LE TRAIETTORIE ENERGETICHE

 

L’antica conoscenza Sufi considera la persona una sostanza Divina energetica. I Sufi del passato hanno rivelato e descritto queste speciali traiettorie energetiche, un tipo di canale la cui sostanza compone l’uomo. Questi canali sono alcune centinaia. Se qualche traiettoria è ostruita appare un qualsiasi disturbo. Le paure che si intensificano nel corpo umano, i pregiudizi, le falsità, le motivazioni e le azioni peccaminose bloccano il flusso armonioso energetico lungo le traiettorie del corpo. La persona in sé non è incline a trasgredire l’armonia. Le alterazioni sono provocate in ognuno di noi da una sostanza peccaminosa. Se qualcuno ritiene che intendessi il peccato di gola o un uso smodato del sesso, è in errore. Il nafs è la ragione per lo spreco inutile delle forze, e sempre il nafs rinforza la malattia. È vano cercare di vincere il nafs. Bisogna sforzarsi di purificare sé stessi e la propria essenza Divina.

La conoscenza dello schema energetico della persona permette ai maestri Sufi “di accordare” l’organismo ad un ottimo livello di funzionamento. Nella condizione armoniosa, la persona non conosce la fatica cronica, la depressione, rispetta il codice morale non per evitare che qualcuno lo punisca, ma solo perché non può fare diversamente. Che cos’è la condotta morale? È il consumo energetico ottimale volto al suo rifornimento e al suo aumento. I Sufi che raggiungono l’apice della loro comunione con Dio, possono fare delle cose stupefacenti, sebbene non sia questo il loro scopo, ma solo una conseguenza.

Lo schema delle traiettorie energetiche varia a seconda delle leggi di sviluppo (evoluzione) dalla nascita alla morte. I Sufi lo chiamano principio evolutivo. Va ricordato che l’idea stessa di evoluzione (sviluppo) fu introdotta nel linguaggio umano dai Sufi, ma sfortunatamente, fu poi utilizzata per un centinaio di anni dai volgari materialisti, i quali si sforzavano di convincere che l’evoluzione umana si originasse dagli animali.

La storia della scoperta delle traiettorie energetiche si perde nei secoli. I Sufi antichi, in maniera empirica e con l’aiuto di Dio, cercavano di purificarsi dalla contaminazione. Già gli antichi Sufi cercavano di purificarsi dalla sozzura sia sperimentalmente che con l’aiuto di Dio. Nel Corano è detto che Satana si trova nel sangue della persona. Pertanto, la purificazione che ha coinvolto i Sufi, non riguardava solamente la pulizia corporale, ma la purificazione dell’essenza Divina dell’organismo.

I Sufi hanno scoperto che utilizzando le risorse interiori e lo spirito, si può con una specifica attenzione espellere la natura peccaminosa. La sensazione provocata nell’area del plesso solare è percepita come una pulsazione ritmica (simile al ritmo cardiaco). Lo stato prodotto nel plesso solare e che si diffonde in tutto il corpo, si chiama, come ricorderete, stato mukashafa. Normalmente, questo termine significa la meditazione sulla traiettoria.

Perché la maggior parte delle traiettorie energetiche iniziano nel plesso solare? Il profeta Muhammad, la pace sia su di lui, disse: “Allah non guarda al tuo aspetto esteriore, alla tua ricchezza, guarda alla tua anima.” Ecco perché la pulizia energetica inizia dal plesso solare in quanto sede dell’anima.

La padronanza delle traiettorie energetiche che qui introduco al lettore permetterà di acquisire la chiave per lo sviluppo dell’intuizione. Questi schemi sono un alfabeto particolare. I bambini all’inizio non capiscono perché bisogna studiare queste lettere alfabetiche, ma quando imparano la grammatica sono consapevoli delle opportunità che esse offrono. A proposito, al Sufi appartiene il merito della creazione della scrittura. Il segreto della forma delle lettere di qualsiasi alfabeto risiede nei movimenti energetici originari presenti nell’organismo; cioè, questo segreto appartiene alle traiettorie che studieremo! Naturalmente, nel tempo e in condizioni particolari, le forme delle lettere si modificarono fino a diventare irriconoscibili, ma all’inizio erano degli schemi energetici!

La purificazione implica l’instaurazione dell’ordine Divino nell’organismo. La purezza, un simbolo del Sufismo, si incarna nella pratica meditativa sulle traiettorie energetiche dell’organismo. Le malattie, i disturbi e tutto ciò che non corrisponde alla nozione di purezza, scompare con la pratica regolare dello zikr e degli esercizi presentati in questo capitolo.

Le meditazioni sulle traiettorie dell’organismo sono un tipo di zikr. Non bisogna, pertanto, spiegare al credente perché queste traiettorie siano necessarie. Le persone che non si ritrovano ancora nella fede, hanno bisogno semplicemente di imparare una pratica purificatoria, sperimentare l’amore della propria individualità e del loro corpo. Nei nostri seminari, i partecipanti esplorano il loro corpo e imparano a conoscerlo meglio. Certo, in un primo momento incontrano la resistenza del nafs: accusano mal di testa, sono distratti, e si giustificano di aver già sperimentato tutte queste esperienze senza alcun risultato. La perseveranza, però, è necessaria, ed è paragonabile all’ostinazione di una persona che cerca di ottenere i favori dell’amato.

Le traiettorie del corpo sono un dono divino per tutti gli uomini. Accettare un dono di Dio è una responsabilità, quindi non è necessario eseguire le traiettorie quando si è occupati in qualcos’altro, ma bisogna farle seriamente.

Quindi, solo adesso avete la possibilità di interpretare un messaggio crittografato migliaia di anni fa che porta all’umanità salute e prosperità!

 

Le tre forme discorsive dalla prospettiva Sufi

 

I Sufi credono che ci siano tre forme discorsive. Uno: il discorso diretto e immediato che usiamo nella comunicazione quotidiana. Questo è, a sua volta, suddivisibile in diversi tipi: verbale (attraverso le parole) e non verbale (tramite mimiche e gesti), ma, in realtà, si tratta della stessa forma. Due: il discorso realizzato attraverso il plesso solare; cioè il pensiero accumulato in sé, la ragione, le emozioni, i sentimenti umani e l’intuizione. Quando affermiamo che qualcuno abbia detto qualcosa col cuore, con tutto il cuore e l’anima, ci riferiamo proprio a questa forma di discorso. In effetti, queste parole hanno un senso solo se sono seguite da un’azione.

Tre: il discorso mentale. Non mi riferisco alla ruminazione mentale (forma di pensiero circolare che ingabbia l’individuo in un circuito senza via di uscita), cioè al dialogo interiore continuo che ci accompagna nello stato di veglia, ma mi riferisco alle parole indirizzate verso la profondità della persona, una sorta di colloquio intimo con sé stesso nella totale integrità dell’organismo. Le traiettorie energetiche Sufi trattate in questo libro si basano proprio sulla comunicazione mentale col sé.

Tutte e tre le forme discorsive sono collegate direttamente agli stati fisici e emotivi della persona, e sono suscettibili, trasformandosi, di influenzare l’intero essere umano. Analogamente, l’effetto inverso è possibile. In questo processo, v’è un enigma della guarigione.

Le traiettorie, in un modo o nell’altro, passano attraverso lo zikr Sultano, da cui l’ordine divino si estende a tutto il corpo. In altre parole, le traiettorie sono un modo di comunicazione con l’Onnipotente e ci preparano ad incontrare Dio. Chi si reca dal re, indossa abiti puliti e ordinati. I Sufi che aspirano a fondersi con Dio, purificano l’organismo eseguendo le traiettorie energetiche. È forse questo il motivo per cui una delle traduzioni più note della parola Sufismo significa purezza?

Sapete perché il cuore è a sinistra?

Perché il cuore e il fegato sono secchi e caldi. Se il fegato e il cuore fossero sullo stesso lato del corpo, allora il riscaldamento del corpo sarebbe sproporzionato. Ecco perché le due fonti di calore sono situate in differenti parti del corpo.

Le procedure che lavorano con le sensazioni di caldo/freddo, secchezza/umidità riguardanti il cuore e il fegato sono a nostro avviso inutili, poiché la secchezza e il calore sono naturali per questi organi interni, essendo essenziali per l’attività vitale. Noi trasferiamo in questi organi solo sensazioni piacevoli e positive.

Ogni volta che i partecipanti si ripresentano ai nostri seminari eseguono l’esercizio sempre meglio. Infatti, sono più consci delle sensazioni, più precisamente le “ostruzioni” che impediscono il passaggio dei flussi energetici sono più pulite. Pertanto, vi ricordiamo instancabilmente di prendere coscienza delle vostre esperienze e sensazioni.

Perché cominciamo a eseguire le traiettorie dal plesso solare? In questo punto, secondo l’antica tradizione Sufi Naqshbandiyya si concentra l’Io. Se qualcuno vi chiama per nome, voi alzate l’indice (o la mano) e lo puntate contro voi stessi all’altezza del plesso solare indicando: “Io sono qui”, perché lì c’è l’Io!”

Quando una persona sbaglia, pena e va contro sé stessa, la zona del plesso solare soffre, si ammala e prova disagio. Ecco perché dite: “Sento qualcosa che disturba la mia anima...” mentre stringete con la mano la camicia (o il golfino) davanti al plesso solare. Per questo motivo le croci, e anche alcuni talismani sono spesso collocati davanti al processo xifoideo.

Se studiate le direzioni in cui passano le traiettorie degli esercizi studiati recentemente, potreste tracciare un’analogia con il segno della croce. Il cristiano facendo consapevolmente il segno della Croce della Vita è grato a Dio e sperimenta un senso di calma e di equilibrio. Sorprendentemente, i credenti in Oriente eseguono dei movimenti simili.

 

Le proprietà dei differenti organi e sistemi

 

Affinché lo studio delle traiettorie sia compreso, è utile conoscere le proprietà principali dei diversi organi e dei sistemi del corpo.

La testa possiede la proprietà di leggerezza e chiarezza.

Le aree di plesso solare, cuore e fegato hanno le proprietà di essere leggere e gioiose, e di avere delle piacevoli sensazioni. Non si può dire che vi siano piacevoli sensazioni nella testa, ma si parla della gioia dell’anima.

La zona renale possiede la proprietà del caldo (forse, anche, le vampate di calore).

Le mani come i piedi, hanno le qualità del caldo o del freddo. Per le articolazioni è meglio il caldo.

L’intestino funziona meglio con la sensazione di freddo, mentre i polmoni sono neutri alle sensazioni.

Ogni volta che ci si accinge a padroneggiare una nuova traiettoria, è meglio prima farne una conosciuta la cui esecuzione avviene in automatico. In questo modo, l’esercizio compiuto avverrà nella condizione operativa più efficace.

 

La preparazione per l’esecuzione delle traiettorie

 

Questi esercizi dovrebbero essere inclusi in un programma di ginnastica mattutina. Inoltre, sono utili nella preparazione del lavoro con le traiettorie energetiche.

L’allenamento delle dita

Quest’allenamento è già stato descritto in un libro precedente, ma lo ripetiamo a ragion veduta sottolineando certi dettagli.

                       

   

 

Fig. 74. L’allenamento delle dita

Rafforzando la struttura ossea, normalizziamo il lavoro del cuore. Normalizzando il lavoro del cuore, saremo in grado di eseguire in modo efficiente gli esercizi di respirazione e gli esercizi mirati alla pulizia delle traiettorie energetiche.

Pieghiamo le mani all’altezza delle spalle avendole in precedenza divaricate ai lati. Le punte delle dita sono dirette verso l’alto, mentre gli avambracci sono paralleli alla superficie del pavimento. Eseguiamo successivamente la seguente serie di esercizi (Fig. 74).

Premiamo il dito indice e il pollice della mano, mentre le altre dita sono rigorosamente dritte. Sorridiamo interiormente. Contiamo fino a otto, ogni volta stringendo le dita con maggior forza. Così, la compressione è di otto conteggi. Facciamo attenzione che le altre dita siano dritte e le mani nella posizione di partenza.

Adesso premiamo il dito pollice e il medio - e così via fino al mignolo. Ogni volta contiamo fino a otto. Ricordiamoci che rafforzando le dita, fortifichiamo la colonna vertebrale!

Dopo che abbiamo eseguito una serie di esercizi per rafforzare le dita, è necessario “rimuovere” la tensione accumulata. Ci solleviamo sulla punta dei piedi e ricadendo bruscamente sui talloni rizziamo le dita. I palmi sono davanti al petto. Ogni volta, rimuovendo l’energia utilizzata, espiriamo contando chiaramente fino a dieci. I movimenti non devono essere contratti, bloccati, ma è necessario che siano al tempo stesso coordinati.

Ora abbiamo bisogno di attirare l’energia pulita necessaria per gli esercizi con le traiettorie energetiche. Nello stesso modo in cui scarichiamo l’energia, ricadiamo dalle punte sui talloni, ma in quest’esercizio non si lanciano le punte delle dita in avanti, bensì si fanno dei movimenti che raccolgono (l’energia) verso di noi. Contiamo ad alta voce e a ogni conteggio ci sentiamo pieni di energia: le forze aumentano. Noi siamo come dei materassi gonfiabili — diventiamo sempre più forti ad ogni respiro. Come nell’esercizio precedente, eseguiamo dei movimenti con le mani espirando.

Continuiamo a tastare le dita. Col pollice agganciamo la prima falange (inferiore) dell’indice e spingiamo verso il basso.

Proviamo a tenere le altre dita in posizione rigorosamente verticale. Contiamo ad alta voce e ad ogni conteggio premiamo, premiamo, premiamo. Sorridiamo. Con i pollici palpeggiamo allo stesso modo medio, anulare e mignolo. Nuovamente rimuoviamo e accumuliamo energia come abbiamo già fatto nell’esercizio precedente.

.

    

            Esercizio della “Freccia” (fig. 75). Le dita di entrambe le mani sono unite a livello del torace. Il pollice della mano destra è a contatto col pollice della mano sinistra, l’indice con l’indice, e così via… Tutte le dita sono un po’ separate ai lati e per lo più dirette verso l’alto. I palmi delle mani sono abbastanza separati e formano con le dita il tetto spiovente di una “piccola casa”. Adesso forziamo fino a comprimere le dita e, naturalmente, contiamo fino a otto. Ad ogni conteggio, la pressione diventa sempre più forte. Il naso è all’insù, le spalle e la schiena sono dritte. Dopo aver contato fino a otto, solleviamo gradualmente verso l’alto i gomiti aumentando la pressione sulle dita. Facendo questo sollevamento dei gomiti, la tensione deve rimanere costante sulle dita delle mani. I muscoli della schiena sono tesi al limite e spingono con semplicità il petto in avanti. Ci stiriamo verso l’alto e percepiamo il desiderio di volare sollevando i talloni dei piedi dal pavimento. Infine, restiamo in tensione il più possibile ed espirando abbassiamo delicatamente le mani verso il basso. Eseguiamo ancora una volta quest’esercizio dall’inizio. Controlliamo la tensione di collo, spalle, addome, glutei e viso. E sul viso, come forse ricorderete, l’espressione deve essere buona, gentile, gioiosa, molto felice. La postura è dritta. Con la posizione delle mani a forma di tetto spiovente, i gomiti devono essere paralleli al pavimento. Ancora una volta eseguiamo quest’esercizio (tre volte).

Scuotiamo le dita. Rimuoviamo la tensione accumulata. Inspiriamo-espiriamo.

Le traiettorie

Per migliaia di anni i Sufi cercarono il modo di pulire autonomamente il corpo dagli elementi nocivi. Secondo la Sacra Scrittura, Satana è nel sangue della persona. Per Satana, ovviamente, non si intende una creatura cornuta e malevola, ma una certa sostanza intrinseca nel corpo umano che disturba il suo equilibrio. A “causa” sua, l’uomo commette atti sconsiderati sprecando energia. I Sufi hanno sviluppato dei metodi per purificarsi dalle impurità che sono descrivibili in diversi modi: lo zikr nascosto, la pulizia dei canali, e così via. In Russia, per distinguere i canali dalla pratica formale dello zikr, abbiamo cominciato a chiamarli traiettorie energetiche o semplicemente traiettorie. Queste traiettorie sono dei percorsi su cui focalizziamo la nostra attenzione seguendo una determinata sequenza il cui scopo specifico è la guarigione. Va ricordato che per un’esecuzione efficace di queste traiettorie, è necessario entrare nello stato preliminare di mukashafa. L’esatta sequenza delle traiettorie di ogni persona – sia essa malata o sana – è stabilita solo da un istruttore esperto. Tuttavia, i seguenti metodi possono essere appresi direttamente dal libro e possono condurre anche a risultati positivi. Imparate con attenzione e ripeteteli parecchie volte finché non riuscite ad eseguirli automaticamente.

Le traiettorie bisogna studiarle basandosi su otto elementi. Dovete praticare e comprendere questi elementi fondamentali finché non vi appaia una sensazione di leggerezza come se tutto avvenisse in modo naturale e facilmente.

Traiettorie basilari

1. Plesso solare - fossa giugulare

 

Nella zona del plesso solare suscitiamo uno stato di riposo, un rilassamento piacevole. Respirare in modo uniforme e tranquillo.

 

Inspirando raccogliamo una sensazione luminosa nella regione della fossa giugulare sulla superficie del torace, ed espirando la facciamo scendere nell’area del plesso solare (fig. 76).

 

Ripetiamo diverse volte l’esercizio finché non diventa automatico con la piena consapevolezza dei cambiamenti che avvengono nelle sensazioni. Il ritmo è moderato.

 

 

2. Plesso solare - fossa giugulare - ombelico - plesso solare

 

Questa traiettoria, come le altre, inizia nel plesso solare. Dopo che suscitiamo in noi una piacevole sensazione di beatitudine in quest’area, solleviamo la sensazione sulla superficie dell’area della fossa giugulare (fig. 77).

 

Espirando la sensazione scende attraverso il plesso solare nell’area ombelicale.

 

3. Plesso solare - 7° vertebra toracica

 

Sediamoci comodamente. Chiudiamo gli occhi rivolgendo l’attenzione alle sensazioni del corpo. Cominciamo con la solita preparazione! Generiamo in noi sensazioni piacevoli, anche se, sperimentando queste sensazioni piacevoli molte persone non sono sincere con sé stesse. Seppur, abbiamo spiegato mille volte la necessità di generare le sensazioni positive, c’è sempre della gente che ritiene erroneamente di aver già sperimentato queste sensazioni, e così esegue in fretta gli esercizi poiché li considera più importanti. Fermatevi un attimo! Ancora una volta, richiamate alla mente le sensazioni piacevoli, sprofondate in esse e godete di esse. Poverini! Com’è complicato per voi!

 

Il vostro respiro sia regolare e tranquillo. Inviamo sensazioni positive e radiose al processo xifoideo. Non sai dov’è il processo xifoideo? Guarda la fig. 78.

 

 

Toccate col dito indice il processo xifoideo, premetelo delicatamente, assicuratevi di averlo!

 

Visualizziamo e immaginiamo che la zona del plesso solare sia piena di energia calda e positiva con una luce bella risplendente che diffonde un’energia fluida attraverso tutto il corpo ... Prestiamo la massima attenzione al plesso solare. Inspiriamo e dirigiamo amorevolmente un flusso piacevole nella zona della 7° vertebra toracica. Tratteniamo solamente un po’ il respiro al fine di percepire una piacevole e tenera sensazione tattile simile alla brezza estiva nella zona della 7° vertebra toracica, e ritorniamo al plesso solare. Il respiro deve essere regolare e tranquillo. Riempiamo questa zona di sensazioni piacevoli. (Oh Signore, oh mio Dio! La settima vertebra toracica è proprio di fronte al processo xifoideo, è sulla colonna vertebrale!) Eseguiamo tutto correttamente, respiriamo, visualizziamo questo flusso chiaramente e gioiamo di questa piacevole energia vitale: il plesso solare corrisponde alla 7° vertebra toracica. Mettete il libro da parte e esercitatevi da soli.

 

Osservarsi dall’esterno

 

Una volta Ibrahim Haji descrisse un metodo di auto-osservazione dall’esterno.

 

Concentrandosi sull’area del plesso solare, respiriamo regolarmente, suscitando lo stato mukashafa. Inspirando trasferiamo le sensazioni sull’area della 7° vertebra toracica ed espirando attraverso il plesso solare proiettiamo il corpo su uno specchio immaginario posto davanti a noi. Questo riflesso esprime il nostro corpo. Espirando visualizziamo il nostro riflesso su uno specchio immaginario.

 

4. Plesso solare - glabella

 

Inspiriamo e facciamo circolare il respiro sulla superficie di torace, collo e glabella (il punto è individuabile col dito tra le sopracciglia). Monitoriamo il flusso lungo i canali energetici ed espirando ritorniamo di nuovo al plesso solare. Inspiriamo tra le sopracciglia ed espiriamo dal plesso solare (in corrispondenza del processo xifoideo) (fig. 79).

 

 

 

Autonomamente ci spostiamo lungo la traiettoria. Respiriamo liberamente, senza restrizioni. Siamo consapevoli delle nostre sensazioni ed esperienze. Concentriamoci completamente sul flusso attraverso il canale!

 

Ricordiamoci che il flusso avviene sulla superficie dello zikr Sultano. È in questa zona che molti hanno problemi. Quali? Ad esempio, con la vista. Se sentite qualche fastidio durante l’esecuzione di questo semplice esercizio, se improvvisamente avete avuto voglia di grattarvi il naso (o le sopracciglia), sappiate che il nafs sta lottando per la sua stessa sopravvivenza! Il nafs oppone resistenza quando entra appena a contatto con quest’energia positiva.

 

Continuate nell’esecuzione dell’esercizio finché percepiate una sensazione di leggerezza, comfort, automatismo cosciente (ma non meccanico!).

 

Inspirate, poi trasmettete piacevoli sensazioni al centro di controllo direzionale e di guida situato tra le sopracciglia; poi espirate verso il plesso solare. Respirate piacevolmente. Accantoniamo un attimo il libro e esercitiamoci autonomamente.

 

5. Plesso solare - 7° vertebra toracica - base del cranio - glabella - plesso solare

 

Inspirate dal plesso solare. Espirando dalla cassa toracica trasferiamo le sensazioni piacevoli e buone nella zona della 7° vertebra toracica (Fig. 80).

 

 

Inspirando solleviamo le sensazioni lungo la schiena e fino alla base del cranio.

 

Espirate nella base del cranio ed inspirate le sensazioni sulla superficie del cranio lungo il percorso tracciato, e attraverso la corona scendete nella zona tra le sopracciglia (“il terzo occhio”).

 

Espirando facciamo scendere le sensazioni lungo la superficie fino al plesso solare.

 

6. Traiettoria a forma di lettera L: Plesso solare – articolazione dell’anca sinistra - plesso solare - articolazione dell’anca destra - plesso solare

 

Creiamo la sensazione mukashafa nel plesso solare, la respirazione è regolare e tranquilla. Respiriamo con piacere.

 

Inspiriamo dal plesso solare ed internamente espiriamo dall’articolazione dell’anca sinistra (Figura 81).

 

 

Inspirando risaliamo al plesso solare ed espirando indirizziamo le sensazioni nell’articolazione dell’anca destra.

 

Inspirando trasferiamo di nuovo le sensazioni nella zona del plesso solare ed espiriamo.

 

Eseguiamo questa traiettoria finché la sua esecuzione diventa automatica. Nell’articolazione dell’anca generiamo una sensazione di calore. Le giunture amano il calore.

 

6.1. Plesso solare - rene sinistro - plesso solare - rene destro - plesso solare

 

Nel plesso solare generiamo la sensazione gioiosa di incontrare gli amici, dell’amore tanto atteso. Inspiriamo, e all’espirazione trasferiamo le sensazioni nell’area del rene sinistro all’interno del corpo (Fig. 82).

 

 

Inspirando solleviamo di nuovo le sensazioni verso il plesso solare, mentre espirando le spostiamo giù all’interno del rene destro. Inspirando le solleviamo verso il plesso solare, poi espiriamo.

 

Ripetiamo l’esercizio finché non diventa automatico. Ricordiamoci che i reni amano molto il calore. Fate un regalo ai vostri reni.

 

6.2. I reni destro e sinistro (contemporaneamente) - plesso solare - fossa giugulare - plesso solare

 

Nei reni destro e sinistro creiamo quella piacevole sensazione di caldo prodotta dalla “lana” (fig. 83).

 

 

Nello stesso tempo, dall’interno di entrambi i reni solleviamo questa sensazione attraverso il plesso solare e fino alla fossa giugulare. Espiriamo nel plesso solare.

 

Eseguiamo questa traiettoria osservando una respirazione uniforme, lenta, profonda.

 

7. Plesso solare - glabella

 

Ancora una volta, come nella quarta traiettoria, iniziamo quest’esercizio mettendo in comunicazione il plesso solare e la glabella.

 

7.1. Cuore – rene sinistro - cuore

 

Generiamo sentimenti piacevoli, affettuosi e sinceri nella regione cardiaca come se abbracciassimo un neonato. Inspiriamo, ed espirando trasferiamo dal cuore le sensazioni nel rene sinistro (fig. 84).

 

 

Senza fermarsi, inspirando saliamo di nuovo nell’area cardiaca, ma espirando riscendiamo nel rene sinistro, così più volte.

 

Sentiamo che il calore nel rene sinistro si espande.

 

7.2. Rene destro - Rene sinistro

 

Nel rene sinistro generiamo una sensazione di calore come se si coprisse una teiera con un copri teiera. Respiriamo regolarmente, tranquillamente. Lavoriamo con ogni traiettoria accuratamente!

 

Inspiriamo ed espirando trasferiamo le sensazioni nel rene destro, e senza fermarsi, inspirando riportiamo le sensazioni di calore nel rene sinistro (fig. 85).

 

7.3. Fegato - rene destro

 

Nella regione del fegato è necessario creare un atteggiamento leggermente sentimentale piacevole, gioioso. Respiriamo con piacere come se avessimo appena appreso una buona notizia!

 

Inspiriamo, e mentre espiriamo trasferiamo le sensazioni dal fegato all’area del rene destro (fig. 86).

Inspirando risaliamo di nuovo verso il fegato e continuiamo l’esercizio finché appare una sensazione di libertà e sicurezza.

 

7.4. Fegato - plesso solare

 

Nel fegato creiamo le sensazioni per un’aspettativa di lieto evento, e anche delle sensazioni di gratitudine e rispetto. Inspirando trasferiamo le sensazioni nella regione del plesso solare, mentre espirando trasferiamo di nuovo all’interno della zona del fegato (fig. 87).

 

 

Facciamo l’esercizio finché non abbiamo la sensazione di eseguirlo in modo automatico (nel senso migliore del termine).

 

7.5. Plesso solare - glabella - plesso solare - cuore - rene sinistro - rene destro - fegato - plesso solare

 

Nell’area del plesso solare generiamo gioiose sensazioni per aprirsi a nuove scoperte creative. Inspiriamo superficialmente sollevando le sensazioni fino alla glabella ed espiriamo scendendo di nuovo nella regione del plesso solare (fig. 88).

 

 

Facciamo una bella inspirazione ed espiriamo all’interno dell’area cardiaca. Inspiriamo nel cuore e trasportiamo un’energia luminosa all’interno della regione renale sinistra. Sentiamo un calore piacevole. Inspiriamo ed espirando passiamo al rene destro.

 

Inspirando saliamo dall’area del fegato fino al plesso solare. Espiriamo ringraziando molto i nostri organi.

 

Durante l’esecuzione di questa traiettoria prima di espirare tratteniamo un po’ il respiro.

 

8. Rogatina sopra l’ombelico - glabella - plesso solare - rogatina sotto l'ombelico

 

Il punto detto rogatina (russo popolare) sopra l’ombelico (questa rogatina è il vertice della V capovolta che forma un triangolo con due dita, l’indice ed il medio. I polpastrelli delle due dita si trovano all’altezza dell’ombelico). Creiamo nell’area ombelicale della rogatina una sensazione di piacevole freschezza e di gratitudine per il rilassamento (fig. 89).

 

Inspirando saliamo lungo la superficie e attraversiamo il plesso solare fino alla glabella. Espirando ridiscendiamo e di nuovo attraversiamo il plesso solare fino alla rogatina sotto l’ombelico.

 

Eseguendo quest’esercizio, è necessario osservare l’inspirazione e l’espirazione. Eseguiamo finché non diventa automatico.

 

8.1. Rogatina sotto l’ombelico - rogatina sotto il capezzolo destro – rogatina sotto l’ombelico

 

Troviamo i punti che si trovano alla distanza di una rogatina sotto l’ombelico e sotto il capezzolo destro. Creiamo una piacevole sensazione nella regione ombelicale (sul punto della rogatina inferiore), espiriamo e inspirando solleviamo le sensazioni lungo la superficie fino al punto situato alla distanza di una rogatina sotto il capezzolo destro (fig. 90).

 

Espirando facciamo scendere le sensazioni fino al punto localizzato sotto la rogatina ombelicale. Eseguiamo l’esercizio liberamente con il ritmo che ci è più comodo. Osserviamo il respiro.

 

8.2. Rogatina sotto l’ombelico - rogatina sotto il capezzolo destro - rogatina sopra il capezzolo destro - rogatina sopra il capezzolo sinistro (sensazioni profonde)

 

Troviamo i punti coinvolti in questa traiettoria. Nel punto che si trova alla distanza di una rogatina sotto l’ombelico creiamo una piacevole sensazione di disponibilità ai cambiamenti positivi. Inspiriamo, ed espirando saliamo fino alla punto alla distanza di una rogatina sotto il capezzolo destro (fig. 91).

 

In questo punto tratteniamo un po’ il respiro, rafforziamo le sensazioni positive ed inspirando saliamo ulteriormente fino al punto alla distanza di una rogatina sul capezzolo destro, e attraverso di esso mandiamo un ampio flusso energetico fino al punto alla distanza di una rogatina sopra il capezzolo sinistro, e poi espiriamo.

 

Lavoriamo sulle sensazioni profonde, osserviamo il respiro.

 

8.3. Rogatina inferiore all’ombelico - rogatina inferiore al capezzolo destro - rogatina superiore al capezzolo destro - rogatina superiore al capezzolo sinistro (sulla superficie) - cuore (all’interno)

 

Quest’esercizio è eseguibile in maniera simile al precedente, solo che le sensazioni circolano sulla superficie del corpo e finiscono nell’area cardiaca. Per completare, rafforziamo lo stato mukashafa con amore e gratitudine.

 

8.4. Rogatina superiore all’ombelico – glabella - rogatina sotto l’ombelico - rogatina inferiore al capezzolo destro - espirazione - rogatina superiore al capezzolo destro - rogatina superiore al capezzolo sinistro - rogatina inferiore al capezzolo sinistro - cuore (all’interno)

 

Quest’esercizio è eseguito in due fasi.

 

Normalizziamo la respirazione, ricordiamoci della recente e piacevole esperienza. Creiamo la sensazione mukashafa nel punto a distanza di una rogatina sotto l’ombelico. Espiriamo ed inspiriamo sollevando le sensazioni fino al punto alla distanza di una rogatina sotto il capezzolo destro, poi passiamo al punto alla distanza di una rogatina sopra il capezzolo destro e successivamente al punto alla distanza di una rogatina sopra il capezzolo sinistro (fig. 92).

 

Espiriamo amorevolmente e con gratitudine verso il punto alla distanza di una rogatina sotto il capezzolo destro e successivamente nell’area cardiaca.

 

8.5. Plesso Solare - 7° vertebra toracica - plesso solare - davanti e fuori dal corpo

 

Quest’esercizio è eseguito trattenendo il respiro.

 

Generiamo nell’area del plesso solare un positivo, piacevole e utile stato mukashafa. Normalizziamo il respiro. Inspiriamo, espiriamo, e poi trattenendo il respiro spostiamo le nostre sensazioni come in figura (fig. 93).

 

Dal plesso solare andiamo verso la 7° vertebra toracica. Ritorniamo all’inverso dalla 7° vertebra toracica rafforzando i sentimenti positivi, poi attraversiamo il plesso solare uscendo fuori dal corpo.

 

Provate a percepire qualsiasi oggetto reale che si trova di fronte a voi: immaginate delle linee invisibili che escono dal vostro organismo e sondano questo oggetto. Eseguiamo l’esercizio finché avviene in modo automatico.

 

Lo studio delle traiettorie richiede pazienza. Non è necessario fare tanti esercizi. Imparate bene prima alcuni esercizi, e solo dopo esercitatevi con gli altri.

 

Una volta che sentite che avete imparato le otto traiettorie fondamentali, passate alle traiettorie supplementari.

 

Le traiettorie supplementari

Traiettoria dei “Sentieri”

 

Quest’esercizio meditativo è chiamato “Sentieri” poiché il movimento energetico nelle traiettorie ricorda in qualche modo come si procede lungo i sentieri: nei sentieri stretti si marcia con incertezza. Eseguendo questa tecnica, è possibile ripristinare il flusso sanguigno (eliminando dai vasi l’energia distruttiva), il ritmo cardiaco, e normalizzare la pressione sanguigna.

 

Nella tradizione Sufi, le traiettorie energetiche sono spesso chiamate sentieri. I sentieri sono stretti, non sono sempre visibili e può passare solo una persona. In montagna, il viaggiatore deve stare molto attento ai movimenti in avanti, infatti uscendo dal sentiero può cadere e morire, o perdersi.

 

Questa traiettoria può essere eseguita in normali condizioni fisiche e psicologiche. Se si è molto stanchi o si ha una malattia seria, non è necessario eseguire la traiettoria dei “Sentieri”.

 

La meditazione si compone di due fasi: la fase preparatoria e la fase fondamentale.

 

Questa traiettoria corrisponde alla piccola circolazione sanguigna (anche detta circolazione polmonare).

 

1.      Fase preparatoria

 

Ci concentriamo sulla zona del plesso solare e, ricordando qualcosa di piacevole e gioioso riempiamo il torace di questa sensazione. Se lo si desidera, si possono chiudere gli occhi (fig. 94, a).

 

Inspirando mentalmente la solleviamo dal plesso solare alla glabella, ed espirando scendiamo di nuovo nel plesso solare.

 

Inspiriamo nell’area del plesso solare ed espirando profondamente scendiamo (non sulla superficie del corpo, ma al suo interno) nell’area cardiaca. Quest’esercizio che comprende il movimento interno tra il plesso solare e il cuore e viceversa, dovete ripeterlo più volte finché non diventi naturale come il respiro.

 

Inspiriamo nella regione cardiaca ed espirando scendiamo nell’area del rene sinistro. Anche quest’esercizio della fase preparatoria lo pratichiamo finché le sensazioni non raggiungano il necessario grado di naturalezza.

 

Inspirando saliamo dalla zona del rene sinistro al fegato cercando di farlo avanti e indietro più volte.

 

Espirando dalla regione del fegato scendiamo all’interno del rene destro (anche più volte).

 

Questa fase preparatoria sarà completata quando “i Sentieri” genereranno solo sensazioni piacevoli. Le sensazioni troppo forti di calore o di freddo ci informano che è necessario ripetere ancora una volta la fase preparatoria, in altre parole, “tracciare” i Sentieri.

 

2. La fase principale

 

La prima variante dei “Sentieri”

 

Sediamoci rilassati. Schiena dritta. Le mani poggiano sullo schienale della sedia o sulle ginocchia, ma non sullo stomaco e sul torace. Generiamo delle sensazioni piacevoli nel plesso solare. Inspirando spostiamo sulla superficie queste sensazioni piacevoli nella glabella, mentre espirando le spostiamo dalla glabella al plesso solare. Inspiriamo nell’area del plesso solare, e poi espirando spostiamo queste sensazioni piacevoli nella zona del cuore (Figura 94, b).

 

 

Inspiriamo nell’area cardiaca ed espirando scendiamo all’interno del rene sinistro. Dal rene sinistro inspiriamo verso il fegato, poi espiriamo attraverso la traiettoria che comprende il rene destro, il lato sinistro dell’anca, la gamba sinistra e giù fino alle dita del piede sinistro.

 

Inspirando innalziamo l’energia lungo la gamba sinistra, il plesso solare e la scapola destra, ed espiriamo tramite il braccio destro fino alla punta delle dita. Inspirando solleviamo le sensazioni dalla mano destra e attraversando l’interno dell’ascella destra, il torace raggiungiamo la spalla sinistra, poi espirando scendiamo fino alle punte delle dita della mano sinistra.

 

Inspirando solleviamo le sensazioni dalla mano sinistra alla spalla sinistra, ed espirando passiamo attraverso il torace, il fianco destro, la gamba destra fino alle punte delle dita del piede destro, e in questo posto ci liberiamo delle sensazioni emettendole all’esterno.

 

È possibile terminare il movimento del flusso energetico non nel posto indicato, ma indirizzarlo verso un’area “preferita” del corpo che presenta maggiori preoccupazioni. Ad esempio, se avete il fegato dolorante, allora si può espirare le sensazioni dalle punte delle dita del piede destro fino al fegato, ed espirando amorevolmente portate tenerezza e riposo nel fegato.

 

Il ritmo respiratorio dovrebbe essere normale, regolare.

 

Dopo aver padroneggiato questa traiettoria automaticamente, considerate che questo metodo vi aiuti a sbarazzarvi della paura e dell’ansia in pochi minuti. Vi ricordiamo che non è possibile addormentarsi. Chi si addormenta, si svegli.

 

Lo stato di dormiveglia è la condizione ideale. In questo stato l’organismo si trova sulla miglior linea di confine per apprendere le traiettorie. La cosa principale è non addormentarsi.

 

Fate quest’esercizio più volte (almeno 6-7) per padroneggiarlo automaticamente. Se vi confondete, riprendete dal punto in cui vi eravate smarriti, e ripetete di nuovo l’esercizio. Chi si sente ancora insicuro, schematizzi mnemonicamente questi “percorsi”, e quindi verifichi sé stesso.

 

Domanda: “Ho le vertigini.”

 

Risposta: “È normale che tu abbia le vertigini perché qualcosa deve girare… ma se parliamo seriamente, bisogna localizzare esattamente questo punto della traiettoria in cui inizia a girare la testa. Dovete osservare i cambiamenti facendo gli esercizi: verificate in quale punto della traiettoria le vertigini sono più forti e quando sono più deboli. Successivamente generate nel plesso solare una sensazione di freschezza, un’immagine salutare e di successo, e poi eseguite l’esercizio più volte, “pompando” le traiettorie in modo corretto. La respirazione deve essere calma, ritmica.

Ricordate l’aneddoto di un ufficiale che voleva controllare se ci sono nella scatola dei fiammiferi: aveva portato la scatola vicino all’orecchio mentre scuoteva il capo. Di che cosa stiamo parlando? Parliamo della stessa cosa, cioè che non in tutti i casi dobbiamo usare la testa: l’uomo ha oltre la testa tante altre cose. Per questo, quando la testa di alcune persone perde il “controllo”, si ammala, ha capogiri e fa di tutto per attirare l’attenzione verso di sé; ma voi dovete continuare ad esercitarvi perché un proverbio russo afferma: “con la pazienza e lo sforzo si ottiene tutto” (in italiano “chi la dura la vince”.)”

 

Una delle partecipanti ai nostri corsi curò la vista direttamente durante l’esecuzione di questa traiettoria. Ai nostri seminari sono esposte ovunque le tabelle dei test visivi affinché i partecipanti possano verificare se la loro vista è migliorata dopo l’esecuzione degli esercizi. Questa signora aprì gli occhi e si rese immediatamente conto che riusciva a vedere fino a due linee più in basso sulla tabella di misurazione della vista rispetto al precedente test visivo, cosicché gridò: “Perdinci!”

Se percepite qualche miglioramento, anche insignificante, annotatelo senz’altro sul vostro diario. Quest’auto-controllo permette di fare passi avanti.

 

Domanda: “Ho sentito del calore, ma mi sono persa nella traiettoria in corrispondenza del rene sinistro.”

 

Risposta: “Quando eseguite gli esercizi del “Giardiniere” sentite la tensione nel rene? Se non la sentite, rafforzate il vostro atteggiamento positivo verso quest’organo.

Non bisogna essere tesi laddove non necessita. La respirazione deve essere regolare, calma.”

 

Domanda: “Secondo me, questa lunga traiettoria è difficile da memorizzare completamente e immediatamente in una sola volta.”

 

Risposta: “Niente di grave. Facciamola poco per volta. Prima impara una parte della traiettoria, e poi ne aggiungi un’altra parte, e così via ...”

 

Domanda: “Sento meno male alla testa.”

 

Risposta: “Bene, ti è passato il mal di testa e non fissarti per l’ottenimento di questo risultato. Va avanti! Generalmente, i Sufi per guarire il mal di testa raccomandano di “far scendere” l’energia verso i piedi. Per dirla in parole semplici, quando sentite mal di testa prestate attenzione alle sensazioni di talloni, caviglie, ginocchia e fianchi. Questo cambiamento di focalizzazione permette di “rimuovere il mal di testa.”

 

Domanda: “Ho avuto male alla fronte e ne ero spaventata.”

 

Risposta:

 

La paura sorge quando il nafs non vuole arrendersi. È necessario superare la paura e andare avanti. Non ti è stato mica proposto di buttarti dal decimo piano? No. Basta solo sedersi, fare un respiro, immaginare qualcosa, e passa tutto. È spaventoso questo?

 

Domanda: “Ho queste sensazioni, non sono riposato, ma non sono nemmeno teso.”

 

Risposta: “Bene. Si tratta di una normale attività di funzionamento, ma dalle tue parole sento delusione. Probabilmente, volevi provare qualcosa di straordinario. Per il momento, possiamo fare a meno di queste sensazioni straordinarie.”

 

Profilassi contro “la gente dalla psicologia negativa”

 

Il termine “psicologia negativa” è spesso usato dagli psicologi professionisti occidentali. Le persone con una psicologia negativa sono orientate a catturare energia dall’esterno. Potete chiamarli vampiri energetici, o semplicemente, sono per voi delle persone sgradevoli, ma il concetto non cambia: comunicare con loro vi stanca e vi scarica. Di regola, i “negativisti” consciamente o inconsciamente guardano per molto tempo nei vostri occhi (e talvolta chiedono persino di guardare nei loro occhi). Il prolungato contatto visivo con queste persone porta all’esaurimento nervoso, alla comparsa di rabbia nell’anima, invidia, rancore, irritazione, risentimento, e così via…

 

Le traiettorie successive permetteranno di rigenerarsi in fretta dopo aver “comunicato” con queste persone negative.

 

La seconda variante dei “Sentieri”

 

Dopo che avete generato in voi stessi una piacevole sensazione nella regione del plesso solare, inspirate e sollevatela lungo la superficie verso l’alto fino alla glabella (“terzo occhio”). Espirando, ridiscendiamo nel plesso solare.

 

Inspirate nel plesso solare ed espirate all’interno della regione cardiaca (Fig. 94, b).

 

 

Inspirate all’interno della regione cardiaca ed espirate nell’area del rene sinistro.

 

Inspirate e sollevate dalla zona del rene sinistro all’area del fegato, mentre espirando scendete trasversalmente evitando l’area del rene destro fino alle punte delle dita del piede sinistro.

 

Inspirate dalle punte delle dita del piede sinistro, salite attraverso la gamba ed evitando il plesso solare giungete fino alla spalla destra. Poi, espirando scendete giù, fino alle punte delle dita della mano destra.

 

Inspirando, saliamo dalla mano destra all’articolazione della spalla e attraversiamo la parte superiore del torace fino all’articolazione della spalla sinistra; mentre espirando scendiamo lungo la mano sinistra fino alle punte delle dita.

 

Inspirando, saliamo dalla mano sinistra alla spalla sinistra, mentre espirando nel plesso solare scendiamo fino al piede destro “rilasciando” la sensazione nelle punte delle dita del piede destro.

 

Spiegazione

 

Nelle mani, nelle gambe e nelle spalle il lettore può sperimentare una chiara sensazione di calore o di freschezza, ma negli altri casi questa sensazione non è desiderabile, in quanto indica che la fase preparatoria non è stata ben elaborata.

 

Come si può vedere, inspirando saliamo sempre verso l’alto, mentre espirando scendiamo verso il basso.

La traiettoria del “Germoglio”

Massaggiamo la mano in senso orario e antiorario. Possiamo ascoltare lo scricchiolio caratteristico delle articolazioni. Poi, massaggiamo ogni dito della mano destra e sinistra e torciamo ogni falange in senso orario e antiorario.

Pieghiamo le braccia all’altezza dei gomiti in modo che i palmi siano al livello del plesso solare, e le punte delle dita siano rivolte verso l’alto (fig. 95).

Le punte delle dita sono ben chiuse e i palmi delle mani sono staccati gli uni dagli altri. Ci concentriamo attentamente sulle mani consapevoli del ritmo che pulsa in esse, sentiamo un certo movimento dal centro del palmo sinistro al centro del palmo destro.

Ricreiamo una gradevole sensazione nell’area del plesso solare. Inspirando la solleviamo lungo la superficie cutanea fino alla glabella, mentre espirando scendiamo nuovamente verso il plesso solare.

Inspiriamo nell’area del plesso solare ed espirando usciamo dal corpo fino a penetrare nel centro del palmo della mano destra.

Inspiriamo nel centro del palmo della mano destra ed espiriamo nel centro della mano sinistra.

Inspiriamo nel palmo della mano sinistra, espiriamo uscendo da essa ed entriamo nell’area del plesso solare.

Percorriamo mentalmente questo percorso: plesso solare - glabella - plesso solare - centro della mano destra - centro della mano sinistra - plesso solare. Eseguiamo questo percorso più volte finché raggiungiamo una sensazione di naturalezza e leggerezza nell’esecuzione dell’esercizio.

Dopo qualche tempo, allentiamo leggermente le dita delle mani e ripetiamo il percorso specificato più volte.

Eseguiamo alcune volte la terza variante del percorso mentale lungo questa traiettoria facendo in modo che le dita si tocchino impercettibilmente.

Terminiamo l’esecuzione della traiettoria con una piacevole sensazione nella zona del plesso solare. Poi, abbassiamo le mani, e per qualche tempo osserviamo il nostro stato traendone piacere.

Spiegazione

Si può terminare l’esecuzione della traiettoria “plesso solare – palmi” non nella zona del plesso solare, ma nell’area che causa ansietà: stomaco, fegato, cuore, schiena, reni e così via. Se si vuole completare il lavoro nella zona Sultano, cioè nella zona della testa, inviate là una sensazione di leggerezza.

La traiettoria “dell’angolo”

È opportuno eseguire la traiettoria “dell’Angolo” dopo gli esercizi che comportano un’attività fisica impegnativa.

Dopo aver generato in noi stessi una piacevole sensazione nella zona del plesso solare, inspiriamo col naso sollevando questa sensazione verso la glabella (fig. 96).

Espirate attraverso la bocca col suono “u-f-f-f” trasferendo mentalmente le sensazioni nella zona del cuore.

Inspirando nel cuore solleviamo le sensazioni alla glabella, mentre espirando col suono “u-f-f-f” trasferiamo mentalmente le sensazioni nella zona del fegato.

Dalla regione del fegato e del cuore solleviamo rispettivamente due flussi di sensazione verso la glabella, mentre espirando col suono “u-f-f-f” trasferiamo le sensazioni nelle loro rispettive sedi, il fegato e il cuore.

Continua….