IL SOLE,
DIMORA ARTICA DI ALLAH E DEI VEDA

“Mostreremo loro i segni nostri sugli orizzonti del mondo”
(Corano, 41: 53)

Il Sole di mezzanotte è uno tra i
più meravigliosi misteri della natura e della filosofia Islamica e Vedica.
Il Sole di mezzanotte compare in molti rituali delle religioni misteriche,
così come risplende nell’opera di Yahya Sohravardi al centro di
un’estasi di cui Hermes è l’eroe. Il concetto del Sole di mezzanotte, in
realtà, è alla base della teologia Islamica e Coranica. Il Sole
di mezzanotte è un fenomeno astronomico che avviene nelle regioni oltre
il circolo polare. In prossimità del solstizio estivo, a latitudini
superiori a 66°33‘,
quando l'asse di rotazione della Terra è inclinato, il Sole non scende
mai sotto l'orizzonte, e quindi non cala mai la notte. Nel Corano è
detto: “Mostreremo loro i segni nostri sugli orizzonti del mondo” (Corano, 41 :
53). Nei Veda il Sole è l’anima del mondo: “La brillante presenza degli
Dei ha rialzato, l'occhio di Mitra, Varuna e Agni. L'anima di tutto ciò
che non si muove o si muove, il Sole ha riempito l'aria, la terra e il cielo.”
(Rig Veda 1.115.1)
I paralleli 66°33‘ nord e sud, che delimitano le
regioni in cui si osserva quest’effetto, sono chiamati circoli polari.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sole_di_mezzanotte
Queste cifre sono fondamentali nella
teologia Islamica. Il 66 è il numero di Allah, ed il 33 è un suo
divisore.
Sommando o sottraendo il 33 al numero di
Allah si hanno altri due numeri chiave dell’Islam.
66 + 33 = 99. Sono i 99 nomi più
belli invocati di Allah, e sono i 99 grani del rosario islamico, il Masbah, per
eseguire il Tasbih.
66 – 33 = 33. Il rosario Islamico
è diviso in tre serie di 33 grani.
I due 33 sono, in realtà, i due
addendi del Versetto della Purezza degli Ahl-ul-Bayt (Corano, 33: 33).
Le 33 divinità Indù, divise in tre classi, sono invocate nei canti del Rig-Veda.
Questo riconoscimento avviene attraverso
una semplice osservazione.
“In verità creammo molti dei demoni e molti degli
uomini per l'Inferno: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e
orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi ancor peggio” (Corano,
7 : 179)
Già nei racconti mistici di
Avicenna si stabilisce una distinzione esplicita tra Tenebre ai dintorni del
polo e Tenebra che è l’estremo occidente. L’Oriente o l’Oriente-origine, è il polo, il
nord cosmico. Il Sole di mezzanotte i cui orizzonti si sovrappongono,
può essere la notte divina della sovracoscienza a irradiarsi nel campo
della luce della coscienza, o può essere la luce di quest’ultima a
soggiogare la tenebra della subcoscienza.
Il linguaggio è cifrato. Nel racconto
dell’esilio occidentale di Sohravardi, il Sole di mezzanotte è l’illuminatio matutina, lo splendore
d’aurora che sorge all’Oriente-origine dell’anima, ovvero al polo, dove
l’Oriente geografico tipizzerebbe allora il giorno della conoscenza esoterica.
Nella gnosi ismaelita un altro simbolismo alluderà al “Sole che sorge a
occidente”, ovvero dal lato della notte, ma in quel caso si tratterà
dell’Imam che è il polo, la chiave di volta e l’asse della gerarchia
esoterica. L’Imam Ali (ﻉ) disse:
“Io sono Colui… che parlò al Sole” (Khutbat'ul-Iftikhar o Sermone della
glorificazione), “Io sono Haidar, il Leone di Dio” (Rumi, Mathnawi, I : 3788);
e il domicilio del Sole è proprio nel segno zodiacale del Leone. Da
ciò ha origine il convincimento dell’importanza del simbolo del polo
nella ierognosi del sufismo. Nelle visioni di un gran maestro sufi di Shiraz
(Iran), la stella polare è il simbolo della realtà interiormente
vissuta; mentre i Mandei, i Sabei di Harran, i Manichei e i Buddhisti dell’Asia
centrale assumono il nord come qibla
della loro preghiera. In realtà, siamo ancora nel campo dei simbolismi
da decifrare. Per comprendere chiaramente che questo Sole è l’astro, il
rappresentante di Allah, il maestro diretto di Rumi, il creatore delle
religioni, la potenza generatrice del Furqan (il Corano), e che la recitazione
del rosario Islamico è un inno al Sole, è necessario avvicinarci
a Najm Kubra che esplicitamente dichiara: “Sappi che il mistico ha un testimone
(shahid). È lui che si chiama
maestro personale del mondo sovrasensibile. Egli innalza il mistico verso il
cielo, e dunque è nel Cielo che appare.”
(Henry Corbin, L’uomo di luce nel
sufismo iraniano, pag. 99)
Nel Mathnawi Rumi è ancora
più esplicito: “Dio è il Sole…” (Jalal-ud-Din Rumi, Mathnawi,
libro IV, verso 2111).

Adesso è
completamente chiaro perché la recitazione del rosario Islamico è
un Inno al Sole. Quest’argomento l’ho trattato dettagliatamente
nell’artico “IL SUFISMO SOLARE DI RUMI E LO YOGA DEL SOLE”:
http://www.tradizionesacra.it/il_sufismo_solare_di_rumi_e_lo_yoga_del_sole.htm
Il bramino indiano Bal Ganghahar Tilak
(1856 -1920), leader nazionalista Indù, studioso d’astronomia,
paleontologia, filologia comparata e matematica, fornisce nel libro "La
dimora artica nei Veda" numerose e precise indicazioni del fatto che gli
antenati degli Arii, invasori dell’India, abbiano vissuto nei pressi
dell’artico o in ogni caso all’interno del circolo polare. Questa tesi conferma
l’origine Solare dei testi sacri e delle religioni.
Meditando insieme su questi tre numeri
artici e Islamici (33, 66 e 99), scorgeremo che si relazionano ai numeri chiave
dell’Induismo. I numeri rappresentano la spiritualità divina, mentre le
cifre si riferiscono al valore quantitativo. Dopo aver visualizzato i
rispettivi quadrati magici e riflettendo pure sulle loro proprietà
suggestive, immaginate che un’entità angelica vi aiuti nella
meditazione. Per la Legge d’attrazione o d’affinità, attirerete
veramente quell’angelo.
IL
NUMERO 33 O VERSETTO DELLA PUREZZA
Questo versetto appartiene alla Gente
della Casa del Profeta, gli Ahl-ul-Bayt: “Iddio
vuole che siate liberi da ogni sozzura, o gente della casa del Profeta, ed egli
vi purificherà di purificazione pura”. (Corano, 33 : 33)

La somma d’ogni riga, colonna, diagonale
principale o di gruppi di quattro numeri dà sempre 33. Esistono ben 310
diverse combinazioni la cui somma conferisce continuamente 33.
Proprietà
del numero 33
Numero totale delle vertebre della spina
dorsale nell'uomo, in cui passano 33 paia di gruppi nervosi. Il calendario musulmano
si fonda sui mesi
lunari, sei mesi sono di 29 giorni e gli
altri sei di 30 giorni, in totale 354 giorni, ma è sfasato rispetto al
calendario di 365 giorni da un ciclo di 33
anni. Il rosario musulmano è
diviso in tre serie di 33 grani. Ricordano la presenza di Dio in ogni azione.
Gli dei nei Veda si trovano principalmente
in tre loka (in sanscrito mondo, habitat, regno, o piano d’esistenza). Ci
sono 11 divinità per ogni loka, in totale 33 dei. Naturalmente, esistono
3339
dei che nei Purana diventano 33 crore di
divinità. Nell’Avesta il genio solare è circondato da 33
divinità atmosferiche. Questo numero è
imparentato al numero di Allah, il 66,
giacché la somma del valore numerico del Versetto della Purezza
(capitolo=33 + versetto=33) dà appunto 66.
IL
NUMERO 66 O DI ALLAH

Questo numero è stato trattato in
relazione al suo quadrato magico nell’articolo “Il numero di Allah, il suo
quadrato magico e la purificazione.”
http://www.tradizionesacra.it/il_numero_di_Allah_il_suo_quadrato_magico_e_la_purificazione.htm
In questa sede tratteremo il numero di Allah in funzione dei suoi valori che sono il segreto, il massimale, l’operativo, il minimale, il normativo, il modulatore, il caratteriale e l’uniformante/assoluto/operativo.
Valori del
numero di Allah
Il “valore
segreto del numero di Allah” è 11. Sono undici le cifre che
formano il numero di Allah:
1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11=66. L’undici è
segreto
perché è il valore di Huwa, che significa Lui, cioè Dio.
L’undici è il ciclo d’attività delle macchie Solari, ecco
perché attraverso il Sole si
lavora con Dio stesso. Vedere articolo: http://www.tradizionesacra.it/il_sufismo_solare_di_rumi_e_lo_yoga_del_sole.htm
In questa sede introdurremo dei nuovi
concetti riguardanti il “numero di Allah”. Il “valore
massimale del numero di Allah” è 70 essendo la somma
di 66+4=70 Quattro perché sono gli elementi
dell’Universo: aria, terra, fuoco e
acqua. In India, è la cifra dell’equilibrio: quattro ere compongono
un ciclo cosmico; le quattro zampe della
vacca (Surat al Baqara) simboleggiano la stabilità della terra durante
l'età dell’oro; la raccolta dei Veda è composta di quattro libri:
Rig-Veda, Sama-Veda, Yajur-Veda e Atharva-Veda. Ecco perché il Corano
permette d’avere fino a quattro mogli (Corano, 4 : 3). Quattro sono le fasi
della luna. Quattro sono i gruppi sanguigni: O, A, B e AB. Il “valore massimale del numero
di Allah”
è 70 perché nella religione Islamica, il Corano ha sette sensi esoterici
secondo i mistici musulmani e talvolta ne ha anche 70 sensi. Il volto
dell’Onnipotente Allah è coperto da 70 veli affinché nessuno lo
veda. L'espressione «il giorno della Resurrezione» è citata 70 volte nel
Corano.
“Il valore
operativo del numero di Allah” è 102 essendo la somma di 66 + 36.
Il numero 36 è il valore numerico delle tre lettere che formano la
regina del nome di Allah, la dea ilat
(vedi l’articolo “Riflessioni
sulla dea madre nel Corano”). Il senso dell'operatività sta nello
sgranamento del
rosario musulmano, il quale è
composto di tre serie di 33 grani più 3 grani di separazione, in totale
102 grani. Il “valore minimale del numero di
Allah”
è 12 (gli Imam sciiti o le 12 ore del giorno di Brahma = 1 Kalpa)
essendo la somma di 6 + 6.

Se moltiplichiamo 12 x 4 otterremo 48
che è la “funzione normativa del numero di
Allah” essendo 4 + 8 = 12 (gli Imam sciiti o le 12 ore del giorno
di Brahma = 1 Kalpa). Il “valore modulatore del numero di Allah” è 264
essendo la moltiplicazione di 66 x 4 = 22 x 12 (gli Imam sciiti o le 12 ore
del giorno di Brahma = 1 Kalpa). Il 264
è uguale anche a 2 + 6 + 4 = 12 (gli Imam sciiti o le 12 ore del giorno
di Brahma = 1 Kalpa). Il “valore
caratteriale del
numero di Allah” è 108 essendo dato dal prodotto 36 x 3 = 6 x 6 x
3 = 108. Questo è il numero dell’uomo che non odia, è la cifra
di colui che ama, cioè del
Musulmano Bhakti. Il Capitolo 108 del Corano dichiara: “In verità
sarà colui che ti odia a non avere seguito.” (Corano,
108 : 3) Nell’Induismo, 108 anni
completi di Brahma costituiscono un periodo intero dell’età di Brahma,
cioè 1 Maha Kalpa (l’intera vita di
Brahma). Nell’Induismo, abbiamo 108 karana (principali movimenti di
transizione) del Natya Shastra, la danza sacra. Ci sono 108
Upanishad, mentre Vishnu e Shiva hanno
108 nomi nel Mahabharata. Hazrat Krishna (ﻉ) disponeva di 108 palazzi ed
erano 108 anche le gopi più
importanti, le più grandi devote
di Sri Krishna (ﻉ). Secondo la tradizione Indù, il Vedanta
riconosce 108 dottrine autentiche, denominate
Upanishad, che mirano alla verità
e distruggono l'ignoranza. Ci sono anche 108 mudra nel Tantra e 108 posizioni
base nello Yoga. Il “valore
uniformante/assoluto/operativo
del numero di Allah” è 99 perché è il numero di
Allah capovolto, in pratica il 66 è ruotato di 180 gradi. Inoltre,
è la
somma di 36 più il suo inverso
63, è un’altra rotazione. Il mistico Ibn Arabi, nel libro “Le trentasei
attestazioni Coraniche dell’Unità”, tradotto da
Charles Andre Gilis, indica che le 36
attestazioni Coraniche dell’Unità designano i versetti del Corano in cui
si afferma l’Unità metafisica
(Tawhid). Queste rotazioni indicano la
rotazione polare, artica.
IL
NUMERO 99 O DEI NOMI PIÙ BELLI DI ALLAH

Proprietà
del numero 99
99 sono i nomi di Allah più belli. I grani del rosario
Islamico, il Masbah, sono 99 suddivisi in tre parti. La pratica consiste nello
sgranamento dei 99 nomi più belli di Allah che figurano nel Corano. Nel
Santo Corano è detto: “Questi è mio fratello, possiede
novantanove pecore, mentre io non ne possiedo che una sola” (Corano, 38 : 23).
Il Sole è una palla di gas ionizzato. Contiene il 99,9 % della massa del
sistema Solare. L'atomo è vuoto al 99,999999999999 %. Ecco perché
il Sole svelò a Rumi nel dodicesimo secolo d.C. la fisica degli atomi:
“Io sono un atomo del raggio del Sole, Tu sei per me il
Sole…”
(Rumi, Canzone di amore per Dio, Rubai’yat, Gribaudi Editore)
http://www.tradizionesacra.it/il_sufismo_solare_di_rumi_e_lo_yoga_del_sole.htm
Nell’Induismo, il Sole è l’occhio del mondo, l’origine della vita, il centro della creazione, è il Sole interiore degli yogi, il divino sotto la forma più accessibile ai mortali. Il Sole rappresenta le reincarnazioni successive nella Luna, ma bisogna seguire la via Solare per raggiungere la fine del ciclo, l’entrata nella Beatitudine. La nascita del Sole è salutata con un gran clamore, che genera il mondo. Oggi, gli Indù salutano il sorgere del Sole con grida e canti. Invece, il Musulmano saluta il Sole all’alba eseguendo due prostrazioni, poi al tramonto gli augura la buonanotte con tre prostrazioni, mentre di notte gli recita la ninnananna con quattro prostrazioni.
I
NUMERI 33, 66 E 99 ALLA BASE DELLA ROTAZIONE POLARE
La direzione della Stella Polare
proiettata sull’orizzonte indica il verso del Polo Nord terrestre, il Nord geografico.

Evento
1.
LA ROTAZIONE
Se ruotate 66 di 180 gradi, otterrete il numero 99
66
180 99 = 19 x 348321.0000
Evento
2.
66
si relaziona al 33
66
+ 33 = 99
Evento
3.
66
+ 99 = 165
66
x 99 = 6534
165 + 6534 = 6699
Evento
4.
66
6
+ 6 = 12
6
x 6 = 36
99
9
+ 9 = 18
9
x 9 = 81
6699
66
+ 99 = 165
66
x 99 = 6534
Mettiamo di seguito le cifre ottenute:
12 36 18 81 165 65 34 66 99 = 19 x
65062532450807721.0000
È un multiplo di 19, numero chiave del Corano. Il
19 è il Sole nei Tarocchi.
Evento
5.
La Fatiha = Primo capitolo del Corano =
7 versetti
La Surah o capitolo 66 = 12 versetti
Il capitolo 99 = 8 versetti
L’ultimo capitolo = la Surah 114 = 6
versetti
Mettiamo di seguito le cifre ottenute:
1
7 66 12 99 8 114 6 = 19 x 92954209534.0000
È un multiplo di 19, numero chiave del Corano. Il
19 è il Sole nei Tarocchi.
Evento
6.
Se contate le cifre dei numeri dei
capitoli (Surah) dal 1 al 66, troverete 123 cifre (È un conteggio non
una somma).
Se contate le cifre dei capitoli (Surah)
dal 1 al 99, troverete 189 cifre (È un conteggio non una somma).
Mettiamo di seguito i numeri che
rivelano questo concetto:
6699 123 189 = 19 x 352585431.0000
È un multiplo di 19, numero chiave del Corano. Il
19 è il Sole nei Tarocchi.
Evento
7.
Se contate le cifre dei capitoli (Surah)
dal 66 al 114, troverete 113 cifre (È un conteggio non una somma).
Se contate le cifre dei capitoli (Surah)
dal 99 al 114, troverete di 47 cifre (È un conteggio non una somma).
Mettiamo di seguito i numeri che
rivelano questo concetto:
47
6699 113 = 19 x 25089427.0000
È un multiplo di 19, numero chiave del Corano. Il
19 è il Sole nei Tarocchi.
Evento
8.
Se contate le cifre dei versetti dalla Surah
66 alla 114, troverete 80 cifre (È un conteggio non una somma).
Se contate le cifre dei versetti dalla
Surah 99 alla 114, troverete 18 cifre (È un conteggio non una somma).
Mettiamo di seguito i numeri che
rivelano questo concetto:
8018
= 19 x 422.0000
È un multiplo di 19, numero chiave del Corano. Il
19 è il Sole nei Tarocchi.
Evento
9.
66
= doppio 6
La
Surah 6 = 165 versetti
La
Surah 6 = 165 versetti
99
= doppio 9
La
Surah 9 = 129 versetti
La
Surah 9 = 129 versetti
Mettiamo di seguito i numeri che
rivelano questo concetto:
66 99 6 165 6 165 9 129 9 129 = 19 x
3526113979820594691.0000
È un multiplo di 19, numero chiave del Corano. Il
19 è il Sole nei Tarocchi.
Evento
10.
I nomi migliori di Dio (al-asma
al-husna)
66
= Al-Wahid = L’Uno, l’Unico.
Valore
numerico: Waw, Alif, Ha, Dal = 6 + 1 + 8 + 4 = 19
Il 19 è il numero chiave del Corano. Il 19
è il Sole nei Tarocchi.
99
= As-Sabur = Il paziente.
Valore
numerico = Sad, Ba, Waw, Ra = 90 + 2 + 6 + 200 = 298 = 2 + 9 + 8 = 19
Il 19 è il numero chiave del Corano. Il 19
è il Sole nei Tarocchi.
Adesso, recitiamo l’ufficio divino
(liturgia delle ore) dedicato alla Sesta Intelligenza, in altre parole al cielo
del Sole (tratto dal Waridat wa Taqdisat di Yahya Sohravardi).
“Io
celebro la liturgia in onore del Dio Luce vittorioso, il Forte, il Padre
Eminente, il Potente, dotato dello splendore supremo, della supremazia
maggiore, l’Oriente illuminatore (al-mashriq al monir), il Sole del Malakut,
l’Ornamento del mondo delle Intelligenze, SHAHRIVAR-LUCE, l’arcangelo signore
di HURAKHSH che è la sua teurgia, il Potentissimo che è la sua
ombra. Io celebro la liturgia del fedele servitore di Dio, il padre e il
signore di Hurakhsh, l’eminente, il Saggio, la Fiaccola dell’universo, il re degli
astri, il mediatore dell’ordine, il principe del cielo, che è una
Persona di luce completa, l’Astro più risplendente, il vincitore delle
tenebre, l’autore del giorno, delle energie perfette, il tesoriere delle
meraviglie, che ispira il timore reverenziale, egli è indipendente da
tutti gli astri grazie alla sua luce che comunica senza riceverla, egli
è rivestito d’invincibilità, bellezza, splendore,
luminosità, egli è lo splendore d’Oriente (ishraq).
Io
glorifico la sua persona luminosa e la sua Anima venerabile. Io celebro la
liturgia del suo elevato e nobile Tempio.”
Bibliografia
1.
Henry
Corbin, L’uomo di luce nel sufismo iraniano, Edizioni Mediterranee, 1988
2.
Bal
Ganghahar Tilak, La dimora artica nei Veda, Ecig, Genova, 1987
3.
Gabriele
Mandel, I novantanove Nomi di Dio nel Corano. Edizioni San Paolo, Milano 1995.
4.
Yahya Sohravardi, L’Archange
empourpré, Fayard, 1976.