IL TURBANTE AVVOLTO DEL TATARSTAN

 

Malik cita il detto del Profeta: “Dio ha rafforzato l'Islam con i turbanti e le bandiere.” (Malik b. Anas, Risala fi-l sunan wa-l-mawa'iz wa-l-adab)

 

 

Il copricapo è uno tra gli elementi storici, culturali e religiosi più pittoreschi. Una particolare importanza per le nazioni orientali ha il turbante. L’Imam Hazrat Timur Ibragimov della moschea di Kizil Bayrak (distretto di Verkhneuslonsky — Tatarstan) che qui presenta i segreti dell’avvolgimento del turbante, è un maestro ineguagliabile in quest’arte.

 

Il turbante, un copricapo meraviglioso

 

Il turbante è un elemento importante dell’abbigliamento clericale. «Per il musulmano, il copricapo tradizionale è la calottina o il kalyapush (tubeteika). Il turbante è indossato solo dagli oranti in preghiera (namaz). «Ogni musulmano, è l’Imam della sua casa, pertanto, pronuncia l’azan, compie il namaz e ha il diritto di indossare il turbante sulla testa», narra Hazrat Timur. «Sappiamo che il venerabile Profeta indossava il turbante e un copricapo, sia separatamente sia congiuntamente», egli dichiara. «Non v’è dubbio che il Profeta li portasse non solo al tempo della preghiera, ma anche in altri momenti. Per questo motivo, indossare un copricapo e un turbante, almeno durante la preghiera, significa seguire la Sunnah».

 

Il turbante fin dall’antichità è stato un attributo imperativo appartenente all’abbigliamento islamico del viaggiatore. Anticamente lungo il viaggio poteva accadere di tutto. Spesso le persone morivano lungo la strada. La lunghezza della stoffa che avvolgeva il turbante corrispondeva alla lunghezza complessiva del sudario (lenzuolo funebre). Spesso, questa tela ha salvato il viaggiatore, era utilizzata come materiale di bendaggio per contusioni e ferite. Durante le tempeste polverose nei deserti, questo tessuto si avvolgeva intorno alla testa per proteggere gli occhi, il naso e le orecchie del viaggiatore dalla sabbia e dal fango.

 

 

500 copricapi alla riscoperta di Kul Sharif (in tataro Qolsherif. Fu un Imam, un capo religioso e un poeta del XVI secolo, difese una parte della città di Kazan nell’ottobre 1552 contro le truppe di Ivan il Terribile. Morì durante l’assalto insieme ai suoi collaboratori. La moschea intitolata Kul-Sharif, è stata costruita tra il 1996-2005 in suo onore sui resti di un’antica moschea all’interno della cittadella di Kazan)

 

Questo copricapo e il suo ideatore, Hazrat Timur, sono sorprendenti. Il nostro Imam Khatib della moschea del villaggio di Kizil è stato un ufficiale di carriera, oggi è un tenente colonnello in pensione. Hazrat, si è laureato presso la Scuola Superiore dell’Aeronautica Militare Russa di Orenburg, ha servito e difeso per 28 anni la patria.

 

 

Ci sono pochi specialisti in grado di fare questo copricapo. Timur Ibragimov è uno di loro. Ha imparato quest’arte nel 1995, nella città di Namangan. Prima di lui, il confezionamento dei turbanti era affidato a Hazrat Gabdulkhak Samatov. Hazrat Timur lo considera il suo istruttore. Nel 2005, quando fu aperta la moschea Kul Sharif, tutti gli Imam della regione dovevano venire in turbante. Timur Ibragimov, perciò, confezionò più di 500 di questi paramenti. Da allora, la sua professione è l’arrotolatore di turbanti. Non solo li fabbrica, ma insegna anche ad altri organizzando corsi specialistici in tutta la Russia. E i suoi copricapi sono indossati da famosi Imam.

 

Il record di Timur Ibragimov raggiunge i 35 turbanti in un giorno, seppur realizzati con l’aiuto dei suoi allievi. Lo stesso Hazrat non conosce le statistiche, pertanto, dire quanti ne siano stati confezionati, è impossibile. Possiamo presumere migliaia.

 

          


I segreti dell’avvolgimento

 

L’arrotolamento del turbante richiede assiduità, la sua saggia e splendida esecuzione eseguita da un maestro, colpisce molti. Per questo motivo, sveliamo i segreti del suo confezionamento.

 

La fabbricazione del turbante richiede un cotone garzato di 11 metri, una forma conica di un fez o di un tarbush, un pezzo di cartone, un moncherino, un paio di forbici, tre righelli, un coltello, un cucchiaino, degli aghi e degli spilli.

 

 



La prima parte riguarda la preparazione del materiale: cioè la tiratura, la stiratura e l’avvolgimento del cotone garzato attorno al pezzo di cartone. Il maestro prepara il tutto in anticipo.

 

 

 

 

Dopo aver preparato il tutto, bisogna mettere il fez sul moncherino e solo allora si può arrotolare il cotone garzato. Dalla misura del tarbush si compie un certo numero di giri. Normalmente sono 12 o 13.

 

 

 

 

 

 

L’essenziale è tener d’occhio la simmetria, afferma l’Imam.

 

 


Il cucchiaio aiuta a stirare le strisce che si raddrizzano riordinando gli orli.

 

  

 

 

La parte integrante del turbante - la cosiddetta “coda”, è un indicatore. Ad esempio, se la “coda” poggia sulla spalla destra di un Hazrat, significa che è non deve essere disturbato. Dopo una predica o una preghiera, questa coda del turbante è fissata in cima a questo paramento: adesso è possibile rivolgersi all’Imam per qualsiasi domanda.

 

 

 

 


Il colore del turbante è molto importante. Di solito è bianco. Il verde è indossato dai pellegrini, gli Hajj.



Questo è tutto, il turbante è pronto. Per realizzarlo Timur Ibragimov, ha impiegato circa 30 minuti. Ogni giorno, a suo piacere, arrotola di solito due turbanti.

 

La piega anteriore della cialma (turbante tataro) è dove si incrociano le pieghe, mentre la parte posteriore è distinguibile da una fascia che è detta in Asia Centrale Sallapic. Il Sallapic è riposto all'interno del turbante. Nel momento in cui la cialma è indossata, il Sallapic è sciolto e penzola dietro come i nastri dei marinai. Quando il mollah sale sul minbar con lo scettro per il sermone, il mollah prende il Sallapic dalla parte anteriore e lo porta davanti attraverso la parte destra. Significa che da quel momento non bisogna interromperlo. Quando il mollah finisce la predica, il Sallapic è spostato nuovamente indietro. È simile al segnale che trasmette il colore verde o rosso di un semaforo. La fascia può, comunque, essere sciolta o infilata all’interno del turbante. La fascia può anche essere tagliata e inserita nel turbante con l’impugnatura di un cucchiaino che serve anche per allisciare le piegature.

 

La cialma è il più amato copricapo del nostro Profeta Muhammad.