LO YOGA ISLAMICO ATTRAVERSO LE SACRE SCRITTURE

 

La Tradizione Mistica

Le grandi religioni del mondo furono fondate da mistici il cui stato illuminativo gli permise di cogliere i principi che oggi sono conosciuti come sistemi religiosi.

Una piena comprensione di questi sistemi è possibile solo adottando le pratiche mistiche che rivelano il nostro potenziale spirituale, le quali ci fanno cogliere appieno questi principi trascendentali.

La religione è stata presentata alla gente conformemente alle informazioni essoteriche o del cortile esterno (Ezechiele, 40: 17, 20). Queste nozioni riguardano l’esecuzione della preghiera e altri rituali, i principi fondamentali e i miti (le storie cariche d’emozione) che trasmettono i principi morali.

Nel cortile esterno la gente ascolta i sermoni su Dio, la storia dei Profeti e discorre dell’amore Divino. Pochi, tuttavia, sperimentano Dio o fanno funzionare effettivamente le tecniche impiegate dai vari Profeti. Questo lavoro concerne l’attività del cortile esoterico o interiore.

Il Corano afferma: “Essi conoscono l’esterno (significato) della vita terrena e, l’Altra essi trascurano.” (Corano, 30: 7)

Nel cortile esterno la gente sostiene assurdità del tipo “la mia religione è migliore della tua” o “il mio Dio è il vero Dio e il vostro non Lo è”. Chi raggiunge il cortile interno promuove e testimonia l’unità perché si accorge che Dio ha sempre trasmesso fondamentalmente lo stesso messaggio. Il messaggio Divino sembra diverso giacché è consegnato a uomini e a donne d’ogni estrazione razziale e delle più disparate aree geografiche.

Chi raggiunge il cortile interno si rende conto che i principi sono gli stessi nel tempo e nello spazio geografico, anche se tali principi sono racchiusi in “contenitori” diversi e hanno etichette differenti. L’essenza del contenuto, tuttavia, è la medesima.

Le persone che hanno raggiunto la sapienza religiosa profonda del cortile interno o della tradizione mistica sono chiamati Yogi in Oriente, Sufi nei paesi Arabi e Musulmani, Sciamani nelle religioni naturali, Esseni e Cabalisti nella tradizione Giudaica, e così via.

Il Profeta Muhammad ricevette la rivelazione del Corano durante una sessione intensa di meditazione nella caverna di Hira nel mese di Ramadan. La tradizione Islamica dichiara che l’angelo Gabriele gli apparve e lo invitò a leggere. Nei suoi successivi 23 anni di vita, la rivelazione che fu data a Muhammad in quella notte salì alla “memoria principale” giacché l’esistenza terrena serviva per attivarla.

La maggior parte della rivelazione ricevuta da Muhammad riguarda la sua grandiosa saggezza mistica. Oggi, pochi Musulmani sono consapevoli della profonda conoscenza spirituale Coranica e della terminologia mistica; così, non ne afferrano il suo senso.

Studiando la storia Islamica posteriore a Muhammad si comprende il motivo per cui la maggior parte della saggezza spirituale dell’Islam è andata perduta.

Gli Arabi Meccani si opposero vigorosamente a Muhammad fino alla fine della sua missione. Questo comportamento lo indusse a marciare sulla Mecca con un imponente esercito per sottometterli all’Islam convertendoli con l’uso della spada. Essi non avevano studiato l’Islam, né credettero agli insegnamenti di Muhammad giacché erano privi di esperienze spirituali o di conoscenza profonda. Si sono piegati alle forze armate, ma non hanno mai capito la forza insita nella missione di Muhammad.

“Gli Arabi beduini dicono: ‘Noi crediamo!’ Rispondi loro: ‘Voi non credete!’ Dite semmai: ‘Abbiamo abbracciato l’Islam, perché la Fede non v’è entrata in cuore.’” (Corano, 49: 14)

Alla morte di Muhammad, molti degli ex nemici dell’Islam divennero leader della Ummah (Comunità Islamica). Un esempio riguarda Mu’awiyya, il figlio del nemico acerrimo di Muhammad, Abu Sufyan. Durante il califfato dell’Imam Ali (cugino e genero del Profeta Muhammad, nonché suo vero successore), Mu’awiyya si dichiarò califfo (khalifah) aprendo un negoziato in Siria. La ribellione di Mu’awiyya risuona oggi come la divisione tra l’Islam sunnita e sciita. I sunniti parteggiavano per Mu’awiyya, mentre gli sciiti aderivano all’Imamato di Ali.

Dopo la morte del Profeta, l’Imam Ali avrebbe dovuto assumere la guida, ma mentre Ali e Fatima, figlia di Muhammad, seppellivano il Profeta, gli Arabi Meccani si riunirono e nominarono califfo Abu Bakr, perché potevano meglio controllarlo in considerazione della sua età avanzata. Dopo la morte di Abu Bakr, Umar divenne califfo. Fu ucciso, forse, dai seguaci dell’Imam Ali. Poi, seguì il califfato di Uthman. Anch’egli fu assassinato durante la preghiera (Salaat) in moschea. Infine, Ali assunse il comando, ma molti Meccani, tra cui la moglie del Profeta, ‘Aisha, si opposero alla sua autorità, e scoppiò la guerra civile. Alla fine, Ali fu ucciso.

I falsi successori di Muhammad credevano che gli eserciti congiunti di Meccani e Ansar (che erano con Muhammad a Medina) fossero sufficienti per incorporare gran parte del mondo conosciuto e arraffare bottini di guerra in Africa, Asia ed Europa. Al contrario, Ali e i suoi seguaci considerarono l’Islam soprattutto una forza spirituale per il bene del mondo. I materialisti cercarono di estromettere Ali dal potere ad ogni costo.

Il Profeta e l’Imam Ali praticavano la scienza mistica esoterica, oggi chiamata Sufismo. I Sufi indossavano mantelli di lana per indicare il loro controllo completo sul calore del corpo interno (Salaat), il quale potrebbe rinfrescarsi nel caldo deserto, seppur con un mantello di lana caldo addosso.

“O Avvolto nel Mantello! Sorgi e ammonisci! E il tuo Signore glorifica! E le tue vesti purifica! Allontana l’impurità! Non dar nulla sperando in un guadagno mondano!” (Corano, 74: 1-6)

Il mantello portato dai Sufi in Arabia è simile all’indumento sottile come un foglio che i monaci Buddisti Tibetani indossano sulle montagne dell’Himalaya vicino alla Cina. La differenza è che per i Tibetani il mantello sottile come un lenzuolo rivela la loro capacità di scaldarsi in un clima freddo, mentre per i Sufi il mantello di lana indica la loro capacità di rinfrescarsi in un clima caldo.

Questo esempio dimostra che i praticanti della tradizione mistica del cortile interno sono essenzialmente uniti nonostante le distanze geografiche.

Yoga

Yoga è una parola Sanscrita che significa “unione”. Esso comprende una serie di pratiche volte a realizzare l’unione tra l’uomo e Dio. In Arabo, lo yoga è il “Tauhid.”

Tauhid è lo yoga dell’Islam o il mezzo con cui il Musulmano raggiunge la taqua (la realizzazione Divina) tramite l’unità col Divino Essere Supremo.

“Dì: Egli, Allah, è uno. Allah è l’Eterno, l’Assoluto [Samad]. Non generò né fu generato, e nessuno Gli è pari.” (Corano, 112: 1-4)

Tra gli obiettivi della meditazione yoga v’è il raggiungimento del superconscio che è detto “Samadhi”. Si tratta della stessa parola Araba “Samad.” Questo stato supercosciente crea l’unione (cioè, lo “yoga”) tra due menti: l’umana e la divina. Quando l’iniziato ottiene il Samad, si accorge che tutto ciò che è semplicemente Allah altera la manifestazione della Sua energia in modo che l’illusione degli oggetti separati e degli esseri appare temporaneamente, tuttavia, il loro principio di fondo è Allah, cioè, l’energia di Allah (Allah = Al + llah = La + Forza).

Niente è stato veramente procreato o generato perché tutto è Allah, e Allah non è mai stato generato. “Non generò né fu generato.” (Corano, 112: 3)

La pratica yogica comprende la meditazione, la cantillazione delle parole di potere (mantra), le posture (asana), l’astrologia, il canto di canzoni speciali, speciali procedure sessuali per il raggiungimento dell’illuminazione, l’innalzamento dell’energia interiore chiamata kundalini — che crea la totale unione tra la coscienza individuale (jiva) e l’onnicoscienza (Brahman). Queste pratiche costituiscono il vero nucleo del cortile interno dell’Islam.

Meditazione

La parola meditazione nel Corano è stata erroneamente tradotta col verbo “riflettere” nella maggior parte delle traduzioni Inglesi del Corano. In molti punti, il Corano dichiara: “In verità in ciò vi sono segni per coloro che meditano”. (Corano, 39: 42, 16: 11)

La meditazione è il metodo utilizzato per collegare la coscienza personale alla Coscienza Divina.

Mantra

Il mantra è una parola di potere utilizzata per “scaricare” l’attributo divino associato a un mantra particolare. Nel Corano, i mantra sono detti “dhikr.” I mantra sono parole di potere giacché non esprimono un significato, ma trasmettono potenza. Queste parole di potere sono chiamate Kalimaat (parole o lettere) nel Corano.

“Adamo ricevette parole dal suo Signore.” (Corano, 2: 37)

La ripetizione di tali kalimaat è la pratica dello dhikr. La parola Egizia per le parole di potere è “heka.” Questo stesso vocabolo è scritto “haqqa” nel Corano, ed è di solito tradotto “verità” nei seguenti versetti:

“Allah ha creato i cieli e la terra con verità [Haqqa] d’intento.” (Corano, 39: 5)

Che cosa significa ciò? La Surah 69 del Corano suggerisce che la gente sarebbe malinformata circa il vero significato di Haqqa: “L’Haqqa! Che cos’è l’Haqqa? E come saprai mai cos’è l’Haqqa.” (Corano, 69: 1-3)

Allah ha creato l’universo per mezzo di un Logos o una Parola di Potere (Haqqa). Il processo è trattato nella Bibbia. San Giovanni disse: “Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio.” (Giovanni, 1: 1) E ancora: “Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola o Logos).” (Giovanni, 1: 1)

Allah dichiara: “Sii! Ed essa è” (Corano, 2: 117, 3: 47, 16: 40, 19: 35, 36: 82). Questa è la funzione di una parola di potere (Logos, Haqqa, Mantra o Heka).

Il mantra divino porta la stessa vibrazione di Dio perché Dio è un’energia gestalt, e poiché tutte le energie vibrano, ogni cosa che vibra crea anche un suono. E se si può creare il suono, è possibile creare il campo energetico (spirito o divinità) associato al suono. Cantillando una parola di potere, quindi, si attiva in noi stessi la facoltà di Dio, la caratteristica e la potenza dell’essere (Dio) associato al suono.

Questo suono, poi, trasforma la vostra coscienza in una replica dell’attributo divino associato alla vibrazione sonora.

Allah non cesserà mai di cambiare ripetutamente le vostre forme in forme che non conoscete.

Il Corano dichiara:

“Allah non cambia il favore di cui ha favorito un popolo (qaum), fin quando essi non cambiano quel che hanno in cuore.” (Corano, 8: 53)

“Allah non muta mai la Sua grazia ad un popolo (qaum), avanti ch’essi non mutino quel che hanno in cuore.” (Corano, 13: 11)

Il vocabolo Arabo qaum è una parola “proteiforme”, cioè si relaziona a Proteo, la divinità marina capace di cambiare forma in ogni momento. Qaum in Arabo significa nazione, popolo, ecc…, ma è utilizzato in Afghanistan e in Pakistan per riferirsi a qualsiasi forma di solidarietà. In India, i Musulmani, i Sikh e gli Indù, sono chiamati qaum. Nella mitologia nabatea, Al-Qaum (in Arabo: القوم), il dio nabateo della guerra e della notte, è il custode dei viaggiatori, un’entità.

http://en.wikipedia.org/wiki/Qaum

Nel Sufismo, il termine qaum assume molti significati: sayyida-di qaum (il gruppo dei Sayyid), suluk tariq al-qaum (l’attraversamento del percorso spirituale). Nella Qadiryya-Mukhtaryya dell’Africa occidentale “suluk tariq al-qaum” indica l’istruzione e la formazione dei Murid o il viaggio lungo il percorso spirituale. Al-Qushayri nell’Epistola sul Sufismo definisce i Sufi (al-qaum).

 

I mantra sono i nomi che Adamo utilizzò per far prostrare gli angeli. (Corano, 2:31)

Gli elementi dei mantra sono le lettere stesse. In Sanscrito ci sono 50 lettere che formano gli elementi del sistema yogico mantrico. Queste 50 potenze sonore sono codificate nel Corano e corrispondono a 50 mila anni.

“Ascendono a Lui gli angeli e lo spirito, in un giorno che vale cinquantamila anni” (Corano, 70: 4)

Ci sono 28 lettere nella lingua Araba. Si accordano con le 28 costellazioni del Taoismo. C’è anche una ventinovesima lettera (Hamza) che è in realtà lo stesso Alif (la lettera A).

Gli yogi insegnano che il suono originale del respiro è “Humsah”. Affermano che il suono naturale dell’inspirazione è “Hum” e dell’espirazione è “Sah”. Questo “Humsah” è detto “il cigno”. Esso nasconde, in realtà, le divinità Egizie (principi) Hu e Sa, che si distinguono per la volontà e la coscienza divina.

Quattordici lettere mistiche (muqatta’aat) appaiono all’inizio di 29 Sure del Corano. Queste 14 lettere costituiscono il sistema fondamentale mantrico Islamico.

La ripetizione di un mantra in uno stato di trance dà al mantra il potere di trasformare il vostro spirito e di rigenerarvi di nuovo in una forma che non conoscete. La ripetizione mantrica si chiama “joppa” nello yoga e “dhikr” nell’Islam.

Astrologia

La radice della scienza religiosa è l’astrologia. Ci sono diversi rami dell’astrologia: medica, natale, predittiva, oraria, finanziaria, politica (mondana) e spirituale.

L’astrologia è un sistema di linguaggio cosmologico che fornisce una visione olistica dell’uomo e della creazione.

Gli studiosi moderni rispettano l’astronomia, ma hanno relegato l’astrologia a una “pseudo-scienza”. Molti profani accettano quest’opinione senza aver compiuto il minimo studio di astrologia. Essi hanno semplicemente accettato i pregiudizi degli “studiosi” senza compiere alcuna indagine.

Astronomia e astrologia erano originariamente la stessa cosa. Tutti i grandi astronomi erano anche astrologi. L’astronomia provvede alla conoscenza del movimento fisico e degli effetti gravitazionali dei corpi celesti, mentre l’astrologia è necessaria per capire i loro effetti comportamentali (cioè, spirituali).

Così come la religione e la scienza erano un tempo unite prima di essere suddivise, allo stesso modo l’astronomia e l’astrologia erano un sistema scientifico-spirituale interdipendente.

“Ma essi si divisero in sette” (Corano, 23: 53), “E non siate come coloro che si sono divisi” (Corano, 3: 105), “Tu non sei responsabile di coloro che hanno fatto scismi nella loro religione e hanno formato delle sette” (Corano, 6: 159).

L’influenza dell’astrologia sulla religione è testimoniata dall’enfasi accordata ai numeri sette e dodici. Il numero sette rappresenta i sette “pianeti personali” del nostro sistema Solare, mentre il dodici è il numero che rappresenta i 12 segni. I sette pianeti personali sono il Sole, la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. I 12 segni sono i ben noti segni dello zodiaco.

“In verità creammo sopra di voi sette grandi vie” (Corano 23: 17). “Ti abbiamo dato i sette ripetuti” (Corano, 15: 87). “Allah è Colui Che ha creato sette cieli” (Corano, 65: 12).

I 12 segni zodiacali nella religione sono un codice per i 12 discepoli di Gesù, le 12 tribù di Ismaele e di Israele, le 12 mogli del Profeta Muhammad (S) e i 12 Imam dello Sciismo.

I sette chakra dello yoga irradiano le energie dei sette pianeti e spesso accennano ai “sette cieli” descritti nelle Sacre Scritture.

In ogni parte del Corano si allude ai principi astrologici. “Ti chiederanno delle lunazioni” Corano, 2: 189)

I segni della Luna Nuova si riferiscono all’effetto globale che la moltitudine degli angoli creati dalla lunazione in rapporto ad altri pianeti ha su un gran numero di persone o regioni. Per esempio, quando alcuni anni fa la superpetroliera Exxon Valdez si incagliò rovesciando il petrolio sulle spiagge, la Luna Nuova formava un angolo quinconce (150° gradi) con Nettuno, il pianeta che governa l’oceano e il petrolio. La fuoriuscita di olio dalla Valdez ebbe un effetto a livello globale, non solo sull’oceano materiale, ma anche sull’industria petrolifera, sulla vita della regione e sulla navigazione. È detto, sorprendentemente, che il capitano Valdez rimase intossicato; infatti, Nettuno governa anche le bevande alcoliche e le droghe.

Gli angoli duri come i quinconce (150°), i quadrati (90°) e le opposizioni (180°) presagiscono risultati difficili dalle lunazioni.

“Le stelle che vi fanno da guida” (Corano, 16: 16)

Il versetto di cui sopra indica chiaramente che gli esseri umani sono guidati e diretti dalle stelle. Esso non si riferisce solo ai timonieri delle navi, ma soprattutto agli iniziati i quali possono leggere i messaggi delle stelle e dei pianeti.

“E la Luna e il Sole saranno riuniti insieme.” (Corano, 75: 9)

Il suddetto versetto si riferisce alla congiunzione del Sole e della Luna o al periodo in cui sono alla distanza di 0° gradi. All’interno del lavoro spirituale, la nadi Ida è considerata lunare, mentre la nadi Pingala è considerata Solare. Nel lavoro kundalini, l’iniziato sviluppa la capacità di unire l’energia delle due nadi tra le sopracciglia della fronte (terzo occhio) che lo manda in uno stato di profonda trance. È questo il senso della visione che diventa stupefacente.

L’unione di Ida e Pingala nadi tra le sopracciglia (ajna chakra) è importante nel lavoro spirituale di vari sistemi cosparsi nel mondo. Ad esempio, gli antichi Egizi denominavano queste due nadi Uatchet (pingala) e Nekhebet (ida).

Durante le cerimonie d’imbalsamazione, il sacerdote dichiarava:

“La dea Uatchet giungerà a te nella forma del vivente Ureo per l’unzione della tua testa con le loro fiamme. Apparirà sul lato sinistro della tua testa, e sorgerà dal lato destro delle tue tempie senza proferir parola; esse (Uatchet e Nekhebet) si manifestano sulla tua testa durante ogni ora del giorno come avviene per il loro padre Ra, e il terrore che susciti si amplia tramite loro tra le anime dei venerabili morti, lo spavento che diffondi si presenta tra le anime sagge [perché] la tua testa riceve le loro apparizioni e la tua fronte diventa il luogo in cui si stabiliscono sulla testa.” (Maspero, memoire sur quelques papyrus, pag. 82)

Il “vivente Ureo” è ajna chakra e gli Egizi lo rappresentano come un serpente (kundalini) sporgente da una tiara posta intorno alla fronte. “Sorgerà dal lato destro delle tue tempie senza proferir parola” perché l’emisfero cerebrale destro è muto. È la sede della comunicazione visiva o grafica. Quando queste due nadi (Uatchet e Nekhebet) sono unite tra le sopracciglia, l’iniziato (detto mummia) è in grado di funzionare come uno spirito, un’anima.  Questo passaggio, inoltre, tratta i principi delle ore zodiacali.

“Lo giuro per il bagliore rossastro del tramonto, per la notte e le bestie* che il buio raduna, e per la luna, allorché brilla piena, che voi trapasserete da uno stato a un altro stato.” (Corano, 84:16-19)

(*: Nei tafsir di al-Saadi, Tantawi, Baghawi, Ibn Kathir, al-Qurtubi, al-Tabari e Ibn Ashur per وسق si intendono gli animali ospitati di notte nei rifugi.)

La luna piena è uno dei periodi migliori per la meditazione e per il raggiungimento della trance profonda. Essa offre al meditante, inoltre, la possibilità di viaggiare fuori del suo corpo e di ascendere ad altri stadi della realtà. “Per il Cielo che mostra i segni zodiacali.” (Corano, 85: 1, traduzione di Abdullah Yusuf Ali)

Questo versetto raccomanda chiaramente di giurare e di invocare sull’intero zodiaco. È impossibile affermare che l’astrologia non abbia posto nell’Islam quando il Corano è pieno di riferimenti astrologici.

“In verità, ponemmo i segni zodiacali nel cielo e lo adornammo agli sguardi [degli astronomi].” (Corano, 15:16)

La Bibbia si riferisce anche ai principi astrologici, e gran parte della saggezza Biblica è codificata in un linguaggio che non si può decifrare senza una comprensione astrologica.

Ogni “figlio d’Israele” è un codice per un segno astrologico. Per esempio, è detto nell’Antico Testamento: “Un giovane leone è Giuda” (Genesi, 49: 9), in questo caso si riferisce al segno del Leone.

Il Nuovo Testamento afferma la presenza di segni nel Sole, nella Luna e nelle Stelle. “E vi saranno dei segni nel Sole, nella Luna e nelle Stelle” (Luca 21: 25). Questo versetto della Bibbia non profetizza solo la venuta dell’Islam, il cui emblema è il Sole, la Luna e la Stella, ma indica anche che l’astrologia è importante per comprendere la missione di Gesù.

La novantunesima Surah del Santo Corano, Ash-Shams (il Sole), scritta in una sola volta secondo lo stile calligrafico Diwani Jali, rappresenta uno stilizzato Sole.

 

 

La calligrafia islamica della mezzaluna e della stella riporta la testimonianza di fede: “Non c’è divinità eccetto Iddio.”

 

Ezechiele, Daniele e l’Apocalisse citano le “bestie” o le quattro “creature viventi” che simboleggiano il Toro, l’Acquario, lo Scorpione e il Leone. L’astro del mattino (Lucifero), in Isaia 14: 12, si riferisce al pianeta Venere e ai suoi effetti distruttivi e negativi sull’individuo.

“Or il Signore Iddio, avendo formate della terra tutte le bestie della campagna, e tutti gli uccelli del cielo, li menò ad Adamo, acciocché vedesse qual nome porrebbe a ciascuno di essi; e che qualunque nome Adamo ponesse a ciascuno animale, esso fosse il suo nome. E Adamo pose nome ad ogni animal domestico, ed agli uccelli del cielo, e ad ogni fiera della campagna.” (Genesi, 2: 19-20, Giovanni Diodati)

Gli “animali” chiamati da Adamo nella Genesi si riferiscono al circolo di animali o zodiaco.

 “Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero di uomo, e il suo numero è seicentosessantasei.” (Rivelazione, 13: 18)

189 = 1 + 8 + 9 = 18

6²+6²+6² = 108 = 1+ 0 +8 = 18

  18 = 6 + 6+ 6 = 666

6 x 6 x 6 = 216

216 = 2 + 16 = 18 = 6 + 6 +6 = 666

126 = 12 + 6 = 18

Fred Paul Dello Iacono, The Jonah Prophecies, pag. 43

 

126 = 1 x 2 x 6 = 12 il numero dei segni zodiacali

Lo zodiaco è un “cerchio di animali”, un altro nome per indicare le influenze zodiacali è “la bestia”. Lo scopo dell’iniziazione è di imparare a dominare o a controllare questa “bestia interiore.” Nel Corano, Giuseppe disse a suo padre:

“O padre mio, ho visto [in sogno] undici Stelle, il Sole e la Luna. Li ho visti prosternarsi davanti a me.” (Corano, 12: 4)

Lo scopo dell’iniziazione è di sottomettere l’intero zodiaco che si riflette nel complesso corpo mente-spirito alla natura superiore o alla natura divina insita nell’uomo.

Giuseppe rappresentò un pianeta, mentre i suoi fratelli gli altri undici corpi celesti. Questo versetto indica che un tempo, il sistema Solare era composto di dodici pianeti che governavano i 12 segni. Per maggiori informazioni, vedere il libro: “Why Does Muhammad and Any Muslim Murder the Devil?” Giuseppe rappresenta la saggezza Sufi che permette di padroneggiare lo zodiaco.

Ognuno dei dodici segni cade sotto uno dei quattro elementi. In realtà, ci sono cinque elementi, ma i sistemi spirituali occidentali si limitano a quattro: Terra, Aria, Fuoco e Acqua. I segni di terra (Toro, Vergine e Capricorno) sono considerati pratici e materialisti. I segni d’aria (Gemelli, Acquario e Bilancia) sono considerati intellettuali. I segni d’acqua (Cancro, Scorpione e Pesci) sono considerati emotivi e i segni di fuoco (Ariete, Leone e Sagittario) sono considerati focosi ed energici.

Nell’astrologia cinese, l’Aria è chiamata Metallo e lo Spirito (il 5° segno) è detto Legno.

Il Maestro Mantak Chia scrisse: “I Taoisti hanno notato che le interazioni Yin e Yang seguono universalmente cinque modelli di base, conosciuti come i Cinque Processi dell’Energia (anche Cinque Fasi o Cinque Forze). A tali interazioni è stato erroneamente dato il nome di cinque elementi, facendo così confusione tra il processo e i veri elementi fisici. Nel Taoismo, i cinque elementi fisici trovati in natura esprimono il movimento dei Cinque Processi dell’Energia. Quindi, il fuoco rappresenta l’energia che nasce, l’acqua l’energia che si esaurisce, il legno l’energia che si espande, il metallo l’energia che si solidifica e la terra l’energia stabile o concentrata. Ognuno dei Cinque Processi dell’Energia dipende dall’interazione di Yin e Yang che nascono dal vuoto primordiale” (Tao yoga dell’energia cosmica. Il risveglio della luce terapeutica del tao).

I cinque elementi sono integrati segretamente nelle “cinque Salaat Solari o preghiere Solari” che i Musulmani eseguono quotidianamente.

Fajr (alba) si accorda con il fuoco (ascensione energetica)

Dhur (mezzogiorno) si accorda con il legno (espansione energetica)

Asr (pomeriggio) si accorda con il metallo (solidificazione energetica)

Maghrib (tramonto) si accorda con l’acqua (abbassamento energetico)

‘Isha (notte) si accorda con la terra (stabilità energetica)

L’Islam è un sistema spirituale scientifico che non può essere compreso e conosciuto se non si padroneggiano i vari sistemi di saggezza mondiali; infatti, il Corano è un messaggio che sintetizza tutte le rivelazioni antecedenti a Muhammad giacché si rivolge all’insieme delle nazioni.

Il Profeta Muhammad disse: “Cercate la conoscenza fino in Cina.”

Kalimat Shahadat: la testimonianza delle Lettere

Laa ilaaha illa Allah

Il libro della Rivelazione (Injil) insegna che nessuno era degno di dissigillare i sette sigilli della Scrittura, eccetto un Agnello che fu immolato fin dalla creazione della terra (Apocalisse, 13: 8).

 “E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.” (Rivelazione o Apocalisse di Giovanni, 5:1)

Il “Libro” è l’insieme delle Scritture di tutte le religioni mondiali. Tutti questi libri o Scritture sono sigillati.

Cosa s’intende per “sigillato?” Significa che le Scritture sono deliberatamente scritte in un linguaggio codificato in modo che i malvagi e gli ignoranti non potessero decifrarli fino alla “pienezza del tempo” (Galati, 4: 4).

Il comune mortale non può comprendere le Scritture. Erano e sono testi sacri (segreti) che solo gli iniziati possono leggere correttamente dopo molti anni di esercitazione e sperimentazione. Ecco perché il Profeta Muhammad, prima di essere iniziato alla saggezza antica, disse all’arcangelo Gabriele “Non so leggere” (Corano, 96). È un errore pensare che il Profeta Muhammad non sapesse leggere un linguaggio semplice. Il termine “Ummi” a lui riferito, cioè illetterato, è metaforico.

Muhammad ibn Abdullah è stato un affarista internazionale per più di 15 anni prima di essere un Profeta. Ha commerciato con la Siria, Babilonia, Gerusalemme, l’Egitto, l’Etiopia e con altri paesi per conto di sua moglie Khadijah. Si può credere che non fosse in grado di leggere e scrivere quando conduceva attività finanziarie su larga scala, tra cui i contratti di negoziazione e le transazioni a lungo termine?

Il suddetto versetto dell’Apocalisse dichiara che il Libro (cioè, la libreria completa delle Scritture rivelate) fu scritto “sul lato interno e su quello esterno” (Rivelazione o Apocalisse di Giovanni, 5: 1). Pertanto, c’è un significato interiore, un’interpretazione segreta delle Scritture, ma c’è anche un significato fuorviante per i profani che si imbattono negli scritti senza una formazione adeguata.

La comune comprensione che la gente ha dei libri sacri quali il Corano, la Bibbia, le Upanishad, i Veda, la Bhagavad gita, il Pert em Hru Egizio e di altri libri, è il lato esteriore.

Ci sono sette livelli di saggezza per ogni Scrittura. Questi sette livelli sono retti da sette spiriti o sette potenze planetarie. In altre parole, ci sono sette livelli di codici o “sette sigilli.”

“Io vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?” (Rivelazione, 5: 2)

L’Io​​ del versetto di cui sopra è in realtà Paolo scritto sotto lo pseudonimo di Giovanni. Paolo (o Saulo) di Tarso, noto come San Paolo, fu storicamente conosciuto come Apollonio di Tiana. Delle allusioni sono contenute negli Atti degli Apostoli e nelle Lettere Paoline (Corinzi 1, Tito).

Apollo (o Apolonnio) era il nome Romano di Paolo e significa “Sole”. Paolo è un’abbreviazione di Apollo (Raymond Bernard, Jonathan N. Roberts). Uno dei primi nomi di Paolo era “Saul”. Saul significa “Sol”, altro nome del Sole e divinità Romana del Sole, Sol Invictus.

La vita di Paolo di Tarso o Apollonio di Tiana fu studiata da Lucio Flavio Filostrato, scrittore greco antico. Studiosi antichi e moderni affermano che Apollonio e Paolo di Tarso siano stati in realtà la stessa persona. Paolo di Tarso viaggiò in India, dove scoprì e riscrisse “L’iniziazione dell’Unto del Signore, il Messia Iesous (Gesù nella Bibbia greca)”, un rotolo yogico raffigurante l’iniziazione e la padronanza che Gesù Cristo aveva del kundalini yoga. A quel tempo, in quel luogo, Gesù era conosciuto come Krishna (“il nostro Cristo”). Quel rotolo in seguito fu chiamato Apocalisse, ed è intitolato attualmente Libro della Rivelazione.

Formalmente istruiti, i teologi e i rabbini tradizionali, gli Imam, i ministri e i reverendi non sono degni di aprire il Libro (la libreria dei testi della scienza spirituale).

“Aprire il Libro” significa rendere pubblica la sua saggezza interiore. I teologi tradizionali non hanno le conoscenze per rimuovere i codici che sigillano le Scritture.

Perché questi personaggi illustri sono ritenuti immeritevoli? Diventando teologi, purtroppo, si entra in un circolo vizioso. L’istruzione e l’indottrinamento teologico li sottopone a un lavaggio del cervello che li conduce a falsare il significato delle Scritture. Le loro menti sono bloccate e camuffate. Gli iniziati degli ordini segreti non possono rivelare le loro conoscenze perché hanno fatto voto di silenzio, cioè hanno giurato di mantenere segreta la sacra comprensione ai “profani” o alle masse.

Questa triste realtà ha riscontrato che i teologi tradizionali sono comprati e pagati dalla imprese societarie religiose (chiesa, sinagoga o moschea) sotto la cui egida operano. Se abbracciassero pubblicamente una linea ufficiosa, si ritroverebbero improvvisamente disoccupati e privi dei privilegi confortevoli di cui godono gli ecclesiastici.

Gli sfortunati teologi, perciò, per quanto siano stimati, sono indegni di aprire il Libro e di rimuovere i codici (sigilli) da esso.

“Nessun né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il Libro e di leggerlo.” (Rivelazione, 5: 3)

Nessuno, nel suddetto versetto, significa studioso tradizionale. Nessun religioso (cielo), nei dicasteri pubblici (terra) o anche nelle società segrete (né sotto terra) è in grado di aprire (proclamare) il libro o di riconoscere la verità contenuta (leggerlo) al suo interno.

“Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il Libro e di leggerlo.” (Rivelazione, 5: 4)

La follia di massa, la schizofrenia, l’insoddisfazione, l’afflizione, la rabbia, la violenza e le condizioni autodistruttive hanno afflitto la società umana, cosicché l’uomo è incapace di decifrare correttamente la medicamentosa saggezza della Scrittura. E se non può decifrarla, gli è impossibile applicarla correttamente. Questo stato doloroso del mondo è enunciato dall’espressione “Io piangevo molto” nel versetto di cui sopra.

“Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».” (Rivelazione, 5: 5)

Il Leone di Giuda simboleggia chi padroneggia la forza Solare che si trova nel chakra della radice, il muladhara, ed è in grado di attivarlo utilizzando procedure (tantriche) di intensificazione del piacere basate sulla forza vitale

Il Leone è il simbolo del Leo, la costellazione zodiacale, e il Leo è governato dal Sole. Davide, che deriva dall’ebraico Dawidh, significa amato, diletto, e simboleggia qui il principio del piacere maschile reindirizzato dal chakra della radice (campo energetico) lungo il canale spinale.

“Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.” (Rivelazione, 5: 6)

Chi è meritevole di aprire il Libro può ricevere la saggezza solo attraverso la meditazione, non dal formale corso teologico. Il trono è un simbolo per la meditazione. Questo simbolo proveniva dall’antico Egitto dove la dea Iside (Auset) era il simbolo della trance meditativa. Per “Auset” si intende il sedile o il trono. Nella saggezza Cabalistica, la trance meditativa è detta “Yesod” (sede o fondamento).

Le quattro bestie sono il Toro, lo Scorpione, il Leone e l’Acquario. (Amir Fatir, Why Does Muhammad & Any Muslim Murder the Devil?)

Il simbolo per l’Amen, in Egitto, fu un Ariete sopra un altare sacrificale. Più tardi, solo l’altare fu utilizzato.

L’Ariete simboleggiava la funzione sessuale, soprattutto la voglia di eiaculare. Sacrificare l’Ariete era una metafora per sublimare l’impulso sessuale creativo e, attraverso molte procedure, innalzarlo a un livello molto elevato.

Così, l’impulso eiaculatorio di Ariete/Marte fu ucciso e poi rinacque, e così una persona otteneva il livello e la potenza dell’Amen di Hetep (pace).

Alcune icone Egizie mostravano l’Agnello sulla croce. Questa raffigurazione fu poi trasferita ai Cristiani che esibirono Gesù sulla croce e lo soprannominarono “l’Agnello di Dio.”

La padronanza della funzione sessuale qualifica qualcuno a “leggere il Libro.”

“Il suo splendore è come la luce, delle corna sono nelle sue mani: là si cela la sua potenza.” (Abacuc, 3: 4)

Quest’agnello nasconderebbe il suo potere impressionante. “I bagliori di folgore” o le forze nelle sue mani rappresentano la capacità di attivare i centri (chakra) dell’agopuntura della mano e di causare le corrispondenti risposte energetiche nello stesso pianeta fisico.

Eppure egli nascose il suo potere in modo che l’umanità avesse l’opportunità di pentirsi, non per paura, ma per volontà, anzi, per il desiderio di fare la cosa giusta.

I sette occhi dell’Agnello (Rivelazione, 5: 6) sono la sua piena padronanza dei sette chakra. Le sette corna (Rivelazione, 5: 6) sono le vibrazioni sonore (parole mantriche di potere dette tromba in altri passaggi) che suscitano il potere della Shekinah (Shakti).

Queste sette energie (spiriti) invadono l’intero corpo dell’Agnello (“tutta la terra”), quindi anche se le sue mani fisiche vengono amputate, è troppo tardi per negare il suo potere.

 “E l’Agnello giunse e prese il libro dalla mano destra di Colui che sedeva sul trono.” (Rivelazione, 5: 7)

Si noti che l’Agnello non ha garbatamente richiesto il Libro. Piuttosto, si fece coraggiosamente avanti e prese il Libro. Questa presa rappresenta la conquista del potere sulla dispersione della saggezza scientifica religiosa.

Il Sacro Corano è il compendio condensato della saggezza contenuta in tutte le Scritture precedenti. Non è un Libro Arabo, né un Libro “nero”, né un Libro “bianco”, non è neppure un Libro destinato ai Musulmani. Il Corano è un messaggio per tutte le nazioni e per tutti i popoli: Bianchi, Neri, Cinesi, Indiani, Ebrei, Sabei, Buddisti, Indù e Cristiani.

Tuttavia, il Corano e la completa biblioteca della rivelazione, non sono interpretati correttamente dagli studiosi tradizionali.

Il Corano è la rivelazione Scritturale data dall’arcangelo Gabriele al Profeta Muhammad. Il Corano non è stato scritto da Gabriele, è stato rivelato da Gabriele. Questa figura spirituale ha portato il Corano a Muhammad capitolo dopo capitolo?

In passato, la comprensione della saggezza tradizionale tramite la scuola Domenicale era sufficiente; ma di fronte alla condizione orribile del mondo e alla disunione dei popoli, una comprensione unificata delle Scritture è necessaria per la nostra sopravvivenza.

Gabriele è l’arcangelo della 9° sfera dell’Albero della Vita, Yesod. Affermando che Gabriele ha trasportato la rivelazione, il Corano indica che la rivelazione si è resa possibile grazie all’eccezionale talento di Muhammad di indurre la trance.

“Di’: Chi è nemico di Gabriele, che con il permesso di Allah lo ha fatto scendere nel tuo cuore, a conferma di ciò che è tra la sue mani (cioè, di fronte a voi) e Guida divina e Buona novella ai credenti” (Corano, 2: 97)

La meditazione “espande il petto” (Corano, 6: 125, 20: 25, 39: 22, 94: 1) affinché il meditante possa ricevere il Libro di Allah nel suo cuore (cioè, in base alla sua capacità morale).

Ma se Muhammad non ha scritto il Corano, e se Gabriele non ne è l’autore, allora chi ha scritto il Corano?

Una lezione molto calunniata della Nazione dell’Islam chiede: Chi ha creato il Santo Corano o la Bibbia? Quanto tempo fa sono stati creati? Risposta: la gente originale che è Allah, l’essere supremo o l’uomo nero dell’Asia. Molti Musulmani si burlano della spiegazione che l’onorevole Elijah Muhammad attribuisce alla paternità del Corano, ma chiedo umilmente a queste persone di non essere prevenute.

Il Corano riguardo alla paternità di tutte le Scritture (tra cui il Corano) dichiara:

“Si tratta, in verità, di un messaggio d’istruzioni. Lo tenga chiunque, dunque, ben a memoria. È conservato in Libri (molto) onorati. Sublimi (in dignità), mantenuti puri e santi. (Scritti) da mani di scribi. Onorevoli, Pii e Giusti!” (Corano, 80: 11-16, Traduzione di Yusuf Ali)

Il Corano è stato “scritto da mani di scribi”. Questi scribi non sono i segretari di Muhammad occupati a scrivere in questi libri le sue parole durante la trance, essi sono degli esseri nobili, cioè, si trovano sui piani spirituali celesti. Questi scribi sono degli esseri superiori.

L’insegnamento dell’onorevole Elijah Muhammad non è contrario al Corano quando afferma che esso fu scritto dal “popolo originale che è Allah, l’Essere Supremo o l’uomo nero asiatico.”

Ci sono quattro mondi o piani Cabalistici (dimensioni). Per comprendere pienamente la “teologia matematica” di Elijah Muhammad occorrerebbe una conoscenza inestimabile della saggezza sacra (segreta).

I quattro mondi della Cabala sono Assiah, Yetzirah, Beri’ah e Atziluth. Nella teologia di Elijah Muhammad, “Asia”, è il codice del mondo Cabalistico di Assiah (o ‘Asiyah).

Assiah inizia con l’universo fisico e si estende fino alla parte inferiore del Piano Astrale. In sostanza, Elijah Muhammad diceva che la Scrittura Coranica discende alla coscienza umana dal regno spirituale. Questa visione si accorda con l’ascensione del Profeta Muhammad ai piani celesti durante il viaggio Notturno. A un certo punto del viaggio, il Profeta udì le penne degli scribi sfregare mentre scrivevano il Libro di Allah.

“L’uomo nero” è un codice che indica quel profondo stato d’animo in cui non c’è alcun movimento di pensiero nella coscienza. L’assenza di movimento è metaforicamente “nero”, perché senza movimento, nulla, nemmeno la luce, si propaga. La mente arriva al riposo raggiungendo l’obiettivo della meditazione che è la quiete. Si tratta dello stato di coscienza che gli yogi chiamano Samadhi.

“E tu, o anima tranquilla ritorna al tuo signore, piacente e piaciuta, ed entra fra i miei servi, entra nel mio Paradiso!” (Corano, 89: 27-30)

Il Samadhi è anche citato nel famoso capitolo “Ikhlaas”:

“Dì: Egli, Allah, è uno, Allah è Samad [cioè, lo stato indifferenziato dell’Essere]. Non riprodusse mai (sé stesso) e né fu riprodotto. E nulla Gli è pari.” (Corano, 112: 1-4)

L’Arabo “Samad” corrisponde tecnicamente alla parola yogica “Samadhi”. Quando il meditante raggiunge questo stato superconscio, la forza vitale suprema (Allah) è unificata e riconosce o si accorge che una sola vita pervade ogni cosa esistente. Questa coscienza è in tutto e per tutto un’espressione dell’Uno. Nient’altro che Lui stesso esiste, non si è mai riprodotto e non può esser generato perché è Tutto Quanto Esiste.

Gli studenti devono imparare a leggere il Corano in Arabo perché i passaggi importanti delle traduzioni esistenti non sono corretti.

Senza una corretta comprensione di alcuni termini assolutamente tecnici, la radice e il fondamento della comprensione stessa del mondo Islamico rimarranno imperfetti.

Con tutto rispetto, affermo che l’essenza dei principi Islamici non è compresa correttamente. Anche i cinque pilastri dell’Islam non sono compresi sufficientemente a dovere.

La Kalimat Shahadat è più di una semplice dichiarazione di fede.

La Salaat è più di una semplice preghiera.

La Zakaat non è solo una carità.

Il Siyaam è più di un semplice digiuno durante il Ramadan o in qualsiasi altro momento.

L’Hajj è più di un pellegrinaggio alla Mecca o presso qualsiasi altra città santa.

“E quando Abramo e Ismaele ebbero levato le fondamenta della Casa.” (Corano, 2: 127)

Bisogna riparare le fondamenta Islamiche autentiche affinché siano comprese, così come Padre Abramo e Ismaele ripararono la Casa sollevando le sue fondamenta.

Siamo impegnati a riparare la Casa dell’Islam alzando le sue stesse fondamenta. È il momento che la fede sia rianimata e rinnovata.

Il passato sistema semplicemente non ha funzionato! Come posso fare una simile affermazione? Ebbene, il Corano afferma che Muhammad è il modello per i futuri credenti. Se il sistema che possediamo oggi funzionasse, ci sarebbero tantissimi Muhammad. L’Islam è stato insegnato come una religione organizzata per oltre 1400 anni. Oggi c’è più di un miliardo di Musulmani al mondo, e molti miliardi ne sono morti nelle epoche precedenti. In mezzo a tutti questi miliardi di Musulmani, l’Islam non è riuscito a produrre un solo individuo simile al Profeta Muhammad dopo la sua morte.

Ecco perché posso dichiarare che il passato sistema non ha funzionato. Portatemi 10 Muhammad. Portatemene cinque. Portatemi un solo uomo uguale a Muhammad e dirò che “l’Islam funziona”. Se non potete portarmeLo, riconoscete che dobbiamo fare del nostro meglio, con il permesso di Allah, per risollevare le fondamenta della Casa.

“Allah! Non c’è dio eccetto Lui, il Vivente, l’Auto-sussistente, l’Eterno. Non lo prende mai né sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce ciò che è (appare alle sue creature) avanti, dopo e dietro di loro. Né devono raggiungere alcunché della Sua scienza ad eccezione di quanto Egli vuole. Il Suo Trono si estende sui cieli e sulla terra, e non prova nessuna fatica a custodirli e preservarli perché Egli è l’Altissimo, il Supremo (in gloria). (Corano, 2: 255, traduzione di Yusuf Ali)

Lo studioso stimato Yusuf Ali ha tradotto la prima parte del versetto di cui sopra nel modo seguente: “Allah! Non c’è dio eccetto Lui.” Si tratta della traduzione delle parole Arabe, “Allah laa ilaaha illa huwa.” Il significato di questa dichiarazione è leggermente modificato nel Kalimat Shahadat (la pubblica testimonianza) comunemente inteso: “Laa ilaaha illa Allah (Non c’è dio eccetto Allah)”.

Quest’affermazione costituisce, forse, la dichiarazione più importante di tutto l’Islam. Eppure, quest’asserzione non è capita, ed è tradotta in modo errato.

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.” (Giovanni 8: 32)

I nomi Arabi terminano con un tanuin. Se la dichiarazione è posta nel caso genitivo, nominativo o accusativo, il tanuin è traslitterato rispettivamente come “in”, “un” o “an”. Un esempio è ravvisabile nella dichiarazione “Muhammad-an Rasulullah.”

Se la traduzione della parola ilaaha fosse stata “dio”, allora si sarebbe trattato di un sostantivo con un tanuin per suffisso.

“L’utilizzo di un linguaggio appropriato permette che si ottengano dei vantaggi personali.” (Maestro Fard Muhammad)

“Ilaaha” non è un sostantivo nel Corano 2: 255, è un verbo. Come tale, la frase non può essere correttamente tradotta “Non c’è dio eccetto Lui”, perché dio è un sostantivo e ilaaha non ha il tanuin.

La corretta traduzione è: “Allah! Niente deifica eccetto Lui.” (Corano, 2: 255)

Questa traduzione corretta ci apre all’improvviso un nuovo e colorato orizzonte.

Gesù insegnò che “Voi siete dei, siete tutti figli dell’Altissimo” (Salmi, 82: 6). La profondità scientifica di tutte le Scritture è che l’uomo può potenzialmente diventare un vero Dio vivente. I Sufi indicano la stessa idea quando dichiarano “Ana-1-haqq” il cui significato è “Sono la Verità.” (Haqq è uno dei 99 Nomi di Allah).

Molti Sufi che dichiararono questa verità furono uccisi da gente intollerante.

 “Son venuti a voi prima di me Messaggeri con prove e anche con la prova che dite; perché li avete uccisi, se siete veridici?” (Corano, 3: 183)

Molti sono i Messaggeri del Signore crocifissi da fanatici ignoranti che si sentono giustificati a uccidere donne e uomini retti.

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.” (Luca 23: 34)

Per insegnare che “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Giovanni, 10: 30) e che “Voi siete dei, siete tutti figli dell’Altissimo” (Salmi, 81: 6), Gesù fu lapidato.

Perché questa conoscenza è così sconvolgente? Perché gli uomini ignoranti la rifiutano sommariamente, non la approfondiscono o non la sperimentano, nonostante sia la più grande benedizione per l’essere umano? Perché la rivelazione di questo potenziale umano non è un motivo di gioia?

Quando gli esseri umani sono confrontati con la realtà del loro potenziale divino, non possono più incolpare gli altri per le loro disgrazie. C’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell’umanità quando fa ricadere la colpa sugli altri. Anche nel mito della Genesi, Adamo non ammette la sua disobbedienza per aver mangiato dall’albero del bene e del male. Infatti, confrontandosi con la sua disobbedienza, dichiara: “La donna che tu mi hai posto accanto, mi ha dato dell’albero ed io ne ho mangiato.” (Genesi, 3: 12)

La maggior parte di noi, al posto di incolpare gli altri, dovrebbe rendersi conto che siamo potenzialmente in grado di creare il nostro universo personale. In realtà, l’universo in cui viviamo riflette le nostre convinzioni, idee, sentimenti, emozioni, aspirazioni e pensieri.

Le masse temono che la responsabilità (la capacità di rispondere) della loro potenziale divinità li risvegli; mentre gli organismi governativi paventano che le persone realizzino la loro divinità interiore poiché non potranno più sfruttarle e opprimerle.

La rivelazione che “voi siete tutti dei” ci costringe a insorgere per fare qualcosa per noi stessi. La maggior parte della gente preferisce vendere la propria primogenitura (nella religione Ebraica, la consacrazione a Dio; Esodo, 22: 28) abbagliato dalle false promesse di qualche tiranno.

“Laa ilaaha illa Huwa.” Chi è Huwa? Huwa (anche chiamato Hu, Hua, Hum e Hunt) è la grande intelligenza divina nota agli antichi Egizi come Tehuti. Alcuni esoteristi Ebrei si riferiscono a Lei come “O Egli!”

L’intelligenza divina divinizza e trasforma l’uomo animalesco in uomo divino. Huwa converte la “carne peccaminosa” in carne divina.

Il primo pilastro dell’Islam è la Kalimat Shahadat. Finora, la spiegazione pubblica della Kalimat Shahadat è stata di “testimoniare che non c’è Dio se non Allah."

La parola Araba “Kalimat” significa “lettera, parola, elemento della lingua, ogni unità del lessico, discorso, ecc…”. La parola Araba “Shahadat” significa “Testimonianza”.

“Adamo apprese Lettere dal Suo Signore.” (Corano, 2: 37)

Kalimat Shahadat significa “Testimoniare le Lettere.” Ma quali sono le Lettere che gli iniziati dovrebbero testimoniare e cosa significa testimoniare?

C’è la testimonianza della sensibilità, dell’ascolto e della visione. Il Corano dichiara:” Lo vedrete con l’occhio della certezza (‘ayn al-yaqin).” (Corano, 102: 7)

Le Lettere che gli iniziati testimoniano sono le 14 Lettere Mistiche (al-muqatta’at) all’inizio di 29 Sure del Corano. Ogni Lettera rappresenta una vibrazione sonora detta bija (seme mantra) nello yoga. Questi suoni sono i 14 suoni della radice che rappresentano gli aspetti principali della forza Solare che gli antichi Egizi chiamavano i 14 Kau (Trasformazioni) di Ra. Essi sono espressi nella terra e nel corpo come sette potenze planetarie che hanno due modalità principali: attrazione e repulsione.

L’iniziato impara a percepire le energie rappresentate da questi suoni. In seguito, apprende a sentirle. In una fase successiva di sviluppo impara a vederle “con l’occhio della certezza”(Corano, 102: 7). Soltanto a questo punto si può veramente esprimere la Kalimat Shahadat realizzando il primo pilastro dell’Islam.

Le 14 lettere sono inserite nei chakra (centri energetici) situati sotto la pelle dei 14 segmenti delle dita della mano destra. Per esempio, sul dito indice ci sono le lettere Alif, Laam e Mim (A.L.M.) e quando il Musulmano solleva il dito in segno di riverenza, egli in realtà afferma: “Alif Laam Mim, ho imparato queste Lettere e ora posso leggere il Libro di Allah (il Registro Akashico).”

Salaat: il kundalini Yoga dell’Islam

Il kundalini yoga è lo yoga che si concentra sull’attivazione dell’energia che risiede alla base della colonna vertebrale. Il kundalini yoga solleva quell’energia con varie tecniche dal chakra più basso fino al chakra più elevato.

Ci sono molti chakra nel corpo, ma la maggior parte degli insegnanti di kundalini si concentra solitamente su 7 di loro che si trovano lungo la colonna vertebrale. I chakra sono classificati e localizzati nel modo seguente:

NOME

LOCALIZZAZIONE

PIANETA

VIRTÙ

Muladhara

Sopra l’ano

Marte

Sopravvivenza, autodifesa

Svadhishthana

Genitali

Luna

Sensualità, sesso

Manipura

Reni, Plesso Solare

Mercurio

Potenza, ego

Anahata

Cuore

Sole

Amore, compassione

Vishuddha

Gola

Venere

Devozione, creatività

Ajna

Fronte

Giove

Saggezza, auto-realizzazione

Sahasrara

Corona della testa

Saturno

Illuminazione, ispirazione

 

Nel sistema kundalini, oltre ai 7 chakra, ci sono tre percorsi, chiamati nadi, che sono più sottili dei nervi. Essi sono simili ai meridiani dell’agopuntura attraverso cui scorre il Chi. Comunque, se i meridiani dell’agopuntura sono paragonabili alle strade, le tre nadi sono autostrade. Queste nadi sono chiamate Ida, Pingala e Sushumna.

La nadi Ida inizia dalla narice sinistra, attraversa la zona della corteccia cerebrale sinistra del cervello, poi scende verso il mezzo della fronte appena sopra tra le sopracciglia.

La nadi Pingala inizia dalla narice destra e va fino alla corteccia cerebrale destra, poi scende incrociando l’Ida in fronte.

Queste nadi si incrociano l’un l’altra scendendo lungo il midollo spinale e i luoghi in cui si intersecano sono i chakra. Nella Bibbia, i chakra sono descritti come le ruote di Ezechiele poiché la parola chakra significa “ruota” (Ezechiele, 1: 13-19; 10: 1: 19).

La nadi principale è all’interno del midollo spinale. Con speciali tecniche di respirazione (pranayama) o mediante la concentrazione o impiegando i mantra, l’energia situata alla base della spina dorsale e arrotolata come un serpente è risvegliata dal suo sonno e sfonda i centri (chakra) lungo la colonna vertebrale. È detto che il chakra trafitto dal “fuoco serpentino” della kundalini realizzi le varie abilità degli yogi.

L’energia kundalini (Shakti) alla base della spina dorsale si chiama “forza Solare”, “libido”, “potere del serpente”, “fuoco serpentino”. Molti studiosi ritengono che il significato nascosto della Scrittura religiosa occidentale sia la kundalini e il suo innalzamento.

Gli antichi Egizi chiamavano la kundalini il potere di “Ra”, il quale è simboleggiato dal Sole giacché esso è la fonte della forza kundalini.

Nell’Islam, il potere della kundalini è la Salaat.

“Che ne pensate voi di al-Lat e di al-Uzza e di Manat, il terzo idolo? Voi dunque avreste i maschi e lui le femmine?” (Corano, 53: 19-21)

Gli antichi Arabi credevano che Allah avesse una controparte denominata Al-Lat. Era comune tra le religioni dell’antichità che Dio avesse una moglie o consorte. Questa raffigurazione rappresenta il complemento o la polarità opposta dell’energia di cui Dio stesso era un simbolo.

Va sottolineato che come l’Islam dà ad Allah 99 attributi, anche le altre religioni danno degli attributi all’Unico Dio della loro fede. Queste divinità non sono separate da Allah. Egli condivide il suo Regno con queste 99 divinità: As-Salaam, An-Nur, Al-Wadud, ecc. Questi 99 nomi sono le 99 espressioni di un Essere Supremo.

La religione Egizia è alla radice dei concetti delle tre religioni occidentali. Nella religione Egizia, ogni attributo divino principale è stato trasformato in una divinità. Si disse che la coscienza del dio Amen fosse del dio Sa. Sa era sempre in coppia col dio Hu.

La parola Araba “Salaat” è composta da “Sa” e “Laat” (da Al-Laat, la moglie di Allah nella teologia Araba primitiva).

Al pari della kundalini che è considerata l’espressione femminile della forza divina, o della Madre Rat che è la moglie di Ra nella teologia Egizia, la forza femminile totale (liberata) combinata con “As” o coscienza, e formante l’energia attiva della kundalini, è il sistema di preghiera Solare alla base della cosiddetta “Sa-laat”.

“Al-laat” corrisponde a Venere e alla dea Egizia del pianeta Venere, Het-Heru, il cui compito è la conservazione della forza sessuale di Ra o kundalini (nota nella psicoanalisi freudiana come “libido”).

La Salaat è regolata dalle cinque posizioni del Sole. Nello yoga, è molto simile all’esercizio di movimenti noto come il saluto al Sole (surya namaskar). Così, se da un lato abbiamo il “saluto al Sole” dello yoga, dall’altro abbiamo una Salaat Solare regolamentata.

La somiglianza delle parole e dei movimenti dovrebbe indicare anche alla più offuscata mente religiosa che le due cose sono come minimo collegate.

La religione Egizia è caratterizzata da Heru e dai suoi quattro figli, così Heru è simboleggiato dal Sole (Heru è quasi identico a Ra, ma Heru rappresenta il centro della coscienza, mentre Ra rappresenta il subconscio), mentre i suoi quattro figli rappresentano le quattro modalità della forza Solare.

Le stesse quattro modalità sono incorporate nei tempi della Salaat regolati dall’Islam. Heru è rappresentato dal Sole di Mezzogiorno, quando il Sole raggiunge il punto più alto nel cielo ed è più lucente.

Fajr, ‘Asr, Maghrib e ‘Isha sono termini di correlazione Islamici ai quattro figli di Heru. Insieme allo Dhur-Heru (mezzogiorno), rappresentano i cinque periodi di tempo in cui la corrente Solare attiva trasporta un elemento particolare.

La parola “Salaat” significa “fuoco bruciante” (Kazimirsky, Dictionnaire Arabe-Francais, Tome 1, pag. 1365) e corrisponde al significato di “fuoco serpentino” attribuito alla kundalini.

“In verità la Salaat per i credenti è un Libro di Tempo.” (Corano, 4: 103)

La Salaat riferita al Libro di Tempo indica il tempo per attivare l’elemento operativo della forza Solare nella colonna vertebrale.

La Salaat riferita al Libro di Tempo indica anche l’intero Injil (l’originale Vangelo) o il Libro della Rivelazione, la Scrittura data a Gesù. Il soggetto completo di questo Libro è l’elevamento della kundalini.

Il saluto yogico al Sole offre posture (asana) che sono simili alle posizioni Solari della Salaat Musulmana.

Nel Qiyaam, il Musulmano è in posizione eretta e con entrambe le mani a conchetta recita una supplica (Du’a). Lo yogi in posizione eretta esegue il saluto al Sole con le mani rivolta verso l’alto, i palmi sono uniti nel “namaste” come per la preghiera Cristiana (Pranamasana). Prima di ogni movimento, il Musulmano alza le mani alle orecchie e recita il Takbir (Allau Akbar). Lo Yogi alza le sue mani completamente all’indietro (Hasta uttanasana).

Nel Ruku’ il Musulmano si piega in avanti con le mani sulle ginocchia. Lo yogi si piega completamente in avanti, tocca il pavimento o le sue dita dei piedi con le mani, e poi preme la testa sulle ginocchia (Padahastasana). Questa posizione ha il vantaggio di aprire il midollo spinale, distendendolo e rendendolo più elastico. È detto che il corpo di una persona è vecchio quanto il suo midollo spinale è rigido. Il piegamento in avanti (ruku’) permette al Musulmano di aprire i chakra lungo la sua spina dorsale. È eseguita ugualmente dallo yogi.

Il Qiyaam stabilisce una corretta postura che nello yoga è detta Vrksasana o Posizione dell’Albero. Questa posizione si relaziona al dio Egizio Ausar poiché fu sepolto in un albero. Questa postura (qiyaam) allinea le vertebre lungo il midollo spinale. Essa consente, inoltre, fin dall’inizio di rilassarsi.

Gli Yogi e i Musulmani si prostrano entrambi. Questa postura (sajda nell’Islam) permette al sangue di fluire al cervello arricchendo le ghiandole pineale e pituitaria (che operano insieme con sahasrara e ajna chakra, rispettivamente).

Il flusso di sangue arricchito al cervello facilita ai Musulmani di sperimentare al-bayyinat (le visioni chiare) e prepara il cervello alla terrificante energia della kundalini (Salaat) quando sale verso i chakra superiori.

Il sangue supplementare concentrato nel cervello fornisce a quest’organo l’umidità per non surriscaldarlo quando il fuoco della Salaat (kundalini) si solleva fino ai centri cerebrali. Inoltre, aiuta a prevenire la “psicosi kundalini” e le febbri. La versione Musulmana della sajdah somiglia un po’ alla posizione verticale della ginnastica in termini d’effetti fisiologici.

Il Musulmano va in jalsa (la posizione inginocchiata breve), mentre lo yogi entra in una sorta di curva a ritroso chiamata posizione del cane con la testa in giù (adho mukha svanasana). In quella posa, le natiche dello yogi sono sollevate in aria, mentre è appoggiato su mani e piedi. Lo stiramento si compie sul tendine posteriore del ginocchio e sui muscoli del polpaccio. Quest’allungamento elimina le perdite di prana dai meridiani (nadi) per trasportare l’energia spirituale fresca all’interno del corpo.

Al Musulmano, la jalsa permette di attivare la nadi (meridiano dell’agopuntura) nell’alluce destro. Ci sono due organi del corpo che sono interessati da questo punto, il fegato e la milza. Un’esecuzione corretta della jalsa può avere un effetto benefico sulla salute del fegato e della milza.

Dopo aver completato tutte le asana dello yogico saluto al Sole, lo yogi esegue la posizione del cadavere (savasana o mrtasana) sdraiandosi sul dorso.

“Menzionate Allah in piedi, seduti o sdraiati” (Corano, 4: 103)

Il Musulmano, invece, va in qa’dah o postura seduta prolungata. In una corretta esecuzione della qada’ah, il Musulmano si siede sulle natiche e incrociando le gambe esegue la meditazione, in particolare la meditazione dello dhikr (cantillando i nomi di Allah e/o le Lettere Mistiche).

Una Salaat corretta si verifica effettivamente nella posizione di qa’dah. Infatti, grazie all’utilizzo dello dhikr e del pranayama, la forza Salaat è realmente sollevata dalla base della colonna vertebrale.

L’ingiunzione Coranica di eseguire la preghiera è una traduzione scorretta, perché in Arabo corretto significa “sollevare la Salaat.” È uguale allo sforzo yogico per il sollevamento della kundalini.

Stando in qa’dah, il Musulmano esegue le cantillazioni e i respiri necessari per alzare il fuoco di Allah del fuoco serpentino.

Quest’innalzamento è spesso realizzato tramite una speciale respirazione alternata dalla narice destra alla narice sinistra, e viceversa. Questa respirazione a narici alternate è detta nadi shodhana. L’uso di questi due nadi avvia una polarità positiva e negativa lungo il midollo spinale (sushumna nadi) e, infine, il fuoco interiore si accende e si solleva lungo la colonna vertebrale.

Dato che questo processo può richiedere ore, il Corano propone al Musulmano di eseguire la Salaat, per esempio, dall’inizio dell’Asr fino all’inizio del Maghrib. L’esecuzione della Salaat potrebbe prendere ore e, soprattutto nelle prime fasi dell’iniziazione, l’innalzamento della kundalini (Salaat) potrebbe richiedere molto tempo. Per alcuni può prendere un tempo ancora maggiore, e per essere franco, c’è poca probabilità che chiunque la sollevi al primo tentativo. È richiesta una certa dedizione e perseveranza.

La postura di qa’dah collega il muladhara chakra alla terra per evitare che un eccesso della forza Salaat scorra precipitosamente attraverso il corpo causando potenziali danni. Il collegamento alla terra facilita la guarigione e il mantenimento di una buona salute.

Il Wudu raffredda il corpo applicando l’acqua sulle aree che si surriscaldano maggiormente quando la forza Salaat è sollevata. Il Musulmano raffredda la testa, le mani, le braccia, i piedi, le orecchie e il collo. Si lava la bocca e purifica le narici tirando su col naso l’acqua prima di eseguire il sollevamento della Salaat.

Il tayammun è un’abluzione Islamica compiuta con la terra pulita per prepararsi alla preghiera quando l’acqua non è disponibile. Il tayammun collegando ancora il Musulmano alla Madre Terra, rallenta il risveglio della terrificante forza Salaat per non sconvolgerlo. Esso pone anche il corpo nelle migliori condizioni per il recupero della salute.

L’inalazione di acqua attraverso le narici attiva le nadi Ida e Pingala.

“In verità, la meditazione della notte è più potente per dominare (l’anima) e più adatta per (recitare) la Parola (Mantra)” (Corano, 73: 6) (Comparata traduzione Coranica di Yusuf Ali e di Rashad Khalifa)

In realtà, il perfezionamento della recitazione si realizza con parole di potere efficaci e potenti. Questo miglioramento avviene quando un Musulmano pronuncia potentemente dei mantra che causano un effetto autentico, in tal caso, quel Musulmano è un “Siddiyq” (“un veridico”). Nella teologia Egizia, è chiamato “maa kheru”, cioè, “vero di parola”. Coloro che si alzano di notte per compiere questi mantra, sono più vicini al più profondo Subconscio Collettivo (“alla divinità Ausar”) in cui giace la potenza atta a manifestarli.

Gli obiettivi della Salaat includono i viaggi astrali (il “viaggio notturno” secondo la terminologia Coranica”), la purificazione spirituale, l’entrata nello stato paradisiaco di coscienza e dell’essere.

“O anima acquietata, ritorna al tuo Signore soddisfatta e accetta; entra tra i Miei servi, entra nel Mio Paradiso”. (Corano, 89: 27-30)

Il bastone medico con due serpenti intrecciati è un simbolo della kundalini. I due serpenti rappresentano le nadi Ida e Pingala.

Le ali in alto simboleggiano il volo che l’iniziato prende dopo che la forza kundalini è sollevata al sahasrara chakra. Questo volo simboleggia la proiezione astrale.

Anche nell’esecuzione della Salaat tradizionale, il Musulmano spesso sente l’aumento della temperatura corporea. Si tratta del processo purificatorio che l’incompleta Salaat determina.

La Salaat è la kundalini e la kundalini è la Salaat. Bisogna studiare completamente il sistema yogico kundalini per adempiere al secondo pilastro della fede.

La Salaat non deve confondersi col Du’a. Quest’ultimo è più in sintonia con l’idea di “preghiera.”

Gli antichi riconobbero che la fiamma il cui flusso dalla base della colonna vertebrale alla sommità della testa è quasi sempre bloccato nella spina dorsale inferiore, si trova presso il muladhara chakra nella regione perineale. È necessario uno sforzo serio per sollevare questa fiamma dalla spina dorsale attraverso i vari chakra fino alla fronte o alla corona della testa. Quanto più in alto l’iniziato è capace di innalzare la fiamma Salaat, tanto più otterrà dei poteri (siddhi).

Quando lo yogi Musulmano studia i concetti di Ra, Ra-t, kundalini, chi, orgone o libido, comprende la Salaat. I primi Nazareni videro che la forza Salaat era collegata alla forza solare (Sole) e fu denominata forza di Sansone (Shams-an). Sansone significa “Sole”.

“Hayya ‘alay Salaat,” nell’Adhan (chiamata alla preghiera) è da intendersi: “La vita (hayya) dipende (‘alay) dalla kundalini (Salaat).”

Questo passo dell’Adhan significa che la vita spirituale richiede l’elevazione della forza kundalini perché la vita è a contatto completo o è unita (come il gas è parte integrante dell’olio) alla kundalini.

Per simboleggiare l’ascensione della Salaat verso i chakra superiori, gli yogi dell’India collocarono un puntino sulla fronte. I cristiani mettono delle ceneri sulla fronte il “Mercoledì delle Ceneri.” Gli antichi Egizi indossavano un diadema con un piccolo serpente in rilievo (il fuoco serpentino ascendente alla ghiandola pituitaria). I Musulmani hanno sulla fronte il segno della prostrazione che è in realtà il simbolo dell’elevazione dell’energia Solare.

Molti monaci, rasandosi sul centro superiore della testa, la corona, simboleggiano che hanno sollevato il potere della kundalini sino ai loro chakra della corona.

Il significato di questi simboli si è perso e solo pochi ordini oggi praticano realmente il sollevamento della kundalini. Questo simbolismo è alla radice delle suddette rappresentazioni decorative e ornamentali.

Si accenna all’esistenza di pericoli connessi all’innalzamento della Salaat senza una preparazione specifica. Quei pericoli riguardano la psicosi da kundalini, l’ossessione sessuale, un surriscaldamento del corpo percepito nel capo e nel cuore, e perfino l’autocombustione (o combustione spontanea).

Personalmente non conosco nessuno che abbia sperimentato simili effetti collaterali da kundalini. Lo yoga Taoista raccomanda all’iniziato la messa a terra dell’energia e di far circolare la forza Salaat in un circolo intorno al corpo intero. Lo yoga indiano rivolge principalmente la sua attenzione alla kundalini della colonna vertebrale, mentre lo yoga cinese si focalizza sulla terra e sull’Orbita Microcosmica.

È ragguardevole a questo proposito che il termine “Tao” derivi dal nome Egizio Copto di Tehuti, “Taout.” (Robert Richardson, Travels Along the Mediterranean and Parts Adjacent; Dom Pedro V, The Quantum Vision of Simon Kimbangu, 2001)

L’insegnamento dello yoga kundalini per il sollevamento diretto dell’energia lungo la spina dorsale fino alla corona è considerato pericoloso.

La differenza principale tra i sacerdoti di Ra dell’antico Egitto e i sacerdoti di Osiride si riferisce a questa stessa differenza nel trattamento della forza kundalini.

Zakaat: Il Terzo Pilastro dell’Islam

Il vero significato di Zakaat è purificazione. Zakaat, tuttavia, è stata erroneamente definita “carità” e “imposta in favore dei bisognosi.”

La Zakaat abbraccia l’intera gamma dei rituali purificatori fisici, morali e mentali che includono la respirazione yogica, i clisteri, le idrocolonterapia, la pulizia della lingua, l’apertura dei meridiani dell’agopuntura, la pulizia dello stomaco e la pulizia mentale dai pensieri indecenti (samskara).

La purificazione (Zakaat) rafforza l’esperienza della Salaat (l’attivazione della kundalini) poiché la pulizia dei nervi e delle nadi (i meridiani) permette alla forza del chi (Salaat) di fluire più liberamente e potentemente.

“Sollevate la Salaat [kundalini] e purificatevi [Zakaat], e il bene che opererete per le anime vostre lo troverete presso Dio, ché Allah è il Veggente di ciò che fate.” (Corano, 2: 110)

Massaggiare un altro è un modo per “offrire la Zakaat”, perché il massaggio libera il tessuto del corpo umano e gli organi (come pure le nadi) dagli ostacoli e dalla sporcizia raccolta. Nelle sacre scritture Cristiane il massaggio è chiamato “l’imposizione delle mani” (Atti 6: 6, Ebrei 6: 2, Marco 16: 18, 1 Timoteo 4: 14, 2 Timoteo 1: 6, Atti 8: 18). L’energia nei chakra delle mani del massaggiatore smuove e fa sperimentare al massaggiato l’attivazione delle sue energie purificanti. Il massaggio migliore è condotto da una persona di sesso diverso, perché la polarità energetica opposta attrae meglio l’energia chi dell’altra persona nel processo di attivazione.

Quando nel Nuovo Testamento si parla della lavanda (abluzione) dei piedi (Giovanni 13, 1-17), si illustra il massaggio sui vari punti dell’agopuntura di piede, alluce e caviglie.

Il punto di agopuntura situato nella pianta del piede è detto Yong-Quan (Sorgente Zampillante). Il massaggio di questo punto apre la strada all’energia della Terra di fluire all’interno del corpo e di promuovere la guarigione. L’energia malsana può anche passare dal corpo attraverso questo punto per essere riciclata dalla Madre Terra.

Il punto di agopuntura sotto la caviglia si chiama Chao Hai, Mare Splendente. Aiuta la salute dei reni.

Il punto di agopuntura all’interno della parte inferiore del piede, nell’incavo dietro la terza giuntura dell’alluce è detto Kung Sun, il Nipote. Promuove la salute della milza.

Il punto di agopuntura sulla parte superiore ed esterna del piede in cui si congiungono il quarto dito e il mignolo si chiama Lin Chi, Assistere il Bambino Piangente. Promuove la salute della cistifellea.

Il punto di agopuntura situato leggermente sotto l’osso della parte esterna della caviglia, nel suo piccolo incavo, è chiamato Shenmai, Estensione della nave. Promuove la salute della vescica.

Da Dun è il nome del punto all’interno dell’alluce che forma l’angolo tra l’unghia e l’articolazione. Il massaggio di questo punto aiuta a purificare e a armonizzare il passaggio dell’energia spirituale attraverso di esso.

La Terra contiene energie purificatrici e curative; ecco perché i Musulmani tolgono le loro scarpe prima di pregare e in Moschea.

Zakaat significa anche “crescita” perché il corpo e la mente purificati sono liberi di espandersi. Di conseguenza, con la Zakaat (purificazione) si ha un minor spreco di carne, medicinali, droghe, alcool, tabacco, sesso extraconiugale, sport e gioco. Chi padroneggia la Zakaat constaterà che la sua ricchezza aumenta parsimoniosamente. Si trova, perciò, in una posizione migliore per dare la carità. Così, il dono della carità è l’effetto della Zakaat, e non la Zakaat stessa.

Il digiuno è un tipo di Zakaat perché il digiuno libera il colon e pulisce il sangue.

Siyaam: Il Quarto Pilastro dell’Islam

Il Saum (digiuno) dei Siyaam (digiuni) è il quarto pilastro dell’Islam.

“O voi che credete! Vi sono prescritti i digiuni, come furono prescritti a coloro che furono prima di voi, forse sarete coscienti in Dio.” (Corano, 2: 183)

(traduzione comparata con Muhammad Asad. Siyaam è un plurale secondo i seguenti studi: 1) The Minaret, Volume 22, pag. 78, Islamic Center of Southern California, 2000; 2) Hani M. Atiyyah, Qurʼanic Text: Toward a Retrieval System, pag. 175, International Institute of Islamic Thought, 1996)

Siyaam è di solito tradotto al singolare col termine “digiuno”. Tuttavia, ci sono diversi tipi di digiuni. Per esempio, Maria e Zakariyya sono stati immessi nei digiuni silenziosi.

Disse [Zaccaria]: “Dammi un segno, mio Signore!”. Rispose: “Il tuo segno sarà che, pur essendo sano, non potrai parlare alla gente per tre notti”. (Corano, 19: 10)

“Mangia, bevi e rinfresca i tuoi occhi. E se vedessi qualcuno digli: Ho promesso solennemente un saum (digiuno) a Al-Rahman, e non parlerò oggi a alcun uomo” (Corano, 19: 26)

Nel precedente versetto, il digiuno Maria lo fa mangiando e bevendo. Anche se si trattò di un digiuno di silenzio, ebbe il permesso di parlare. La situazione di Maria è meglio compresa conoscendo un piccolo antefatto.

Maria ricevette quest’istruzione in India, e per questo motivo promise solennemente un saum (digiuno) a Al-Rahman. Al-Rahman è un equivalente Arabo di Brahman, la Divinità Suprema del popolo dell’antica India.

Se durante il digiuno Maria poteva mangiare, bere e perfino parlare, allora che tipo di digiuno fece la vergine?

Il saum di Maria prevedeva l’astensione dai rapporti sessuali.

“E Maria figlia di ‘Imran, si conservò vergine [farjahaa], sì che noi insufflammo in lei [nella sua vagina] del Nostro Spirito, e che credette alle parole del suo Signore, e nei Suoi Libri, e fu una delle donne astinenti” (Corano, 66: 12)

Maria fu consacrata a Dio prima della sua nascita come si battezza una nave alla sua inaugurazione. La madre di Maria, prima che sua figlia nascesse, la consacrò all’illibatezza e alla lontananza da qualsiasi uomo perché doveva incontrare lo Spirito. Il Corano dichiara: “Insufflammo in lei del Nostro Spirito.” (Corano, 21: 91, 66: 12)

“Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente” (Corano, 19: 16), cioè andò in India. Nel subcontinente Indiano fu iniziata perché era una Profetessa. Nell’antico Testamento (Esodo 15: 20, 21; Numeri 12: 1, 15; Numeri 26: 59, ecc…) e nel Corano (19: 28) Miriam (o Maryam) è definita “sorella di Aronne, mentre nel Corano (66: 12) e nella Bibbia (Primo libro delle Cronache, 5: 29) è detta figlia di Amram, Arabizzato ‘Imran. Nell’antico Testamento Merriam è la stessa Maryam del Corano. Questa Profetessa era la sorella di Mosè e di Aronne. Maria, la madre di Gesù, è la damigella che salvò Mosè dal fiume Nilo e lo fece adottare dalla famiglia del Faraone.

Bawa Muhaiyadeen e altri Sufi hanno spiegato che la confusione storica sulle due Marie nel Corano, la “sorella di Aronne” e “la figlia di Imran”, e le conseguenti accuse cristiane rivolte ai Musulmani, dipendono dalla non accettazione dell’idea reincarnazionista. Sembra difficile che Muhammad abbia confuso le due Marie senza conoscere l’enorme distanza di tempo che separa Gesù da Mosè come risulta da tutto il Corano. I linguisti Arabi hanno rilevato che per “sorella d’Aronne”, in conformità del resto con similari espressioni semitiche, si deve intendere semplicemente “donna della discendenza di Aronne”, una filiazione spirituale che comprova la reincarnazione. Suleiman Mourad ha notato recentemente che il Corano non di rado utilizza i termini “fratello” e “sorella” per indicare le relazioni tribali/nazionali generali o le obbligazioni religiose. La sua intuizione integra la tesi di Masson secondo cui l’associazione tra la Maria madre di Gesù nel Corano e la Maria dell’Esodo, è essenzialmente simbolica. Anche nel Nuovo Testamento (ad esempio Luca, 1: 32), Gesù è chiamato “figlio di Davide” e Elisabetta (Luca, 1: 5) “discendente di Aronne” (Gabriel Said Reynolds, The Qur’an and Its Biblical Subtext, pag 144-147). Abu’l-Fazl ibn Mubarak nell’Akbarnama (Libro di Akbar) ha affermato che l’imperatore Akbar era nato, o più precisamente, rinato, per inaugurare il millennio. Inoltre, sostenne che la principessa mongola Alanquva era impregnata della stessa luce divina di Sua Maestà (Hazrat) Miryam (Maria), la figlia di ‘Imran (Amram). Questa luce trovò la sua perfezione in Akbar dopo essersi reincarnata attraverso i secoli in diversi corpi sovrani. A. Azfar Moin, The Millennial Sovereign: Sacred Kingship and Sainthood in Islam, New York, Columbia University Press, 2012

 

Il mito della “promessa sposa di Giuseppe” nel Nuovo Testamento è un linguaggio in codice. Giuseppe in Arabo è detto Yusuf, e Yusuf simboleggia la saggezza Sufi, in particolare la saggezza del mondo onirico. Yusuf era iniziato alla saggezza Sufi, e non era un fidanzato nel senso ordinario del termine.

Quando Maria studiava in India dei predoni cercarono di violentarla, sebbene fosse una donna protetta. Le poche donne esenti da tali abusi si rendevano caste per Brahman. Nei suoi viaggi in India confessò ad uomo che le si avvicinò la sua appartenenza al Brahman. Il suo timore di Brahman l’avrebbe protetta dallo stupro.

Il Corano si riferisce all’atmosfera di quell’episodio nel modo seguente:

“Ed essa prese, a proteggersi da loro, un velo. E Noi le inviammo il Nostro Spirito che apparve a lei sotto forma d’uomo perfetto. Ella gli disse: ‘Mi rifugio nel Rahman se sei intimorito (di Brahman). Le disse: Io sono il Messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro. Come potrò avere un figlio, rispose Maria, se nessun uomo m’ha toccata mai, e non sono una prostituta? Disse: Così sarà. Perché il tuo Signore ha detto: ‘Cosa facile è questa per me, e Noi, per certo faremo di Lui un segno per gli uomini, un atto di clemenza Nostra: questa è cosa decretata.” (Corano, 19: 17-21)

Quando avvenne il concepimento di Maria? Il parto di Gesù fu predestinato?

La Surah 3 del Corano si intitola “La famiglia di Amran” (‘Imran). ‘Imran fu il padre di Maria, Mosè e Aronne.

«Quando disse la moglie di Imran: “O Signore! Consacro (muharrar) a Te ciò ch’è nel mio ventre. Accettalo da parte mia. In verità Tu sei Colui Che tutto ascolta e conosce!” Poi, dopo aver partorito, disse: “Signore, ecco che ho partorito una femmina!” Ma Allah sapeva meglio di lei quello che aveva partorito. “Il maschio non è certo simile alla femmina! L’ho chiamata Maria e pongo lei e la sua discendenza sotto la Tua protezione, contro Satana il reietto.” E il Signore l’accettò di accettazione buona, e la fece crescere di germoglio buono.”» (Corano, 3: 35-37)

Hanna (o Anna), la madre di Maria, rimase incinta del marito Amran. Promise di consacrare (muharrar) il suo bambino. Si definisce muharrar, una persona libera dalle cose del mondo e particolarmente impegnata nel servizio Divino. Invece di avere un maschio, fu scioccata di apprendere che portava in grembo una femmina. Tuttavia, consacrò la sua bambina per divenire l’equivalente femminile di un maschio muharrar (una specie di suora moderna). È così che la futura maternità di Maria madre di Gesù fu predestinata.

Ecco perché Maria non ha avuto rapporti sessuali con i mortali prima della nascita di Cristo, ed è per questo motivo che gli uomini furono scioccati di rivederla al suo ritorno dall’India con un neonato (Gesù).

“Poi venne col bambino alla sua gente portandolo in braccio. O Maria, le dissero, tu hai fatto cosa strana.” (Corano, 19: 27)

I teologi del suo popolo erano scioccati perché ritenevano che rimanesse vergine, mentre ora aveva un bambino. Quindi le dissero: “O sorella di Aronne! Non era tuo padre un uomo malvagio né fu una prostituta tua madre!” (Corano, 19: 28)

Sostanzialmente, i teologi le chiesero: “Come hai potuto fare questo? Tu proviene da una buona famiglia. Perché ti sei comportata come una prostituta?”

“Ed essa indicò il neonato, e dissero: Come parlerem noi a chi è ancora nella culla bambino? (Il neonato) disse: In verità io sono il Servo di Dio, il quale mi ha dato il Libro e mi ha fatto Profeta, e m’ha benedetto dovunque io sia e m’ha prescritto la Salaat [l’innalzamento della kundalini]  e la Zakaat [i rituali di purificazione] finché sarò in vita e m’ha fatto gentile con mia madre, non mi ha fatto tracotante o miserabile” (Corano, 19: 29-32)

Gesù è venuto per difendere sua madre e li ha indirettamente avvertiti di non diffamarla poiché “m’ha fatto gentile con mia madre” (Corano, 19: 32). Essendo in possesso delle facoltà della Salaat [la kundalini Shakti], poteva difendere sua madre da ogni attacco.

Il digiuno da cibo e bevanda può essere un elemento del Siyaam, ma non il Siyaam stesso.

Siyaam, in realtà, significa astensione dal sesso “per un determinato numero di giorni.” Il digiuno dal cibo rimuove la concentrazione di sangue dalla parte inferiore del corpo, riduce la penetrazione del fluido corporeo dallo stomaco ai genitali rendendo più facile l’astensione dal sesso.

L’alimentazione è intimamente connessa al sesso. Le labbra sono la prima zona erogena che diventa attiva in un bambino.

Quando un uomo cerca di sedurre una donna, la porta spesso a cena. Il consumo di cibo genera nel corpo l’ambiente psichico adatto per l’attivazione del desiderio sessuale.

Alcune persone sono intrappolate all’interno di un circolo vizioso costituito da cibo e sesso. Mangiano, e il sangue del corpo inonda la zona dello stomaco per elaborare il cibo. I fluidi penetrano nella regione genitale eccitandola. La persona, quindi, si impegna poi nell’attività sessuale e l’energia consumata (bruciando calorie) stimola l’appetito che richiede nuovamente cibo. Dopo aver mangiato, si addormentano e si risvegliano con una rinnovata sensazione di fame. La sazietà genera di nuovo interesse per l’incontro sessuale.

Il digiuno riduce il bisogno sessuale, e agli uomini permette di conservare il liquido seminale necessario risvegliare la forza Salaat (kundalini).

Un abbondanza di energia sessuale trattenuta è essenziale per attivare la Salaat. La corretta osservanza del 4° pilastro dell’Islam (astensione dal sesso) rafforza il 2° pilastro (l’innalzamento della Salaat/kundalini)

L’astensione sessuale non concerne tutta la vita. Va osservata “per un numero determinato di giorni.”

L’iniziato di sesso maschile impara a padroneggiare numerosi e frequenti rapporti sessuali, se questo è il suo desiderio, e raggiunge l’orgasmo senza perdere il suo sperma. Egli è in grado di far circolare la forza sessuale in alto lungo la schiena e verso il basso tramite il canale frontale sperimentando l’estasi (“giardino della beatitudine”) in vari centri del corpo e raggiungendo anche l’orgasmo in tutto il corpo.

L’iniziazione sessuale femminile è altrettanto importante.

Hajj: Il Quinto Pilastro dell’Islam

Il quinto pilastro dell’Islam è l’Hajj. Hajj significa “vincere, conquistare” e l’hajji è il vincitore, il conquistatore.

L’osservanza corretta dei pilastri 2, 3 e 4 permette ai Musulmani di conquistare corpo e mente.

Un hajji è un completo iniziato. Questa conquista apre la strada al Musulmano per viaggiare fuori del suo corpo e per essere un pellegrino delle dimensioni spirituali liberandosi dalla prigionia corporale.

Il rituale del pellegrinaggio alla Mecca è un indizio del pellegrinaggio (hajj) interiore.

La Pietra Nera della ka’aba simboleggia il ritorno alla casa degli Arabi per baciare la loro Madre nera, l’africana Hajar (il cui nome significa pietra). Il nome di Hajar (Agar) non è citato nel Corano, pertanto, non significa espatriata come traducono molti, perché si associa alla roccia del Monte Sinai (Lettera ai Galati, 4: 25).

Le sette orbite attorno alla ka’aba simboleggiano la circolazione di una luce che gli yogi Taoisti chiamano Piccolo Circolo Celeste o Orbita Microcosmica.

Il lancio delle sette pietre contro le colonne bianche simboleggia il rifiuto per l’incompleto sistema di yoga kundalini Indiano dei sette chakra a favore della più olistica fusione tra yin/yang del Piccolo Circolo Celeste.

“E al Sole non è permesso di raggiunger la Luna, né sopravanzerà la Notte il Giorno: ma ciascuno nuota nella sua orbita.” (Corano, 36: 40)

L’energia yin del Canale Funzionale (Ren Mo) è correlata alla luna. L’energia yang del Canale del Governatore (Du Mo o Tu Mo) è correlata al Sole. Esse circolano o orbitano nel Piccolo Circolo Celeste.

Il canale del midollo spinale (il Canale del Governatore) va dal perineo al chakra della corona (sommità della testa). È maschile o yang. Il Canale Funzionale scende giù dalla parte superiore della testa attraverso la fronte, la bocca, la gola, il cuore, il plesso solare, l’ombelico, i genitali e termina al perineo. Questo canale è considerato yin o femminile.

La circumambulazione della ka’aba rappresenta la fusione armoniosa di yin e yang. Per la cultura mascolina Araba, baciare la Pietra Nera simbolo della madre Hajar (Agar), significa scendere a patti o trovare un accordo, almeno spirituale, col principio femminile.

Hajar (o Agar) è una forma della dea Egizia dell’amore Het-Heru (Het-Hor o Hator). Quindi, baciare la Pietra Nera significa anche elevare e perfezionare il principio sessuale religioso.

Hajar era un’Egizia. Il termine ka’aba è composto di tre vocaboli psico-spirituali:  Ka, Ab e Ba.

Il Ka è la personalità o il sé inferiore.

L’Ab è la volontà e l’automorale.

Il Ba è il sé divino.

Ka-ab-ba è l’unificazione delle tre parti principali dello spirito umano.

La ka’aba velata dalla kiswa indica che il principio femminile nella religione era velato proprio come le donne Arabe indossano il velo.

Molte parole Egizie sono entrate nell’Arabo dato che Hajar (Agar) era un’Egizia, la Madre nera degli Arabi, e i bambini apprendono la lingua della loro madre. Secondo la storia Biblica, Ismaele era mezzo Egizio (cioè, mezzo Africano). (Genesi, 25: 12)

Il vero significato del mito è che la cultura e la conoscenza Araba discendono dall’antico Egitto.

“Una moltitudine di gente promiscua (“Arabi”) partì con loro.” (Esodo, 12: 38)

Il pozzo di Zam Zam nel rituale dell’Hajj simboleggia il liquido seminale maschile. La sua ritenzione conserva la salute e la gioventù, quindi è “fonte di giovinezza.”

Sommario del Significato dei Cinque Pilastri

Nella formula del quinto pilastro, il Musulmano inizia innanzi tutto a testimoniare le lettere (muqatta’at), le vibrazioni sonore che operano nelle sue mani. La più alta forma di testimonianza avviene attraverso la vista.

“Lo vedrete con l’occhio della certezza.” (Corano, 102: 7)

In seguito, lo yogi Musulmano attiva la kundalini o la forza Salaat che dirige quei mantra verso il suo obiettivo.

Successivamente, lo yogi Musulmano purifica a fondo il suo complesso corpo-mente-spirito accordandogli una maggiore salute per aumentare la forza Salaat.

Quindi, si astiene dal sesso per perfezionare la sua padronanza del corpo e per completare la sua energia Salaat.

Infine, l’iniziato conquista completamente il suo corpo e la sua mente, portandolo nella completa pace (Salaam) e sottomissione (Islam) ad Allah con la ricompensa della proiezione extracorporea (Hajj).

A quel punto, si è in possesso del titolo di Hajj.

Al-Qalaam: L’Oracolo del Corano

Gli esseri umani sono concepiti per essere potenzialmente incapaci di fare del male agli altri. Eppure, viviamo in un mondo in cui si fanno torti agli altri quotidianamente.

Il Corano insegna che l’uomo fu “creato nella forma migliore” (Corano, 95: 4). La natura elementare dell’uomo è pacifica, giusta, gentile, vivace e buona. Gli esseri umani, tuttavia, razionalizzano le azioni che intendono prendere in base alle loro percezioni, e di conseguenza, danneggiano gli altri. Tuttavia, nuociamo agli altri solo dopo aver razionalizzato il nostro obiettivo, o dopo aver tentato di realizzare un buon obiettivo.

Di seguito, alcuni esempi mostrano il corso assunto dalla pura malvagità dopo che la mente ha razionalizzato e progettato le azioni diaboliche “per il bene superiore”:

1. Una donna incinta abortisce il suo bambino dopo aver razionalizzato che il nascituro non dovrebbe nascere in questo mondo. La stessa donna può chiedere la pena di morte per qualcuno che uccide un bambino al di fuori del grembo materno, ma razionalizza che la sua complicità nell’omicidio del proprio feto fu concepita “per un bene superiore.”

2. Un uomo vende droga ad altri e razionalizzando che “intendessero comprare comunque”, perché non dovrebbe guadagnare soldi e compiere qualcosa di buono per la comunità con i ricavi ottenuti dai narcotici?

3. Un governo e la chiesa autorizzano e benedicono la compravendita di schiavi razionalizzando che saranno “Cristianizzati e civilizzati affinché le loro anime vadano in Paradiso.”

4. Un uomo picchia selvaggiamente sua moglie per il suo bene razionalizzando che ha bisogno di un uomo forte in modo che nessuno la controlli e la tratti male.

“Li attirerò al male sulla terra, rendendolo attraente” (Corano, 15: 39)

La facoltà razionalizzante avrebbe dovuto portare la luce all’umanità, ma quando si corruppe, divenne Satanica e Luciferina. Tra l’altro, Lucifero rappresenta la corruzione della facoltà razionalizzante umana.

“Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra?...” (Isaia, 14: 12)

Per evitare che si facesse molto male “nel nome di Dio”, gli antichi idearono un mezzo infallibile che determinava la volontà di Dio in ogni situazione della vita.

I mezzi escogitati riguardavano la consultazione degli oracoli.

Gli oracoli sono citati in molti punti della Bibbia. Ogni religione possiede un sistema oracolare, incluso l’Islam.

Un oracolo rivela l’effettiva volontà di Dio, non la nostra razionalizzazione della volontà Divina.

Quando una persona è al corrente della Volontà Divina attraverso l’oracolo, agisce tramite tale volontà, e veramente opera come un Musulmano, cioè colui che si abbandona alla volontà d’Allah.

Un oracolo non rivela solo la volontà di Dio, ma annuncia anche la composizione delle forze spirituali (angeli) coinvolte nell’iniziativa o nell’evento. La conoscenza di questi fattori determinanti ci permette di invocare il loro aiuto e la loro guida nella nostra iniziativa.

Per scopi tecnici e spirituali, un oracolo indicherà i nomi appropriati di Dio, gli arcangeli, gli angeli, i pianeti, gli elementi naturali, i mantra appropriati e i colori impiegabili per raggiungere con successo l’obiettivo.

La lettura di un oracolo indica, inoltre, le aree di vulnerabilità e le forze opposte coinvolte nell’iniziativa.

Oracoli noti sono i Tarocchi, il Metu Neter, l’oracolo di Ifà o tavola di Ifà, e l’I Ching. Ci sono 64 esagrammi (dichiarazioni) nell’I Ching. Tali esagrammi coprono ogni possibile situazione della vita. Gli Arcani maggiori dei Tarocchi (“Grande Segreto”) contengono 22 dichiarazioni (carte). Pur appartenendo allo stesso sistema oracolare dell’I Ching, i Tarocchi sono incompleti.

“Leggi nel nome del tuo Signore, che ha creato, ha creato l’uomo da un’aderenza. Leggi! Ché il tuo Signore è il Generosissimo, colui che ha insegnato l’Oracolo [al-Qalaam], ha insegnato all’uomo ciò che non sapeva.” (Corano, 96: 1-5)

I cinque versetti suddetti furono la prima rivelazione del Corano ricevuta da Muhammad. Il “nome” del Signore letto da Muhammad si riferisce ai mantra di Dio.

“Al-Qalaam” è di solito tradotto “penna” o “canna” come nella Surah Al ‘Imran, dove si afferma: “Tu non stavi con loro quando tiravano a sorte con le canne per sapere chi si sarebbe preso cura di Maria.” (Corano, 3: 44)

La parola qalaam originariamente significava “piuma” perché all’inizio le penne erano di piuma; così il termine qalaam fu usato per la penna. La piuma, tuttavia, era un antico simbolo oracolare, giacché Tehuti, l’aspetto di Dio che crea e rivela gli oracoli, è raffigurato con una penna d’oca, mentre l’informazione dell’oracolo è: “scritture dei regni celesti.” Le ali dell’uccello sono diventate un simbolo per il regno celeste perché i volatili volano nei cieli e la loro vista aguzza li abilita a vedere estesamente dal più alto punto di osservazione del volo rispetto alle solite visuali. La visuale di quell’uccello si è trasformata in un simbolo per la visione spirituale.

“Nûn. Per l’Oracolo e ciò che scrivono!” (Corano, 68: 1)

L’oracolo del Corano si è perso. Il suo titolo è la Piuma di Osiride. Osiride è la rappresentazione Greca del Dio Egizio Ausar. Nel Corano è detto ‘Asr.

“Per l’Asr, certamente l’uomo è in perdizione.” (Corano, 103: 1)

Quest’ayat si riferisce alla perdita del grande oracolo Coranico, la Piuma di Osiride.

La piuma di Osiride spiega le 14 lettere Mistiche Arabe che precedono 29 Sure del Corano su tre livelli. Tutte insieme costituiscono 42 dichiarazioni che, se combinate con le 22 istruzioni degli Arcani Maggiori dei Tarocchi formano ed eguagliano i 64 esagrammi dell’I Ching.

L’oracolo insegna all’uomo l’inconoscibile. Utilizzando l’oracolo vengono impiegati dei mantra tramite i quali l’iniziato riceve la conoscenza discendente dai piani superiori.

La conoscenza ricevuta dall’oracolo è detta Hikmat nel Corano e Chokmah nel sistema Cabalistico che gli Ebrei adottarono dall’antico popolo Cananeo. Chokmah è il nome della seconda sfera dell’Albero della Vita, la sfera di Tehuti.

Le 42 carte della Piuma di Osiride corrispondono ai 42 assessori presenti nella Sala di Maat. Essi, inoltre, si accordano con le 42 provincie dell’antico Egitto.

Gli oracoli funzionano perché il rimescolamento casuale delle carte o del lancio delle conchiglie, ecc…, è influenzato dalla forza vitale sottile dell’individuo (la “divinità” Ra nella religione Egizia). Questa forza è sottilmente influenzata da Sole, Luna e pianeti.

Interrogando un oracolo l’intelligenza celeste (gli angeli) è coinvolta nella selezione “casuale”. La pressione del polso, le piccolissime secrezioni della sudorazione, l’intera attività respiratoria hanno un impatto sul taglio e sul rimescolamento delle carte. La carta selezionata indica la volontà di Allah, non la preferenza del richiedente.

Nel sistema Egizio, la barca di Ra rappresentava l’attività del sistema nervoso simpatico e parasimpatico. La barca luminosa (Solare) di Ra fu chiamata la barca Atet (o Matet), mentre la sua barca notturna è detta Af (“corpo, natura umana o materiale”). La barca Atet rappresenta la progressione programmata del sistema nervoso simpatico quando governa sul parasimpatico. Al sopraggiungere della notte, la barca Af (parasimpatico) domina sul simpatico.

“E due segni facemmo della notte e del giorno.” (Corano, 17:12)

Gli Egizi avevano 12 ore di rituali notturni che si basavano sul movimento della barca di Ra attraverso il Tuat o Duat, l’oltretomba. Il Tuat rappresenta il lasso di tempo tra il sistema parasimpatico e simpatico. Al Tuat si offrivano le invocazioni. La parola Araba “Dua”, invocazione, è stata mutuata da “Tuat” o “Duat”.

Il punto di angolazione Solare chiamato ‘Asr (Ausar), è il punto medio o il punto di perfetto equilibrio fra simpatico (barca Atet) e parasimpatico (barca Af). È detto che a causa dell’equilibrio perfetto (punto essenziale) tra questi due aspetti del sistema nervoso autonomo - indicato dall’equilibrio tra notte e giorno – la Salat ‘Asr sia la miglior Salaat dell’Islam.

“Siate assidui alla Salaat e alla Salaat al-wusta (la Salaat mediana) e, devotamente, state ritti davanti ad Allah.” (Corano, 2: 238)

Nel suo commento riguardante questo passo, Yusuf Ali scrisse: “La Preghiera Mediana o Salaat al Wusta può essere tradotta “la migliore o la più eccellente preghiera.” Le autorità differiscono circa l’esatto significato di questa frase, ma la maggioranza di esse ritengono trattarsi della preghiera dell’Asr (nel mezzo del pomeriggio). [Nota in calce # 271]

Salaat al-wusta è, infatti, la Salaat Asr perché rappresenta l’energia che ascende lungo il centro della colonna vertebrale e discende nel mezzo della parte anteriore del corpo (il Canale Funzionale del Taoismo). L’energia viene custodita sigillando i punti di fuga tramite le tecniche yogiche dei bandha (esercizi che chiudono la fuoriuscita della forza pranica dalle aperture). I canali centrali della Salaat (kundalini) sono i più importanti o i più eccellenti. Sono anche i primi canali attraverso cui l’iniziato sviluppa la Salaat/kundalini.

L’avverbio devotamente del suddetto versetto (Corano, 2: 238) indica anche una persona che padroneggia la sua forza sessuale. Questa forza è importante nell’elevamento della Salaat/kundalini. Il Corano dichiara: “Sollevate (la Salaat/kundalini) per Allah a coppie (Tantra o Tao Yoga dell’amore) o singolarmente e riflettete: non c’è alcun demone nel vostro compagno” (Corano, 34: 46)

Le barche di Ra sono simboliche. I grandi sacerdoti di Ra nell’antico Kamit (Egitto) non ritennero mai che una barca vera volasse in cielo. Sapevano che il movimento apparente del Sole influenzava il sistema nervoso prevedibilmente. Questo movimento era simboleggiato da una barca galleggiante nel cielo o scorrente attraverso il fiume (simboleggiando il sistema circolatorio umano) e dal Tuat, mentre in un’altra letteratura era descritta galleggiante sull’oceano celeste detto Nut.

“In verità, nella creazione dei cieli e della terra, nell’alternarsi della notte e del giorno e nelle navi che solcano il mare cariche di cose utili agli uomini, e nell’acqua che Dio fa scendere dal cielo vivificandone la terra morta, nella quale Egli dissemina ogni sorta di bestie, nel mutare dei venti e delle nuvole soggiogati fra il cielo e la terra, vi sono Segni per gente dotata d’intelletto.” (Corano, 2:164)

Le navi del precedente versetto rappresentano lo stesso principio della barca Egizia di Ra.

Il Tuat è stato ritratto come un cerchio fatto col corpo di Osiride. Osiride è raffigurato in una postura yogica con le gambe piegate all’indietro in modo che i suoi piedi tocchino la testa.

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Questo geroglifico rappresenta la sigillatura della forza energetica di Ra che scorre in un ciclo. Si tratta dell’energia Chi (Salaat) circolante nel ciclo dell’Orbita microcosmica avanzata presente nello yoga Taoista. Gli Egizi raffigurarono lo stesso processo mostrando un serpente curvo con la sua coda in bocca. Il serpente illustra il potere serpentino creativo (kundalini). La coda in bocca del serpente indica che ogni fuoriuscita energetica è bloccata da qualsiasi passaggio tramite i mudra e i bandha praticati durante le sessioni di yoga. Il cerchio rappresenta anche la circolazione della forza di Ra/Salaat.

Il serpente è solitamente mostrato mentre attornia il disco Solare per indicare che il Sole è la fonte dell’energia Salaat/kundalini.

Lo stesso principio scientifico spirituale è stato codificato nella Lettera Araba Mim (M).

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Le due forme della Lettera Araba Mim

Il glifo astrologico del Leone che è governato dal Sole è lo stesso della lettera Araba Mim.

 

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Il geroglifico Egizio corrispondente alla lettera M è un gufo. Il gufo indica la visione notturna o la visione spirituale come la forza di Ra simboleggia che il lavoro meditativo spirituale è più accessibile di notte.

Nella piuma dell’oracolo di Osiride, la Mim significa Heru Khenti-an-maati (Heru il Cieco o l’incosciente), cioè lo stato risvegliato di coscienza derivante dall’ignorare (per cecità o incoscienza) le influenze emozionali. Il suo elemento è il fuoco.

Canto: “Io mi rifugio presso il Signore degli uomini, Re degli uomini, Dio degli uomini, dal male del sussurratore del khannaas che sussurra nei petti degli uomini, che [venga] dai dèmoni o dagli uomini.” (Corano, Surah 114)

Il khunnas (chiamato al singolare Khansa ) è la coscienza globale o l’accumulo di tutti i pensieri, sentimenti, idee ed emozioni su un pianeta (in Arabo le stelle e i pianeti al plurale sono detti khunnas ). La raccolta dei dati psichici non è statica. Si può influenzare inconsciamente gli esseri umani attraverso il chakra del cuore. Quando un’idea malvagia entra nella mente di una persona, quest’ultima viene raffigurata come la “sussurratrice malvagia del khannaas.” Essa è stata simboleggiata dal sussurro, in quanto l’informazione o il suggerimento impartiti avvengono respirando o attraverso una sottile penetrazione. La vittima di questa suggestione diabolica, è di solito, il pensiero, il sentimento, l’idea, o l’impulso disceso dalla quantità di coscienza accumulata. Questa rete coscienziale è detta Illiyin e Illiyun (Yang e Yin) nel Corano, ma quest’informazione è, naturalmente, codificata e tenuta segreta a coloro che non possono decifrare il codice Coranico.

È importante sia cantillare mantra e preghiere sia inneggiare canti di lode perché tali attività contrastano i sussurri negativi all’interno del khunnas. Se gente retta inondasse l’ambiente circostante e globale con parole di potere, il mormorio malvagio del khannaas si vanificherebbe e i pensieri folli che spronano la condotta di gente squilibrata (posseduta) diminuirebbe.

I tre khunnas sono codificati nella Surah in questione in tre versetti: Rabbi-n-naas (Esseri Evoluti o “Signore degli uomini”), 2) Maliki-n-naas o Malaki-n-naas (Esseri Angelici o Re degli uomini) e 3) Ilaahi-n-naas (Esseri Divini o Dio degli uomini).

Nell’astrologia corrispondono ai segni Mutevoli (Rabb: Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci), Fissi (Malik: Toro, Leone, Scorpione e Acquario) e Cardinali (Ilaah: Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno).

Gli esseri umani sono esseri evoluti (Rabbi-n-Naas) perché ci siamo evoluti da forme inferiori e ci stiamo ancora evolvendo.

I residui animali o bestiali nell’umanità sono corporali come il cervello rettiliano (tronco encefalico o cerebrale), il cervello dei mammiferi (sistema limbico dal latino limbus) e i denti canini. La presente umanità si trova al centro di una fase evolutiva tra la vita animale e la vera vita umana. Tehuti definisce le comuni masse “la bestia-uomo”. Il passo successivo (che alcuni Profeti hanno già raggiunto) è “l’uomo-bestia”. Infine, la bestia esprime che il gruppo genetico umano sarà eliminato e soppiantato da un nuovo tipo di umanità.

Il Corano insegna che Allah non cesserà di cambiare le nostre forme ripetutamente in sagome che non conosciamo. L’evoluzione dell’essere umano non è ancora terminata.

I Tre Nafs (Anime)

L’Islam sostiene che ci siano tre stati principali di coscienza. Essi sono chiamati nafs al-ammarah (l’anima passionale o istigatrice), nafs al-lawwamah (l’anima censurante) e nafs al-mutma’innah (l’anima acquietata).

In realtà, molti insegnanti ritengono che questi tre livelli di coscienza siano categorie di persone, pertanto, se questi tre nafs corrispondono a tipologie di coscienza, è comprensibile che la gente operi principalmente con ciascuno di essi.

I concetti riguardanti il nafs al-ammarah derivano dal seguente versetto: “Non voglio assolvere mé stesso, ché l’anima passionale spinge al male, a meno che il mio Signore non abbia pietà, e certo il mio Signore è indulgente e clemente.” (Corano, 12: 53)

I concetti riguardanti il nafs al-lawwamah derivano dal seguente versetto: “Giuro per l’anima biasimatrice” (Corano, 75: 2)

I concetti riguardanti il nafs al-mutma’innah derivano dal seguente versetto: “E tu, o anima acquietata, ritorna al Tuo Signore, soddisfatta e accetta, ed entra fra i Miei servi, entra nel Mio Paradiso! (Corano, 89: 27: 30)

I tre nafs, in realtà, indicano le fasi del procedimento meditativo. Nel nostro stato ordinario di coscienza, le nostre menti (nafs o anfus al plurale) sono comandate dalle suggestioni sensoriali provenienti dai seguenti ambiti: ambiente, pensieri casuali, sentimenti, contenuti del nostro sangue, complessi emotivi e tracce mnemoniche. Inoltre, l’uomo è dominato dalle sue passioni. Il Musulmano si avvantaggia di queste passioni e le usa per alimentare la sua ascensione. La forza Salaat è integralmente legata alla pulsione sessuale. Al posto di spegnere questa pulsione, l’iniziato la utilizza per sostentare e rafforzare la sua meditazione. Questo stato lo conduce al raggiungimento della trance estatica che, nel Corano, è denominata “il giardino di beatitudine.”

Quando l’iniziato sente l’energia dell’anima passionale (nafs al-ammarrah), si concentra sulla passione e la usa per aumentare la sua velocità di vibrazione mentale. Non è costretto a stemperare la tensione per avere un orgasmo rapido, anzi, riconosce che la passione sperimentata è supplementare al suo solito campo energetico.

La passione sessuale può effettivamente essere rinvigorente e catalizza la sensazione del ringiovanimento. Questa percezione di ringiovanimento ricorda la sua precedente memoria cellulare, il suo stato giovanile di salute e molte volte il suo corpo può spontaneamente auto-guarire. Quando Marvin Gaye cantava di guarigione sessuale, si riferiva a questo tipo di concetto.

Gli innamorati si sentono sempre giovani e agiscono come se fossero giovani, si comportano da giovani e sono aperti al ringiovanimento dei loro corpi. Non importa se una donna innamorata ha 87 anni, una volta innamoratasi si sente nuovamente una ragazza.

Il Musulmano si focalizza sulla sua passione e poi la fa circolare in primo luogo lungo la spina dorsale e poi intorno all’intero corpo.

Nafs al-lawwamah indica che nella tappa successiva della meditazione, l’iniziato censura o spegne i suoi pensieri. Nafs al-lawwamah non è “l’anima accusatrice,” è l’anima censurante. Il suo collegamento alla risurrezione della forza kundalini è indicato dal versetto che lo precede: “Lo giuro per il Giorno della Resurrezione (Yawm al-qiyaamat)” (Corano, 75: 1). Questo versetto è anche un codice per la risurrezione della forza vitale (Salaat).

L’iniziato censura o elimina tutti i pensieri che entrano nel suo campo di coscienza. Quest’ultima non consente a nessun pensiero di sentenziare, né a un giudizio di replicarsi in modo indeterminato. Se uno medita e si chiede: “Accidenti, spero di poter pagare la macchina questo mese”, la coscienza elimina il pensiero prima che possa concludersi. L’interruzione di questo pensiero avviene appena pensa “Accidenti, spero…” Dopo che i pensieri sono terminati, la mente si svuota di ogni riflessione e la vera coscienza emerge dalla coscienza esteriore.

La ripetizione circolare delle parole di potere rientra nella pratica dello dhikr (japa nello yoga) affinché l’emisfero sinistro del cervello rinunci al suo modo lineare di pensare. L’iniziato cantilla ripetutamente, ad esempio “Haaaaaaa Miiiiimmmmmmmm”: questa modalità circolare di comunicazione mentale interrompe il pensiero affrancandolo dai giudizi generati dall’emisfero sinistro cerebrale.

Infine, sprovvisto di giudizi, l’iniziato raggiunge lo stato di coscienza denominato nafs al-mutma’innah (l’anima acquietata).

A questo punto, non ci sono pensieri nel campo mentale, e l’iniziato è consapevole di essere cosciente.

L’iniziato può allora sperimentare l’unità del suo vero sé con Allah (Tauhid) e raggiungere quel supercosciente stato pacifico e riposante detto samadhi.

In questo modo, la mente libera non è imprigionata nella prigione artificiale, e non si identifica con un corpo per un certo periodo di tempo. Può, quindi, trascendere il suo corpo e espandersi nell’infinito. Quest’infinito (spazio-temporale) è il “Giardino” di cui il Corano parla sovente. Il Corano afferma che il Giardino è grande come tutto il cielo e la terra (Corano, 3: 133). Quando la mente, attraverso la meditazione, raggiunge il nafs al-mutma’innah, si espande nell’infinito.

Yoga Tantrico

Gli antichi riconobbero che la vita dell’universo fu la stessa forza sessuale. Questo sessualità universale è osservabile nella seguenti polarità: Sole e Luna, elettroni e protoni, maschio e femmina. Il corpo umano è bilanciato dalle forze polari di yang (maschile) e yin (femminile). L’emisfero sinistro del cervello è maschile, mentre il destro è femminile.

Al posto di bloccare o sottomettere l’impulso sessuale, gli antichi lo armonizzarono e lo ingentilirono permettendo all’incredibile potenza sessuale di una persona di ascendere allo stato divino di coscienza (Ilaahi-n-naas).

Gli antichi hanno sviluppato lo yoga tantrico come mezzo per imbrigliare, armonizzare e utilizzare la forza sessuale.

Lo yoga tantrico è stato chiamato lo yoga del sesso poiché incorpora principi e pratiche sessuali, ma per i tantristi il sesso è un mezzo elevato per realizzare lo yoga (l’unione col Divino o il Tauhid) non essendo fine a sé stesso. Seppur le pratiche tantriche aumentino il piacere sessuale permettendo ai praticanti l’esecuzione di prodezze sessuali incredibili, il godimento sessuale è incanalabile nella spiritualità. Lo yoga tantrico non è una pratica edonistica. Gli edonisti dovrebbero usare le loro abilità naturali per fini spirituali al posto di appagare il corpo.

La forza usata dagli yogi è detta Shakti in Sanscrito, Shekinah in Ebraico e Sakinah nel Corano in Arabo.

“E uno dei Suoi Segni è che Egli v’ha create da voi stessi delle spose, acciocché attiviate con loro la Sakinah, e ha posto tra di voi compassione e amore. E certo in questo ci sono miracoli per gente che sa meditare.” (Corano, 30: 21)

Nel suddetto versetto (ayat), ho tradotto “taskunuu” (seconda persona plurale presente del verbo “sakana”) in “attiviate la Sakinah” (equivalente di Shakti). I significati di altre traduzioni sono: “troviate quiete mentale con loro”, “dimoriate con loro”, ecc… Per gli studiosi delle interpretazioni esteriori le precedenti traduzioni appaiono belle, ma per coloro che ricercano il significato più autentico e interiore della rivelazione Coranica, “l’attivazione della Shakti” si accorda meglio col significato tecnico di Sakinah, Shekinah e Shakti.

La corretta applicazione tecnica dello yoga tantrico consente ai partner di compiere veri miracoli (ayat), e molte prodezze sessuali sono eseguite in uno stato meditativo. Nel suddetto versetto Coranico è detto: “Ci sono miracoli per gente che sa meditare” (Corano, 30: 21). Il termine aya, plurale ayat, occorre 382 volte nel Corano, con verbi che hanno il senso di riflettere, meditare, pensare, ragionare. La parola “ayat” (miracoli) è traducibile anche in “segni”, ma nell’intero versetto questi segni riguardano anche lo yoga tantrico.

I seguenti termini tecnici sono tutti simili: Sakinah, Shakti, Shekinah, Ra, Libido, Orgone, Salaat, Kundalini.

I seguenti personaggi presenti nelle Scritture che simboleggiano lo yoga tantrico sono: Nefti, Het-Heru, Maria Maddalena, Regina di Saba, Venere, Afrodite, Kali, Dakini, Astarte, Iside, Neith, Gezabele.

Laddove le persone impiegano il sesso individualmente per l’ascensione spirituale, lo yoga tantrico è opportunamente indicato per due persone.

Tantra significa “tessitura, trama”, cioè simboleggia i corpi di due persone che si intrecciano esteriormente e interiormente; più precisamente, designa le energie di due iniziati che entrano nella loro controparte, cosicché il maschio sperimenta la sessualità femminile e la donna testa la sessualità maschile.

“E non fate come la filatrice che disfa il suo filato dopo averlo torto con forza” (Corano, 16: 92)

Il “filato” nel versetto di cui sopra si riferisce al filo spirituale sessuale e tantrico che è stato diviso e reso forte tra una donna e suo marito, entrambi iniziati.

Uno dei significati principali della dea Egizia Neith (Nit o Net) è “la tessitrice”. Questa dea era uno degli archetipi originali dello yoga tantrico.

Una lezione della Nazione dell’Islam afferma che il dovere della MGT & GCC (Muslim Girls Training & General Civilization Class) è di “cucire, cucinare e, in generale, agire in casa e fuori da essa.” La “cucitura” si riferisce simbolicamente allo yoga sessuale tantrico. Quest’espressione è riferita alle donne Musulmane che apprendono a padroneggiare le arti tantriche e, di conseguenza, civilizzano sessualmente i loro generali, cioè i loro mariti (G.C.C. significa Corso Generale di Civiltà).

“Le vostre mogli sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere, ma predisponetevi (le vostre anime), siate consapevoli di Allah e sappiate che lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti!” (Corano, 2: 223)

Un campo è una terra coltivata in cui un agricoltore pone i suoi semi​​. Le donne qui sono paragonate a una terra coltivata - fisicamente ai semi interrati in essa. Su un piano più profondo si riferisce al deposito delle parole di potere (hekau o mantra) all’interno di uno stato di coscienza alterato (trance).

Le numerose posizioni sessuali dello yoga tantrico sono ideate per aumentare il piacere e, allo scopo, attivano l’energia Shakti. Ad esempio, se lo scopo dell’atto sessuale è di inviare il potere curativo al suocero, lei sale sopra al marito rivolgendogli la schiena.

La donna che vuole attraverso l’atto sessuale profetizzare in stato di trance, deve agganciare le gambe allo schienale del divano per favorire in posizione inclinata l’afflusso di sangue alla testa, mentre il marito la fa godere.

Tutte le asana e tutti i mudra dell’hatha yoga erano originariamente destinati a prevenire l’orgasmo e ad aumentare la potenza sessuale degli iniziati. Ad esempio, nella posizione del loto (qada’ah nella Salaat), la donna guarisce premendo sul suo clitoride. In questo modo, raggiunge il piacere sessuale quando, all’insorgere della trance, il naturale dondolio del corpo crea uno sfregamento del calcagno contro il suo clitoride.

Il respiro e i mudra miravano al trattenimento dell’orgasmo maschile per un lungo e incredibile periodo di tempo, e quindi a reindirizzare (tramite il mudra) l’orgasmo lungo la spina dorsale e infine al cervello.

Il libro Biblico intitolato il “Cantico dei Cantici” è, in realtà, un testo tantrico che descrive il sesso spirituale tra Salomone e Saba. La storia di Salomone e Saba nel Corano è una specie di prefazione al “Cantico dei Cantici”.

“E le fu ancora detto: Entra nel palazzo! E quando essa lo vide lo credette una gran distesa d’acqua, e si scoprì le gambe. Ma Salomone le disse: È un palazzo pavimentato di cristalli!” (Corano, 27: 44)

La regina di Saba e Salomone entrarono nel palazzo di vetro di quest’ultimo. Si tratta di un profondo linguaggio in codice per indicare l’elevazione dell’energia yogica sessuale fino alla regione del cervello che i Taoisti chiamano “Palazzo di Cristallo”.

Il Palazzo di Cristallo è la regione del cervello che comprende il talamo, la ghiandola pineale, la ghiandola pituitaria e l’ipotalamo.

Mantak Chia ha scritto: “Una volta che il Palazzo di Cristallo è aperto, diventa luminoso come milioni di cristalli brillanti. Esso può dare e ricevere luce, inoltre risveglia la nostra conoscenza interiore e le più profonde potenzialità. Esso riceve luce e conoscenza dall’universo riflettendole nei vari organi e nelle diverse ghiandole per rafforzarli. Il Palazzo di Cristallo dispone anche di 10 buchi connessi ai 10 Steli Celestiali, la cui funzione nell’Astrologia Cinese è di regolare tutte le energie celesti che influenzano la terra.”

(Tao Yoga, Il risveglio dell’energia attraverso il tao)

Va ricordato che il concetto mitico Sulaymanico (Salomonico) dei 10 Sulayman considerati dei semidei proviene dalla Persia.

“Le dieci corna che hai viste sono dieci re.” (Apocalisse, 17:12; Daniele, 7: 24)

“I re credenti sono Sulayman e il Bicorne (Dhul-Qarnain).” (Letters of Rabbani, 2/251)

I 10 Sulayman si riferiscono ai 10 Steli Celestiali dello yoga Taoista.

Poiché il Corano riepiloga i libri rivelati e i principi anteriori ad esso, al lettore sono spiegati i principi a cui si riferiscono senza entrare nei dettagli. Si presume che l’iniziato abbia già una certa familiarità con tali concetti, mentre il Corano li chiarisce aggiungendo ulteriori informazioni. Tuttavia, senza una conoscenza delle rivelazioni precedenti, il lettore del Corano non può comprendere la sua saggezza spirituale profonda e ne resta smarrito.

L’Albero della Vita

La Cabala è la saggezza esoterica degli antichi abitanti di Canaan. La sua origine è Egizia.

Non c’erano vocali o segni diacritici sulle prime copie del Corano.

Quando il Corano si riferisce alla qiblah, in realtà, si relaziona alla Cabala.

Cabala significa “Faccia di Allah” o sottoporsi all’iniziazione necessaria per incontrarsi “faccia a faccia con Allah”, mentre in Ebraico significa da bocca a orecchio.

La mitologia Egizia afferma che Ausar (Osiride) fu sepolto in un albero in Siria. Questo fatto dimostra che i Siriani (Cananei) ricevettero l’Albero della Vita dai preti Osiridei Egiziani, ma l’Albero che ricevettero era di un dio morto, e non si trattava di scienza vivente.

“L’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.” (Genesi, 2: 9)

Gli Ebrei ottennero la conoscenza Cabalistica dai Cananei. Nella Bibbia è detto: “Tu sei, per origine e nascita, del paese dei Cananei.” (Ezechiele, 16: 3)

Apprendendo la Cabala dai Cananei, gli Ebrei ottennero indirettamente la conoscenza Egizia.

“E gli stolti diranno: Chi li ha sviati dalla qiblah che avevano prima? Rispondi dunque: “A Dio appartiene l’oriente e l’occidente, Egli guida chi vuole sulla retta via. Abbiamo fatto di voi una Ummah giustamente equilibrata affinché siate testimoni di fronte agli uomini e il Messaggero sia testimone di fronte a voi. E fissammo la qiblah che avevi dapprima solo per distinguere chi seguiva il Messaggero di Dio da chi se ne allontanava (dalla Fede), in effetti c’è stato un cambiamento epocale salvo che per i ben guidati da Dio; Dio non intendeva vanificare la vostra fede, ché Dio è affettuoso e misericorde con gli uomini.” (Corano, 2: 142-143)

Il significato interiore dei suddetti versetti è il cambiamento del sistema Cabalistico. Il cambiamento effettivo è oscurato. Il Profeta cambiò dal sistema Cabalistico Arabo al sistema Cabalistico Ebraico.

La moschea o il tempio di Gerusalemme fu costruita dal re Hiram e dal suo architetto Hiram-Abi (2 Cronache 2: 13), noto come Hiram Abif ai Massoni. Si tratta del Masjid al Haram (la moschea di Hiram) del Corano 17: 1.

Le polemiche sorsero quando i mistici Arabi cambiarono la Cabala (Qiblah) a cui erano familiari con quella Ebraica.

La direzione fisica della preghiera era il segno di un cambiamento grandioso, rappresentava il cambiamento dei metodi Cabalistici.

La prima Cabala (Qiblah) era, in realtà, il cielo. “Vediamo che tu volgi la faccia verso il cielo, adesso ti daremo una Qiblah (Cabala) che ti soddisferà.” (Corano, 2: 144)

Fu allora che al mistico Islamico fu dato il “Tempio di Hiram-Abi” come simbolo del loro sistema Cabalistico. Questo conferimento, naturalmente, includeva tutti gli insegnamenti segreti associati alla Massoneria.

Girandosi vero la Cabala (Qiblah) di Gerusalemme, Muhammad prese effettivamente il controllo della saggezza tradizionale degli antichi abitanti di Canaan e dell’antica sapienza Camita (Egizia).

La Cabala ha un livello letterale, uno pratico e uno mistico. Il segno distintivo della Cabala mistica è l’Albero della Vita.

Il miglior libro che ho letto sull’Albero della Vita è il primo Volume dell’opera Metu Neter di Ra Un Nefer Amen e lo consiglio a chiunque voglia comprendere pienamente quest’argomento.

 

Sephira (Sfera) Traduzione Principio Egizio

0 Ain Soph Ur Luce Illimitata Amen Inesistenza

1 Kether Corona Ausar Unità/Onnipresenza

2 Chockmah Saggezza Tehuti Onniscienza

3 Binah Comprensione Khepera Onnipotenza

4 Hesed Misericordia Maat Sintesi

5 Giborah Forza Herukhuti Analisi

6 Tifareth Bellezza Heru Volontà

7 Netzach Potenza Het-Heru Integrazione

8 Hod Gloria Sebek Separazione

9 Yesod Fondazione Auset Catalessi

10 Malkuth Regno Seb Salute/Terra

 

Afferma la preghiera del Signore: “tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen.” (Matteo 6: 13, La Nuova Diodati) Quattro sfere sono scivolate nel Vangelo per indicare che gli scrittori erano familiarizzati con la saggezza Cabalistica. “Regno, Potenza, Gloria e Amen sono rispettivamente le sfere 10, 7, 8 e 1.

Il “Nome di Dio” della sfera 1, Kether, è Eheiah, mentre in Arabo è Hayya (Vita). La Surah 2: 255 dichiara che Allah è “al-hayyul qayyuwm.” Quest’ultimo Nome di Dio si riferisce a Kether. Inoltre, questo versetto afferma che “Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra.” Il Trono è il kursiy in Arabo, e il kursiy è una tra le denominazioni delle sfere dell’Albero. “Al-hayyu-1-qayyum” è traducibile in “la forza della vita nascente.”

L’Albero della Vita è un cosmogramma che tramite una metodologia divina mostra graficamente la creazione dell’universo molto semplicemente.

Il cosmogramma mostra un’immagine della cosmologia (la scienza dell’ordine).

Ci sono immagini, mantra, chakra, pianeti, metalli, animali e piante che sono associati ad ogni sfera dell’Albero. Le linee di collegamento dell’Albero sono chiamate percorsi. “Nel “path-working” l’iniziato impara a viaggiare nelle varie dimensioni rappresentate dalle sfere. Le sfere sono i vari “cieli” che il Profeta ha asceso nel suo Viaggio Notturno.

Il “Path-working” è una potente applicazione dell’immaginazione creativa usata nell’antica forma Ebraica di misticismo nota come Cabala. Il “Path-working” è, semplicemente, l’arte della chiaroveggenza che indaga i Sentieri dell’Albero della Vita.

 

Nei tre sistemi mondiali di Fitrah, Rabbi naas include le sfere 9, 7 e 8, Maliki naas include le sfere 6, 5 e 4, Ilaahi naas include le sfere 3, 2, 1 e 0.

 

Secondo il Buddismo, l’esistenza ciclica include tre sistemi mondiali, cioè: il sistema-mondo del desiderio, in Sanscrito kdmadhdtu; il sistema mondiale della forma, in Sanscrito rupad-hdtu; e il sistema mondiale di assenza di forma, in Sanscrito dritpyadhdtu (The Tibetan Book of the Dead). Nella Fitrah Islamica questi sistemi mondiali sono contenuti nella Surah 114 del Corano: Rabbi naas (Signore dell’umanità mondiale), Maliki naas (Re dell’umanità mondiale), Ilaahi naas (Dio dell’umanità mondiale).

 

Ogni carta degli Arcani Maggiori dei Tarocchi (la vera Torah o i Tarocchi di Mosè) fornisce un quadro meditativo che corrisponde a un particolare percorso. La meditazione su una foto appropriata permette all’anima dell’iniziato di viaggiare in un particolare mondo.

L’iniziato viaggiatore (“viandante” nel Corano) scoprirà che Allah è davvero il “Signore di tutti i mondi.”

 

(Immagine dell’Albero della Vita)

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Madre, Figlio e Spirito Santo

Ruh è il termine Coranico dello Spirito. Ruh si riferisce all’applicazione scientifica della respirazione yogica. In Sanscrito si chiama pranayama.

“Cerca rifugio in Allah (respirando).” (Corano 16: 98)

Prana significa respiro o aria. In realtà, si riferisce alle particelle della forza vitale presenti nell’aria. Yama significa sia controllo sia allungamento. La corretta pratica del pranayama allunga il respiro affinché la velocità di respirazione sia rallentata. Rallentando la respirazione, la coscienza si chiude in sé stessa.

Quando l’energia del processo respiratorio provoca la discesa e l’incontro dell’energia celeste con l’energia spirituale umana, quest’energia discendente si chiama Ruh (Ruach in Ebraico).

Yama, casualmente, è il nome del dio tibetano degli inferi (inconscio collettivo) e corrisponde ad Ausar. Questa dichiarazione asserisce che il pranayama collega la coscienza individuale (jivan) al subconscio collettivo (atman).

Maryam (Merriam) è il nome della madre di Gesù. “Yam”, riferito a “Yama”, significa anche “mare”. Il mare è un simbolo della trance profonda. Entrando nella trance medianica si ha spesso la sensazione di essere sott’acqua.

L’intera storia del “Padre,” dello “Spirito Santo (Fantasma)” e del Figlio, “Gesù, il Cristo”, è una perversione deliberata della storia di Asar (Ausar, Asaru), Aset (Auset) e Heru (Osiride, Iside, e Horus) operata dalla Chiesa cattolica Romana che l’ha ridotta ad un semplice racconto astrologico (esteriore), al posto del più autorevole viaggio fisiologico. Il pranayama permette all’iniziato di entrare nella trance [Kundalini] (Aset-Meri, Maria), cosicché il Sé Superiore (Asar, Ra, Ruh, Spirito) si collega allo stato di trance, al Divino matrimonio celeste. Il riferimento è all’Immacolta Concezione, alla Vergine divenuta Gravida col Bambino. La “vergine” rappresenta lo stato di coscienza della trance “per donarti un fanciullo purissimo (Heru, Horus)” (Corano, 19: 19).

Una nuova energia della coscienza si sviluppa dall’unione del Ruh (spirito) con la condizione di trance (Maryam). Questa nuova coscienza è simboleggiata dal figlio di quello spirito e dal figlio della trance (Gesù, figlio di Maria), mentre fu l’attivazione dell’energia spirituale che produsse lo stato di Coscienza Risvegliato.

Queste nozioni appartengono alla saggezza nascosta del Tauhid (yoga) incorporata nel Corano.

Reincarnazione

Il principio yogico denominato karma è espresso nel Corano dai termini qadr e qadi. Di solito, la traduzione di qadr è “potere” e di qadi è “giudizio”. Per qadi si intende il giudizio karmico che una persona riceve in una vita o in una serie di vite, mentre qadr rappresenta le abilità o i “poteri” (chiamate “virtù” nel Nuovo Testamento) che una persona si guadagna lottando nelle sue tante esistenze. La somma o il “bilancio” di qadr/qadi è il “din,” il “percorso spirituale” della reincarnazione.

Il principio yogico è lo stesso principio Islamico secondo cui tutti gli esseri viventi infine ritorneranno ad Allah.

“Come potete rinnegare Allah, mentre voi non eravate che morti ed egli vi ha suscitato a vita, e vi farà poi morire, e ancora vi farà rivivere e poi a Lui tornerete?” (Corano, 2: 28)

Spesso, il Corano parla della “resurrezione dei morti.” La resurrezione dei morti rappresenta la reincarnazione.

Non solamente la vita si reincarna in forme più elevate, ma la gente può reincarnarsi anche in forme di vita inferiori.

“Eppur sapete quel che accadde a coloro di voi che violarono il sabato e ai quali dicemmo: Siate scimmie spregevoli!” (Corano, 2: 65)

In un altro versetto, le persone che disobbedirono a Mosè furono trasformate in scimmie e maiali. (Corano, 5: 60)

La Surah 91: 15 indica che Allah “non teme alcuna conseguenza.” Indipendentemente dal tempo, la vita intera tornerà ad Allah. È predestinato che diverremo un tutt’uno con Allah. Il Corano dichiara: “volente o nolente, tutto ciò che è nei cieli e nella terra e a Lui tutti saran fatti tornare?” (Corano, 3: 83). Non solo la vita organica “tornerà ad Allah”, ma anche la vita inanimata.

Il Corano afferma di ricordare questo e quello. Per ricordo si intendono le vite passate e gli accordi stipulati in quelle vite. Cantillare lo dhikr facilita il ricordo delle vite passate. Chi ricorda molte vite è detto “shaykh” (letteralmente, “anziano”). Egli è “anziano” nel senso che la sua coscienza risale all’antichità.

Le persone che ricordano tutte le loro vite sono chiamati “al-khalidun,” gli immortali. Sono immortali perché la loro coscienza non finisce quando i loro corpi ritornano polvere.

Gli antichi maestri Egizi sapevano programmare le loro vite future, e di conseguenza, alcuni di loro seppellirono i tesori che avrebbero dissotterrato nella loro prossima reincarnazione. Questo comportamento era all’origine della ricerca del tesoro sepolto.

Il Registro Akashico

Gli yogi Indiani credevano che ci fosse un archivio o un libro che registra ogni azione, pensiero ed emozione in una sostanza sottile detta “akasha.” Questo registro contiene tutte le informazioni del passato e del futuro. Questo libro si chiama “Registro Akashico.”

Nel Corano questo libro è detto “il Libro di Allah” (2: 101), “la Madre del Libro” (43: 4), “il Libro Chiaro” (12: 1) e “il Libro (Registro) che non lascia passare azione piccola o grande” (18: 49).

Il Registro Akashico è codificato secondo le Lettere Mistiche Alif Laam Mim (A.L.M.) del Corano.

“Alif Laam Mim. Questo è il Libro scevro di dubbi dato come guida per i timorati di Dio.” (Corano, 2: 1-2)

La meditazione permette all’iniziato di accedere a parti del Registro Akashico e di conseguenza alla vera conoscenza del passato e del futuro.

“Non c’è nulla di occulto (invisibile) nel cielo e sulla terra che non sia registrata in un Libro chiarissimo.” (Corano, 27: 75) Traduzione di Yusuf Ali

“Non sai tu dunque che Dio conosce ciò che è nei cieli e sulla terra? Tutto sta scritto in un Libro e facile è questo per Dio.” (Corano, 22: 70)

“Non vi toccherà disgrazia sulla terra o nelle vostre persone che non sia stata registrata in un Libro prima ancora che Noi la produciamo: facile è questo a Dio!” (Corano, 57: 22)

Il termine tradotto “registro” o “libro” dei suddetti versetti, in Arabo è detto “kitaab.” Per akasha, quindi, si intende qualsiasi documento registrato su carta, su computer o su un più sottile supporto di registrazione.

99 Nomi di Allah

I cattolici hanno un rosario di 108 grani. Alcuni yogi utilizzano 1080 perline per la meditazione. I Musulmani hanno un masbah (rosario) di 99 perline. Ogni perla simboleggia uno dei 99 nomi di Allah (attributi).

In ogni sistema religioso, il nome della divinità simboleggia un attributo dell’unico Dio, non una molteplicità di dèi. Ciò vale sia per lo yoga che per la religione Egizia, il Buddismo, il Taoismo e l’Islam.

I Musulmani sono in errore quando accusano gli altri sistemi religiosi di avere molti dei poiché anche gli altri potrebbero ugualmente accusare i Musulmani di adorare 99 divinità.

Ognuno dei 99 nomi di Allah è utilizzato nello dhikr (jappa, cioè ripetizione) per evocare quell’attributo specifico che si accorda con un particolare bisogno. Per esempio, se una Musulmana ha bisogno di un marito, ella cantillerà “al-wadud” (l’Amato). Al-Mughni (Colui che procura l’abbondanza) lo cantillano i bisognosi di denaro.

Un aspetto della Cabala è la gematria, la scienza numerologica. Nella gematria, i numeri sono addizionati riducendo il loro valore numerico alla radice. Ad esempio, il numero 379 diventerebbe 3 + 7 + 9 = 19 = 1 + 9 = 10 = 1 + 0 = 1 Quindi 379 nasconde il valore numerico di uno.

Il rosario di 108 grani (nasconde il numero 18)

La meditazione di 1080 grani (nasconde il numero 18)

Lo dhikr di 99 grani (nasconde il numero 18)

Nell’emisfero Orientale ​​è stato scoperto che il 18 è il numero medio dei respiri al minuto degli esseri umani.

I 99 (9 + 9) attributi di Allah nascondono al meditante l’istruzione di concentrarsi sul respiro durante la cantillazione.

1080 = 1+0+8 = 9

108 = 1+0+8 = 9

99 = 9+9 = 18 = 1+8 = 9

Concentrandosi adeguatamente sulla formula cantillazione/respirazione il meditante sprofonderà nello stato di trance simboleggiato dalla 9° sfera dell’Albero della Vita.

La trance che il meditante raggiunge attraverso la cantillazione (dhikr) gli conferisce potere. Poi, diventa noto come “al-siddiyq”, il veridico.

Conclusione

I principi dello yoga Islamico (Tauhid) sono sperimentabili applicando la dottrina Coranica.

Lo yoga comporta addestramento e fatica, ma la ricompensa per il perseverante è immensa.

 

 

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