LA WILAYAT SOLARE, LUNARE E STELLARE NEL PENSIERO DI RUMI

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Abstract
Il presente documento fornisce le prove testuali dello Sciismo spirituale di Rumi. Le prove saranno estratte dal Mathnawi di Rumi. Lo Sciismo, nella sua vera forma, crede nella Wilayat (l’autorità) dell’Imam ‘Ali e dei suoi undici discendenti (ع) dopo la morte del Profeta Muhammad (ص). Allah ha scelto Ali (ع) e dei suoi discendenti come i veri successori spirituali e religiosi del Profeta Muhammad (ص), poiché ci sarà sempre un rappresentante della Famiglia di ‘Ali (ع) a guidare e a condurre il genere umano. I Califfi hanno altri ruoli. Quest’articolo tratta tre tipi di Wilayat: Wilayat solare, lunare e stellare.

 

Le interpretazioni concettuali e “sinottiche”, come pure le ricerche tecniche del circolo ermeneutico nel testo del Mathnawi, hanno chiarito che Maulana Jalal al-Din Rumi onorò l’istituzione dell’Imamato essendone l'autorità , e riverì la Wilayah di Allah, il Profeta Muhammad (ص) ed i suoi 12 successori Divinamente designati.

In questo contesto, Maulana si concentra sulla Wilayah dell’Imam ‘Ali (ع), il Divino successore del Profeta Muhammad (ص). Secondo il Dott. Shahram Pazouki, professore di filosofia all’Università di Tehran, “Mawlawi” (Mawlawi è la versione Persiana di Maulana) era uno Sciita, non nel senso comune del termine che si riferisce ai giuristi e ai teologi dialettici, ma nel suo vero significato; in altre parole, Allah ha nominato solamente il Wali. Si tratta della credenza nella spiritualità continua e nella Walayah del Profeta Muhammad (ص) nella persona dell’Imam ‘Ali e dei suoi figli (ع), i quali furono designati da Allah. L’Onnipotente Allah decise che ‘Ali (ع) fosse il successore spirituale ed il Wali dopo il Profeta Muhammad (ص); inoltre, stabilì il credo che dopo il Profeta (ص) vi è sempre una guida spirituale vivente, un Wali, della Famiglia dell’Imam ‘Ali (ع) che deve essere amato. Quindi, esiste una differenza tra lo Sciismo spirituale e la giurisprudenza Sciita.

I Sufi credono che in ogni tempo vi sia una guida spirituale divina o un Wali, è solamente tramite suo che l’uomo può trovare il cammino verso Allah. La Walayah è la realtà del Sufismo e l’aspetto interiore dell’Islam. Il Wali è l'ombra di Allah sulla terra. Il Wali è il perfetto d’ogni epoca e l'intermediario della grazia trasmessa da Allah all'uomo. La Walayah differisce dal Califfato. Si può scegliere e votare un Califfo, ma solo Allah designa il Wali. Allah nominò ‘Ali (ع) successore spirituale e Wali dopo il Profeta Muhammad (ص) (Pazouki, Shahram. (2003). Spiritual Walayah. In: SG. Safavi (ed), Pensieri di Rumi. Tehran: Salman Azadeh Publication). ‘Ali (ع) è stato nominato Wali da Allah in base ai seguenti versetti Coranici riguardanti il Profeta Muhammad (ص): “baligh ma anzal ilaika” (“comunica quello che è sceso su di te”, Capitolo 5: 67), “al-yauma akmaltu lakum dinakum” (“Oggi ho reso perfetta la vostra religione”, Capitolo 5: 3), e agli hadith di Ghadir al-Khumm e di al-Thaqalayn. È importante credere che dopo il Profeta (ص), la Walayah proseguì con ‘Ali (ع), e dopo ‘Ali (ع), la Walayah continuò attraverso gli Imam (ع) Sciiti proposti da Allah.

Lo Sciismo si basa sul principio dell’Imamato (in Arabo Imamah) o della Wilayah; questa verità fondamentale è definita nella letteratura gnostica e Irfanica “dell’Uomo Perfetto (Insan al-Kamil)”. I riferimenti Coranici e gli hadith narrati dalle fonti Musulmane, confermano che l'amore per la progenie del Profeta (ص) è un precetto centrale dell'Islam. Il Mathnawi attesta che Maulana credette nella Wilayah dell’Imam ‘Ali (ع), uno dei principi capitali dello Sciismo Islamico.

 

I differenti livelli tra Imamah (Imamato) e Wilayah:


Il Tutore Definitivo, il Wali è Allah, seguito nell'ordine da:

Il Profeta Muhammad (ص) e i 12 Imam (ع). Il Profeta (ص) e i 12 Imam (ع) sono la manifestazione completa del “Perfetto Uomo”, poiché rappresentano la Divina Tutela durante il loro tempo; infatti, l’Imamato nella letteratura Sciita ed il “Perfetto Uomo” nella letteratura Sufi, hanno le stesse peculiarità. Dato che l'essenza del “Perfetto Uomo” nel Sufismo è contraddistinta dall’Imamato, il principio distintivo dello Sciismo, questa circostanza indica che i Sufi, nonostante le loro pratiche religiose, sono al riguardo dei Musulmani Sciiti.

Dal punto di vista Irfanico, ci sono due distinti tipi di Wilayah: la “Wilayah Generale” o “Wilayah ‘Ammah” e “la Wilayah Specifica” o “Wilayah Khassah”.

La Wilayah Generale o la Wilayah ‘Ammah (letteralmente Stellare) ha due livelli:

1) Il primo livello inizia col “ritiro purificatorio per l’anima” (takhliyyah), e termina con la stazione della prossimità ottenuta “tramite le opere supererogatorie” (Qurb an-Nawafil). Quando Allah diventa gli occhi, le orecchie e la lingua del Suo servitore, il cercatore della verità o Salik realizza la stazione (maqam) della “realtà della certezza” (al-Haqq al-Yaqin).

2) Il secondo livello si riferisce a coloro che si annientano nel “Reale” (Haqq) rimanendo nell’Esistenza del Re dell’Essenza. Questo stadio finale è denominato “Maqam qab Qawsayn” (stazione alla distanza di due archi).

Le “Wilayah specifiche” (Wilayah Khassah) sono possedute solamente dal Profeta Muhammad (ص) e dai suoi successori Divinamente designati tra gli Ahl al-Bayt (ع), la Gente della Casa (la Famiglia del Profeta, specificatamente sua figlia Fatima ed il marito ‘Ali, nonché i loro figli, Hassan e Hosseyn, la pace sia su tutti loro). Queste specifiche Wilayah procedono dal “Maqam qab Qawsayn” e permettono la realizzazione del “Maqam Mazhariyat Tajalli Dhati” (la “Stazione in cui si svela l’essenza”) e del “Maqâm aw adna” (l’aspetto interiore della Stazione alla distanza di due archi).

A questo stadio, coloro che detengono questa Wilayah comprendono il settimo livello interiore (in Persiano Batin Haftom) della Kalam Allah, vale a dire della parola di Allah, il Corano. È narrato in una tradizione orale (hadith) riguardante il Corano, che questo Libro Divino ha diversi livelli di comprensione: uno esteriore e sette stadi di profondità interiori (Allamah Tabatatai, Tafsir Al-Mizan, vol. 3, p. 72). I Wali detentori della Wilayah Khassah sono come un grande albero di cui gli Abdal, i Nuqaba’ e gli Awtad sono solo ombre. Per ogni era c’è un Uomo Perfetto, un Qutb, mentre tutti gli altri esseri spirituali del suo tempo sono sotto la sua ombra (vedere il Mathnawi di Rumi, Libro 3, versi 1924-2305; e il commentario di Mullah Hadi Sabzavari a riguardo del versetto 2003 del Libro Terzo del Mathnawi). Maulana disse che la Wilayah Khassah ha due aspetti: la Wilayah Shamsiyyah (letteralmente Solare) e la Wilayah Qamariyyah (letteralmente Lunare). (Libro Terzo, versi 3104-3106)

«Il Profeta disse: ‘In verità, Dio l’Altissimo ha degli amici nascosti.’

“I passi di alcuni sono molto celati: come potrebbero essere conosciuti dalla gente comune?

Hanno tutti di sicuro una sovranità spirituale, e tuttavia in nessun istante gli occhi la scorgono.

I loro miracoli ed essi stessi sono nel santuario divino: gli stessi abdâl non capiscono i loro nomi.”»

 

(Mathnawi, Libro Terzo, versi 3104-3106)

La manifestazione della Wilayah Shamsiyyah è la Wilayah Muhammadiyyah che si attiene al Profeta Muhammad Mustafa (ص), mentre la Wilayah Qamariyyah si riferisce in particolare alla sua progenie, gli Ahl al-Bayt (ع), che Allah ha nominato per ereditare la sua autorità e succedergli. Secondo il Mathnawi, Libro Primo, versi 2959 – 2980, la Wilayah Allawiyyah, che è la Wilayah dell’Imam‘Ali e degli eredi (ع) della sua autorità, rientra all’interno della Wilayah Muhammadiyyah. Secondo il Libro Primo, versi 3760 – 3765, la Wilayah Qamariyyah dell’Imam ‘Ali (ع) cade dentro alla Wilayah Shamsiyyah del Profeta Muhammad (ص).

“Se la sfera della luna ti parla, essa guida più rapidamente i viaggiatori sulla Via.

Sono liberi dall’errore e dalla negligenza: la voce della luna la spunta sullo strepito del ghoul (demone).

Sebbene la luna mostri il cammino senza parlare, quando parla, diventa luce su luce.

Poiché tu sei la porta della Città della Conoscenza, poiché tu sei i raggi del Sole della Clemenza,

Sii aperta, o Porta, per colui che cerca la Porta, affinché grazie a te la corteccia possa raggiungere il nocciolo.

Sii aperta fino all’eternità, o Porta della Misericordia.”

 

(Mathnawi, Libro Primo, versi 3760-3765)

Rumi basa le sue ripetute considerazioni riguardanti la Wilayah Khassah dell’Imam ‘Ali (ع) sul detto del Profeta Muhammad (ص): “Chiunque ha me come Mawla, ha ‘Ali come Mawla” (in Arabo “Man kuntum Mawla fa ‘Aliyun Mawla”).

Sul significato del termine Mawla: http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=89

Nel primo racconto all’inizio del Libro Primo del Mathnawi, “La storia del re innamoratosi di una giovane schiava che comprò”, per Uomo Perfetto, Pir o Hakim Haziq si intendono i vari titoli dell’Imam ‘Ali (ع) che sono l’Approvato (Murtadha), il Protettore della gente (Mula al-Qum), ecc… (Mathnawi, Libro Primo, versi 99- 100).

“Sii il benvenuto, oh Eletto, oh Scelto! Se tu scomparissi, il Destino ci colpirebbe e lo spazio sarebbe limitato.

Tu sei il Protettore della gente. Chi ti desidera non va in perdizione.”

(Mathnawi, Libro Primo, versi 99- 100)

Negli ultimi racconti del Libro Primo, Rumi illustra l’anima pacificata (nafs mutma’inna) dell’Imam ‘Ali (ع) (versi 3721-3991) sostenedo che Lui (ع) è il detentore della Wilayah Khassah. Nell’ultimo Libro del Mathnawi, il Sesto, è nuovamente innalzata la Wilayah dell’Imam ‘Ali (ع) in base al seguente detto del Profeta:

“Per questo motivo, il Profeta che operava col più grande zelo applicò il nome di «Protettore» (mawla) a sé stesso e a ‘Ali.

Disse: «Mio cugino ‘Ali è il Protettore e l’amico di chiunque è sotto la mia protezione.»

Chi è il Protettore?  Chi vi libera e vi stacca dai piedi le catene della servitù.”

(Mathnawi, Libro Sesto, verso 4538-4540)

“Chiunque ha me come Mawla, ha ‘Ali come Mawla” (in Arabo “Man kuntum Mawla fa ‘Aliyun Mawla”.

Così, il Mathnawi di Rumi inizia e termina con la Wilayah dell’Imam ‘Ali (ع).

Sono riportati di seguito i versi del Mathnawi comprovanti che Rumi accettò la Wilayah dell’Imam Ali (ع), nonché essi dimostrano la sua superiorità spirituale sugli altri compagni del Profeta (ص).

1) Rumi definisce l’Imam ‘Ali (ع), l’Amir al Muminin, il Comandante dei Credenti.  Nicholson lo traduce Principe dei Credenti (Libro Primo, titolo dopo verso 3720).

2) Rumi designa l’Imam ‘Ali (ع) “Colui che agisce con sincerità” –“Impara da ‘Ali come agire con sincerità” (Libro Primo, verso 3721).

3) Rumi afferma che l’Imam ‘Ali (ع) è “il Leone di Allah” – “Sappi che il Leone di Dio (‘Ali ) non aveva nessuna doppiezza.”. (Libro Primo, verso 3721).

4) Rumi dichiara che l’Imam ‘Ali (ع) è “l’orgoglio d’ogni Profeta” (Libro Primo, verso 3723).

5) Rumi sostiene che l’Imam ‘Ali (ع) è “l’orgoglio d’ogni Santo” (Libro primo, verso 3723).

6) Rumi attesta che l’Imam ‘Ali (ع) è “la figura dinanzi alla quale la faccia della luna si prosterna in adorazione” (Libro Primo, verso 3724).

7) Rumi definisce l’Imam ‘Ali (ع) “il Leone di Dio”. “In audacia, tu sei il Leone di Dio: in generosità, chi, in verità, sa ciò che tu sei?” (Libro Primo, verso 3732).

8.) Rumi dichiara che l’Imam ‘Ali (ع) è “ogni spirito e visione”. “oh ‘Ali, tu sei ogni spirito e visione, racconta un po’ ciò che hai visto!” (Libro Primo, verso 3745).

9) Rumi sostiene che l’Imam ‘Ali (ع) è il “Falco dell’empireo”. “Racconta, oh falco dell’empireo che trovi nobili prede, che io sappi ciò che tu hai visto in questo momento dalla parte del Creatore.” (Libro primo, verso 3750).

10) Rumi attesta che l’Imam ‘Ali (ع) è “Colui che percepisce l’invisibile”. “Il tuo occhio ha imparato a percepire l’invisibile, me gli occhi degli spettatori sono sigillati” (Libro Primo, verso 3751).

11) Rumi  afferma che l’Imam ‘Ali (ع) ha una “sorte felice approvata da Allah”. “Rivela questo mistero, oh ‘Ali Murtaza, che ti è stato assegnato un destino felice (da Allah) dopo una sorte funesta”. (Libro Primo, verso 3757).

12) Rumi dichiara che l’Imam ‘Ali (ع) è la “Sfera della luna” (Wilayah Qamariyyah). “È da te che brilla su di me, come hai potuto nasconderlo? Senza parole, tu proietti raggi di luce, come la luna. Se la sfera della luna ti parla, essa guida più rapidamente i viaggiatori sulla Via. Sono liberi dall’errore e dalla negligenza: la voce della luna la spunta sullo strepito del ghoul (demone)”. (Libro primo, versi 3759-3761)

13) Rumi sostiene che l’Imam ‘Ali (ع) è “luce su luce”. “Sebbene la luna mostri il cammino senza parlare, quando parla, diventa luce su luce.” (Libro Primo, verso 3762).

14) Rumi attesta che l’Imam ‘Ali (ع) è “la porta della Città della Conoscenza (‘Ali è la porta della Wilayah Muhammadiyyah). “Poiché tu sei la porta della città della Conoscenza, poiché tu sei i raggi del Sole della Clemenza (Profeta Muhammad).” (Libro Primo, verso 3763)

Questo versetto rapporta il detto del Profeta Muhammad (ص): “Io sono la città della conoscenza e ‘Ali n’è la porta, così chi cerca la conoscenza deve entrare attraverso la sua porta.”

15) Rumi stabilisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “la porta della Misericordia.” “Sii aperta per sempre, oh porta della Misericordia.” (Libro primo, verso 3765)

16) Rumi rivela che l’Imam ‘Ali (ع) è “il portico che permette l’accesso a Niente che non sia simile a Lui.” (Libro Primo, verso 3765). Si tratta di un riferimento alla Surah al-Ikhlas (Corano 112).

17) Rumi proclama l’Imam ‘Ali (ع) “il Sole della Wilayah”. “Parla, oh Principe dei Credenti, affinché la mia anima possa muoversi all’interno del mio corpo, come un embrione. Come l’embrione ha la possibilità di spostarsi durante il periodo in cui è governato dagli astri? Si allontana dalle stelle verso il Sole. Quando arriva il momento per l’embrione di ricevere lo spirito vitale, in quel momento il Sole diventa il suo assistente.” (Libro Primo, versi 3773-5)

Questi versi si riferiscono alla Wilayah Qamariyyah dell’Ahl al-Bayt (ع) che è all’interno della Wilayah Shamsiyyah del Profeta Muhammad (ص). Rumi spiega che i detentori della Wilayah generale o stellare (Wilayah ‘Ammah/Wilayah Najmiyyah) sono semplicemente delle stelle in confronto ad ‘Ali (ع), che essendo simile al Sole, rappresenta l’Uomo Perfetto o lo Shaykh perfetto.

Così, mentre coloro che detengono la Wilayah ‘Ammah possono aiutare il Salik, “Colui che percorre la via mistica nella ricerca della verità”, una guida completa è ottenibile solo tramite i possessori della Wilayah Shamsiyyah, un chiaro riferimento all’Imam ‘Ali ed ai suoi successori (ع). Qui, Rumi presenta i tre tipi di Wilayah descritti nell'introduzione: la Wilayah Shamsiyyah e la Wilayah Qamariyyah, le quali sono degli aspetti specifici di Wilayah; e la Wilayah Khassah e la Wilayah 'Ammah, denominate anche Wilayah Stellare (Wilayah Najmiyyah). Queste autorità sono considerate dei livelli Elementari e Avanzati di Wilayah.

18) Rumi definisce l’Imam ‘Ali (ع) il “Detentore della Wilayah Solare (Wilayah Shamsiyyah)”. “Quando arriva il momento per l’embrione di ricevere lo spirito vitale, in quel momento il Sole diventa il suo assistente. Quest’embrione è messo in movimento dal Sole, poiché il Sole prontamente lo dota di uno spirito.” (Libro Primo, versi 3775-3776)

Lungo il cammino spirituale verso Allah, l'embrione (il Viaggiatore Spirituale o Salik), il quale è sottomesso alla Wilayah Allawiyyah, arriva a destinazione.

19) Rumi afferma che ogni Viaggiatore Spirituale, che ne sia conscio o meno, ha un rapporto intrinseco con la Wilayah Allawiyyah, che è la Wilayah Shamsiyyah dell’Imam ‘Ali (ع). “In un modo nascosto e lontano dalla nostra percezione sensoriale; il Sole nel cielo possiede parecchi mezzi.” (Libro Primo, verso 3779).

Così, il Viaggiatore Spirituale è in grado di sviluppare la sua connessione intrinseca con la Wilayah Shamsiyyah di ‘Ali (ع), che esiste al di là dei sensi fisici.

20) Rumi asserisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “la via della guida spirituale, la Wilayah”. “Ed il modo attraverso il quale il rubino si imporpora, e la maniera per cui il ferro di cavallo brilla; ed il procedimento in base al quale il frutto matura, ed il sistema col quale si conforta chi è sconvolto.” (Libro Primo, verso 3781-82).

Questi versi si relazionano alla Surah Al-‘Adiyat (Le scalpitanti, Surah 100) del Corano che fu rivelata per illuminare lo status dell’Imam ‘Ali (ع). Durante la battaglia Zat al-Salasil, il Profeta (ص) mandò alcuni dei suoi soldati a combattere il nemico, ma nessuno di loro riuscì a sconfiggerlo. Quindi il Profeta (ص) mandò l'Imam Ali (ع) con un gruppo di soldati, che riuscirono a sconfiggere il nemico. In seguito a questa vittoria, la Surah Al-‘Adiyat fu rivelata al Profeta (ص), che Egli recitò la mattina seguente durante la preghiera dell'alba. Quando la preghiera finì, i compagni del Profeta (ص) gli dissero che non avevano mai sentito questa Surah, ed egli rispose: “Ali ha sconfitto i nemici e Gabriele stanotte me ne ha dato la notizia.” Qualche giorno dopo l'Imam Ali (ع) tornò vittorioso. (Tafsir al-Mizan, vol.20, pag.247-248)

21) Rumi attesta che l’Imam ‘Ali (ع) è “un falco con ali brillanti.” “Dimmi, oh falco con le ali brillanti.” (Libro Primo, verso 3783)

22) Rumi dichiara che l’Imam ‘Ali (ع) è “Colui che ha imparato ed ha familiarizzato con il vero Re dell’universo.” “Dimmi, oh falco con le ali brillanti che ha imparato a conoscere il Re ed il suo braccio.” (Libro Primo, verso 3783)

23) Rumi sostiene che l’Imam Ali (ع) è “il Falco reale di Allah che cattura l’Anqa.” “Dillo, oh falco reale che catturi l’Anqa, oh tu che vincesti un’armata da solo” (Libro Primo, verso 3784).

24) Rumi riferisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “l’unica nazione dell’umanità”. “Tu sei l’unica comunità, tu sei uno e tu sei centomila. Dillo, oh tu di cui il falco ha fatto del tuo schiavo la sua preda.” (Libro Primo, verso 3785)

Questo versetto si riferisce ad un ayah del Corano in cui Allah sostiene che tutti gli uomini sono una sola nazione (Corano, 2 : 213). Mentre tutti hanno le potenzialità, solo alcuni davvero seguono la Wilayah di 'Ali (ع), Colui che è obbediente ad Allah.

25) Rumi proclama l’Imam ‘Ali (ع) “il Servitore di Allah.” “Rispose: io estraggo la mia spada per l’amore di Dio; io sono il servitore di Dio, io non sono agli ordini del corpo.” (Libro primo, verso 3787)

26) Rumi afferma che l’Imam ‘Ali (ع) è “il Leone di Allah.” “Io sono il Leone di Allah, io non sono il leone della passione.” (Libro Primo, verso 3788)

27) Rumi asserisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “Colui i cui atti testimoniano la sua religione.” “La mia azione testimonia la mia religione.” (Libro Primo, verso 3787)

28) Rumi stabilisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “la manifestazione della volontà di Allah.” “Nella Guerra, io manifesto la parola: ‘E non eri tu a lanciar frecce’ (Corano, 8 : 17), io sono la spada, ma chi le tira è il (Divino) Sole.’ (Libro Primo, verso 3789)

29) Rumi dichiara che l’Imam ‘Ali (ع) è “estinto in Dio.” “Ho rimosso dal mio percorso il bagaglio dell’Io.” (Libro primo, verso 3790)

30) Rumi sostiene che l’Imam Ali (ع) è “Colui cui il Tawhid è essenziale.” “Ritengo che all’infuori di Allah vi sia la non-esistenza.” (Libro primo, verso 3790)

31) Rumi definisce l’Imam Ali (ع) “l’ombra del Divino Sole.” “Io sono un’ombra, il Sole è il mio Signore.” (Libro Primo, verso 3791) La Wilayah di Ali (ع) proviene da Allah.

32) Rumi riferisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “il ciambellano di Allah.” “Io sono il ciambellano e non il sipario che Lo nasconde (impedendo l’avvicinamento)” (Libro primo, verso 3791). La funzione di ‘Ali (ع) è di guidare la gente verso Allah.

33) Rumi proclama l’Imam ‘Ali (ع) “Colui che è colmo di perle dell’unione con Allah.” “Io sono colmo di perle dell’unione come una spada adornata.” (Libro Primo, verso 3792)

34) Rumi afferma che l’Imam ‘Ali (ع) è “Il consolatore della vita spirituale.” “In battaglia, io rendo la vita, non uccido la gente.” (Libro primo, verso 3792)

35) Rumi asserisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “il promotore dei livelli dell’essenza spirituale e della moralità Divina.” “Il sangue non offusca lo splendore della mia spada: come il vento potrebbe spazzar via le mie nuvole?” (Libro Primo, verso 3793)

Il gran commentatore del Mathnawi di Rumi, Akbar Abadi, spiega che spada e nuvole nel suddetto verso si riferiscono al livello avanzato dell’essenza Spirituale di ‘Ali (ع), mentre il vento si rapporta alla moralità negativa (Akhlaq Nafsani) e la lucentezza della spada si relaziona alla moralità Divina. Una chiara allusione che le qualità negative non infrangono gli attributi perfezionati dell’Imam ‘Ali (ع). (vedere Akbar Abadi, Sharh Mathnawi, Libro 1. Pag. 307).

36) Rumi dichiara che l’Imam ‘Ali (ع) è “la montagna di mansuetudine, pazienza e giustizia.” “Io non sono una pagliuzza, io sono una montagna di mansuetudine, pazienza e giustizia; come il vento selvaggio potrebbe trasportare la montagna?” (Libro primo, verso 3794)

37) Rumi sostiene che l’Imam ‘Ali (ع) è “un essere edificato da Allah.” “Io sono una montagna ed il mio essere è stato edificato da Lui; e se divento simile ad una pagliuzza, il vento che mi fa muovere è il Suo soffio.” (Libro primo, verso 3797)

38) Rumi riferisce che essendo l'Imam ‘Ali (ع) “il suo comandante, è una rappresentazione dell’amore di Allah.” “Il mio capitano non è altro che l'amore dell'Unico.” (Libro Primo, verso 3798)

39) Rumi proclama l’Imam ‘Ali (ع) “il dominatore della collera.” “La collera è un re che domina i re; per me, è uno schiavo; anche la collera, l’ho imbrigliata nella briglia.” (Libro Primo, verso 3799)

40) Rumi afferma che l’Imam ‘Ali (ع) è “immerso nella luce di Allah.” “Io sono immerso nella luce, sebbene il mio tetto sia rovinato.” (Libro primo, verso 3801)

41) Rumi asserisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “un Divino giardino.” “Sono diventato un giardino sebbene mi si chiami Bû Turab (padre della polvere).” (Libro Primo, verso 3801)

Questo versetto è in relazione all’hadith in cui il Profeta (ص) chiama l’Imam ‘Ali (ع), Abu Turab. Abu Turab significa “Padre del Dust.” Ricevette questo nome dopo un lungo sujud (prostrazione al suolo in preghiera).

42) Rumi dichiara l’Imam ‘Ali (ع) “l’amante di Allah.” “Affinché il mio nome possa esistere, egli ama per l’amore di Allah. Affinché il mio desiderio possa esistere, egli odia per l’amore di Allah.” (Libro Primo, verso 3803)

43) Rumi designa l’Imam ‘Ali (ع) “Il donatore per Allah.” “Affinché la mia generosità possa esistere, egli offre per l’amore di Allah.” (Libro Primo, verso 3804)

44) Rumi descrive la manifestazione dell’astensione di ‘Ali (ع) come “una rinuncia per l’amore di Allah.” “Affinché il mio essere possa esistere, esso si astiene per l’amore di Allah” (Libro Primo, verso 3804)

I versi 3803 e 3804 si riferiscono al seguente hadith: “La fede di chiunque dà il suo amore ad Allah, o si trattiene dal suo amore per Allah, o ama per Allah, o odia o si sposa per Allah, raggiungerà la perfezione.” Foruzanfar, Ahadith Mathnawi, P.37, Tehran 1361.

45) Rumi sostiene che l’Imam ‘Ali (ع) “appartiene interamente ad Allah.” “Io appartengo interamente a Dio, io non appartengo a nessun altro.” (Libro Primo, verso 3805). La determinazione e la natura dell’Imam ‘Ali (ع) è circoscritta dalla Volontà e dall’Esistenza di Allah.

46) Riferendosi all’Imam Ali (ع), Rumi scrisse: “Le azioni di 'Ali sono per Allah soltanto perché sono estratte dalla sua illuminante conoscenza di Allah.” “E ciò che io faccio per l’amore di Dio, non lo faccio per conformismo, né per immaginazione o per un’idea, lo faccio per intuizione.” (Libro Primo, verso 3806). La conoscenza di ‘Ali (ع) è intuitiva, piuttosto che teorica.

47) Rumi afferma che l’Imam ‘Ali (ع) è “attaccato ad Allah soltanto.” “Io sono stato liberato dallo sforzo e dalla ricerca, mi sono attaccato a Dio solo (letteralmente: sono stato liberato da sforzo e ricerca, ho legato la mia manica alla gonna di Allah.’ (Libro Primo, verso 3807)

48) Rumi asserisce che l’Imam ‘Ali (ع) “vede Allah dappertutto.” “Se io volo, io contemplo il luogo verso il quale prendo lo slancio; e se mi giro, io contemplo l’asse sul quale ruoto.” (Libro Primo, verso 3808)

49) Rumi dichiara che l’Imam ‘Ali (ع) è “il Detentore della Wilayah lunare e solare, la Wilayah Qamariyyah e la Wilayah Shamsiyyah.” “Io sono la luna, e il Sole è di fronte a me come una guida.” (Libro Primo, verso 3809)

50) Rumi designa l’Imam ‘Ali (ع) “la porta della divina conoscenza.” “Entra! Io ti apro la porta.” (Libro Primo, verso 3841)

51) Rumi definisce l’Imam ‘Ali (ع) “Colui che concede eterni tesori ai suoi seguaci.” “Che cosa concederò a chi compie il bene? Sappilo, io elargisco tesori e reami eterni.” (Libro Primo, verso 3843)

52) Rumi dichiara l’Imam ‘Ali (ع) il “Maestro dello spirito.” “Ma non affliggerti: io sono l’intercessore per te: io sono il maestro dello spirito, io non sono schiavo del corpo.” (Libro Primo, verso 3942)

53) Rumi attesta che l’Imam ‘Ali (ع) è il “Nobile Sole.” “Questo corpo non ha nessun valore ai miei occhi: senza il mio corpo, io sono nobile (in spirito), il Sole dello spirito.” (Libro Primo, verso 3943)

54) Rumi proclama l’Imam ‘Ali (ع) la “Guida dei Re.” “In apparenza, si sforza di ottenere il potere e l’autorità, ma solamente per mostrare ai principi la strada retta ed il giusto giudizio, allo scopo di conferire un altro spirito al principato e per far fruttificare la palma di datteri del Califfato.” (Libro Primo, verso 3946-47)

55) Rumi afferma che l’Imam ‘Ali (ع) è la “Bilancia Divina.” “Tu fosti realmente la bilancia dotata della giusta natura dell’Uno (Allah).” (Libro Primo, verso 3981)

56) Rumi asserisce che l’Imam ‘Ali (ع) è “La Bilancia che pesa altri Santi.” “D’altronde, tu sei stato l’ago d’ogni bilancia.” (Libro Primo, verso 3981)

57) Rumi dichiara che essendo l’Imam ‘Ali (ع) “l’illuminazione della sua Wilayah è la luce della Wilayah di Allah.” “Io sono lo schiavo sottomesso di questa Lampada, da cui il tuo lume ha ricevuto la Luce.” (Libro Primo, verso 3984)

58) Rumi attesta anche che l’Imam ‘Ali (ع) è “la perla dell’oceano di luce di Allah.” “Io sono lo schiavo del flusso di questo Mare di Luce che porta una tale perla alla vista.” (Libro Primo, verso 3985)

59) Rumi proclama l’Imam Hosseyn (ع) il “Re della Religione, Reale e Puro Spirito.” “Uno spirito reale è scappato da una prigione; perché dobbiamo strappare i nostri vestiti e morderci le mani?” Poiché erano (Hosseyn e la sua Famiglia) i Sovrani della (vera) religione, era per loro un’ora di gioia quando hanno spezzato i loro legami.” (Libro Sesto, verso 797-8)

Nel Libro Sesto del Mathnawi, Rumi definisce rispettosamente l’Imam Hosseyn (ع) figlio dell’Imam ‘Ali (ع), lo Spirito Reale e il Re della Religione. Enormemente turbato dal Giorno del martirio dell’Imam Hosseyn (ع), Maulana introduce l’Asciurà come un giorno di lutto per il suo spirito. Rumi considera l’amore per l’Imam Hosseyn (ع), la continuazione dell’amore per il Profeta Muhammad (ص), proprio come un orecchio ama un orecchino (perlato).

Paragona il Profeta Muhammad (ص) all’orecchio e l’Imam Hosseyn (ع) all’orecchino (perla).

Non sai che il giorno di Asciurà è il giorno di lutto per l’anima più eccellente tra tutte le generazioni? Come potrebbe considerare con leggerezza questa tragedia un vero credente? L’amore per l’orecchino (Hosseyn) è in proporzione all’amore per l’orecchio (il Profeta Muhammad). Agli occhi del vero credente, il lutto per questo spirito puro è più importante che cento diluvi di Noé.

(Libro Sesto, versi 790-792)

I versi 777-805 riguardano in modo specifico la comunità Sciita della città di Aleppo, che Maulana critica per essere spiritualmente addormentata. Narra che i lamenti delle loro anime sono spenti e inanimati. Poi, sostiene che lo Spirito Reale dell’Imam Hosseyn (ع) è scappato da una prigione e ancora vive. Alcuni commentatori hanno frainteso le parole di Rumi scambiandole per una posizione anti-Sciita, ma dai suddetti versetti si evince il loro malinteso.

«“Il giorno di Asciurà, tutta la popolazione di Aleppo si riunisce alla porta di Antiochia fino al calar della notte. Uomini e donne, un gran moltitudine, si lamentano continuamente per la Famiglia del Profeta. Durante l’Asciurà, gli sciiti gemono e si lamentano con lacrime e singhiozzi a causa di Karbala. Ricordano le oppressioni e le tribolazioni che la Famiglia subì da parte di Yazid e Scemr. Lanciano delle grida, frammischiate di lamenti: la piana intera e il deserto sono piene dei loro gemiti. Uno straniero, che era un poeta, arrivò strada facendo il giorno di Asciurà e sentì questi lamenti. Lasciò la città e decise di andare in questa direzione: partì per rendersi conto del motivo di queste grida acute. Andò, ponendo numerose domande nella sua ricerca: «Che cos’è questa tristezza? Perché questa malinconia s’è creata? Dev’esser un gran personaggio che è morto: un simile raggruppamento non è di poco conto. Ditemi il suo nome e i suoi titoli, poiché io sono uno straniero e voi abitate questa città. Qual è il suo nome, la sua professione, il suo carattere? Ditemelo, affinché io possa comporre un’elegia sulle sue migliori qualità. Farò un’elegia – poiché sono un poeta – per portar via da qui qualche provvista e del cibo. Eh! Disse uno tra loro, sei pazzo? Tu non sei uno sciita, tu sei un nemico della Santa Famiglia. Non sai che il giorno di Asciurà è il giorno di lutto per l’anima più eccellente tra tutte le generazioni? Come potrebbe considerare con leggerezza questa tragedia un vero credente? L’amore per l’orecchino (Hosseyn) è proporzionale all’amore per l’orecchio (il Profeta). Agli occhi del vero credente, il lutto per questo spirito puro è più importante che cento diluvi di Noé.»

Il sottile discorso del poeta

che critica gli Sciiti di Aleppo

 

Sì, disse, ma dov’è l’epoca di Yazid? Quando questa terribile tragedia avvenne? Con quanto ritardo la notizia è arrivata qua! Gli occhi del cieco hanno visto questa perdita, le orecchie del sordo hanno ascoltato questa storia. Avete dormito finora, perché strappate adesso i vostri vestiti a causa di questo lutto?Allora, oh dormienti, gemete per voi stessi, poiché questo pesante sonno è una cattiva morte. Uno spirito reale è scappato da una prigione: perché dobbiamo lacerare i nostri vestiti e morderci le mani? Perché erano dei sovrani della religione, era per loro un’ora di gioia quando hanno spezzato i loro legami. Si sono affrettati verso il regno, hanno rifiutato le loro catene. È il giorno del reame, della fierezza, della sovranità, se tu possiedi un atomo di conoscenza al loro riguardo. E se non hai questa conoscenza, piangi su te stesso, dato che tu non credi alla dipartita (da questo mondo per l’altro) e all’Assemblea del Giudizio ultimo. Lamentati per il tuo cuore e per la tua fede corrotta, poiché non vedi che questa vecchia terra. Invece, se tu vedi (il mondo spirituale), perché non hai il coraggio di aiutare gli altri sacrificandoti e appagandoti pienamente? Secondo te, dov’è la felicità che proviene dalla coppa della fede? Se hai contemplato l’Oceano (della generosità), dov’è la mano generosa? Chi ha contemplato il Fiume non rifiuta l’acqua all’assetato, specialmente chi ha contemplato questo Mare e queste nuvole.”»

(Mathnawi, Libro Sesto, 777-805)

Da una visione sinottica del Mathnawi, ciascuno dei suoi Libri contiene 12 discorsi, per un totale di 72 (12×6). La ripetizione dei 12 discorsi non era casuale, ma piuttosto si trattava di un omaggio reso a ciascuno dei 12 Imam dell’Ahl al-Bayt (ع), gli eredi spirituali ed i successori del Profeta Muhammad (ص). Le 72 dissertazioni equivalgono ai 72 compagni dell’Imam Hosseyn (ع) martirizzati con Lui a Karbala. Fin dal suo inizio, il sama’ dell'ordine Mevlevi porta rispetto ai martiri di Karbala. Nel santuario di Maulana a Konya, i nomi dei quattordici Masumin (dal Profeta al dodicesimo Imam: Muhammad, ‘Ali, Fatima, Hassan, Hosseyn, ‘Ali ibn Hassan, Muhammad ibn ‘Ali, Jafar ibn Muhammad, Musa ibn Jafar, ‘Ali ibn Musa, Muhammad ibn ‘Ali, ‘Ali ibn Muhammad, Hassan ibn ‘Ali, Muhammad ibn Hassan detto il Mahdi, la pace sia su tutti loro) sono incisi sulle pareti della sua camera sepolcrale.

Questa testimonianza testuale dimostra che Maulana era uno Sciita reale della “Verità dello Sciismo” (Tashaya Haqqiqi) ed un seguace dell’Imam ‘Ali (ع). La conclusione auspicata dal Dott. Shahram Pazouki, è che l’Imamato o la Walayah diventi il più importante principio condiviso dallo Sciismo e dal Sufismo, ed il Wali sia il mediatore divino ed il punto di riferimento attraverso il quale Dio salva l’umanità. Dovrebbe essere compreso che, contrariamente a quanto comunemente si afferma, lo Sciismo in origine non era un movimento politico diretto contro i Califfi, o una scuola giurisprudenziale separata, o una scuola di Kalam affine ai Mutaziliti; ma si poneva accanto alla giurisprudenza delle scuole Sunnite.

Lo Sciismo è un percorso sincero basato sul concetto della Walayah, e le differenze in giurisprudenza, in politica e in teologia sono questioni secondarie distinte da questo nucleo principale. Così, nel vero Sciismo, la conoscenza Divina non avviene né attraverso le speculazioni intellettuali, né tramite racconti tramandati, ma sottomettendosi al Wali e viaggiando lungo la strada dell'amore. Così, vediamo che nel suo Mathnawi, Mawlawi parla favorevolmente di tutti e quattro i Califfi, ma il suo tono cambia completamente quando si riferisce all’Imam ‘Ali (ع), perché lo riconosce come Wali dopo il Profeta (ص). (Pazouki, Shahram. (2003). Spiritual Walayah. In: S.G. Safavi(ed), Rumi’s thoughts. Tehran: Salman Azadeh Publication)

 

Gli Imam (ع) e le costellazioni

 

Seyyed Hossein Nasr e Mohammad Ali Amir Moezzi scrivono nei loro libri riguardanti il misticismo Sciita, che i 12 segni dello zodiaco sono stati creati in onore dei 12 Imam (ع). La cifra 12 possiede per gli autori Imamiti, un valore particolare nell’economia universale del Sacro. Gli Imam (ع) conoscono molti di questi dati. Nel corpus degli Imam (ع), la creazione comincia per un’emanazione luminosa che, presto, si divise in 12 Luci (le entità luminose preesistenziali degli Imam). La cifra ha dunque un valore sacro e cosmico. D’altronde, secondo gli Imam (ع), è a causa di questa prima creazione di struttura duodenaria, che tutto ciò che costituisce l’ordine e l’armonia dell’universo possiede una tale struttura: le dodici case zodiacali, i dodici mesi dell’anno, le dodici ore del giorno e della notte. Secondo il punto di vista Imamita, essendo l’Imam (ع) l’asse dell’ordine cosmico, il numero degli Imam (ع) non poteva essere che dodici e per la disciplina dell’arcano, non potevano rivelare questo segreto a tutti.

(Al Nu’mani, Kitab al ghayba, bab 4; Ibn Babuye, Amali e Kamal al din)

Seyyed Hosseyn Nasr aggiunge:

“Da quello che ho compreso, l'Ariete, il primo segno zodiacale, è stato creato per onorare l'Imam Ali (ع); Egli è un iniziatore, un guerriero, un creatore, un segno di grandezza. Io non sono sicuro, tuttavia, se le altre costellazioni seguano un ordine sequenziale; in pratica, se i Pesci siano stati creati per onorare l’Imam Hosseyn (ع). Infatti, un libro non Musulmano che studia l'astronomia nell'astrologia, spiega che la costellazione o il segno zodiacale è una replica perfetta del fiume Eufrate. È anche un segno classico d’Acqua ed è tradizionalmente associato al martirio. L'analogia con Karbala è quindi ovvia. Vi è anche una stella in Pesci (Alpherg) che ha forti ed evidenti analogie col simbolismo di Hazrat Abbas (ع); essa è sovrapposta in Ariete, ma sembra esser stata creata in onore di suo padre, l'Imam Ali (ع). Così, questa stella è associata ad entrambi i segni, e nell'antico Arabo il nome significa “acqua che sgorga dal collo di una fiasca.”. Figuratevi un po'! Inoltre, è connessa all'Acquario.

In questo caso, la costellazione o il segno zodiacale dell’Acquario (il portatore d'acqua) rappresenterebbe l’Imam Hassan (ع). Dato che il segno d'Aria simboleggia l'intelletto e la razionalità; il portatore d’acqua trasmette la Causa (l’acqua o il sangue del martirio) a suo fratello con le sue azioni intellettuali. Non sorprendentemente, questi due fratelli, l’Acquario e i Pesci, sono adiacenti nel cielo.”

Molte interpretazioni e parecchi simbolismi riguardanti i segni zodiacali, che non sono stati confermati dagli ‘Ulema sembrano appropriati:

I Gemelli sono il segno dell’Imam Muhammad al Baqir (ع). Egli è molto rispettato dai Musulmani Sunniti per la sua conoscenza religiosa. Muhammad al-Baqir (ع) è stato insignito del titolo di Baqir al ‘Ulum, il “rivelatore della conoscenza” a causa delle sue conoscenze religiose e giuridiche, e per il suo entusiasmo nell’insegnamento. Gli individui che sono sotto il segno dei Gemelli, possiedono un livello energetico mentale più sottile e per aiutare la loro evoluzione debbono cercare la conoscenza interiore.

Il Toro è il segno dell’Imam Musa al Kadhim (ع). Questa costellazione dona tolleranza, saldezza e pazienza. Per questo motivo, la pazienza e la sopportazione dell’Imam Musa al-Kazim (ع) era tale che gli fu dato il titolo di “al-Kazim” (colui che inghiotte la sua rabbia verso il basso).

Il Cancro è il segno dell’Imam Zain al-Abidin (ع). Il Cancro è anche in relazione con il nome di Allah, il Sostentatore. Questo nome suggerisce il ruolo che ebbe questo Imam (ع) nella sua Famiglia, specialmente dopo Karbala, giacché la sostenne.

Il Leone è il segno dell’Imam Hassan al Askari (ع): Egli è onorato, maestoso e nobile. Il nome al-Askari, si riferisce alla prigionia che sopportò con onore per tutta la sua vita. Il nome Askari significa militare, ed esprime la volontà ferrea, la nobiltà d’animo, il coraggio, la forza e la potenza di sopportare l’imprigionamento.

La Vergine è il segno dell’Imam al Naqi (ع). La Vergine è il simbolo della purezza senza adulteramento; in una persona rappresenta l’austerità e l’ascetismo. L’Imam al Naqi (ع) fu famoso per queste caratteristiche. Il suo nome significa anche il puro.

La Bilancia è il segno dell’Imam Muhammad at-Taqi, detto anche Muhammad al-Jawād (ع). Questa costellazione è anche in relazione col nome di Allah, il Giusto. L’Imam Muhammad at-Taqi (ع) fu conosciuto specialmente per i suoi dibattiti e responsi giuridici fin da bambino. All’età di nove anni sconfisse e decimò con successo il giudice capo Abbasside, Yahya ibn Akhtam, in una disputa riguardante complessi argomenti legali della Shariah in presenza del Califfo Sunnita al Ma’mun. La Bilancia si relaziona alla giustizia.

Il Sagittario è il segno dell’Imam Giafar as Sadiq (ع). Questa costellazione è anche in relazione col nome di Allah, il Saggio. Questo Imam (ع) è noto particolarmente per essere il divulgatore della conoscenza nelle sue scuole di Medina. Il Sagittario si caratterizza per la ricerca di nozioni, di conoscenza, di risposte. Esso spinge all'esperienza intellettiva e verso tutte le materie filosofiche e religiose, le quali espandono la conoscenza.

Questo legame tra il segno del Capricorno e l’Imam Ridha (ع) è complesso e di difficile esposizione. Il Capricorno è dispensatore di doni, posizioni e onori. Sotto un'apparenza fredda e un po’ rude nasconde un animo sensibile, traboccante d'amore. L’Imam (ع) è famoso in Iran per la sua munificenza, giacché esaudisce le richieste di coloro che visitano il suo sacrario. Al-Ma’mun designò addirittura ‘Ali al-Ridha (ع) come suo successore al Califfato. Tale successione fu suggellata da un matrimonio fra il figlio di ‘Ali al-Ridha (ع) e la figlia di al-Ma’mun. Successivamente, si sospetta che l’Imam (ع) fu avvelenato per ordine segreto del Califfo Abbasside. Di gran cuore e d’altrettanta generosità, quando si tratta di scopi altruistici, il Capricorno non esita ad impegnarsi a fondo e persino a sacrificarsi, se questo è giustificato da una causa importante. La nomina a Califfo non impedì all’Imam (ع) di sacrificare la sua vita per il trionfo della verità e per la sconfitta della corruzione.

Sì, i 12 Imam (ع) sono sacri simboli. Gli Imam (ع) governano ogni fase lunare. Per alcuni, le dodici fasi lunari simboleggiano i 12 Imam (ع); i quali sono un ulteriore complesso unificato e celeste in relazione tra loro.

L'analogia è valida anche per il Profeta (S) che simboleggia il Sole stesso. Dopo aver concluso la Sua missione di diffondere il Corano, il Sole riflette la sua luce sulla Luna, che è suddivisa in dodici cicli o mesi lunari.

La Luna piena raggiunge il numero 14 che rappresenta la pienezza dei 14 Infallibili (ع). Per Ibn ‘Arabi, il numero 14 è la Luna piena che si relaziona ad una giovane donna: “L’attributo della perfezione è riferito a lei…” (Dhakha’ir al a’laq, pag. 443)

 

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