Pervenire all’Uno attraverso il molteplice: la saggezza condivisa delle tradizioni sufi e yoga

Rishikesh, India

28 gennaio - 2 febbraio, 2010

 

Un antico legame

 

Il Sufismo è la tradizione mistica interna all’Islam. Lo Yoga è la tradizione mistica interna all’Induismo. Entrambe hanno l’obiettivo di unirsi al Divino, o alla realizzazione della realtà Suprema. In occidente, la parola “Yoga” è spesso usata per riferirsi ad asana fisiche, ma il significato della parola è unione. Per millenni, gli Yogi hanno vissuto isolati praticando tecniche avanzate di meditazione con l’obiettivo di realizzare l’unione con l’origine Divina del tutto. Allo stesso modo, i santi Sufi hanno sviluppato tecniche spirituali per risvegliare la consapevolezza dell’unione con l’Amato Supremo.

Oggi, il Sufismo e la disciplina spirituale dello Yoga hanno un’applicazione universale. Entrambi sono praticati nel mondo intero, anche se l’India rimane la fonte più profonda della conoscenza yogica. Per secoli, i santi Sufi e gli Yogi hanno convissuto a fianco a fianco nel subcontinente Indiano. La regione del Kashmir, in particolare, è nota come un centro Sufi e Yogi di tradizione Shivaita, la cui condivisione riconosciuta di saggezza, conoscenza ed esperienza conduce entrambe le tradizioni alla stessa meta. Molti grandi maestri della regione hanno avuto seguaci di entrambe le comunità, Islamica e Indù. Il santo Indiano Kabir è uno degli esempi più noti. Un altro esempio più recente è Shirdi Sai Baba. Entrambi hanno attirato l’attenzione sull’essenza dell’Islam e dell’Induismo, tralasciando la dottrina e i cerimoniali per una più profonda verità nascosta all’interno delle tradizioni.

Con la diffusione del fondamentalismo religioso in tempi recenti, le tradizioni mistiche si sono ritirate o acquietate in alcune località, ma la presenza e la saggezza degli Yogi e dei Sufi sono ora molto necessarie. Una condivisione più ampia delle loro conoscenze consentirà all’umanità di evolversi limitando i caratteri distintivi verso una visione del mondo più universale. La nostra sopravvivenza dipende da quest’adesione.

L’umanità è in un momento critico della sua storia evolutiva. Le barriere tra le comunità, i gruppi etnici e religiosi stanno crollando in molti luoghi. Una comunità globale sta emergendo. Anche se alcuni ambienti si sono inquietati ed hanno eretto delle divisioni religiose, la maggior parte delle persone accoglie con favore la possibilità di conoscere, capire e sentirsi congiunto all’altro. La consapevolezza d’interconnessione, l’interdipendenza e i valori umani universali diventano sempre più comuni.

La storia delle divisioni confessionali è costellata di battaglie che hanno nella religione una pretesa di verità esclusiva, ma il futuro si concentrerà sulla saggezza condivisa. Il Sufismo e la pratica spirituale dello Yoga, universali nella loro natura, hanno molto da offrire. Essi possono aiutare la comunità umana a evolvere avendo una visione del mondo più completa.

 

La realtà dell’unicità

 

All’infuori dell’Uno c’è il Molteplice. Tutta la creazione, tutta l’esistenza, affiora da una singola fonte. Questo è noto, ugualmente, a Sufi e Yogi. È possibile attraverso le discipline e le pratiche spirituali penetrare gli apparenti veli che appannano la conoscenza di quest’Unicità, che rendono il Divino apparire inaccessibile. L’amore necessario è la risposta alla chiamata per l’unione. Entrambi, Sufi e Yogi, parlano di quest’esperienza, dell’unione con l’Amato. Entrambi esprimono un desiderio, un ardore, un’aspirazione urgente o doverosa di quest’unione - la passione per il Divino.

In entrambe le tradizioni, ci sono santi che indicano il modo in cui, uomini e donne hanno sperimentato alcuni aspetti di quest’unione scorgendo il Divino. Entrambe sono delle tradizioni viventi che vanno oltre il libro della conoscenza, seppur tutte e due catturino la conoscenza dai loro testi sacri - il Corano e gli ahadith, i Veda, le Upanishad, la Bhagavad Gita. I santi viventi, soprattutto, attestano la possibilità di conoscere il Divino in ogni epoca. Il percorso è qui e ora, e non ci sono arbitri di mezzo. I santi di entrambe le tradizioni cercano di ispirare nei devoti il desiderio di quest’esperienza. Conosci l’Uno, dicono, conosci l’Unicità.

I Numerosi Percorsi

L’infinito è il Divino, e l’infinito sono i modi per raggiungere la Meta Suprema. Il Sufismo e lo Yoga sono universali, nel senso che riconoscono la molteplicità dei percorsi, consci che ogni individuo ha un suo percorso specifico al Divino valido al pari di tutti gli altri.

Entrambe le tradizioni riconoscono che i santi e i saggi giunti durante i secoli nelle diverse culture e religioni hanno indicato la via, un percorso, per forare i veli che rendono l’Uno apparire come molti.

Pur riconoscendo la verità di tutte le religioni, vi è anche un’ammissione del contributo specifico che ciascuna di esse apporta. L’obiettivo non è di eliminare o negare la ricca diversità intrinseca al potere creativo, ma piuttosto di celebrare questa diversità, conoscere la sua complementarietà, e penetrare la verità nascosta all’interno.

Questa conoscenza è particolarmente importante in questo momento storico; le religioni non devono cercare di convertire, ma hanno il bisogno di espandersi ed evolversi verso uno stile complementare e superiore di esistenza. L’equilibrio tra le specifiche identità universali definirà la nuova era.

La conoscenza consapevole

La religione istituzionale si fonda sull’organizzazione della società di vivere secondo la legge morale e le norme etiche. Essa ha servito l’umanità. In passato, i mistici erano pochi e spesso eclissati. Si rivelarono alle persone giuste nel momento appropriato. Sempre più il genere umano ricerca un’esperienza personale. La conoscenza libraria non è sufficiente. Perciò, la meditazione e altre forme di pratica contemplativa sono divenute popolari. Durante gli ultimi 50-60 anni, le tecniche di meditazione e la conoscenza mistica, che erano occultate e riservate alle poche anime profondamente alla ricerca di coloro che avevano abbandonato il mondo, sono divenute di pubblico dominio. La gente vuole un’esperienza diretta col Divino. I Sufi e gli Yogi danno resoconti di prima persona riguardanti quest’esperienza che implica il passaggio dal limitato all’universale: l’espansione oltre al piccolo “Io”, il movimento dall’interesse personale alla preoccupazione per il tutto, la comprensione dell’interconnessione, dell’Unicità, e la capacità di toccare l’amore da cui emerge la creazione affinché l’elevazione avvenga. Questa trasformazione guiderà l’evoluzione in avanti.

Come far precipitare questa conoscenza giù dalle montagne, dalle grotte e dai rifugi nella vita quotidiana dell’agognante umanità? Il dialogo consentirà una condivisione di esperienze tra un piccolo gruppo di Sufi e di Yogi scegliendoli in particolare tra India, Pakistan e Afghanistan (e Stati Uniti). La nostra speranza è che il loro avvicinamento contagi la regione svelando un’armonia spirituale tra i lignaggi per manifestarsi in tutti gli aspetti della vita politica, sociale ed economica dell’area.