LA TEORIA TURCA DELLA LINGUA SOLARE (Güneş Dil
Teorisi) E LA LINGUA SURYANIYYA
La cosiddetta teoria della lingua Sole (in turco:
Güneş Dil Teorisi) è stata un’ipotesi linguistica sviluppata in Turchia nel
1930, la quale propose che tutti i linguaggi umani discendono da una lingua
originaria dell'Asia centrale. La teoria, inoltre, prospettò che il proto-Turco
fosse l’unica lingua rimasta pressappoco simile a questo linguaggio
primordiale. Secondo la teoria, gli adoratori dell'Asia centrale, che vollero
salutare l'onnipotenza del Sole e le sue qualità vivificanti, trasformarono le
loro blaterazioni in un coerente vernacolo.
La teoria nacque come tentativo di portare una nuova
soluzione alla questione dell’origine delle lingue (glossogonia) e ai problemi
della linguistica comparata, seppur avrebbe i suoi precedenti nelle idee dello
storico francese Hilaire de Barenton e del linguista austriaco, il dott.
Hermann F. Kvergić di Vienna.
I sostenitori della teoria affermarono che i linguisti
europei non avevano trovato una soluzione al problema, giacché prestarono
attenzione solo agli aspetti linguistici della questione, ed ignorarono il
ruolo del Turco. Il Turco era la soluzione del problema essendo più vicino alla
lingua primordiale. Gli anelli mancanti che avevano impedito agli studiosi
europei di risolvere i problemi glossogonici, sono rintracciabili nell’analisi
delle lingue secondo i metodi dottrinali del linguaggio Solare.
I proponimenti dei “teorici” non erano miseri: la
nuova teoria mostrava la caducità di tutte le ipotesi che l’avevano preceduta.
La teoria non riposa unicamente o principalmente su argomenti linguistici, ma
piuttosto su prove psicologiche, antropologiche e sociologiche.
Secondo la teoria, la lingua degli esseri umani nacque
quando l'uomo cominciò ad usare i suoi suoni animali per simboleggiare
determinati oggetti. Quest’evento accadde in Asia centrale per la prima volta
tra i proto-Turchi.
Allo stato attuale delle ricerche in materia di religioni
animiste, i teorici sostengono che il Sole ha un posto di rilievo nella
religione dei proto-Turchi, in quanto deducono che il primo simbolo suono, la
prima parola, serviva per designare il Sole.
Questi primi uomini dapprima definirono tutti gli
oggetti intorno a loro riferendosi al Sole; ed in seguito, isolarono i diversi
attributi del Sole ed elaborarono partendo da queste proprietà dei concetti
fisici ed astratti come la luce, il calore, il movimento, la distanza e il
tempo. In principio, l'uomo ha utilizzato un suono unico per designare il Sole
ed i suoi attributi, ma man mano che le facoltà mentali umane si sviluppavano,
si accrebbe la sua capacità fisica di produrre suoni differenti. Gli studi
biologici hanno dimostrato che il suono più semplice e antico, è una lunga e
dolce ä gutturale terminante in äg. Questa combinazione è chiamata la “radicale
primordiale” (Ana Kök).
Via via che la parola divenne più elaborata, prima le
altre gutturali (ay, ag, ak, ah), ed in seguito le labiali (av, af, ab, ap, am)
apparvero per designare nuovi concetti. L’insieme di questi elementi forma le
«radicali di primo ordine» (birinci derece radikal kökler). Il numero
delle vocali usate dall’uomo è passato progressivamente da uno ad otto, ma
secondo la teoria, il senso delle parole è determinato unicamente dalle
consonanti, poiché le vocali ne facilitano la pronuncia (questo concetto è
riscontrabile nella scrittura Ottomana dove figurano solo le consonanti).
La lingua Sole fu così chiamata dai Turchi durante il
loro cammino storico, perché il Sole gli ispirò i suoi segni più copiosi. Il
popolo Turco trovò la sua cultura nel luogo in cui il Sole fu più caritatevole.
Il “New York Times” del 9 febbraio 1936 scriveva:
“L'uomo preistorico, vale a dire, il popolo Turco nella sua fase primitiva, fu
colpito dagli effetti del Sole sulla vita e ne fece di esso una divinità da cui
nacque tutto il bene e il male.”
Yusuf Ziya Özer, relatore al 3° Congresso linguistico
Turco dichiarò durante la sua relazione intitolata “Il Sole, dal punto di vista
della religione e della civilizzazione”:
«Deve essere visto come un fatto naturale che il Sole,
il quale gioca un ruolo così importante nella cultura umana, eserciti la stessa
influenza sul linguaggio. Dovremmo, quindi, essere orgogliosi del fatto che la
teoria della lingua Solare sia stata proposta come un prodotto ed una
prospettiva della scienza Turca, che è collegata al Sole da tempi
immemorabili.»
In breve, basata sulla visione eliocentrica
dell’origine della civiltà e delle lingue umane, la teoria sostiene che il
proto-Turco comprendente anche le lingue Indo-Europee, è la radice del
linguaggio umano.
Il Sufismo Turco-Iranico fu ispirato dalla lingua
Solare, poiché essa permea la sua poesia. Nel dizionario della spiritualità
Islamica, la lingua suryaniyya è definita Solare (Marcello Perego, Le parole
del Sufismo, pag. 227). La lingua suryaniyya è il linguaggio del cuore che
tutti gli uomini potrebbero comprendere. Tutti i nomi appartengono alla lingua
suryaniyya o derivano da essa, giacché è il linguaggio in cui Dio si rivolge
agli angeli.
La lingua suryaniyya è in modo impreciso identificata
col siriaco, l’aramaico, il caldeo, ecc…; ma si tratta di un linguaggio
superiore che ispira il mondo inferiore. La lingua suryaniyya è composta di due
parole, una Sanscrita surya, che significa Sole; e l’altra Araba niyya, che
significa intenzione. Significa che l’intenzione del Sole è di trasmettere in
lingua Solare, nel linguaggio dei regni celesti.
Gli angeli comunicano con Dio in lingua suryaniyya. Questa
lingua è parlata nei reami celesti ed alcuni santi la conoscono. Adamo parlò la
stessa lingua mentre era in Cielo. Poi, Adamo e sua moglie Eva, abitarono nella
Penisola Arabica e la loro progenie parlò la stessa lingua. In seguito, la
discendenza di Adamo aumentò, ed il linguaggio suryaniyya si trasformò nelle
varie lingue, ma fu sempre il Sole ad influenzare il linguaggio dei popoli.
Così, Rumi che era appartenente al ceppo Turco-Iranico ricevette in dono dal
Sole il Mathnawi nel linguaggio Solare, così come gli ispirò il Sufismo e lo
Yoga Solare.
http://www.tradizionesacra.it/il_sufismo_solare_di_rumi_e_lo_yoga_del_sole.htm
Nell’antico Turco BIR-AHA-MA significava
“un magnifico signore” e descriveva l’antico dio Turanico del Cielo. Gli
antichi popoli Turchi o Tur avevano in comune questo concetto con le
popolazioni della valle dell’Indo e del sub-continente Indiano dove questo nome
Turco era noto come Brahma/Brahman/Brahma Putra. Quest’espressione Turca è
stata anagrammata per formare il cosiddetto nome semitico Abraham/Ibraham/Ibrahim,
il quale deriva dall’anagrammata frase Turca “BIR-AHA-MA”, “BIR-AHA-MA-AN” o “BIR-AHAM”
che descrive il dio Turco del Cielo.
Altresì, KOR-AN significava “Il Fuoco del Cielo (Sole)”. O-KOR-AN significava “Egli
è il Signore del Fuoco del Cielo (Sole)”. OKOR-AN (Okur-Han) significava “La
Legge del Signore del Cielo” o “I detti del Signore del Cielo”. Questo è anche
il nome del libro sacro dei Musulmani, il KOR’AN o KUR’AN. In alternativa, il Turco
Turanico KURAN significava colui che costruisce o crea. Ancora una volta, il
KURAN è un nome dell'antico dio Turanico del Cielo che ha creato l'universo
(Kurdu, Kuran). KOR-HAN significava “Signore del Fuoco del Cielo” o “Fuoco
Signore del Cielo”, riferendosi al dio Padre Cielo e al dio del Sole. KÖR-HAN significava
“Signore del Cielo Buio”, riferendosi al dio Padre del Cielo e al dio Luna.
Rapporto redatto presso palazzo Dolmabahçe (già
residenza Ottomana), il 31/8/1936
La prima Commissione del 3° Congresso linguistico
Turco, dopo aver ascoltato nel corso delle sedute plenarie del Congresso, la
lettura degli studi approfonditi presentata dai sapienti Turchi e Stranieri,
circa la teoria “Güneş Dil”, e dopo aver sentito in sedute private, la
discussione dei membri Turchi e Stranieri della Commissione e le loro
spiegazioni reciproche, riconosce e dichiara:
1. Si tratta di una teoria
completamente originale, interessante e profonda, capace di apportare un
cambiamento essenziale nella scienza linguistica;
2. Questa teoria non risolve solamente
i problemi strettamente linguistici, ma anche i più vasti e difficili problemi
antropologici, archeologici, preistorici, storici e biopsicologici;
3. Fino adesso, la linguistica classica
non ha tenuto sufficientemente conto dell’influenza Solare sull’origine del
linguaggio umano trascurando questo principio che è pertanto primordiale.
4. Il lavoro di ricerca compiuto dai
sapienti Turchi per la documentazione della teoria “Güneş Dil” è stato
considerevole, e la Commissione si augura particolarmente che simili studi, in
grado di condurre a leggi stabili basandosi su prove conformi ai metodi
scientifici, siano regolarmente proseguiti nel dominio delle lingue Turca e
Indo-Europee; inoltre, auspica che i lavori di paragone secondo gli stessi
metodi debbano essere approfonditi tra i gruppi della lingua Turca e
Camito-semitici, per dare un nuovo orientamento alla scienza linguistica. Tutti
i membri Stranieri della Commissione concordano che senza uno studio profondo
ed essenziale della lingua Turca, tutti i lavori nel dominio degli idiomi
Indo-Europei e Camito-semitici, così come nell'autorità della linguistica
generale, sono condannati a restare incompleti;
5. Una parte dei membri Stranieri della
Commissione, già al corrente della Teoria “Güneş Dil” è d’accordo con i
loro confratelli Turchi su parecchi punti di questa nuova teoria, e gli altri
sapienti Stranieri hanno dichiarato di non poter approfondire la questione in
poco tempo trattandosi di un tema molto esteso, e considerano un loro dovere
farlo appena ritorneranno nei loro rispettivi paesi. Nello stesso tempo, i
sapienti Stranieri facenti parte della Commissione, promettono di pubblicare
gli studi riguardanti la Teoria “Güneş Dil” e reputano necessario
divulgare al mondo scientifico che la Turchia è mossa da un nuovo slancio, non
solamente nel dominio della linguistica, ma anche della cultura generale;
6. I membri Turchi e Stranieri della
Commissione si sono ascoltati per comunicarsi reciprocamente i loro lavori
comuni sulla Teoria “Güneş Dil” fino alla riunione del 4° Congresso. Dopo
aver trovato un accordo su questi punti, la Commissione propone all’unanimità
del Congresso, di fare le più vive congratulazioni al “Türk Dil Kurumu” per il
lavoro scientifico svolto, e gli incoraggiamenti dovuti affinché continui la
sua attività magnifica.

Bibliografia
1. Polat Kaya, Ancient Turs/Turks of
Turan and their legacies to the world ("Oguz" - The Ancient Turanian
Sky-God)
2. Marcello Perego, Le parole del Sufismo, Mimesis