

Il risultato è che l’Arabo Coranico e l’Arabo Classico sono due lingue distinguibili. Per Arabo Classico si intende l’Arabo tradizionale o convenzionale. Questo concetto riveste un’importanza decisiva nella comprensione del Corano. Ecco perché il Corano stesso rimarca la propria lingua Araba:

“Un Corano Arabo non contorto (cioè non ambiguo, chiaro e esplicito) nella speranza che temano Dio (cioè che rispettino i principi e la disciplina di questo Arabo).” (Corano, 39: 28)

La locuzione Coranica Araba « » significa non disonesto, non deviato, non tortuoso, non contorto.

Un nuovo e differente Arabo si era formato rispetto all’Arabo Tradizionale, e come la maggior parte delle lingue artificiali derivate, era un Arabo deviato «» opposto all’ Arabo non contorto «» a cui abbiamo accennato nel precedente versetto. (Corano, 39: 28)

“Questo è Arabo chiaro.” (Corano, 16: 103)

Il precedente versetto specifica che si tratta di un Arabo chiaro giacché si differenzia dall’Arabo denominato «» cioè, dall’Arabo non chiaro e non illuminante.

Altrimenti, perché Muhammad avrebbe citato e sottolineato ripetutamente questa diversità linguistica agli Arabi? Perché l’insegnamento Divino «» (Corano, 39: 28) ci indica chiaramente di padroneggiare e di rispettare i principi e la disciplina del linguaggio Coranico.

Questa guida Divina ci informa di mantenere queste due lingue Arabe distinte, separate e a non mescolarle. Eppure, a causa della nostra ignoranza e debolezza umana, non rispettiamo queste regole. Una volta che lo faremo, saremo guidati sulla strada giusta:

“Questo Libro scevro di dubbi dato per guida a coloro che detengono saldamente (i principi di) un’auto-disciplina spirituale.” (Corano, 2: 2)

(Ulteriori spiegazioni sul versetto del Corano, 2: 2, si trovano al link: http://www.tradizionesacra.it/reincarnazione_corano_secondaparte.htm)

In un certo senso, è questa lingua Araba che il Corano ci chiede di comprendere:

“In verità, ne abbiamo fatto un Corano Arabo perché lo comprendiate.” (Corano, 43: 3)

In conclusione, entrambe le lingue Arabe, sia la convenzionale sia l’inventata (l’artificiale o la deviata), costituiscono insieme il linguaggio Unico e Divino del Corano.

Il Linguaggio Informe

Una delle più importanti caratteristiche dell’Arabo Coranico è la mancanza di un modello rispetto a qualsiasi altra lingua. Questo stato lo rende una lingua senza forma.

Quest’assenza di forma linguistica fornisce un’enorme potenzialità al Corano per le diverse interpretazioni. Ecco perché il Profeta Muhammad disse che in questo mondo materiale ogni cosa vetusta sarà rimaneggiata, eccetto il Corano! Il Corano, in qualsiasi situazione ha sempre qualcosa di nuovo da dirvi! Perché? Perché è informe.

Questo nuovo e unico linguaggio Divino del Corano, basato sulla lingua Araba da un lato, e sulla nostra ignoranza e abitudini dall’altra, ha determinato enormi ed errate incomprensioni.

Non solo non riusciamo a liberarci dal modello dell’Arabo Classico, ma da qualsiasi lingua umana. Ecco perché il Corano non bisogna comprenderlo col modello di una qualsivoglia lingua tradizionale e classica, tanto meno con la grammatica Araba o attraverso il significato delle sue parole.

Tuttavia, il Corano ha un suo modello unico che è ancora lungi dall’essere facilmente riconosciuto e compreso, nonostante sia stato fatto qualche progresso.

Per comprendere il Corano c’è un solo modo: ritornare alla ricerca profonda del Corano e al vero significato delle parole Arabe contenute in esso. Allo stesso tempo, bisogna rifiutare l’imposizione di qualsiasi altro significato esterno al Corano. In questo modo, ci si abbandona al Corano e si diventa un Musulmano.

Non dovremmo nemmeno rivolgerci ai libri per capire il Corano, giacché il più affidabile studio per comprendere il Corano, è lo stesso Corano. Non c’è nessun altro libro da consultare se non il Corano stesso.

Oggi come in passato, certi Musulmani rigettano la reincarnazione e sostengono la resurrezione sulla base di alcuni versetti Coranici. Ironia della sorte, altri Musulmani considerano esattamente gli stessi versetti per affermare completamente il contrario!

Nessuno osa dire: “Fermiamoci un attimo, c’è qualcosa di sbagliato! Non possiamo andare avanti girando per sempre attorno al problema! Quale delle due parti capisce i versetti correttamente e per quale motivo?”

Questo saggio è in procinto di rispondere una volta per tutte a questa domanda.

Il Corano un Complesso Organismo Vivente di Parole!

Secondo me, si tratta della più grande scoperta della storia Islamica, delle religioni e dei Libri Divini in generale. Questa scoperta è difficile da spiegare, ma è meglio compresa con l’esperienza; tuttavia, farò del mio meglio per far luce su di essa.

Il Corano non è un “testo”, ma “La Struttura”. Il Corano non è un “libro” ma “Il Libro”. Il Corano, quindi, è “un’unità letteraria” a prescindere dai suoi contenuti.

La sua “progettazione strutturale letteraria” è fondamentale perché rende ogni “parola” contenuta nel corpo del Corano una “cellula vivente”. In altre parole, bisogna considerare il Corano un “sistema vivente organico di parole”, un Libro vivente, una nuova creatura!

Il sistema Coranico è un “Capolavoro Unico” nella storia della letteratura e dell’arte.

La lingua informe e la complessa struttura letteraria di questo “Libro Vivente” (è la qualità del Corano che ispira) si combinano per dare sempre nuove risposte ad ogni situazione, seppur Esso conserva una propria, completa e indipendente esistenza.

Il Significato e il Ruolo delle Parole

Quindi, non bisogna solo scoprire il significato delle parole contenute all’interno del corpus del Corano, ma il “ruolo” più importante che tali parole rivestono nella progettazione e nella struttura letteraria del Corano. Questa concezione è finora sconosciuta!

In un testo, il significato delle parole sono importanti. Tuttavia, in una struttura, non solo il significato delle parole è importante, ma il ruolo del loro utilizzo fisico nella progettazione strutturale letteraria può essere cruciale.

Non ci è permesso né di intervenire chirurgicamente sul corpo del Corano modificandolo o sostituendo le sue parole fisiche, né di modificare, sostituire o imporre un significato alle parole, se non secondo le norme e i principi stimati dal Corano stesso.

Qualsiasi innesto di parole o l’influenza di idee esterne al Corano impedirebbe al “corpus del Corano” di funzionare correttamente. E come risultato avremmo un caos di significati nell’intero Corano.

Pertanto, non abbiamo il diritto di congetturare, né di prendere alcuna posizione in merito. La nostra unica responsabilità è di testimoniare la comparsa di idee nel Corano.

Da oltre 1400 anni dalla nascita del Corano, noi Musulmani non abbiamo ancora né capito, né riconosciuto, che il Corano è un “Sistema di Macchina Letteraria” o una “Creatura Vivente Indipendente”.

Quest’intendimento rivoluzionerà la nostra comprensione del Corano dirigendoci a scoprire nuove realtà.

L’interpretazione strutturale del Corano

Sulla base di questa recente scoperta, è nata l’idea della nuova “interpretazione strutturale del Corano”. Questo nuovo tipo di esegesi si è evoluta sull’interpretazione attuale del Corano attraverso il Corano ().

A mio parere, la progettazione strutturale letteraria del Corano, per essere capita, necessita di ingegneri o di architetti, piuttosto che dei soliti commentatori tradizionali!

Nelle successive parti, svilupperemo una più profonda comprensione di questa straordinaria scoperta e la sua nuova interpretazione. La prova finale della reincarnazione nel Corano si basa su questa nuova e unica interpretazione. Per favore, pazientate!

Infine, vorrei suggerire l’apertura di un Istituto indipendente di Studi e Ricerche Coraniche.