LA REINCARNAZIONE (TANASUKH) NEL CORANO — PARTE TERZA

 

Uno studio sul concetto reincarnazionista nel Corano, un argomento controverso della storia Islamica

 

A cura di Reza Asgharzadeh (Repubblica Islamica d’Iran)

 

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Il movente del rifiuto della reincarnazione

“Rinnegano ciò che non conoscono perfettamente e di cui non è ancor giunta loro la comprensione (interpretazione e spiegazione). Così anche quelli che vissero prima di loro rifiutarono le Sacre Scritture.” (Corano, 10: 39)

 

Rinnegavano le Sacre Scritture per ignoranza, poiché la comprensione non gli era arrivata. Ugualmente, i loro predecessori le rinnegarono per le stesse ragioni. Noti filosofi Islamici sostengono che non bastino alcuni versetti del Santo Corano per credere al concetto reincarnazionista se non sia spiegato logicamente. In altre parole, prima di affidarsi al Libro Divino si dovrebbe dimostrare che la reincarnazione sia concepibile dalla ragione umana.

 

Nella storia del mondo Musulmano, molti filosofi e teologi Islamici hanno confutato l’idea reincarnazionista utilizzando il metodo logico-razionale. Ibn Sina e Mulla Sadra sono i più famosi sapienti che hanno seguito quest’approccio.

 

Ibn Sina, alias Abu ‘Ali al-Husayn ibnAbd Allah ibn Sina (in Persiano  Pur-e Sina, “figlio di Sina”) nacque nel 980 a Afsana, un villaggio vicino a Bukhara, e morì nel 1037 a Hamadan, in Iran.

 

Latinizzato Avicenna, fu un eclettico Persiano che scrisse quasi 450 trattati su vari argomenti, di cui ne sono sopravvissuti circa 240. In particolare, 150 dei suoi trattati superstiti si concentrano sulla filosofia e 40 sulla medicina.

 

Le sue opere più famose sono “Il Libro della Guarigione”, una vasta enciclopedia filosofica e scientifica, e “Il Canone della Medicina”, un testo medico di base nelle università Medievali. “Il Canone della Medicina” fu il libro di testo delle università di Montpellier e Lovanio fino al 1650. “Il Canone della Medicina” di Ibn Sina offre un sistema completo di medicina secondo i principi di Galeno e Ippocrate.

 

La sua raccolta comprende anche scritti di filosofia, astronomia, alchimia, geologia, psicologia, teologia Islamica, logica, matematica, fisica e poesia. È considerato il più famoso e influente erudito dell’Epoca d’Oro Islamica.

 

Sadr ad-Din Muhammad Shirazi (1572–1640) detto anche Mulla Sadra (in Persiano ) o Sadr-ol-Mote’allehin (in Persiano ), fu un filosofo, un teologo e un dotto (Alim) Persiano di fede sciita, che condusse la rinascita culturale iraniana durante il 17° secolo. Secondo Oliver Leaman, Mulla Sadra è probabilmente il più importante e autorevole filosofo del mondo Musulmano negli ultimi 400 anni.

 

Questi pensatori affermano che il meccanismo stesso della reincarnazione sia impossibile. In altre parole, la domanda è: “Come avverrebbe la reincarnazione di un’anima dopo la morte?”

 

Ibn Sina riteneva che quando il corpo umano avesse raggiunto lo stadio per procurarsi un’anima secondo la legge divina della creazione, una qualsivoglia anima potesse formarsi per quel corpo particolare. Tuttavia, se un’altra anima volesse reincarnarsi, quel corpo si ritroverebbe con due anime, il che è impossibile.

 

Mulla Sadra, invece, contesta la posizione di Avicenna per quanto riguarda la formazione contemporanea di un’anima separata dal corpo. Secondo Mulla Sadra, l’anima umana e il corpo umano sono equivalenti fin dall’inizio!

 

“La relazione tra il corpo e l’anima (ipotizzata dalla maggior parte della gente) non è uguale al rapporto che si instaura tra un uomo e il luogo in cui si trova, o tra un abito sfilato e il posto in cui lo si lascia cadere.” (Turan Koç)1

 

Mulla Sadra suppone che l’anima si evolva gradualmente in un corpo, e la relazione che si instaura tra entrambi differisce dalla comune corrispondenza esistente tra una qualsiasi entità e un’altra: l’anima e il corpo si intrecciano e formano una vera unità. Ad esempio, il rapporto tra l’anima e il corpo non è uguale alla relazione che esiste tra un falegname e la sua lama dentata, ma è simile al legame tra la forma e la materia di una sedia.

 

“Un’unione del genere, ad esempio, esiste tra la materia e la forma nella loro naturale composizione e costituzione, per cui non si può mantenere uno dei due e distruggere l’altro. Infatti, com’è noto, la forma di ogni cosa è la sua completezza e perfezione. Il rapporto di ogni anima con il suo corpo è uguale.” (Turan Koç, paragrafo sulla reincarnazione)

 

In conclusione, che si tratti di incarnazione o di reincarnazione, nessun anima esterna entra in un corpo. Piuttosto, il processo di apparizione dell’anima nel corpo è paragonabile al procedimento con cui compare il “significato” di una parola al suo interno. Tuttavia, dopo l’evoluzione dell’anima, quest’ultima sarà indipendente dal corpo.

 

Questo concetto implica che l’idea stessa della Trasformazione dell’Anima non esiste e, pertanto, la reincarnazione è impossibile.

 

La mia risposta

 

La visione di Ibn Sina rivelerebbe che l’essere umano è fondamentalmente un corpo che ha bisogno dell’anima ad un certo grado della sua evoluzione. In altre parole, l’anima è creata a causa del corpo. Quindi, se non ci fosse il corpo, non ci sarebbe alcun anima.

 

Così due corpi fisici, indipendentemente dalla loro diversa attività nel tempo e nello spazio, sono completamente due diversi esseri umani, in ogni condizione e circostanza.

 

D’altra parte, non è possibile per un determinato corpo avere più di un’anima. Quindi, per ogni singolo corpo, Allah ha creato una specifica anima. Questo concetto significherebbe che l’uomo è il corpo! È questa la comprensione prevista che se ne ha di solito.

 

Il Corano trasmetterebbe questo messaggio all’umanità? Se fosse così, quale fu l’opinione dei miscredenti (Kafirin ) su questo tema? E per quale motivo furono dei miscredenti?

 

Tuttavia, se cambiamo prospettiva ponendoci dal lato dell’anima, e la consideriamo il modello fondamentale e esistenziale dell’essere umano, che ha bisogno di uno specifico corpo per un certo tempo e spazio, avremo un risultato completamente opposto. Il corpo viene e va, mentre l’anima resta.

 

Da questa nuova angolazione si comprende che l’idea della reincarnazione è almeno possibile, poiché un’anima sempre esistente può avere diversi corpi provvisori in differenti tempi e spazi.

 

In conclusione, Allah non ha creato un’anima per un corpo specifico, piuttosto, ha creato un determinato corpo per qualche anima e per un certo tempo e spazio.

 

Unità del corpo e dell’anima

 

Quest’idea rivoluzionaria appartiene a Mulla Sadra. La conclusione evinta dalla sua teoria è la seguente:

 

“È stato osservato in precedenza che c’è un legame speciale tra il corpo e l’anima, e questa combinazione è un’integrazione naturale e unica. Essi sono inseparabili in un movimento sostanziale e essenziale. L’anima e il corpo emergono da una congiunta realtà potenziale, e i gradi, i poteri e gli atti dell’anima hanno lo stesso livello dei corporali durante il processo di movimento sostanziale.” (Turan Koç)1

 

*: Nella fisica aristotelica il movimento sostanziale corrisponde al movimento che cambia la sostanza, cioè il nascere e il morire.

 

In questo caso, reincarnazione significa che l’anima presente torni alla sua condizione originale e potenziale. Il raggiungimento di questo stadio è impossibile poiché esso è opposto al movimento sostanziale* dell’anima, essendone la causa della sua potenzialità ed evoluzione, ma anche della sua stessa esistenza.

 

Ad esempio, un seme sottoposto al movimento sostanziale si svilupperà e progredirà dalla potenzialità all’attualità* dell’albero. In questa fase, è impossibile per l’albero (lo stato presente) ritornare allo stadio di seme (lo stato potenziale).

 

*: La condizione di ciò che è potenziale (cioè «in potenza»), contrapposto, nel linguaggio filosofico, ad attualità; lo stato di ciò che è ancora latente ma è capace di svilupparsi, di realizzarsi, di avere esistenza attuale.

 

Secondo Mulla Sadra si tratta del significato esatto di reincarnazione, poiché il corpo e l’anima, all’inizio sono la stessa cosa. Inoltre, dichiara che questo è un movimento reazionario opposto al movimento progressivo dell’intero universo.

 

Le Regole del Dibattito

 

Per quanto riguarda il suo rifiuto della reincarnazione, egli segue un ragionamento irrazionale che non salvaguarda sempre il principio cardine del dibattito scientifico.

 

La teoria di Mulla Sadra sebbene rifiuti la reincarnazione, non la rigetta in modo specifico; infatti, essa possiederebbe le stesse argomentazioni dei reincarnazionisti circa un comune retroterra culturale.

 

In altre parole, sostenendo che il corpo e l’anima sono Unici, Mulla Sadra chiude la discussione ancora prima di iniziarla! Questo procedimento è irragionevole!

 

Inoltre, reincarnazione non significa ritornare indietro, ma “ritornare”. L’albero ritornerà al suo stato precedente, ma non ritornerà alla condizione di seme originale che è lo stato potenziale, piuttosto l’albero produrrà un suo nuovo seme che è in realtà la parte finale della sua attualità. E tutti gli attributi dell’albero, al pari della sua anima, appariranno in questo nuovo seme.

 

Si tratta del principio della rotazione o della circolazione che Mulla Sadra riteneva essere l’unico movimento dell’universo.

 

Se la descrizione della realtà fatta da Mulla Sadra fosse corretta, reincarnazione significherebbe il ritorno dell’anima al suo stato precedente di sperma (o di corpo)! Dato che l’idea della reincarnazione implica il ritorno dell’anima alla Vita Terrena attraverso un “nuovo corpo” che è un prodotto dell’attualità dell’anima, questo processo è detto Karma.

 

Resurrezione significa “ritornare indietro,” mostrerò prossimamente che è questo il suo significato nel Corano.

 

In un certo senso, la concezione di Mulla Sadra che il corpo e l’anima siano Uno è corretta, pertanto, un dibattito attorno ad una stessa congettura e al comune retroterra culturale è fondamentale.

 

A proposito, qual è la legge di questo Mondo Materiale in confronto alla legge del Mondo Spirituale? La legge di questo Mondo Materiale non ha nulla a che fare con la legge del Mondo Spirituale poiché non sappiamo come opera il Mondo Invisibile! Questo è tutto.

 

Molti altri si opposero a Mulla Sadra. Infatti, nella sua dottrina sostenne che non solo la reincarnazione è impossibile, ma lo sarebbe anche la resurrezione. Secondo me, a questo punto, anche l’evoluzione spirituale degli esseri umani sarebbe impossibile.

 

Ragione umana o Pensiero?

 

Non è mia intenzione, in questa sede, contraddire le loro teorie. Io contesto le loro rivendicazioni secondo cui non solo la ragione umana va di pari passo col Libro Divino, ma persino lo precede!

 

Va detto che queste pretese riguardano le opinioni e le fedi religiose. Certamente, anch’io ho fiducia nella ragione umana poiché nell’Islam è uno dei più grandi Messaggeri di Allah, ma a condizione che si tratti della vera ragione umana, non di un falso profeta!

 

La vera ragione umana è come il Libro Divino, tuttavia, ciò che essi chiamano ragione umana, è in realtà l’immaginazione della mente umana, che è contro la pura ragione umana!

 

Ecco perché nella maggior parte dei casi si contestano l’un l’altro. Tante teste, tante idee. Tuttavia, la ragione umana è Una. La vera ragione umana è il Cuore.

 

 

“Non hanno cuori per comprendere?” (Corano, 22: 46)

 

 

“Hanno cuori che non comprendono” (Corano, 7: 179)

 

Dichiarano che l’idea della reincarnazione è contro la ragione umana. E hanno ragione! Tuttavia, la ragione umana non è contro di essa!

 

La loro opinione differisce perché prende in considerazione la falsa reincarnazione che è, ovviamente, contro la ragione umana. Dato che la ragione umana è pura, essa non è contraria alla vera reincarnazione.

 

La percezione e la conoscenza degli esseri umani sono una miscela di realtà e irrealtà. È indubbio che la maggior parte delle nostre percezioni e conoscenze appartengano alla nostra immaginazione ed ignoranza. La nostra conoscenza dell’Universo e della Vita non include tutto. Le teorie, la percezione e l’immaginazione altrui sono accettabili dalla ragione umana? Possiamo considerarli una conoscenza? Sono il criterio per giudicare la verità dalla falsità? Questa visione è sicuramente contraria alla ragione umana.

 

 

“(Chiedi loro): Chi tra i tuoi compagni (i falsi dèi) inizia la creazione e poi la fa tornare? Allah è Colui che inizia la creazione e poi la fa tornare. Perché prendete la strada sbagliata? (Chiedi loro): Chi tra i tuoi compagni (i falsi dèi) guida al Vero? È Allah che guida al Vero. E chi è più degno di essere seguito, Colui che guida al Vero o chi non può guidare, se non è guidato? Cosa c’è di sbagliato nelle vostre dichiarazioni e nel vostro giudizio? La maggioranza tra loro segue la propria immaginazione, ma l’immaginazione non arricchisce affatto la Verità. E Allah ben conosce quel che essi fanno. E questo Corano non può essere inventato da altri che Allah.” (Corano, 10: 34-37)

 

Per quanto riguarda le fedi e le credenze, dobbiamo solo ascoltare e seguire la Guida Divina, sia essa il Santo Corano, il Veda, la Bhagavad Gita, ma anche la Vera Ragione Umana, cioè il Cuore!

 

 

“Voi credete nel Libro tutto intero” (Corano, 3: 119)

 

La ragione umana, quindi, non accetta che si giudichi un concetto fedeistico o un’idea appartenente al Mondo Invisibile come la reincarnazione.

 

 Se non comprendiamo nemmeno il Mondo Conosciuto della Natura Materiale, come ci si può allora fidare della nostra Mente tenebrosa? Questa fiducia è contraria alla ragione umana e ai Libri Divini.

 

 

“Così Allah chiarisce i suoi segni acciocché possiate comprendere.” (Corano, 2: 242)

“Colui che ha iniziato la creazione e poi la fa tornare, che provvede al vostro sostentamento con cibo dal cielo e dalla terra, potrebbe mai esservi accanto a Lui, Allah, un altro dio?  Dì (loro): Portate un argomento logico se siete sinceri. Dì (loro): Nessuno, nei cieli e sulla terra conosce l’Invisibile tranne Allah. E non sanno quando saranno risuscitati. La loro scienza ha afferrato qualcosa della vita dell’Oltre, e tuttavia essi ne dubitano: anzi sono come ciechi a suo riguardo. E dicono, coloro che rifiutano la Fede: Quando saremo terra, noi e i nostri padri, saremo estratti vivi dalla polvere. E i miscredenti chiesero: già ci fu promesso questo, a noi e ai nostri padri da prima, ma non sono che Miti e Leggende antichi.” (Corano, 27: 64-68)

 

Come e chi?

 

Come possiamo noi Musulmani che confidiamo nel Corano credere tutti insieme alla reincarnazione e conoscerne i suoi presupposti e i suoi accadimenti? Questo punto merita la nostra attenzione.

 

Qual è il metodo suggerito dal Corano e dall’Islam? Nella prima parte di questa dissertazione, ho spiegato di aver fiducia nei messaggi e negli insegnamenti Divini, poiché il Sacro Corano non insegna a credere alla reincarnazione attraverso l’apprendimento, l’informazione e l’analisi, ma insegna che la fede conduce alla conoscenza, e non il contrario.

 

La stessa situazione si pone per la resurrezione. Credete in essa perché conoscete le sue procedure di esecuzione facendo ricorso alla logica e alla scienza? Ovviamente no! I primi credenti chiesero al Profeta di argomentare l’attendibilità della sua rivelazione affinché si pronunciassero sulla sua autorevolezza? Naturalmente no!

 

I miscredenti, però, adottarono un atteggiamento critico non per aumentare la loro fede, ma per screditare la figura di Muhammad (la pace sia su di Lui e la Sua Famiglia)! Storicamente, questa condotta rappresentava il loro rifiuto per la nuova religione.

 

 

“Parlano come parlavano gli antichi e dicono: quando moriremo e saremo polvere e ossa, saremo risuscitati? Già in passato fu promesso a noi e ai nostri padri, ma non sono che favole degli antichi!” (Corano, 23: 81-83)

 

Nemmeno una singola ayah (versetto Coranico) dimostra che i credenti abbiano mai avuto un atteggiamento critico verso la rivelazione. L’ayah è un messaggio! È degno di nota che i miscredenti non usano mai nelle loro domande il “come” che enuncia un rapporto di maniera, una condotta, un comportamento; ma il “Chi”, un’interrogazione!

 

 

“I miscredenti domandarono: Chi farà rivivere le ossa quando saranno imputridite? Rispondigli: Le farà rivivere Chi le ha create una prima volta.” (Corano, 36: 78-79)

 

“Chiedono (i miscredenti): quando saremo ossa e polvere, saremo forse risuscitati come nuove creature (con un nuovo corpo)? Rispondi: Siate pure pietra o ferro… Risponderanno: E Chi ci farà tornare (in vita)? Rispondi: Chi vi ha creati una prima volta.” (Corano, 17: 49-51)

 

 

“E diranno: Guai a noi! Chi ci ha fatto risorgere dal nostro giaciglio?” (Corano, 36: 52)

 

La verità sulla conoscenza del meccanismo della reincarnazione e sulle modalità della rinascita non ci aiuta nel nostro cammino spirituale. Per questo motivo, Dio non ha mai spiegato come avverrà il nostro “Ritorno” o “Ma’ad.” La conoscenza spirituale di base, tuttavia, necessita dei chiarimenti circa le motivazioni del nostro ritorno:

 

 

“A Lui voi tornerete, tutti, secondo la Promessa di Dio, vera. In verità, Egli dà inizio alla creazione e poi la fa tornare a Sé per compensare (le loro azioni).” (Corano, 10: 4)

 

 

“L’uomo non avrà di suo che il suo sforzo (azioni), e che il suo sforzo (azioni) sarà mostrato? E che sarà pienamente ricompensato? E che verso il tuo Signore è il limite massimo (la destinazione finale)?” (Corano, 53: 39-42)

 

Sorprendentemente, una volta che i miscredenti seppero Chi li ha creati una prima volta, Chi li creerà di nuovo e Chi li farà tornare ancora, tacquero. Questa è la seconda “ayah” (messaggio) che riguarda quest’argomento! Un messaggio ci informa che se non siamo pronti ad imparare dai fedeli compagni del Profeta, dovremmo almeno apprendere dai miscredenti!

 

 

Bibliografia

 

1. Turan Koç, Body-Mind Relationship with Regard to Life after Death according to Mulla Sadra. Il Professor Turan Koç è Vice Preside della Facoltà di Scienze Islamiche presso l’Università Sabahattin Zaim di Istanbul. http://www.mullasadra.org/new_site/english/Paper%20Bank/Anthropology/Turan%20Koc@.htm